E ora Avvenire apre anche al gender

Lascia un commentoMatrimonio e Famiglia,Teorie di genere - omosessualismo

Con un articolo apparso il 28/11/2020 il quotidiano dei nostri Vescovi apre

  • al DDL Zan sulle presunte discriminazioni di persone omosessuali,
  • all’educazione sessuale nelle scuole,
  • alla fede nello Stato-educatore dei nostri figli
  • ai rapporti omosessuali,
  • e dà la colpa alla famiglia per l’attuale deriva etica.

E’ l’ultimo cedimento di una serie impressionante, che nel 2020 ha visto:

Questa volta non si tratta di un’opinione o di una “lettera al direttore”, ma proprio di una “analisi” (sic!), comparsa in prima pagina e nell’inserto “Famiglia e vita”.

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Card. Muller: no unioni civili, anche lo Stato laico deve rispettare la legge naturale

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Il card. Müller: La costituzione antropologica della persona umana non è rispettata in questa nuova antropologia Lgbt
«
Unioni civili per le coppie omosessuali? Io sono leale al Papa ma non è al di sopra della parola di Dio».
«Tutto questo ha creato una grande confusione, ho ricevuto centinaia di chiamate, i fedeli sono totalmente smarriti: che cosa voleva dire, il Papa? Possibile? Perché non si esprime chiaramente?».

Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, 73 anni a fine dicembre, teologo e curatore dell’opera omnia di Ratzinger, fu nominato nel 2012 da Benedetto XVI prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è rimasto in carica fino al 2017.
«In Germania, con Benedetto, mi dicevano che ero troppo papista, adesso sono diventato un nemico del Papa! Una cosa assurda, per me: sono un cattolico, un sacerdote, ho scritto tanti libri sul primato del Papa, l’ho sempre difeso contro protestanti e liberali. Però…».

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Card. Burke: «tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali»

5 CommentiPapa,Teorie di genere - omosessualismo

I notiziari di tutto il mondo hanno riferito, con grande enfasi, come un cambio di rotta, la notizia che Papa Francesco abbia dichiarato che le persone nella condizione omosessuale, in quanto figli di Dio, abbiano “diritto di essere in una famiglia” e che “Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo”.
Inoltre, hanno scritto che abbia dichiarato: “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”.
Queste dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un’intervista con Evgeny Afineevsky, regista del documentario Francesco, proiettato in anteprima il 21 ottobre 2020 in occasione del Festival del Film di Roma.

Dichiarazioni simili generano un grande smarrimento e sono causa di confusione ed errore fra i fedeli cattolici, dal momento che sono contrarie agli insegnamenti delle Sacre Scritture e della Sacra Tradizione e al recente Magistero tramite il quale la Chiesa custodisce, protegge e interpreta l’intero deposito di fede contenuto nelle Sacre Scritture e nella Sacra Tradizione.

Sono causa di stupore ed errore riguardo l’insegnamento della Chiesa alle persone di buona volontà che sinceramente vogliono sapere cosa la Chiesa Cattolica insegni. Impongono ai pastori delle anime il dovere di coscienza di apportare correzioni e dare necessari chiarimenti.

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Famiglia: mandiamo la CEI a ripetizione dalla CEP?

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Documento dei vescovi polacchi: “Aiutare a ritrovare il normale orientamento sessuale

 

La Conferenza episcopale polacca ha rilasciato alla fine di agosto un documento di 27 pagine sui temi LGTB +, annunciandolo anche con un comunicato in cui si sottolinea che le persone con sentimenti omosessuali devono essere rispettate, ma allo stesso tempo è necessario essere in disaccordo con l’ideologia di genere e riconoscere che si tratta di posizioni incompatibili con gli insegnamenti cattolici su sessualità, famiglia e diritti dei bambini, ad esempio.

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Vescovi Usa durissimi contro la magistratura suprema

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito il 15 giugno che i datori di lavoro non possono licenziare i lavoratori a causa del loro orientamento sessuale o dell’identità di genere autodeterminata.

La decisione ha considerato un trio di casi di discriminazione dinanzi alla Corte, due dei quali hanno coinvolto dipendenti che hanno dichiarato di essere stati licenziati a causa del loro orientamento sessuale.
Un terzo caso ha coinvolto un uomo che ha perso il lavoro in una casa funebre del Michigan dopo un intervento chirurgico di transizione di genere ed è tornato al lavoro vestito da donna; la casa funeraria aveva politiche di abbigliamento specifiche per il sesso per i dipendenti. La questione controversa verteva sulle protezioni contro la discriminazione sessuale nel titolo VII della legge sui diritti civili e se queste si applicassero anche alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.
Lunedì, la maggioranza della Corte ha stabilito che «Un datore di lavoro che licenzia un individuo solo per essere gay o transessuale viola il Titolo VII».

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Mons. Suetta (IM) sul DDL Zan: “Rischio di derive liberticide”

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Riflessioni e preoccupazioni pastorali sulla proposta di legge contro i reati di omo e transfobia

Sanremo, 8 giugno 2020
+ Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia – San Remo

 

La memoria liturgica dei Santi Carlo Lwanga e Compagni Martiri, celebrata il 3 giugno scorso, ha suscitato nel mio animo l’idea e l’esigenza di intervenire sul dibattito in corso per l’approvazione di una legge contro i reati di omofobia.
L’argomento merita, soprattutto in campo ecclesiale, peculiare attenzione e speciale chiarezza a tutela della libertà della Chiesa in ordine alla propria missione evangelizzatrice ed educativa.

I santi martiri ugandesi subirono il martirio nel 1886 per ordine del kabaka Mwanga II, re di Buganda (Uganda), infastidito anche per il rifiuto di quei suoi sudditi di soddisfare le sue pulsioni omosessuali.
La loro condizione di cristiani non solo non consentiva di cedere alle richieste immorali del sovrano, ma li portava a dichiararne illecite le imposizioni.

Il progetto di legge che vorrebbe sanzionare le accuse di omo e trans-fobia, interpella la mia coscienza di pastore.
Per amore della verità che “rende liberi” (Gv 8,32) e alla quale ho consacrato la mia vita, ritengo opportuno e doveroso intervenire, riaffermando alcuni concetti fondamentali della dottrina cattolica.

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Vescovo tedesco manda a quel paese… la Conferenza Episcopale!

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Mons. Dominikus Schwaderlapp, tutt’altro che conservatore, abbandona il Forum sinodale:
“Qui si parla di sessualità polivalente, non dell’insegnamento della Chiesa”.

Va precisato che, mentre ogni Vescovo è un successore dei dodici apostoli,
una conferenza episcopale esercita solo alcune “funzioni pastorali per i fedeli di quel territorio”.
Più che lecito, dunque, l’abbandono da parte di Mons. Schwaderlapp, di un forumcolo qualunque, anche se di emanazione diretta della Conferenza dei Vescovi tedeschi.

Perchè le Conferenze Episcopali non mutano il rapporto dei singoli Vescovi con le rispettive Chiese particolari (cfr. Apostolos suos).

Ecco l’articolo dello staff della CNA nella traduzione di Sabino Paciolla:

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Vescovo di Cuernavaca (MX): il coronavirus è un castigo di Dio per l’aborto, l’omosessualismo e l’eutanasia

1 CommentoAttualità,Teorie di genere - omosessualismo,Tracce per omelie

Mons. Ramon Castro Castro, Vescovo di Cuernavaca nel Messico, ha colto l’occasione anche per mettere in guardia che, di fronte al coronavirus, il Messico affronterà una crisi economica

Fonte: LaVerdad del 23 de Marzo 2020 [nostra traduzione] – video omelia in https://www.youtube.com/watch?v=mtGZa5irpb4&feature=youtu.be&t=1429 oppure sul nostro canale: https://youtu.be/vLDjzBUgI9U?t=1516

Il Vescovo intrepido difensore de la vita y la familia, durante l’ultima omelia davanti al popolo fatta nella “Giornata nazionale della sana distanza” (che in Messico è cominciata come modo di prevenzione nell’emergenza sanitaria causata dal nuovo coronavirus), ha scatenato la solita violenza delle lobby LGBT e femministe dicendo:

«La pandemia di Covid-19 è un grido di Dio all’umanità causato dal disordine sociale, l’aborto, la violenza, la corruzione, l’eutanasia e l’omosessualità».

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Sacerdote nega l’Eucaristia a giudice “sposata” con persona dello stesso sesso: la Diocesi lo appoggia

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Una diocesi del Michigan ha comunicato di sostenere un sacerdote
che ha detto ad un parrocchiano che – a causa del suo matrimonio civile omosessuale – non dovrebbe ricevere l’Eucaristia.

 

L’inclusione e l’accettazione sono state un segno distintivo delle Chiese cattoliche nella diocesi di Grand Rapids in tutta la storia della diocesi. Rimangono tali. Presuppongono, tuttavia, un rispetto da parte dei singoli per gli insegnamenti e la pratica della più ampia comunità cattolica”, ha detto la Diocesi di Grand Rapids in un comunicato di giovedì.

Nessuna comunità di fede può sostenere la contraddizione pubblica delle proprie credenze da parte dei propri membri. Questo vale soprattutto per questioni centrali per la vita cattolica come il matrimonio, che la Chiesa ha sempre affermato, e continua ad affermare, come sacra alleanza tra un uomo e una donna”, ha aggiunto la diocesi.

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Mons. Crepaldi Vescovo di Trieste. Genitori state attenti!

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Molte recenti vicende di cronaca minorile ci hanno colpito in profondità perché hanno rivelato casi di inganno e violenza sistematica contro i nostri figli e un odio sistematico contro la famiglia.
Il Forteto, Bibbiano, le ingenti risorse all’educazione gender da parte del Comune di Milano, riduzione Lgbt tramite Paperino… hanno fatto emergere il problema della sicurezza dei nostri bambini, ragazzi e giovani agli educatori, agli operatori dei servizi sociali, ai giudici per i minori,  agli “esperti”, agli animatori… alle “istituzioni”.

Un tempo l’esistenza di una diffusa etica pubblica garantiva i genitori.
Nella società c’era una comune valutazione dell’importanza del capitale sociale da formare ad alcuni valori ritenuti fondamentali.

L’onestà nel comportamento, il rispetto tra i sessi, la centralità dei genitori nell’educazione, l’aiuto delle istituzioni verso la famiglia naturale, una condivisa religiosità che abituava alla coscienza del bene e del male e del rapporto di alcuni nostri comportamenti con l’Assoluto, permettevano ai genitori una certa tranquillità quando mandavano il figlio in gita, in “colonia” al mare, al campo-scuola, perfino quando lo mandavano in strada o in piazza a giocare a pallone, o dal bottegaio a fare la spesa.
Non parliamo poi di quando lo mandavamo a scuola.
I servizi sociali allora erano marginali.

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