Il “no” del Vescovo cantante a Maria corredentrice

Il Vescovo-cantante di Noto (Sicilia) mostra in strada la sua profonda conoscenza teologica.

Il “no” di mons. Staglianò ai titoli mariani di Mediatrice e Corredentrice

Dopo le numerose critiche suscitate dalla nota dottrinale Mater Populi Fidelis, emanata dal Dicastero per la Dottrina della Fede il 4 novembre 2025, alcuni sostenitori del documento hanno cercato di ridimensionarne la portata, mentre altri, al contrario, ne hanno rivendicato con forza la valenza teologica e pastorale. Tra i primi si colloca mons. Maurizio Gronchi, professore alla Università Urbaniana, secondo il quale i titoli mariani di Mediatrice e Corredentrice non saranno più utilizzati nei documenti ufficiali del Magistero, ma potranno continuare a vivere nell’alveo della pietà popolare.

Tra i secondi emerge mons. Antonio Staglianò, vescovo emerito di Noto, che ha pubblicato il 2 gennaio un articolo su Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, dal titolo eloquente: Il “no” al titolo di Corredentrice perché Maria ci conduce a Cristo.

Non senza una certa enfasi, mons. Staglianò ha firmato l’articolo qualificandosi come Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, forse, non tanto per far dimenticare di essere conosciuto in Italia come vescovo “cantante”, a motivo delle sue esibizioni canore, quanto per conferire alla posizione da lui espressa il crisma di una competenza accademica incontestabile.
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Guerra in Ucraina: parla il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav

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Lettera pastorale del Sinodo dei Vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina in Ucraina in occasione del periodo dell’Avvento.
Il 28–29 novembre 2025, nel Santuario mariano «Zarvanytsia», sotto guida del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, si è tenuta la 101 ª sessione del Sinodo dei Vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina in Ucraina. Il Sinodo ha approvato il testo della lettera pastorale per il periodo dell’Avvento.

Cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo!

Nel tempo benedetto dell’Avvento, i nostri cuori si riempiono di attesa non solo del calore festivo, ma anche del rinnovamento spirituale. Perché il Natale non è solo un ricordo della nascita del Salvatore. È un invito ad accoglierlo nella nostra vita. È un’opportunità per rinnovare la fede, rafforzare la speranza e accendere l’amore capace di cambiare il mondo.

Viviamo in un tempo di grande prova. Davanti ai nostri occhi si sgretola l’ordine globale, vengono distrutte le basi dell’esistenza umana costruite sul diritto e sulla giustizia. Il diritto della forza, come nei secoli bui del passato, di nuovo espelle la forza del diritto.

L’Ucraina si trova nel vortice di guerra. È una guerra esistenziale, perché riguarda la scelta ucraina: essere liberi, vivere nella verità, costruire la vita su valori che rispondono alla volontà di Dio. È uno scontro di civiltà, perché il mondo si è diviso tra chi aspira alla libertà e chi sceglie le tenebre e la violenza.

Al dodicesimo anno di guerra e al quarto anno della sua conformazione totale, proviamo stanchezza, ma non sconfitta. Questo tempo di «crepuscolo mattutino» ci pone una sfida difficile: siamo capaci di mobilitare tutte le risorse per la vittoria in questa lotta? L’esperienza mostra: sì! (altro…)

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Dai vescovi un giro di vite sugli abusi liturgici

Il Card. Zuppi in borghese, ad un evento del suo partito politico, con la segretaria nazionale Elly Schlein.

La Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito un energico giro di vite sugli abusi liturgici, emanando una circolare per tutti i sacerdoti, perché pongano fine ad atti che non rispettano la natura del culto pubblico della Chiesa. Il cardinale Zuppi ha firmato un documento che prevede sanzioni verso i sacerdoti protagonisti di liturgie fai-da-te.

Non ci credete?
Fate bene, perché per i vescovi italiani le priorità sono la Costituzione, il cambiamento climatico e il sostegno di Bruxelles.
Non così però per i confratelli nigeriani, che invece hanno realmente preso carta e penna per comunicare ai loro sacerdoti che di abusi liturgici ne hanno abbastanza.

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Il cardinale Burke ai preti ancora cattolici in Germania: continuate a lottare

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Messaggio ai fedeli sacerdoti della Chiesa in Germania

Reverendi e cari fratelli in Cristo, siete stati molto presenti nelle mie preghiere fin dall’inizio del cosiddetto cammino sinodale. Dopo la conclusione della quinta Assemblea sinodale, l’11 marzo scorso a Francoforte sul Meno, ho pregato soprattutto per voi, affinché restiate fedeli alla Tradizione apostolica, alle verità di fede e di morale che Cristo ci ha trasmesso nella Chiesa e che noi, come sacerdoti, abbiamo il compito di custodire e promuovere.

Mai come oggi i fedeli hanno bisogno di sacerdoti che annuncino loro la verità, che portino loro Cristo, soprattutto nei Sacramenti, e che li guidino e governino sulla via di Cristo.

Posso solo immaginare la vostra profonda tristezza per le posizioni assunte dall’Assemblea, compresa la grande maggioranza dei Vescovi, che sono direttamente opposte a ciò che la Chiesa ha sempre e ovunque insegnato e praticato.

Condivido la vostra tristezza e vivo la tentazione dello scoraggiamento, che senza dubbio sperimentate anche voi. In momenti come questi, che i sacerdoti hanno sperimentato in altri momenti della storia della Chiesa, dobbiamo ricordare la promessa che Nostro Signore, che non mente mai ed è sempre fedele alle sue promesse, ci ha fatto quando, alla sua Ascensione, ha messo nelle nostre mani la missione apostolica: “… ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).
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Osservazioni canonistiche sul Rescriptum del 21 febbraio

Se formalmente il Rescriptum ex Audientia Ss.mi del 21 febbraio 2023 – che è un atto amministrativo col quale un capo dicastero chiede e ottiene (Rescriptum: “scritto due volte”) qualcosa dal Sommo Pontefice (Sanctissimi) al termine di una udienza (ex Audientia) – si prefigge lo scopo di “implementare” il Motu Proprio Traditionis custodes del 16 luglio 2021, da un punto di vista pratico, in realtà, lo altera nella sua struttura sostanziale.

Il Rescritto, infatti, sovverte la base sul quale si fonda proprio Traditionis custodes, le cui prime parole, eco di Lumen gentium n. 23 (la costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II sulla Chiesa) sono destinate ai Vescovi: «Custodi della tradizione – esordisce il preambolo del Motu Proprio di papa Francesco che modifica il m.p. Summorum Pontificum di Benedetto XVI – i vescovi, in comunione con il vescovo di Roma, costituiscono il visibile principio e fondamento di unità nelle loro Chiese particolari».

Ma se Traditionis custodes aveva puntato sui Vescovi diocesani per una regolamentazione dell’uso delle forme liturgiche anteriori alle riforme post-conciliari, il Rescritto del 21 febbraio scorso rovescia quel principio riservando alla Santa Sede (e dunque al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti) la regolazione di un’intera materia che però, di per sé, sarebbe stata demandata alla discrezionalità dei singoli Ordinari locali dallo stesso provvedimento al quale il Rescritto dice di voler dare “implemento”. Siamo, dunque, davanti a un paradosso kafkiano – logico prima ancora che giuridico – per il quale la stessa Autorità che con un atto normativo dispone una cosa, con un successivo atto revoca, di fatto, il precedente principio, senza però formalizzare tale “inversione di marcia”, e dunque lasciando una contraddizione insolubile.
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La lotta del Card. Pell contro la lobby LGBT

Martedì 10 gennaio è venuto improvvisamente a mancare il cardinale australiano George Pell, prefetto emerito della Segreteria per l’Economia.

In una intervista andata in onda lo scorso 18 dicembre, sulle reti Mediaset, papa Francesco, nel ricordare il suo impegno per risanare le finanze vaticane, aveva affermato:

Io ho dato indicazioni soltanto. Ma l’organizzare questo che, grazie a Dio, sta andando bene con il Consiglio dell’Economia, con il Segretariato all’Economia. Tutto questo lo ha visto chiaro il cardinale Pell, che è quello che ha incominciato questo”.

Poi è dovuto rimanere quasi due anni in Australia per questa calunnia che gli hanno fattoche poi era innocente, ma gliel’hanno fatta brutta poveretto – e si è allontanato da questa amministrazione, ma è stato Pell a fare lo schema di come si poteva andare avanti. È un grande uomo e gli dobbiamo tante cose”.

Ti sarai forse domandato: a cosa si riferisce il Papa quando afferma: “gliel’hanno fatta brutta poveretto”? E, soprattutto, perché proprio a lui?

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Come ricordare Papa Ratzinger?

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Forse, il miglior modo per ricordare Benedetto XVI è quello di leggere (o rileggere) qualcuno dei suoi libri.
Noi siamo particolarmente legati a “Rapporto sulla Fede”, perché scosse la Diocesi di Bologna nel profondo: fu davvero un “libro bomba”!
Il neo-arrivato Card. Giacomo Biffi ne trasse forza per tentare (senza purtroppo riuscirvi) di riportare l’ortodossia e l’ortoprassi ecclesiale.
Il Servo di Dio Padre Tomas Tyn O.P. utilizzò quel volumetto come “cavallo di battaglia” per le tante conferenze, ritiri, riunioni e incontri che gli venivano richiesti.

In questo momento, 9 gennaio 2023, il libro è ancora soggetto ai diritti dell’autore e dell’editore: cosa ormai immorale, quanto negare il pane agli affamati.
Per tale ragione non possiamo inserirlo tra gli e-book scaricabili gratuitamente da http://www.totustuus.cloud.

Tuttavia, è scaricabile “clandestinamente” 🙂 da due siti:
1) https://www.sangiorgio-porcia.it/parrocchia/strumenti/lettura/Libri/Rapporto%20Sulla%20Fede/Rapporto%20Sulla%20Fede.html
2) https://papst.pro/static/download/Rapporto-sulla-Fede-Vittorio-Messori-a-colloquio-con-Joseph-Ratzinger.pdf

Anche se ora non possiamo leggerlo, salviamolo subito sul computer o sullo smartphone: lo leggeremo appena possibile e lo potremo far girare tra i nostri amici!

Per il quadro più generale, quello del “Mistero dei due Papi”, rimandiamo a uno studioso serio: https://www.corrispondenzaromana.it/i-due-papi-e-il-mistero-della-chiesa/

iGpM
totustuus.it

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Card. J. Zen e “traditionis custodes”: vedono un problema dove non c’è

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Perchè vedono un problema dove non c’è
e chiudono gli occhi davanti al problema,
di cui sono anche essi responsabili?

Dal sito ufficiale dell’eroico cardinale cattolico cinese: https://oldyosef.hkdavc.com/?p=1790

 

Le preoccupazioni riguardo un ventilato documento “contro” la Messa Tridentina (v. mio blog 12 giugno 2021) sono avverate ed il colpo non è stato meno duro perché previsto: molte generalizzazioni tendenziose nei documenti feriscono più del previsto il cuore di tanta gente buona, che mai ha dato la minima causa per essere sospettata di non accettare la riforma liturgica del Concilio e tanto meno di non accettare il Concilio “Tout court”. Inoltre essi rimangono membri attivi nelle loro parrocchie.

A me personalmente è stata una amara sorpresa il fatto che la “capillare” consultazione non sia arrivata a me, un cardinale e gìà membro della Congregazione del culto divino e della disciplina dei Sacramenti.
Durante gli anni 2007-2009, poi, ero vescovo di Hong Kong e perciò responsabile dell’esecuzione del “Summorum Pontificum”, e finora, notoriamente sostenitore del gruppo.

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Traditionis custodes: che fare?

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I lettori ci scrivono.
Già dopo le prime ore dalla pubblicazione del Motu Proprio di Papa Francesco che revoca le decisioni di vari suoi predecessori, sono giunte lettere di persone disorientate, oppure intenzionate a passare allo scisma o ad abbandonare la fede. Una frase significativa: “Che la decisione di un papa possa essere annullata dal suo successore mi fa pensare veramente che ormai sia tutto molto relativo”.

Papa scaccia Papa?
Si tratta di persone che colgono in tale decisione, non soltanto l’aspetto liturgico, ma soprattutto la negazione della continuità nel Magistero: cioè la negazione – nella prassi – della plurisecolare regola della fede «quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est» (vedere ad es. Giovanni Paolo II, 30/9/1995), che anche Benedetto XVI aveva più volte riaffermato chiamandola “ermeneutica della continuità” (ad es. il 22/12/2005).

Scisma e apostasia epocale?
Pertanto, non si può escludere che si verifichi uno scisma, oppure una “silenziosa” apostasia di massa ovvero la fuga nella “riserva indiana” costituita dalla chiesa lefebvriana. In questo senso mi esprimevo già nel 2019: https://www.totustuus.it/una-riserva-indiana-per-i-tradizionalisti/ .

Che cosa può fare il fedele laico in questa situazione?
Un po’ di storia può offrire spunti per l’azione.

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Vescovi Venezuela: nel nostro paese vige un regime comunista

Nel nostro paese soffriamo le nefaste conseguenze di un modello economico imposto da un regime e un’ideologia di taglio comunista, che ci ha resi poveri tutti, specialmente i più deboli
testo originale in spagnolo qui: https://conferenciaepiscopalvenezolana.com/wp-content/uploads/2021/01/Exhortacion-Pastoral-ante-la-gravisima-situacion-del-pais-11.01.2021.pdf  

La Conferenza episcopale venezuelana ha denunciato la «gravissima situazione del paese», le «terribili conseguenze di un modello economico» autoritario e comunista, le violente persecuzioni verso ogni dissenso, l’impoverimento di un intero paese. L’esortazione pastorale porta la data dell’11 gennaio ed è frutto dell’ultima assemblea episcopale, radunata in forma virtuale il 7-9 gennaio 2021.

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