Nuova legge ingiusta in Italia: la legittimazione dell’omicidio di Stato

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La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha annunciato che il 25 ottobre l’aula della Camera esaminerà la nuova proposta di legge sull’eutanasia. Il testo della proposta, adottato come testo base dalle commissioni, intitolato “Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia” è a dir poco agghiacciante.

Cercheremo di fare un’analisi articolo per articolo e di fare delle osservazioni per ognuno di essi.

  • L’articolo 1 definisce la finalità della legge, ovvero quella di disciplinare la facoltà di una persona «affetta da una patologia irreversibile o con prognosi infausta di richiedere assistenza medica, al fine di porre fine volontariamente ed autonomamente alla propria vita». Ecco la prima contraddizione logica: si afferma che una persona in quelle condizioni possa porre “autonomamente” fine alla propria vita … richiedendo però “assistenza medica” a tal fine. Il medico, dunque, è costretto ad uccidere il paziente (l’obiezione di coscienza non è mai minimamente citata), però l’atto del paziente rimane “autonomo”.

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Card. J. Zen e “traditionis custodes”: vedono un problema dove non c’è

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Perchè vedono un problema dove non c’è
e chiudono gli occhi davanti al problema,
di cui sono anche essi responsabili?

Dal sito ufficiale dell’eroico cardinale cattolico cinese: https://oldyosef.hkdavc.com/?p=1790

 

Le preoccupazioni riguardo un ventilato documento “contro” la Messa Tridentina (v. mio blog 12 giugno 2021) sono avverate ed il colpo non è stato meno duro perché previsto: molte generalizzazioni tendenziose nei documenti feriscono più del previsto il cuore di tanta gente buona, che mai ha dato la minima causa per essere sospettata di non accettare la riforma liturgica del Concilio e tanto meno di non accettare il Concilio “Tout court”. Inoltre essi rimangono membri attivi nelle loro parrocchie.

A me personalmente è stata una amara sorpresa il fatto che la “capillare” consultazione non sia arrivata a me, un cardinale e gìà membro della Congregazione del culto divino e della disciplina dei Sacramenti.
Durante gli anni 2007-2009, poi, ero vescovo di Hong Kong e perciò responsabile dell’esecuzione del “Summorum Pontificum”, e finora, notoriamente sostenitore del gruppo.

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Traditionis custodes: che fare?

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I lettori ci scrivono.
Già dopo le prime ore dalla pubblicazione del Motu Proprio di Papa Francesco che revoca le decisioni di vari suoi predecessori, sono giunte lettere di persone disorientate, oppure intenzionate a passare allo scisma o ad abbandonare la fede. Una frase significativa: “Che la decisione di un papa possa essere annullata dal suo successore mi fa pensare veramente che ormai sia tutto molto relativo”.

Papa scaccia Papa?
Si tratta di persone che colgono in tale decisione, non soltanto l’aspetto liturgico, ma soprattutto la negazione della continuità nel Magistero: cioè la negazione – nella prassi – della plurisecolare regola della fede «quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est» (vedere ad es. Giovanni Paolo II, 30/9/1995), che anche Benedetto XVI aveva più volte riaffermato chiamandola “ermeneutica della continuità” (ad es. il 22/12/2005).

Scisma e apostasia epocale?
Pertanto, non si può escludere che si verifichi uno scisma, oppure una “silenziosa” apostasia di massa ovvero la fuga nella “riserva indiana” costituita dalla chiesa lefebvriana. In questo senso mi esprimevo già nel 2019: https://www.totustuus.it/una-riserva-indiana-per-i-tradizionalisti/ .

Che cosa può fare il fedele laico in questa situazione?
Un po’ di storia può offrire spunti per l’azione.

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Giornata per la vita. Mons. Suetta: «Abrogare la 194»

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Nel suo ultimo messaggio alla Diocesi in occasione della 43esima Giornata per la vita che si celebrerà domenica 7 febbraio ha usato parole chiare per definire l’aborto «un delitto, un omicidio che nel 2020 è stata la principale causa di morte nel mondo con i suoi 42,6 milioni di vittime».
Più dell’infarto (17,9 milioni), più del cancro (8,7 milioni) e più del covid con i suoi 1,8 milioni di morti. Ma ha denunciato che di fronte all’«atrocità di questa pratica spaventosamente diffusa (…) tanto “buonismo” e tante affermazioni di principio a tutela dei diritti umani vanno a schiantarsi contro la malvagia convinzione che sia possibile sopprimere una vita nel grembo materno».

Il vescovo di Sanremo e Ventimiglia Antonio Suetta (in fototeme soprattutto una cosa: «L’insistente propaganda che tende ad assuefare le coscienze» e il fatto che «molti cristiani si avventurano a dire sciaguratamente che sia legittimo o addirittura doveroso garantire una sorta di “diritto all’aborto”». La Bussola lo ha intervistato alla vigilia della ricorrenza.

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Lukaku, un altro caso di cattolico discriminato

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Gli insulti dell’attaccante del Milan Ibrahimovic all’avversario dell’Inter Lukaku (con l’invito ad andare con la madre a fare i riti vudù),
propone l’ennesimo caso di discriminazione laicista verso i cattolici.

Perché Lukaku è cresciuto in una famiglia poverissima, con una madre dalla salda fede cattolica che non ha niente a che vedere con i riti pagani o vudù.

La partita di Coppa Italia di martedì scorso ha vissuto momenti imbarazzanti, soprattutto perché generato da un professionista come Zlatan Ibrahimovic che, quasi fosse un principiante incapace di controllarsi, ha provocato l’avversario interista Romelu Lukaku così: “Vai a fare i tuoi riti vudù di m… da un’altra parte. Piccolo asino”.
Lukaku dapprima ha replicato semplicemente sfidando il belga sul campo all’inizio del secondo tempo: “Dai, andiamo dentro!”.
Ma il milanista ha rincarato la dose: “Vai a chiamare tua madre e fate quei riti vudù di m… nella foresta”.
Quindi Lukaku ha perso il controllo mandando a quel paese “tu e tua moglie” ed è stato fermato a forza da compagni e dirigenti per evitare guai peggiori.

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Ci siamo: Facebook censura un Cardinale!

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Facebook censura l’arcivescovo emerito di Guadalajara che denuncia il “Nuovo Ordine Mondiale”.

E’ il capovolgimento della realtà, in cui è la Chiesa che ha il dovere di giudicare il mondo.
Se qualcuno avesse ancora dubbi sull’esistenza della cristianofobia, è servito.
Si tratta di una cristianofobia non sempre violenta, ma che (forse più efficacemente) procede a estirpare la fede cattolica dai cuori e dagli Stati.

Ce ne parla Thomas D. Williams il 16 gennaio su Breitbart (qui).
L’articolo riporta la prima parte del discorso del cardinale. E’ possibile ascoltarlo integralmente su youtube (
https://www.youtube.com/watch?v=L1dnDa8p7fw ).

Facebook ha censurato un video (https://www.facebook.com/semanariogdl) del cardinale Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo emerito di Guadalajara, per aver suggerito che i leader globalisti stanno sfruttando la pandemia del coronavirus per creare un nuovo ordine mondiale.

Al posto del video settimanale del cardinale, Facebook ha esposto uno screenshot grigio con il banner “False informazioni“. Sotto, Facebook ha aggiunto: “Questa pubblicazione ripete informazioni su COVID-19 che i controllori indipendenti hanno ritenuto false“.

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Vescovi Venezuela: nel nostro paese vige un regime comunista

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Nel nostro paese soffriamo le nefaste conseguenze di un modello economico imposto da un regime e un’ideologia di taglio comunista, che ci ha resi poveri tutti, specialmente i più deboli
testo originale in spagnolo qui: https://conferenciaepiscopalvenezolana.com/wp-content/uploads/2021/01/Exhortacion-Pastoral-ante-la-gravisima-situacion-del-pais-11.01.2021.pdf  

La Conferenza episcopale venezuelana ha denunciato la «gravissima situazione del paese», le «terribili conseguenze di un modello economico» autoritario e comunista, le violente persecuzioni verso ogni dissenso, l’impoverimento di un intero paese. L’esortazione pastorale porta la data dell’11 gennaio ed è frutto dell’ultima assemblea episcopale, radunata in forma virtuale il 7-9 gennaio 2021.

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18 gennaio 2021: in ricordo di Giovanni Cantoni

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di Giovanni Formicola

Un anno fa, esattamente il 18 gennaio 2020, lasciava questa terra lo scrittore Giovanni Cantoni all’età di 82 anni (era nato a Piacenza il 23 settembre 1938). Cantoni è stato un formidabile apologeta nonché fondatore ed ex reggente nazionale di Alleanza Cattolica.

1. L’Italia tra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione
Avevo poco più di vent’anni quand’ho incontrato Giovanni Cantoni di persona per la prima volta. Già avevo letto il suo saggio del 1972, L’Italia tra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, introduttivo alla seconda edizione italiana di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione di Plinio Corrêa de Oliveira. Cantoni era stato il primo, e a lungo l’unico, a far conoscere e divulgare in Italia sia l’autore che l’opera — fondamentale, tutt’ora insostituibile, da leggere, per farla, almeno ogni anno, diceva — e ne fu il principale traduttore. Nel suo saggio, Cantoni propone prima un’analisi della storia nazionale, dal cosiddetto Risorgimento all’allora incipiente politica detta di “compromesso storico”, cioè di compimento d’un itinerario che lo stesso autore definisce tentativo di «reinserire i comunisti nell’area di governo [dopo la loro estromissione nel 1947], e per indebolire e annullare ogni reazione a ciò contraria che provenisse dalla Gerarchia e dal popolo cattolico». Poi, e a mio avviso soprattutto, delinea i principi e l’orientamento d’un opus per la conservazione del resto, e poi per la restaurazione integrale, d’una civiltà cristiana.

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Avvenire. Un altro scivolone in tema di famiglia

3 CommentiChiesa,Matrimonio e Famiglia
Alla cortese attenzione del Direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.
Egregio Direttore,
ma dove stiamo andando con il giornale che dovrebbe dare voce ai cattolici desiderosi di seguire il Magistero della Chiesa? Soprattutto in quel campo così sotto attacco che è la famiglia?
Perché si trovano articoli, con sempre maggiore frequenza, che creano confusione riguardo all’insegnamento cattolico su ciò che papa Francesco, in continuità con quanto costantemente abbiamo imparato dal catechismo, definisce famiglia, in modo univoco, come quella realtà costituita dal rapporto d’amore tra un uomo e una donna?
Perché il suo giornale riporta questa notizia: «Alle ore 12 di questa mattina, 16 giugno 2018, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza una Delegazione del Forum delle Associazioni Familiari in occasione del 25° anniversario della nascita dell’attività associativa» e poi di seguito queste affermazioni chiarissime del pontefice: «Poi oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie “diversificate”: diversi tipi di famiglia. Sì, è vero che la parola “famiglia” è una parola analogica, perché si parla della “famiglia” delle stelle, delle “famiglie” degli alberi, delle “famiglie” degli animali… è una parola analogica. Ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola…»?
E allora perché poi, Direttore, permette a un suo giornalista di pubblicare questa intervista a colui che dovrebbe essere il maggiore interprete dell’insegnamento della Chiesa sulla famiglia (vista la carica che ricopre) confondendo le relazioni «omogenitoriali» con quella che è l’unica forma di famiglia?

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Mons. Schneider: Cristo torni a regnare nella vita pubblica e sociale

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Pubblichiamo di seguito un’intervista esclusiva che S.E.R. mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, ha concesso a Messa in Latino, dopo l’uscita del suo nuovo volume – con Diane Montagna – Christus vincit

1    Nella prima parte del libro Lei ripercorre le vicende della Sua famiglia in Unione Sovietica: come è stato possibile trasmettere la fede sotto il regime e come era vissuta in casa sua?

La fede era trasmessa quasi esclusivamente in famiglia, dentro casa. Avevamo il buon vecchio catechismo tedesco, un libro intitolato Storie bibliche, con belle illustrazioni e una breve sintesi degli eventi più importanti della Sacra Scrittura. Avevamo manuali e raccolte di preghiere tradizionali. Mia madre impartiva regolari lezioni di catechismo a noi bambini (eravamo quattro), è stata per me la prima (e migliore) catechista. Ogni giorno pregavamo tutti quanti insieme: al mattino e alla sera. Erano preghiere brevi, ma recitate sempre insieme.
Avevamo il “culto domenicale”, cioè la domenica mattina, chiuse le finestre e la porta della casa, i miei genitori radunavano noi bambini per un’ora di preghiere, un’ora santa, poiché non c’erano sacerdoti. Era una atmosfera catacombale, propria di una vera chiesa domestica. Ci univamo spiritualmente con tutte le Sante Messe che venivano celebrate in quel momento nel mondo e facevamo la Comunione spirituale. Questo “culto domenicale” della chiesa domestica in famiglia è una delle memorie più care e sante della mia vita.

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