L’ANTI-CODICE DA VINCI

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\"\"Thornborn Joseph, L\’ULTIMA RIVELAZIONE, (Romanzo), PIEMME 2008, pp. 426, € 18,50; EAN: 9788838488603

Sconto su: http://www.theseuslibri.it/product.asp?Id=1622

Recensione di Rino Cammilleri apparsa su "www.iltimone.org" del giugno 2008.

Al tempo in cui furoreggiava nelle classifiche librarie il romanzo Il Codice da Vinci, di fronte all’ampiezza incredibile del fenomeno (una settantina di milioni di copie vendute, seguite dall’ovvio film) mi è capitato più volte di discutere con amici e conoscenti cattolici sulle cause di tale spropositato evento.
Infatti, a leggerlo, quel thriller non aveva niente di particolarmente eccezionale. Certo, c’era un ritmo concitato ed era scritto in modo da indurre il lettore a seguire quella specie di caccia al tesoro in cui i protagonisti erano impegnati. Ma questo non lo rendeva granché diverso da altri thriller di successo.
Perciò, l’unica cosa che poteva spiegarne l’affermazione planetaria era il «tesoro» oggetto della «caccia», questo sì differente da ogni altro. Come ormai tutti sanno, alla fine del libro si scopriva che Gesù aveva avuto figli con la Maddalena e che la loro ultima discendente era la co-protagonista del romanzo. Si scopriva pure che avevano ragione i cosiddetti vangeli apocrifi e che tutto quello che credevamo di sapere su Cristo e il cristianesimo è pura invenzione della Chiesa. Così, tra Templari, Rennes-le-Château, Priorato di Sion e Santo Graal, venivano a galla duemila anni di mistificazioni vaticane, perché Cristo avrebbe voluto instaurare (meglio: restaurare) l’antica religione universale dell’«eterno femminino» e darne il sacerdozio alla Maddalena. Invece, i maschilisti Pietro e Paolo, dopo la dipartita di Gesù, avevano imbrogliato le carte, perseguitando la Maddalena e i suoi discendenti (i Merovingi) e dandocela a bere per due millenni.
Ma via, in fondo è solo un romanzo! –fu detto. (altro…)

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Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi

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\"\"Bernardo Cervellera, “Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi”, Ancora, Milano, 2008, pp. 230, ISBN 8851405697 , Prezzo 13,50 € .

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Bernardo Cervellera, missionario del PIME e giornalista, attualmente è responsabile dell’agenzia giornalistica “Asia News”. È stato direttore (1997-2002) di “Fides”, l’agenzia di informazione internazionale del Vaticano, divenuta sotto la sua guida un’autorevole organo giornalistico molto apprezzato dai media mondiali. Dal ’95 al ’97 ha insegnato all’università di Pechino (Beida) come docente di Storia della Civiltà occidentale. Collaboratore del quotidiano “Avvenire”, interviene come esperto di politica internazionale nei TG nazionali e in numerose trasmissioni televisive, fra cui “Porta a Porta” e “Otto e mezzo”.

Tratto da: “Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi”, Ancora, Milano, 2008, pp. 230, capitolo settimo.
di Bernardo Cervellera

“Pechino 2008 sarà all’insegna dell’armonia e della libertà per tutte le religioni”: lo assicura Ye Xiaowen, direttore dell’amministrazione statale per gli affari religiosi, il ministero che si preoccupa di attuare la politica della Cina verso le religioni. […] (altro…)

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Papa Benedetto XVI, Perché siamo ancora nella Chiesa

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\"\"JOSEPH RATZINGER – PAPA BENEDETTO XVI – PERCHE’ SIAMO ANCORA NELLA CHIESA – Rizzoli –Milano- 2008 – pp. 299 – €. 19,00

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Nel 1970, il cattolicesimo viveva anche in Germania il periodo turbinoso del post-concilio. Contestazione dei dogmi e critica dell’autorità e delle stesse strutture istituzionali della Chiesa producevano a ripetizione abbandoni del sacerdozio e, spesso, anche della religione cattolica. Per alcuni, la meta era il protestantesimo che offriva libero esame delle Scritture e mancanza di ogni gerarchia ecclesiastica; per altri, invece, si trattava di un puro e semplice abbandono della fede con la prospettiva magari dell’adesione al marxismo allora in voga.
In questo clima, la più prestigiosa istituzione ecclesiale del capoluogo bavarese, l’Accademia cattolica di Monaco, organizzò alcuni incontri sul tema: ‘Essere cristiani e la Chiesa’. Ad inaugurare la serie, il 4 giugno 1970, fu chiamato il prof. dr. Joseph Ratzinger, allora docente di Dogmatica all’Università di Ratisbona (in Germania, le Università statali annoverano ancora la facoltà di teologia; di regola, anzi, ve ne sono due, una cattolica e l’altra protestante). (altro…)

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Ru486, marketing della ‘opzione precoce’

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\"\"Cesare Cavoni e Dario Sacchini Dario, La storia vera della pillola abortiva RU 486; Edizioni Cantagalli; Siena 2008; pp. 288, ISBN: 88-8272-317-8; Euro 21,00.

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LA VERA STORIA DELLA PILLOLA ABORTIVA RU 486 di Davide Cavoni e Dario Sacchini (Edizioni Cantagalli) nasce per svelare maggiori retroscena riguardo alle storie e agli intrecci intorno a questo farmaco.
In Italia, con l’eccezione dei quotidiani Il Foglio e Avvenire, era ed è impossibile far arrivare all’opinione pubblica un’informazione corretta e articolata sull’RU 486
Romano Guardini aveva sottolineato i pericoli derivanti da una concezione per cui “l’uomo è diventato incline a trattare i suoi simili come cose che cadono sotto la categoria dell’utilità”. In tutte le legislazioni la tutela della vita umana rappresenta il coronamento della proibizione di trattare l’uomo come “cosa”.

Alcuni stralci dell’introduzione: (altro…)

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Benedetto XVI. La scelta di Dio

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\"\"George Weigel, Benedetto XVI. La scelta di Dio, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ) 2006, pp. XXII-365, € 18,00

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Benedetto XVI. La scelta di Dio, è una biografia dell’attuale pontefice uscita dalla penna del teologo cattolico statunitense, già autore di una monumentale biografia di Giovanni Paolo II intitolata Testimone della speranza, e del recente La cattedrale e il cubo, sull’allontanamento dell’Europa dalle proprie radici.
Dopo la Nota del curatore Flavio Felice – La carità come dimensione integrale dell’agire cristiano (pp. V-XXII) -, l’Autore chiarisce già nel Prologo (pp. 3-5) l’apparente paradosso costituito dal fatto che circa metà del libro – a dispetto del titolo – sia incentrata sulla figura dell’amato predecessore, poiché «La storia di papa Benedetto XVI e l’impatto che potrebbe avere sulla Chiesa cattolica e sul mondo all’inizio del XXI secolo comincia […] dal capitolo finale della storia di papa Giovanni Paolo II: due personalità diverse, due sensibilità intellettuali differenti, due diversi stili, ma entrambi profondamente cristiani, fermamente convinti della verità del Vangelo di Gesù Cristo, desiderosi di portare in luce la verità e determinati ad esortare la Chiesa e il mondo ad una comprensione superiore e più forte dell’avventura umana» (pp. 4-5). (altro…)

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Cantavamo Dio è morto. Il ’68 dei cattolici tra miti e nostalgia

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\"\"Roberto Beretta, Cantavamo Dio è morto. Il \’68 dei cattolici tra miti e nostalgia, Piemme 2008, ISBN 978 883 849 9296, pp. 224, Euro 13,50

Indice
Introduzione
\’68/1: IL MITO (pars destruens)
1) Il Sessantotto fu «laico»? La Cattolica occupata
2) Il Sessantotto fu «democratico»? Le vittime della contestazione
3) Il Sessantotto fu «formidabile»? Il controquaresimale di Trento
4) Il Sessantotto fu «spontaneo»? L\’occupazione del Duomo di Parma
5) Il Sessantotto fu «nonviolento»? Curcio, Mara Cagol e altre strumentalizzazioni
6) Il Sessantotto fu «figlio del Concilio»? La contestazione contro Paolo VI
7) Il Sessantotto fu «inevitabile»? Da Cl a Bose, i figli «buoni» della protesta

\’68/2: LA NOSTALGIA (pars construens)
1) Un\’occasione mancata. Il cardinale Florit e il caso Isolotto
2) L\’obbedienza e altre virtù. Il «tutto e subito» del dissenso cattolico
3) Tonache all\’aria. La quinta colonna del cristianesimo rivoluzionario
4) Tutte le utopie sul trono. Le colpe degli intellettuali: Francia, Olanda, Vietnam & C.
5) Profeti col mitra. Da padre Camilo Torres a Lotta Continua
6) I guai dei «fratelli minori». Sessantottini in carriera, «pentiti», traditi
7) Volevamo cambiare il mondo. Il riflusso da Capanna a Berlusconi (e Sarkozy)
Fonti e bibliografia
Cronologia del Sessantotto cattolico (altro…)

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Cina. Traffici di morte. Il commercio degli organi dei condannati

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\"\"Laogai research foundation, Cina. Traffici di morte. Il commercio degli organi dei condannati a morte. A cura di Maria Vittoria Cattanìa e Toni Brandi. Prefazione di Harry Wu – Guerini e Associati, 2008; Pp. 205; ISBN: 8883359747; € 21,50

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In Cina e nell\’estremo Oriente la cultura tradizionale rende estremamente difficile reperire organi umani per i trapianti, perciò la "carità comunista" ha risolto il problema avviando un lucroso commercio di corpi, quello dei condannati a morte.
di Andrea Bartelloni

Secondo la cultura tradizionale cinese, influenzata dal pensiero di Confucio e Zeng Zi, non siamo proprietari del nostro corpo che deve essere restituito agli antenati integro e per alcuni l’anima rimane nel corpo anche dopo che questo ha cessato di vivere. Questo pensiero influenza tutta la cultura della donazione di organi non solo in Cina, ma anche in Giappone e a Singapore e sta alla base delle difficoltà nel reperimento di organi per trapianti.
La “carità comunista”, come titola in inglese il volume Cina, traffici di morte (Guerini e associati, 2008) che la Laogai research foundation (http://www.laogai.org/) ha prodotto, ha risolto il problema culturale utilizzando materiale umano che è presente in abbondanza in Cina: giovani, sani e robusti condannati a morte che danno il loro “consenso informato” all’espianto dei loro organi. (altro…)

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Controrivoluzionario. I miei anni nei gulag cinesi

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\"\"HARRY WU (con la collaborazione di Carolyn Wakeman), Controrivoluzionario. I miei anni nei gulag cinesi, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2008, 424 pp., € 22.

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Harry Wu (Wu Hongda: il nome Harry gli viene attribuito da un insegnante della scuola dei gesuiti che frequenta da bambino), studente cinese di geologia appartenente a una famiglia alto-borghese di Shangai, nato nel 1937, pur simpatizzante per la rivoluzione che vedeva come la via per la modernizzazione della Cina, credette in buona fede che, richiesto di farlo dal regime stesso in occasione della campagna detta «dei Cento Fiori», lanciata da Mao Zedong nel 1957, fosse possibile criticare sinceramente i difetti del regime comunista. Ascritto, per averlo fatto, al «libro nero» dei potenziali contro-rivoluzionari, nel 1960 è imprigionato dalle autorità comuniste e trascorre così ben 19 anni della sua vita in diversi campi di lavoro cinesi, i famigerati laogai, tragica riedizione, tuttora esistente — Wu ne ha contati 1.045 — dei Lager tedeschi e del GULag sovietico. Vede i compagni morire a centinaia — periscono nei campi anche i genitori e un fratello: la vendetta di classe investiva infatti intere famiglie e interi ceti sociali, bollati come «borghesi» — e subisce una sequela di torture e privazioni inenarrabile, di cui il libro è reportage dettagliato e crudo: solo la sua forte fibra gli consente di sopravvivere. Liberato nel 1979, nel 1985, grazie all’interessamento di studiosi americani, riesce a espatriare e a raggiungere gli Stati Uniti, dove inizia a raccontare la sua tragica vicenda e a organizzare la Laogai Research Foudation, un centro internazionale di documentazione sugli orrori dei campi cinesi. Rientra in Cina due volte, per raccogliere documenti e testimonianze. La seconda volta viene arrestato e poi liberato, grazie alle pressioni internazionali: sulle vicenda scrive un libro, Troublemaker (Rompiscatole), che uscirà nel 1996 in America. (altro…)

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ABORTO & 194. Fenomenologia di una legge ingiusta

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\"\"Mario Palmaro, ABORTO & 194. Fenomenologia di una legge ingiusta, Sugarco – 2008, pp. 270, ISBN 978-88-7198-552-7, Euro 18,00

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Una sedia vuota(dal libro di Mario Palmaro Aborto & 194. Fenomenologia di una legge ingiusta)

Sulla copertina di questo libro c’è una sedia vuota.
Guardatela. Osservatela in silenzio e pensateci almeno per qualche minuto: ogni volta che un essere umano viene abortito, una sedia rimane vuota. Per quanto ci si possa agitare, strillare, urlare, e dire che non è vero niente, che era solo un grumo di cellule, un’escrescenza, una vita in potenza; per quanto ci si voglia tappare le orecchie, girare la testa dall’altra parte, chiudere gli occhi; per quanto si mettano in atto tutte queste forme di fuga vigliacca dalla realtà, non c’è modo di uscirne: quel posto nel mondo rimarrà per sempre, inesorabilmente vuoto.
E’ quella sedia vuota a inchiodare purtroppo la donna. Anzi, la madre. Perché, anche se ha abortito, lei è stata mamma, sia pure per pochi giorni, o poche settimane, o pochi mesi. Lei sa che c’era un figlio, che anzi c’è un figlio. E che dunque rimarrà, per sempre, mamma. Le amiche, i medici, il conduttore del talk show, la femminista incartapecorita, la ministra progressista le hanno detto e ripetuto mille volte di non darsi troppa pena. Le hanno spiegato che tanto, prima o poi, quando sarà il momento giusto, o quando troverà l’uomo giusto, o quando sarà nella casa giusta, o quando avrà il lavoro giusto; quando, insomma, si verificherà la congiunzione astrale favorevole, ne farà un altro, di figlio. Magari sano e bello, non “malato e quindi infelice” come quello che ha deciso di togliere di mezzo.
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Identità cattolica e anticomunismo nell’Italia del dopoguerra

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\"\"Giuseppe Brienza, Identità cattolica e anticomunismo nell’Italia del dopoguerra. La figura e l’opera di mons. Roberto Ronca, D’Ettoris, Crotone 2008, pp. 244, ill., € 18,90

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Monsignor Roberto Ronca, nato nel 1901 a Roma dove muore nel 1977, è una figura dimenticata ma fondamentale per la storia dell’Italia cattolica del secondo dopoguerra, troppo spesso semplificata mediante l’identificazione tout court con la storia della Democrazia Cristiana. Alla vita del sacerdote e poi vescovo romano, ma soprattutto al suo ruolo di animatore del movimento politico Civiltà Italica, è dedicata Identità cattolica e anticomunismo nell’Italia del dopoguerra. La figura e l’opera di mons. Roberto Ronca, ultima opera dello studioso Giuseppe Brienza, dottorando di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma e già autore di Famiglia e politiche familiari in Italia (Carocci, Roma 2001), Famiglia, sussidiarietà e riforma dei servizi sociali (Città Nuova Editrice, Roma 2002), La libertà ed identità religiosa nell’Unione Europea. Fra «Carta di Nizza» e trattato costituzionale (Solfanelli, Chieti 2006) e I gesuiti e la rivoluzione italiana nel 1848 (Solfanelli, Chieti 2007).
La Presentazione (pp. 9-12) è affidata al cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, il quale, formatosi nel Pontificio Seminario Romano Maggiore proprio sotto la guida di monsignor Ronca, ricorda il tratto umano e sacerdotale del Vice-Rettore e poi Rettore, sbrigativamente etichettato come «di destra» e pertanto dimenticato: «Fu l’attività di mons. Ronca e di tanti altri personaggi generosi e coraggiosi una scelta sbagliata? Prima di dare siffatto giudizio, occorre cercare di capire questa scelta» (p. 11). (altro…)

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