Pubblichiamo di seguito un’intervista esclusiva che S.E.R. mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, ha concesso a Messa in Latino, dopo l’uscita del suo nuovo volume – con Diane Montagna – Christus vincit1 Nella prima parte del libro Lei ripercorre le vicende della Sua famiglia in Unione Sovietica: come è stato possibile trasmettere la fede sotto il regime e come era vissuta in casa sua?
La fede era trasmessa quasi esclusivamente in famiglia, dentro casa. Avevamo il buon vecchio catechismo tedesco, un libro intitolato Storie bibliche, con belle illustrazioni e una breve sintesi degli eventi più importanti della Sacra Scrittura. Avevamo manuali e raccolte di preghiere tradizionali. Mia madre impartiva regolari lezioni di catechismo a noi bambini (eravamo quattro), è stata per me la prima (e migliore) catechista. Ogni giorno pregavamo tutti quanti insieme: al mattino e alla sera. Erano preghiere brevi, ma recitate sempre insieme.
Avevamo il “culto domenicale”, cioè la domenica mattina, chiuse le finestre e la porta della casa, i miei genitori radunavano noi bambini per un’ora di preghiere, un’ora santa, poiché non c’erano sacerdoti. Era una atmosfera catacombale, propria di una vera chiesa domestica. Ci univamo spiritualmente con tutte le Sante Messe che venivano celebrate in quel momento nel mondo e facevamo la Comunione spirituale. Questo “culto domenicale” della chiesa domestica in famiglia è una delle memorie più care e sante della mia vita.

“Nel nostro paese soffriamo le nefaste conseguenze di un modello economico imposto da un regime e un’ideologia di taglio comunista, che ci ha resi poveri tutti, specialmente i più deboli”
Alla cortese attenzione del Direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.
Il cardinale Raymond Leo Burke ha tenuto sabato scorso una poderosa omelia sulla situazione generata dal Covid 19, negli Stati Uniti e nel mondo, illustrando l’uso perverso della crisi che i Poteri stanno mettendo in atto usando la paura; e l’inefficacia della Chiesa nel rispondere a questa sfida.
«L’establishment ecclesiastico progressista adesso accusa i laici di interferenza, dicendo: “Non è compito vostro, tacete!”»
Con un articolo apparso il 28/11/2020 il quotidiano dei nostri Vescovi apre
