Card. J. Zen e “traditionis custodes”: vedono un problema dove non c’è

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Perchè vedono un problema dove non c’è
e chiudono gli occhi davanti al problema,
di cui sono anche essi responsabili?

Dal sito ufficiale dell’eroico cardinale cattolico cinese: https://oldyosef.hkdavc.com/?p=1790

 

Le preoccupazioni riguardo un ventilato documento “contro” la Messa Tridentina (v. mio blog 12 giugno 2021) sono avverate ed il colpo non è stato meno duro perché previsto: molte generalizzazioni tendenziose nei documenti feriscono più del previsto il cuore di tanta gente buona, che mai ha dato la minima causa per essere sospettata di non accettare la riforma liturgica del Concilio e tanto meno di non accettare il Concilio “Tout court”. Inoltre essi rimangono membri attivi nelle loro parrocchie.

A me personalmente è stata una amara sorpresa il fatto che la “capillare” consultazione non sia arrivata a me, un cardinale e gìà membro della Congregazione del culto divino e della disciplina dei Sacramenti.
Durante gli anni 2007-2009, poi, ero vescovo di Hong Kong e perciò responsabile dell’esecuzione del “Summorum Pontificum”, e finora, notoriamente sostenitore del gruppo.

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Traditionis custodes: che fare?

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I lettori ci scrivono.
Già dopo le prime ore dalla pubblicazione del Motu Proprio di Papa Francesco che revoca le decisioni di vari suoi predecessori, sono giunte lettere di persone disorientate, oppure intenzionate a passare allo scisma o ad abbandonare la fede. Una frase significativa: “Che la decisione di un papa possa essere annullata dal suo successore mi fa pensare veramente che ormai sia tutto molto relativo”.

Papa scaccia Papa?
Si tratta di persone che colgono in tale decisione, non soltanto l’aspetto liturgico, ma soprattutto la negazione della continuità nel Magistero: cioè la negazione – nella prassi – della plurisecolare regola della fede «quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est» (vedere ad es. Giovanni Paolo II, 30/9/1995), che anche Benedetto XVI aveva più volte riaffermato chiamandola “ermeneutica della continuità” (ad es. il 22/12/2005).

Scisma e apostasia epocale?
Pertanto, non si può escludere che si verifichi uno scisma, oppure una “silenziosa” apostasia di massa ovvero la fuga nella “riserva indiana” costituita dalla chiesa lefebvriana. In questo senso mi esprimevo già nel 2019: https://www.totustuus.it/una-riserva-indiana-per-i-tradizionalisti/ .

Che cosa può fare il fedele laico in questa situazione?
Un po’ di storia può offrire spunti per l’azione.

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Vescovi Venezuela: nel nostro paese vige un regime comunista

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Nel nostro paese soffriamo le nefaste conseguenze di un modello economico imposto da un regime e un’ideologia di taglio comunista, che ci ha resi poveri tutti, specialmente i più deboli
testo originale in spagnolo qui: https://conferenciaepiscopalvenezolana.com/wp-content/uploads/2021/01/Exhortacion-Pastoral-ante-la-gravisima-situacion-del-pais-11.01.2021.pdf  

La Conferenza episcopale venezuelana ha denunciato la «gravissima situazione del paese», le «terribili conseguenze di un modello economico» autoritario e comunista, le violente persecuzioni verso ogni dissenso, l’impoverimento di un intero paese. L’esortazione pastorale porta la data dell’11 gennaio ed è frutto dell’ultima assemblea episcopale, radunata in forma virtuale il 7-9 gennaio 2021.

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Avvenire. Un altro scivolone in tema di famiglia

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Alla cortese attenzione del Direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.
Egregio Direttore,
ma dove stiamo andando con il giornale che dovrebbe dare voce ai cattolici desiderosi di seguire il Magistero della Chiesa? Soprattutto in quel campo così sotto attacco che è la famiglia?
Perché si trovano articoli, con sempre maggiore frequenza, che creano confusione riguardo all’insegnamento cattolico su ciò che papa Francesco, in continuità con quanto costantemente abbiamo imparato dal catechismo, definisce famiglia, in modo univoco, come quella realtà costituita dal rapporto d’amore tra un uomo e una donna?
Perché il suo giornale riporta questa notizia: «Alle ore 12 di questa mattina, 16 giugno 2018, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza una Delegazione del Forum delle Associazioni Familiari in occasione del 25° anniversario della nascita dell’attività associativa» e poi di seguito queste affermazioni chiarissime del pontefice: «Poi oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie “diversificate”: diversi tipi di famiglia. Sì, è vero che la parola “famiglia” è una parola analogica, perché si parla della “famiglia” delle stelle, delle “famiglie” degli alberi, delle “famiglie” degli animali… è una parola analogica. Ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola…»?
E allora perché poi, Direttore, permette a un suo giornalista di pubblicare questa intervista a colui che dovrebbe essere il maggiore interprete dell’insegnamento della Chiesa sulla famiglia (vista la carica che ricopre) confondendo le relazioni «omogenitoriali» con quella che è l’unica forma di famiglia?

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Mons. Schneider: Cristo torni a regnare nella vita pubblica e sociale

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Pubblichiamo di seguito un’intervista esclusiva che S.E.R. mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, ha concesso a Messa in Latino, dopo l’uscita del suo nuovo volume – con Diane Montagna – Christus vincit

1    Nella prima parte del libro Lei ripercorre le vicende della Sua famiglia in Unione Sovietica: come è stato possibile trasmettere la fede sotto il regime e come era vissuta in casa sua?

La fede era trasmessa quasi esclusivamente in famiglia, dentro casa. Avevamo il buon vecchio catechismo tedesco, un libro intitolato Storie bibliche, con belle illustrazioni e una breve sintesi degli eventi più importanti della Sacra Scrittura. Avevamo manuali e raccolte di preghiere tradizionali. Mia madre impartiva regolari lezioni di catechismo a noi bambini (eravamo quattro), è stata per me la prima (e migliore) catechista. Ogni giorno pregavamo tutti quanti insieme: al mattino e alla sera. Erano preghiere brevi, ma recitate sempre insieme.
Avevamo il “culto domenicale”, cioè la domenica mattina, chiuse le finestre e la porta della casa, i miei genitori radunavano noi bambini per un’ora di preghiere, un’ora santa, poiché non c’erano sacerdoti. Era una atmosfera catacombale, propria di una vera chiesa domestica. Ci univamo spiritualmente con tutte le Sante Messe che venivano celebrate in quel momento nel mondo e facevamo la Comunione spirituale. Questo “culto domenicale” della chiesa domestica in famiglia è una delle memorie più care e sante della mia vita.

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Presidente dei vescovi polacchi al Parlamento europeo: non ci possono essere compromessi sul diritto alla vita

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Mons. Stanislaw Gadecki, presidente dei vescovi polacchi, al Santuario della Patrona di Polonia

Il presidente dei vescovi polacchi è intervenuto mercoledì dopo che il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna le leggi polacche a favore della vita.
U
n articolo scritto dallo staff del Catholic News Agency, nella traduzione di Sabino Paciolla.

 

Un arcivescovo cattolico è intervenuto mercoledì dopo che il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna le leggi polacche a favore della vita.
In una dichiarazione del 2 dicembre, l’arcivescovo Stanisław Gądecki, presidente della conferenza episcopale polacca, ha detto che non ci può essere compromesso sul diritto alla vita.

Ha detto: “Il diritto alla vita è un diritto umano fondamentale. Ha sempre la precedenza sul diritto di scegliere, perché nessuna persona può autorizzare autorevolmente la possibilità di uccidere un’altra”.

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Firma anche tu la Supplica ai vescovi dell’Emilia-Romagna: priorità alla famiglia!

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Si prega di firmare solo se cattolici residenti in Emilia-Romagna.
Le firme sono destinate a ciascuno dei 14 Vescovi della nostra Regione.
Più sotto il testo della lettera ai vescovi

Supplica ai vescovi dell’Emilia-Romagna: priorità alla famiglia naturale!

Le firme sono saranno inviate ai 14 Vescovi della nostra Regione

Eccellenze Reverendissime,
l’Avvenire del 28/11/20 ha diffuso l’idea secondo cui «le famiglie […] hanno smesso di essere un riferimento educativo».
Per converso, il disegno di legge liberticida dell’attivista LGBT On. Zan sarebbe «un’opportunità anche in chiave educativa».
L’aberrante tesi del quotidiano è l’ultima tappa di un processo connotato da ambiguità (vedansi le modalità di ricezione della Nota CEI del 10/6/20, ma non solo), ammiccamenti e cedimenti alla dittatura del relativismo.
Ora la famiglia si sente davvero sola davanti al Leviatano: di fronte allo tsunami ideologico e pratico che ogni giorno aggredisce genitori e figli, non riscontriamo alcuna efficacia nelle consuete “Feste della famiglia”, nelle gite comunitarie, nei “Progetti Culturali” che ignorano il male che ci circonda.
In modo franco e diretto, vorremmo ricordare a tutti presbiteri d’Italia – non solo a quanti ritengono che i genitori non siano più un riferimento educativo – che ogni volta che siedono a tavola è perché la famiglia li sostiene. Non solo con l’8x1000 ma con secoli di donazioni che ancora oggi portano rendite.
Senza la famiglia, tutto sarà perduto: né gli attivisti LGBT, né i migranti islamici, né gli ecologismi sosteranno la Chiesa che è in Italia, anzi.
Pertanto, ci sembra il tempo di fare scelte coraggiose e intransigenti.
Vi supplichiamo di dare una svolta alla Pastorale, ma a tutta la Pastorale: perché senza la famiglia, presto non ci sarà più possibilità di opere di carità materiale.
Un primo segno di concreta attenzione per la famiglia, potrebbe essere quello di mettere in guardia dalla lettura di Avvenire ovvero scoraggiarne la diffusione: perché evidentemente la responsabilità non è solo dell’autore dell’“analisi”.
Nostra Signora Vi ottenga la forza di andare contro corrente per riaffermare le verità naturali e difendere le nostre famiglie!
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Vengono a Messa? “No, han perso l’abitudine”

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Qualche sabato fa ho avuto l’onore di fare da padrino di battesimo alla figlia di un amico. Giunto un’oretta prima ho trovato la chiesa deserta: eppure ero in una popolosa parrocchia dell’hinterland bolognese.
Il parroco si è avvicinato e, scambiati i convenevoli di rito, non ho potuto evitare di chiedergli: «Ma come mai non c’è nessuno in Chiesa?».
La risposta è arrivata subito, come fosse una cosa ovvia: «Ma a causa del Coronavirus! Le persone han perso l’abitudine di venire a Messa».

Basito, ho fatto altre domande per esser certo di aver capito bene. Mi ha spiegato e confermato:
«Nei mesi in cui non si poteva venire in parrocchia le persone han trovato altro da fare: jogging, la riscoperta dell’Appennino, il bricolage, la pesca sportiva …».
Dunque, i cattolici si son trovati improvvisamente con una decina di domeniche “libere” e… han trovato da far di meglio che andare a Messa. Compresi diaconi permanenti, accoliti e “importanti” membri eletti nel Consiglio Pastorale.

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Card. Eijk: abbiamo seguito il politicamente corretto e cercato il plauso del mondo, e oggi….

2 CommentiChiesa,Pubblicazioni

Il titolo è impegnativo perché, detta così, non lo diresti: «Dio vive in Olanda».
Ma come? Nel Paese europeo che si è scristianizzato per primo?
Nella terra dove la prostituzione è stata completamente liberalizzata, la cannabis promossa in tutti i modi?
La nazione dove l’eutanasia e l’aborto sono fenomeni endemici?
Eppure, è questo l’intento che si prefigge il cardinale arcivescovo di Utrecht Willem J. Eijk (foto in basso) che si è confidato con il giornalista Andrea Galli.

Il libro, in uscita in questi giorni per le edizioni Ares è il racconto – a tratti disincantato, a tratti speranzoso, ma di quella speranza come virtù cristiana – di come la Chiesa si sia ridotta in Olanda, ma anche di quelli che sono i germogli che si vedono nascere: «Il suo è il racconto che parla di una Chiesa che fu gloriosa e dopo il Concilio – fattasi avanguardia delle aperture più scriteriate – è finita in macerie», ha spiegato al Timone, Galli. «Però un piccolo resto è sopravvissuto alla catastrofe, un piccolo resto fedele alla dottrina cattolica, che è come un seme che fa intravedere un futuro… di rinascita. Quello che sta emergendo è che la Chiesa “progressista” si estingue, l’altra, anche se non può vantare  performance, resiste e si rigenera».

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Dialogare? Costruire ponti? Il Vangelo cosa dice?

4 CommentiChiesa,Persecuzione dei cristiani

Non è possibile perché, come dice il Vangelo, o si è con Cristo, anche inconsapevolemente, o si è contro di Lui.

Dopo l’agghiacciante distruzione di un Crocifisso (a Lizzano – BO), fatta tra bestemmie, urla e alcool…
è necessario riflettere sulla cristianofobia in Italia,
sulle cause che la stanno accrescendo, sui rimedi.
Una soluzione? Roma, appena fondata, nel VI sec. A.C., costruisce mura.

Dialogare? Costruire ponti?

di Roberto Marchesini

San Giovanni Bosco disse: «L’unica vera lotta nella storia è quella pro o contro la Chiesa».
Mentre il papa santo chiarì: «Ci troviamo di fronte ad uno scontro immane e drammatico tra il male e il bene… non solo “di fronte”, ma necessariamente “in mezzo”… tutti siamo coinvolti… con l’ineludibile responsabilità di scegliere».

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