Card. Eijk: abbiamo seguito il politicamente corretto e cercato il plauso del mondo, e oggi….

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Il titolo è impegnativo perché, detta così, non lo diresti: «Dio vive in Olanda».
Ma come? Nel Paese europeo che si è scristianizzato per primo?
Nella terra dove la prostituzione è stata completamente liberalizzata, la cannabis promossa in tutti i modi?
La nazione dove l’eutanasia e l’aborto sono fenomeni endemici?
Eppure, è questo l’intento che si prefigge il cardinale arcivescovo di Utrecht Willem J. Eijk (foto in basso) che si è confidato con il giornalista Andrea Galli.

Il libro, in uscita in questi giorni per le edizioni Ares è il racconto – a tratti disincantato, a tratti speranzoso, ma di quella speranza come virtù cristiana – di come la Chiesa si sia ridotta in Olanda, ma anche di quelli che sono i germogli che si vedono nascere: «Il suo è il racconto che parla di una Chiesa che fu gloriosa e dopo il Concilio – fattasi avanguardia delle aperture più scriteriate – è finita in macerie», ha spiegato al Timone, Galli. «Però un piccolo resto è sopravvissuto alla catastrofe, un piccolo resto fedele alla dottrina cattolica, che è come un seme che fa intravedere un futuro… di rinascita. Quello che sta emergendo è che la Chiesa “progressista” si estingue, l’altra, anche se non può vantare  performance, resiste e si rigenera».

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Dialogare? Costruire ponti? Il Vangelo cosa dice?

3 CommentiChiesa,Persecuzione dei cristiani

Non è possibile perché, come dice il Vangelo, o si è con Cristo, anche inconsapevolemente, o si è contro di Lui.

Dopo l’agghiacciante distruzione di un Crocifisso (a Lizzano – BO), fatta tra bestemmie, urla e alcool…
è necessario riflettere sulla cristianofobia in Italia,
sulle cause che la stanno accrescendo, sui rimedi.
Una soluzione? Roma, appena fondata, nel VI sec. A.C., costruisce mura.

Dialogare? Costruire ponti?

di Roberto Marchesini

San Giovanni Bosco disse: «L’unica vera lotta nella storia è quella pro o contro la Chiesa».
Mentre il papa santo chiarì: «Ci troviamo di fronte ad uno scontro immane e drammatico tra il male e il bene… non solo “di fronte”, ma necessariamente “in mezzo”… tutti siamo coinvolti… con l’ineludibile responsabilità di scegliere».

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Pillola omicida per l’aborto-fai-da-te: parla Mons. Negri

1 CommentoChiesa,Vita
Mons. Negri a una recente Marcia per la Vita: un appuntamento cui non è mai mancato.

Dopo Mons. D’Ercole (AP) e Mons. Camisasca (RE), un terzo Arcivescovo condanna la decisione del Governo PD.
Lo fa con una fermezza purtroppo ormai desueta, con una profondità che pone al primo posto la vita del bambino cui si impedisce di nascere.
Eccovi il suo comunicato:

 

—–

 

Conosciute le ultime linee guida del Ministero della Salute in merito alla pillola RU 486, mi sono chiesto, non per modo di dire e non ironicamente, di quale salute si intenda parlare e, quindi, in quale modo perverso si voglia tutelarla.

Non bisogna, infatti, dimenticare che la salute rappresenta un impegno di Dio con noi. Qualsiasi prospettiva si assuma per giudicare tali questioni, si deve pur ammettere che Dio interviene nella nostra vita anche attraverso il modo in cui dispensa la salute e la malattia, il bene e il male, anche se fa paura dirlo.

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Cardinale congolese rivaluta il colonianismo?

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«Il nostro fallimento non è colpa dei bianchi»
L’omelia del cardinale Ambongo

L’arcivescovo di Kinshasa scuote il Congo parlando in occasione del 60esimo anniversario dell’indipendenza: «Abbiamo occupato i posti dei bianchi, ma non abbiamo usato il potere per servire il popolo»

Riportiamo di seguito in una nostra traduzione ampi stralci dell’omelia che il cardinale congolese Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa, ha pronunciato il 30 giugno in occasione del 60esimo anniversario dell’indipendenza della Repubblica democratica del Congo.
Il cardinale, come si può capire da questa intervista a
Tempi, si è sempre battuto per liberare il suo paese dalla cattiva politica del dittatore Joseph Kabila, che ancora riesce a governare da dietro le quinte in spregio alla Costituzione e alla volontà popolare.

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Card. Burke: L’amore del Signore Eucaristico

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+ Card. Raymond Leo Burke

L’amore del Signore Eucaristico
Per noi nella Chiesa

 

Nella festa del Corpus Domini, celebriamo con grande solennità il dono del Corpo e Sangue di Cristo, la Presenza Reale di Cristo, nel Santissimo Sacramento. La Santa Eucaristia è il cibo della vita stessa di Cristo per sostenerci nella fede, nella speranza e nella carità, senza limite o condizioni.
Mettiamo dunque da parte ogni dubbio, ogni paura e qualsiasi scoraggiamento nel fare la volontà di Dio.

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Vescovo tedesco manda a quel paese… la Conferenza Episcopale!

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Mons. Dominikus Schwaderlapp, tutt’altro che conservatore, abbandona il Forum sinodale:
“Qui si parla di sessualità polivalente, non dell’insegnamento della Chiesa”.

Va precisato che, mentre ogni Vescovo è un successore dei dodici apostoli,
una conferenza episcopale esercita solo alcune “funzioni pastorali per i fedeli di quel territorio”.
Più che lecito, dunque, l’abbandono da parte di Mons. Schwaderlapp, di un forumcolo qualunque, anche se di emanazione diretta della Conferenza dei Vescovi tedeschi.

Perchè le Conferenze Episcopali non mutano il rapporto dei singoli Vescovi con le rispettive Chiese particolari (cfr. Apostolos suos).

Ecco l’articolo dello staff della CNA nella traduzione di Sabino Paciolla:

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Cardinal Burke: Cristo è vivo nella Chiesa

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del Card. R. L. Burke

Il Mistero dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo è il compimento del grande Mistero Pasquale, che celebriamo durante i quaranta giorni dopo la Pasqua di Risurrezione. Cristo, morto e risorto dai morti per la nostra salvezza, è apparso molte volte ai discepoli, e specialmente agli Apostoli, per confermare la loro fede nella Sua Risurrezione e per rassicurarli della Sua permanenza nella Chiesa.
Come racconta san Luca all’inizio degli Atti degli Apostoli, «Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio» (At 1,3). Una missione chiara Il giorno dell’Ascensione nel Suo corpo glorioso alla destra di Dio Padre, Cristo apparve per l’ultima volta agli Apostoli, sedendosi a tavola con loro. Confermando di nuovo la Sua gloriosa Risurrezione, Egli, allo stesso tempo, li istruì sulla Sua costante presenza in mezzo a loro e sulla loro partecipazione alla Sua missione di salvezza fino alla Sua consumazione, nel giorno del Suo ritorno in gloria. La missione è chiara, come Egli l’annunciò agli Apostoli immediatamente prima della Sua Ascensione: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16, 15-16).

Lo scopo della missione è chiaro: la proclamazione del Vangelo, il dono della fede e la grazia del Battesimo. Il fine della missione è pure chiaro: la salvezza delle anime. È chiaro dalle parole del Signore che non c’è altra via per la salvezza. E perciò si capisce l’urgenza della missione apostolica in tutto il mondo.

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Centenario S. Giovanni Paolo II: “Noi reagiremo!” (sette volte!)

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S. Giovanni Paolo II mentre consacra il mondo al Cuore Immacolato di Maria, affinchè il socialismo non diffonda i suoi errori nel mondo.

Il celebre “noi reagiremo” ripetuto sei volte, è un eccellente modo per ricordare il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II.
E’ l’esortazione rivolta al laicato perchè si impegni in difesa dei valori che fondano una società cristiana.
Si tratta di un impegno oggi dimenticato e falsato dal confondere gli “ultimi e i poveri” con quelli che non han soldi. Mentre i veri ultimi sono gli atei e gli indifferenti.

Oggi il Papa polacco sarà ricordato all’insegna del buonismo, della capacità mediatica e altri aspetti minori: noi ne ricordiamo l’opera del Santo Padre
per la custodia del Deposito della Fede: oltre 400 condanne di eretici, modernisti e catto-comunisti (qui: http://www.totustuus.it/1978-2005-aspetti-meno-noti-nei-xxvii-anni-di-pontificato-di-giovanni-paolo-ii/ )

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Papa Benedetto XVI parla ancora: c’è una “dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche”

2 CommentiChiesa,Papa

Papa Benedetto XVI in una nuova biografia di prossima pubblicazione  (in italiano qui) parla esplicitamente del “potere spirituale dell’Anti-Cristo” presente in una certa mentalità molto diffusa nella nostra società.

Maike Hickson, parla di questa nuova biografia nel suo articolo pubblicato su Lifesitenews da cui riprendiamo e traduciamo un passo dalla pagina 1074 la cui foto trovate piu sotto:

Domanda: Una frase della Sua predica durante la messa per l’inizio del pontificato è rimasta particolarmente impressa nella memoria: «Pregate per me, perché non fugga davanti ai lupi.» Aveva previsto tutto quello che avrebbe dovuto affrontare?

Benedetto XVI: Anche qui devo dire che si tende a ridurre troppo la dimensione di quanto può incutere paura a un Papa. Naturalmente questioni come i «Vatileaks» sono incresciose e, soprattutto, non comprensibili e causa di grande turbamento per gli uomini del nostro grande mondo. Ma la vera minaccia per la Chiesa e quindi per il ministero petrino non risiede in queste cose, bensì nella dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddicendo le quali si resta esclusi dal consenso sociale di fondo. Ancora cento anni fa, tutti avrebbero considerato assurdo parlare di matrimonio omosessuale. Oggi chi vi si opponga viene scomunicato dalla società. Similmente stanno le cose per l’aborto e la produzione di esseri umani in laboratorio. La società moderna sta formulando una fede anticristica, cui non ci si può opporre senza essere puniti con la scomunica sociale. È quindi più che naturale avere paura di questa forza spirituale dell’Anticristo e ci vuole davvero l’aiuto della preghiera di un’intera diocesi e della Chiesa universale per opporvi resistenza.

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Card. Sarah: questa epidemia svela la cruda realtà della modernità

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Il cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del Vaticano, ha rilasciato una lunga intervista sulla pandemia di coronavirus a Charlotte d’Ornellas della rivista francese Valeurs.

Ecco i passi iniziali (la traduzione dal francese all’inglese è di Edward Pentin, quella dall’inglese all’italiano è mia ): 

D’ORNELLAS: Come si sente riguardo alla crisi del coronavirus?

CARDINAL SARAH: Questo virus ha agito come un avvertimento. Nel giro di poche settimane, la grande illusione di un mondo materiale che si credeva onnipotente sembra essere crollata.
Qualche giorno fa i politici stavano parlando di crescita, di pensioni, di riduzione della disoccupazione. Erano sicuri di sé stessi. E ora un virus, un virus microscopico, ha messo in ginocchio questo mondo, un mondo che guarda a se stesso, che si compiace, ubriaco di autocompiacimento perché pensava di essere invulnerabile.

La crisi attuale è una parabola. Ha rivelato come tutto ciò che facciamo, e siamo invitati a credere, fosse incoerente, fragile e vuoto. Ci è stato detto: si può consumare senza limiti! Ma l’economia è collassata e i mercati azionari stanno crollando. I fallimenti sono ovunque.
Ci è stato promesso di spingere sempre più in là i limiti della natura umana da una scienza trionfante. Ci è stato detto della procreazione artificiale, della maternità surrogata, del transumanesimo, dell’umanità rafforzata.
Ci vantavamo di essere un uomo di sintesi e un’umanità che le biotecnologie avrebbero reso invincibile e immortale.
Ma qui siamo in preda al panico, confinati da un virus di cui non sappiamo quasi nulla. Epidemia era una parola antiquata, medievale. Improvvisamente è diventata la nostra vita quotidiana.

Credo che questa epidemia abbia dissipato il fumo dell’illusione. Il cosiddetto uomo onnipotente appare nella sua cruda realtà. Lì è nudo. La sua debolezza e la sua vulnerabilità sono evidenti.
Essere confinati nelle nostre case ci permetterà, si spera, di tornare all’essenziale, di riscoprire l’importanza del nostro rapporto con Dio, e quindi la centralità della preghiera nell’esistenza umana. E, nella consapevolezza della nostra fragilità, affidarci a Dio e alla sua misericordia paterna.

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