Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

4 Marzo


S. Casimiro

La regina Elisabetta d'Asburgo, madre di Casimiro, terzogenito di Casimiro IV re di Polonia, ebbe tredici figli, dodici dei quali cinsero la corona regale e uno, Casimiro, quella ben più gloriosa dei santi, dopo aver rinunciato a quella di re d'Ungheria. Casimiro era nato a Cracovia, nel 1458, figlio del re di Polonia, appartenente alla dinastia degli Jagelloni, di origine lituana. Quando gli Ungheresi si ribellarono al loro re, Mattia Corvino, e offrirono al tredicenne principe Casimiro la corona, questi vi rinunciò appena seppe che il papa si era dichiarato contrario alla deposizione del regnante e alla imposizione con la forza del giovane re. Il principe aveva infatti come ambizione, se ambizione si può dire, di realizzare l'ideale ascetico della povertà e dell'umiltà.
Il capostipite della dinastia, il pagano Jagellone, sovrano della Lituania, nel 1385 si era convertito insieme col suo popolo al cattolicesimo, legando i suoi interessi a quelli della Polonia. La dinastia degli Jagelloni sarebbe rimasta sul trono di Polonia fino al 1572, estendendo le conquiste dalla Prussia all'Ungheria e realizzando in parte l'antico sogno di abbracciare in un unico regno tutti gli stati fra il Baltico e il Mar Nero. Impegnato in questa politica di espansione, re Casimiro IV (1440-1492) diede al terzogenito l'incarico di reggente di Polonia e il principe, già minato dalla tubercolosi, svolse il compito con intelligente politica, senza tuttavia lasciarsi irretire dalle seduzioni del potere.
Fu servitore diligente del suo Stato, ma non si piegò alle ragioni di Stato quando gli venne proposto dal padre il matrimonio con la figlia di Federico III, per allargare, con la politica matrimoniale, i già estesi confini del regno. Il principe Casimiro non voleva venir meno al suo ideale ascetico di purezza per vantaggi materiali che non ambiva. Di straordinaria bellezza, ammirato e corteggiato, Casimiro aveva riservato il suo cuore unicamente alla Vergine. «Anima mia, - egli scriveva in uno dei tanti " madrigali " che dedicava alla Madonna - non passare giorno senza tributare i tuoi omaggi a Maria; solennizza devotamente le sue feste, celebra tutte le sue virtù. Ammira la sua grandezza e la sua altezza sopra tutte le creature ». Spentosi all'età di venticinque anni a Grodno (nella Lituania annessa alla Russia) il 4 marzo 1484, ebbe appena morto la venerazione unanime di tutto il popolo polacco.
Nel 1521 papa Leone X lo incluse nell'eleneo dei santi dichiarandolo patrono della Polonia e della Lituania.

Tratto da www.lalode.com

 

Beato Marco dei Marconi

Nel giro di dodici anni la Mantova del XV secolo produsse due Beati.
Infatti, erano giusto dodici anni che, nel 1480, era morta Elisabetta Picenardi, terziaria servita.
In quell’anno nacque Marco dei Marconi, di umili origini. Non sappiamo nulla della sua infanzia e adolescenza, a parte la sua abitudine di uscire quando poteva dalle mura cittadine per andare a trovare certi eremiti che si erano ritirati in una località chiamata Migliarino (tra parentesi, l’Italia è piena di contrade che prendono nome dalle antiche pietre miliari romane).
Questi solitari vivevano secondo la regola detta "girolamita".
Ma che ci andava a fare, un giovane, da quelle parti?
In effetti, ancora oggi, se un giovanotto preferisce la compagnia dei preti a quella degli amici e delle amiche, è lecito il sospetto che prima o poi finirà per imitarli.
Sì, ci sono quelli che, pur amando certe assidue frequenze, poi non lo fanno, ma per costoro vale quel che disse Padre Pio: "I laici non li voglio in giro in sacrestia: o dentro o fuori".
Con ciò giustiziando i baciapile e i collitorti, quelli che anziché servire la Chiesa cercano di servirsene.
Diversi di costoro, non molto tempo fa, si ritrovarono addirittura in Parlamento.
Insomma, Marco dei Marconi vestì l’abito girolamita nel convento di S. Matteo.
Cercò l’austerità e il nascondimento, ma non si può tenere a lungo la lampada sotto il moggio.
Profezie, fenomeni mistici ed estatici, scrutazioni di coscienze, taumaturgia e miracoli ne fecero una specie di Padre Pio mantovano, con folle che cercavano di almeno toccargli il lembo del saio. Morì a soli trent’anni nel 1510.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME