Mons. Crepaldi: dopo il coronavirus un nuovo statalismo?

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Dopo il coronavirus: la strada della vera libertà
Appunti
✠ Giampaolo Crepaldi

Qualche settimana fa, in piena emergenza coronavirus, ho avuto modo di rendere note alcune mie riflessioni, condotte sia come vescovo sia come convinto promotore della Dottrina sociale della Chiesa, sulla nuova situazione sociale creata dall’epidemia. Come ricordavo in quella occasione, questa esperienza richiede di essere valutata prima di tutto in chiave spirituale e nella visione di una teologia della storia umana segnata dalla caduta e dalla redenzione.
Scriveva infatti Leone XIII nella Rerum novarum che «le cose del tempo non è possibile intenderle e valutarle a dovere, se l’animo non si eleva ad un’altra vita» (n. 17).
Così la Chiesa aiuta gli uomini ad affrontare anche la presente crisi: «La crisi ci obbliga a riprogettare il proprio cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno» (Caritas in veritate, n. 21).
Tenendo conto di questa prospettiva, vorrei ora continuare quelle osservazioni interrogandomi più direttamente su alcune direttive di azione, che assieme ai principi di riflessione e ai criteri di giudizio, fanno parte della proposta della Dottrina sociale della Chiesa.

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Card. Burke: si pensa che la vittoria sul coronavirus dipenda totalmente da noi

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Messaggio per la Settimana Santa dell’Anno

Cari amici,

Fin dall’inizio del mio servizio come vescovo di una diocesi, sembrava che ogni anno, con l’avvicinarsi delle celebrazioni del Natale e della Pasqua, ci sarebbe stato un evento profondamente triste nella diocesi o una crisi difficile da affrontare per il bene della diocesi.
Proprio mentre anticipavo con gioia le celebrazioni dei grandi misteri della nostra salvezza, accadeva qualcosa che, da un punto di vista umano, metteva una nube oscura sulle celebrazioni e poneva in discussione la gioia che esse ispiravano.
Una volta, quando ho commentato con un fratello Vescovo questa esperienza dolorosamente troppo regolare, mi ha semplicemente risposto: “È Satana che cerca di rubarti la gioia”.

Ha senso che Satana, che Nostro Signore descrive come “un omicida fin dall’inizio, … un bugiardo e padre della menzogna” (Gv 8, 44) voglia nascondere ai nostri occhi le grandi realtà dell’Incarnazione e della Redenzione, voglia distrarci dai riti liturgici attraverso i quali non solo celebriamo quelle verità, ma riceviamo le incommensurabili e incessanti grazie che ci hanno conquistato.
Satana vuole convincerci che la perdita e la morte, e la tristezza e la paura che le accompagnano naturalmente dimostrano che Cristo è falso, falsificano la Sua Incarnazione redentrice, e mostrano che la nostra fede e la gioia che essa naturalmente ispira sono una menzogna.

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Perché il coronavirus? Cosa chiedere?

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Nella sua bimillenaria esperienza, il Corpo Mistico di Cristo (la Chiesa) ha sempre saputo individuare la causa delle epidemie e quali sono i rimedi da adottare in via prioritaria.

Li riproponiamo (tradotti dal latino) dopo il decreto che rende tutta l’Italia “zona arancio”, certi che saranno ben più efficaci.
Tutti i sacerdoti sapranno trovare il modo per inserirli nella propria S. Messa sine populo, anche nella forma ordinaria del rito romano.
I laici possono utilizzarli per capire cosa chiedere e, soprattutto, a Chi.

 

Santa Messa votiva per allontanare la mortalità e in tempo di peste.

Il flagello delle malattie epidemiche è una grave prova per l’umanità. La scienza ne ricerca le cause e con tutti i suoi mezzi cerca di arrestarne il progresso: ed è bene.
Ma bisogna pure alzare gli occhi a Dio, il quale permette il flagello perché l’uomo dall’esperienza della brevità della vita presente ritorni sulla retta strada e si prepari a comparire al Tribunale del Giudice Eterno, che a tempo debito interviene perché il male abbia termine.
L’antifona d’introito è una preghiera a Dio, perché ordini alle cause del male di cessare dal loro influsso pernicioso.

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A Dio, Giovanni Cantoni!

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Da sinistra a destra: il principe imperiale Dom Bertrand de Orléans e Bragança, Giovanni Cantoni, il Prof. Plinio, nella sede del Consiglio Nazionale della TFP, a São Paulo (1972).

E’ morto ieri a Piacenza, sua città natale, all’età di 82 anni Giovanni Cantoni.
Egli ha riscoperto e diffuso per tutta la sua vita la scuola d’azione contro-rivoluzionaria e cattolica.
I funerali si svolgeranno domani 20/1/2020 alle ore 15 presso la Basilica di Sant’Antonino a Piacenza.

Una testimonianza, con gratitudine.

«Ai giorni nostri, come tu vedi, si può morire… ma non in piedi.
Ma sono giorni fatti per noi, perché è il tempo di santi e di eroi
»
(Leo Valeriano, 1970)

 

Feci conoscenza con il Sessantotto nel 1971, quando mi ritrovai in un lago di sangue grazie a compagni di scuola attivisti del P.C.I.
Seguirono anni di battaglia e di scontro fisico: ci battevamo quasi senza sapere il perché… ma non cedevamo neanche un metro.
Una sola cosa avevamo chiara: i “rossi” volevano farci diventare massa, noi volevamo vivere per un ideale e difendere la terra dei nostri padri.

 

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Nuovo eBook gratis: La 2° Rivoluzione, detta “Francese”

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Il nuovo e-book e’ scaricabile gratuitamente dal sito dei libri:
http://www.totustuus.cloud/

 La 2° Rivoluzione, detta “Francese”                 

Un’efficace storia della Rivoluzione francese.
In una prospettiva teleologica, il comportamento dell’uomo si svolge in tre direzioni: verso Dio, verso i suoi simili, verso le cose.
L’interruzione del rapporto con Dio fu compito della Rivoluzione protestante (1517) che diede origine allo spirito di dubbio, al libero esame, all’interpretazione soggettiva della Scrittura.
Vaticinata dall’illuminismo, enciclopedismo e massoneria, la Rivoluzione Francese ebbe il compito di distruggere i corpi intermedi, cioè tutte le forme di aggregazione tra gli uomini e lo Stato.
La Rivoluzione socialista del 1917 ebbe il compito di abolire il rapporto dell’uomo con le cose, ad esempio la proprietà privata.

Infine, una quarta Rivoluzione – che può essere simboleggiata nel Sessantotto – si sta occupando della distruzione del rapporto dell’uomo con sé stesso: una rivoluzione in interiore homine.           

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P. Tomas Tyn 30 anni dopo: un domenicano senza compromessi

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Contro il comunismo e contro l’aborto“:  era questo lo slogan con cui – negli anni Ottanta – un gruppo di militanti contro-rivoluzionari sensibilizzava i cattolici davanti alle chiese bolognesi: P. Tomas Tyn O.P. militava tra loro con le attività proprie del sacerdote e del maestro di spirito.
Oggi Padre Tomas è Servo di Dio… nel 30° anniversario del suo transito al Cielo, un evento lo ricorda a Bologna: mercoledì 1 gennaio 2020, alle 17:00, presso la Chiesa di Santa Maria della Pietà (Via San Vitale 112 – Bologna).
http://www.fattisentire.org/db/FattiSentire_Evento_don_Martini.pdf

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Il nome di padre Tomas Tyn, ancora poco conosciuto nel mondo cattolico, non può essere dimenticato da chi ha avuto la grazia di incontrarlo, in quegli anni Ottanta del Novecento, che possono essere definiti tra i più bui della nostra storia più recente. Era l’epoca infatti in cui pochi avvertivano lo scricchiolio dell’Impero sovietico e i più credevano sull’”irreversibilità” del socialcomunismo, illudendosi di poterlo “battezzare” e “umanizzare”, per costruire un “mondo migliore”.

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Il Presidente Bolsonaro consacra il Brasile al Cuore Immacolato di Maria

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Il 23 maggio il presidente del Brasile ha consacrato il suo Paese al Cuore Immacolato di Maria. E finora è stato fortunato perché i prelati e i cattolici “adulti” brasiliani non si sono affrettati a prendere, schifati, le distanze da lui, come successo in Italia con Salvini. Non è la prima consacrazione di questo tipo in Sudamerica, perché già nel XIX secolo un Paese era stato consacrato al Sacro Cuore di Gesù: l’Ecuador. Una storia che val la pena conoscere.

di Rino Cammilleri

Il nuovo presidente dell’immenso Brasile, Jair Bolsonaro, ha partecipato lo scorso 23 maggio a un’imponente manifestazione pubblica dove, davanti alla statua della Madonna di Fatima, ha consacrato il suo Paese al Cuore Immacolato di Maria. Twitta il Messaggero così: «Copiando praticamente il gesto fatto da Matteo Salvini al termine del suo comizio elettorale quando ha consacrato la sua vita e la vittoria leghista per salvare l’Europa e l’Italia alla Vergine di Fatima». Bontà sua, il quotidiano romano precisa: «Nel caso di Jair Bolsonaro non si trattava di una iniziativa elettorale, ma di un evento organizzato da un gruppo di deputati con la partecipazione di gruppi di preghiera e del vescovo locale, monsignor Fernando Rifam».

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Nuovo e-book gratis: Magistero episcopale dimenticato

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Il nuovo e-book gratuito e’ scaricabile gratuitamente dal sito dei libri
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Magistero episcopale dimenticato
Testi

Conferenza Episcopale Italiana: Il laicismo

  1. Episcopato spagnolo: LETTERA in occasione della guerra civile spagnola
  2. Episcopato tedesco, Mons. Stimpfle: Massoneria. La commissione per il dialogo ha chiarito la decisiva questione
  3. Episcopato brasiliano: Aggiornamento e fedeltà
  4. Episcopato dell’Emilia-Romagna, Card. G. Biffi: Islam e cristianesimo

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Arriva il 2018: Litanie per l’Italia triste

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2017, 29 dicembre, festa di San Tommaso Becket e San David Re,
patroni di chi fa politica, cioè di tutti i laici, non solo dei partiti:
si chiude la legislatura Renzi-Alfano-Gentiloni
che verso la famiglia e la vita è stata satanica.

Nel nome del Padre + del Figlio + e dello Spirito Santo +

O Iddio Signore del cielo e della terra che forgiasti l’Uomo a tua immagine e somiglianza, non disdegnare l’implorazione e la supplica che Ti rivolgiamo nell’attesa del prosciugamento delle acque che hanno insozzato l’Italia, e dalla ripresa dopo i terribili terremoti che sempre la scuotono devastandola;

O Iddio che permettesti al nostro Paese di accendere la fiaccola della civiltà in tempi remoti,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che donasti a questo lembo di terra l’appellativo di giardino d’Europa,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che questo lembo di terra immergesti nel mare, fonte di progresso, commercio, prosperità,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che ci concedesti campagne fertili, cieli tersi, aure balsamiche,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che inviasti a questo lembo di terra Uomini dalla vita mirabile in obbedienza alla Tua santa Legge, i cui Nomi si osannano o si confondono nella loro fattiva operosità benefica,
* abbi pietà dell’Italia. (altro…)

Natale: esame di coscienza, preghiera, ringraziamento

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Esame di coscienza e preghiera
Ai piedi del presepio, ognuno può voltarsi indietro per analizzare la propria storia individuale: come la grazia di Dio fece strada nella propria anima; gli alti e bassi, le corrispondenze e i rifiuti alla grazia; i movimenti di orgoglio e di sensualità; la vittoria, qualche volta la sconfitta, ma di nuovo la vittoria e la misericordia di Dio.
Infatti, la Madonna sapeva che certuni sarebbero caduti lungo il cammino; che avrebbe atteso, nelle intenzioni dei caduti, le preghiere di coloro che rimasero fedeli;  e che, di tanto in tanto, sarebbe riuscita a risollevare qualche figlio affinché riprendesse il buon cammino.
Tutto ciò sarebbe accaduto attraverso oscurità che non conosciamo, sino al momento del suo intervento finale e l’instaurazione del Regno di Maria, da Lei rivelato a Fatima nel 1917.
Dovremo prendere tutto questo in considerazione quando saremo ai piedi del presepio, e dire: Gesù Bambino, siete il sasso d’inciampo, la pietra di scandalo che divide la Storia in due metà. Tutto ciò che sta dalla Vostra parte è Contro-Rivoluzione e tutto ciò che è contro di Voi è Rivoluzione. (1)
Mentre veneriamo il presepe, possiamo elevare una preghiera: Signore Gesù Cristo, ecco un figlio portato dalla grazia che Vostra Madre celeste, mediante le sue preghiere, ottenne da Voi. Ecco un figlio inginocchiato davanti a Voi, innanzitutto per ringraziarVi, ma già pronto a combattere per Voi nella Contro Rivoluzione, fiducioso nella Vostra grazia.

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