Mons. Mutsaerts (NL) sul libro di Benedetto XVI e del Card. Sarah

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Il vescovo olandese Robert Mutsaerts, ausiliare di ‘s-Hertogenbosch (Den Bosch), ha detto di “comprendere” il motivo per cui papa Benedetto ha contribuito al dibattito sul celibato sacerdotale nel libro che ha scritto insieme al cardinale Sarah, Des profondeurs de nos cœurs (Dal profondo dei nostri cuori).

Ecco una utile intervista che il vescovo Mutsaerts ha rilasciato a Jeanne Smits, pubblicata su LifeSiteNews e che vi propongo nella mia traduzione.

 

LifeSiteNews: Lei dice che la questione del celibato cristiano è centrale per la Chiesa. Perché?

Il vescovo Robert Mutsaerts: Si tratta di qualcosa di più del celibato. Il celibato tocca l’identità del sacerdote, del sacerdozio, e poi tocca anche i sacramenti. Dopo tutto, noi siamo una Chiesa sacramentale.
Quindi non è solo una piccola cosa, tocca molto di più. Se lo si mette da parte, molte cose seguiranno.
Lo so, è presentata come se dovesse essere permessa solo in pochi casi eccezionali. Ma – e questo lei comprende – una cosa porta ad un’altra. Inoltre, si tratta di principi, e per quanto mi riguarda, non bisogna mai metterli da parte a causa di circostanze pragmatiche.

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Vescovo polacco contro la Gretina: è un oracolo sfruttato ideologicamente

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Un vescovo fa il suo mestiere e dice la sua.

Contrariamente a quanto si possa pensare, Greta Thunberg, non è un’eroina alla Giovanna D’Arco rediviva.

Ce n’eravamo quasi convinti visto come – specie in Europa – molti prelati sono letteralmente caduti ai piedi della adolescente svedese che da mesi gira il mondo, in versione sempre green e un po’ scroccona, per richiamarci alla fine del mondo per causa dell’inquinamento e dello sfruttamento della terra.

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Sacerdote nega l’Eucaristia a giudice “sposata” con persona dello stesso sesso: la Diocesi lo appoggia

3 CommentiChiesa,Teorie di genere - omosessualismo

Una diocesi del Michigan ha comunicato di sostenere un sacerdote
che ha detto ad un parrocchiano che – a causa del suo matrimonio civile omosessuale – non dovrebbe ricevere l’Eucaristia.

 

L’inclusione e l’accettazione sono state un segno distintivo delle Chiese cattoliche nella diocesi di Grand Rapids in tutta la storia della diocesi. Rimangono tali. Presuppongono, tuttavia, un rispetto da parte dei singoli per gli insegnamenti e la pratica della più ampia comunità cattolica”, ha detto la Diocesi di Grand Rapids in un comunicato di giovedì.

Nessuna comunità di fede può sostenere la contraddizione pubblica delle proprie credenze da parte dei propri membri. Questo vale soprattutto per questioni centrali per la vita cattolica come il matrimonio, che la Chiesa ha sempre affermato, e continua ad affermare, come sacra alleanza tra un uomo e una donna”, ha aggiunto la diocesi.

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Card. Sarah: «Esigete dai pastori la fede cattolica e digiunate per la loro codardia»

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ll testo integrale della lectio magistralis pronunciata dal cardinal Robert Sarah davanti ai lettori della Nuova Bussola Quotidiana nell’evento di Milano.
– IL VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO DI SARAH: https://youtu.be/crDxJezNVAI

 

Gentili Signori,
Cari Amici,
grazie per avermi accolto qui, grazie a Riccardo Cascioli per avermi voluto invitare a presentare il mio ultimo libro presso questo luogo intitolato alla memoria del Beato Ildefonso Schuster, grande cardinale arcivescovo di Milano per 25 anni, monaco benedettino, grande pastore di anime e fondatore del glorioso seminario milanese di Venegono. Grazie a Voi tutti qui presenti. Mi sento molto onorato della vostra presenza ed amicizia.

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Il cardinale perseguitato dal social-comunismo sarà beato

1 CommentoChiesa,Santi, padri e dottori

Il primate Stefan Wyszynski, il campione della lotta al socialismo sovietico
e guida di papa Wojtyla,

Padre Zbigniew Suchecki, racconta la storia eroica ed il miracolo del cardinal Stefan Wyszynski

Dopo Giovanni Paolo II, anche il cardinale Stefan Wyszynski, che fu primate della chiesa polacca nel periodo del regime comunista, cioè dal  1948 al 1981, sarà elevato alla gloria degli altari. La sua causa di beatificazione, iniziata  da Papa Wojtyla nel maggio del 1989, ha già superato  la fase diocesana  ed è in corso quella definitiva presso la Congregazione dei Santi a Roma.

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Mons. Aquila (Denver): lo scisma tedesco avanza?

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Tra lettere dal Vaticano e incontri tra il cardinale Marx e papa Francesco, il cosiddetto “cammino sinodale” tedesco prosegue.
Il 25 settembre, nell’assemblea plenaria tenutasi a Fulda, sono stati approvati degli statuti (51 “sì”, 12 “no” e un astenuto) che, a parte qualche cambiamento di poco conto, come riferisce la Cna, confermano l’orientamento maggioritario dei vescovi tedeschi di trattare la revisione dell’insegnamento sulla morale sessuale, il ruolo delle donne, l’ordinazione sacerdotale, ecc.

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Card. Urosa sul Sinodo Amazzonico: un dialogo senza conversione?

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Riporto il testo delle osservazioni fatte dal cardinale Jorge Urosa Savino, arcivescovo emerito di Caracas, Venezuela, sull’Instrumentum Laboris per il prossimo Sinodo dell’Amazzonia. Sono osservazioni molto puntuali, espresse in maniera garbata ma ferme. Il testo delle osservazioni è stato pubblicato sul National Catholic Register. Eccolo nella traduzione di Sabino Paciolla. 

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Il cardinale denuncia il socialismo, in particolare quello venezuelano, come principali responsabili dei mali dell’Amazzonia.

I documenti preparatori del Sinodo
– cadono ancora nella trappola del dialogo fine a sé stesso
– tacciono sull’indispensabile conversione delle persone e delle nazioni
– finendo così per proporre come modello una Chiesa tribale, senza dogma né diritto.

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L’arcivescovo di Bologna reintegra un prete comunista, già ridotto allo stato laicale

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L’ex-prete e parlamentare comunista Eugenio Melandri con il carnefice del popolo cubano Fidel Castro.

Siamo cattolici e non ci piace commentare gli atti degli uomini di Chiesa: ciò che concerne i sacramenti e la fede è di loro competenza.
Né serve protestare e manifestare, la Chiesa è gerarchica e conosce una sola “maggioranza”: quella della fedeltà a Cristo.

Ma quando gli ecclesiastici vogliono fare politica direttamente, abbiamo il diritto e il dovere di parlare: perché in quel caso è la Chiesa che si abbassa verso la città secolare, non il laicato che vuole occuparsi di fede e costumi (1).
Dell’indispensabile diversità di compiti tra chierici e laicato cattolico fa stato la stessa giurisprudenza ecclesiastica (can. 285-287).

Ebbene, la Chiesa di Bologna ha compiuto un gesto inequivocabile: l’ex-prete Eugenio Melandri, già parlamentare di Democrazia proletaria e di Rifondazione Comunista, prima sospeso a divinis, poi ridotto allo stato di laico (2), è stato incardinato nel clero petroniano (3).

 

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Mons. Crepaldi: Il progressismo e la dottrina sociale della Chiesa

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di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
Arcivescovo di Trieste
Presidente dell’Osservatorio Van Thuan

Questo numero del Bollettino è dedicato al Progressismo, sia esso politico che filosofico e teologico. Era una riflessione doverosa da fare da parte del nostro Osservatorio, perché il progressismo, se assunto nelle sue radicali motivazioni, rende inutile la Dottrina sociale della Chiesa in quanto tale, che viene contestata alle radici.
Non c’è dubbio che l’evento cristiano abbia avuto delle salutari conseguenze anche sociali e politiche e che, quindi, abbia anche migliorato la conduzione umana e sociale (1).
Se questo non è adeguatamente risaputo è perché proprio l’ideologia progressista lo ha sempre negato, presentando il progresso come una liberazione dalla religione cristiana. Si è così costituita una mentalità diffusa, anzi addirittura una cultura, secondo la quale il cristianesimo non ha prodotto miglioramenti e progressi, ma il contrario.

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Vescovi Ecuador: bocciata la legge sull’aborto

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Dopo l’appello dei vescovi
il Parlamento ha detto no
alla legalizzazione dell’aborto

Il mondo prenda coscienza che le leggi contro la vita possono essere abrogate.
Ma occorre combattere, e… ognuno deve fare la sua parte.
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Raccolto l’appello della Chiesa locale che nei giorni scorsi aveva invitato i parlamentari a riflettere sul fatto che, votando sì alla depenalizzazione, avrebbero condannato a morte esseri innocenti ed indifesi

L’aborto in Ecuador non sarà legale. Lo ha deciso l’Assemblea Nazionale del Paese, espressione del Parlamento unicamerale. Decisive le 7 assenze e le altrettante astensioni che hanno fermato a quota 65 i voti favorevoli alla depenalizzazione, mentre la maggioranza richiedeva i sì di almeno 71 parlamentari. Sono stati 59 i voti contrari.

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