La scuola indottrina i nostri figli?

I libri invitano i ragazzi a farsi invadere dagli immigrati e a considerare ormai comuni l’omosessualità e la pederastia,
mentre gli esercizi di inglese propagandano l’euro
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Educare non è indottrinare, bensì trasmettere agli studenti gli strumenti critici e la capacità di ragionamento perché imparino a pensare con la propria testa. A leggere certi testi adottati nelle scuole italiane, però, sembra che questa missione sia stata soppiantata dalla propaganda a favore dell’Europa, della moneta unica, dell’immigrazione e del multiculturalismo.
Si pensi a un testo di geografia destinato alle scuole medie: Geo Green 2 di Carlo Criguolo, edito da Paravia. È stato un consigliere regionale friulano di Forza Italia. Roberto Novelli, ad additare pubblicamente un passaggio del libro in cui, dopo una serie di allarmi sull’«invecchiamento medio» e la diminuzione dei «giovani europei», si legge: «Gli immigrati extraeuropei (africani, asiatici, sudamericani) rappresentano già oggi una parte consistente della popolazione giovane d’Europa. La vera sfida sociale e demografica del continente consiste nel “passare il testimone”: gli immigrati devono poter entrare nella società e nell’economia europee a ogni livello professionale e civile: solo accettando gli immigrati l’Europa anziana (che detiene la ricchezza economica e le radici culturali europee) permetterà l’esistenza dell’Europa futura».
Pare di sentire la «presidenta» della Camera Laura Boldrini, che nel marzo 2016, a Palermo, aveva invocato l’arrivo di 300-400.000 immigrati all’anno per impedire che la popolazione italiana scenda «al di sotto dei 45 milioni».

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Vescovi esasperati dagli attacchi alla famiglia… parlano!

Mons. Enrico Solmi: «La famiglia è quella unita nel matrimonio»
Sindaco 5 stelle: «Felice di riconoscere coppie omogenitoriali»

Succede a Parma: dopo le mille false priorità sull’omo-eresia, i migranti, l’islam, l’ecologia, l’ambiente, il dialogo, il nuovo soggetto politico dei cattolici, la pace e i “Bella Ciao” cantati in Chiesa, il Vescovo guarda alla famiglia di Nazaret e… sbotta ripetendo le verità di natura!
«Due uomini e due donne che vivono assieme come marito e moglie non sono famiglia, anche se mettono al mondo dei figli, direttamente o indirettamente. Anche se viene ratificata da una legge o in qualche comune di Italia, questa non è famiglia».
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«Vivere sotto lo stesso tetto non basta per essere una famiglia». Dopo i quattro atti di riconoscimento del sindaco di figli di coppie gay, monsignor Solmi prende posizione: «Nessuna discriminazione, ma questa realtà è formata solo da un uomo e una donna uniti nel matrimonio».
Dopo l’articolo uscito sulla Gazzetta di Parma, oggi il sindaco Federico Pizzarotti interviene su questo tema con un post su Facebook: “felice di aver sottoscritto nei giorni scorsi il riconoscimento di figli di coppie omogenitoriali. Lo rifarei oggi, domani e nei giorni a venire”.

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Non scuola, ma scuole

Stato educatore e pluralismo

dagli USA spunti e riflessioni per una scuola davvero efficiente e rispettosa dei diritti della famiglia

Anche in Italia il sistema si basa su tre presupposti che si sono rivelati sbagliati:
– il primo è quello di ritenere che solo le scuole statali possano formare buoni cittadini;
– il secondo è che solo le scuole statali possano offrire pari opportunità per tutti i bambini;
– il terzo è che ogni altro assetto ordinamentale sia di per sé da guardare con sospetto.

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Dall’introduzione del volume. Gli esperti dei sistemi educativi concordano sul fatto che il sistema d’istruzione americano non sia in grado di stimolare a sufficienza gli studenti, dal punto di vista intellettuale, civico e morale, ma sono in disaccordo sul perché questo accada.

La tesi di questo libro è che gran parte di questo fallimento è da attribuire a due scelte sbagliate, compiute in passato e che ora meritano un ripensamento:
– in primo luogo, la decisione politica del XIX secolo di favorire una struttura del sistema educativo uniforme rispetto ad una pluralistica;
– in secondo luogo, l’abbandono del tradizionale curriculum scolastico avvenuto all’inizio del XX secolo.

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Parlare di insorgenti, oggi: perchè?

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La discesa di Napoleone e della Rivoluzione francese in Italia diede ovunque vita a insurrezioni armate dei cattolici.
L’avanzare della scristianizzazione suscita sempre reazioni: non è improprio paragonare le insorgenze contro Napoleone al “Family day” suscitato dalle nozze gay.

Un romanzo storico può aiutare non ripetere gli errori del passato.
Oggi come allora, gli errori sono i medesimi:
– la mancanza di quadri direttivi formati nella dottrina sociale cattolica;
– l’assenza di un collegamento (cosa diversa da una direzione unitaria) tra le rivolte;
– l’insinuarsi di traditori, cioè di quadri subalterni alla modernità, nelle file dell’insorgenza;
– il tradimento di ecclesiastici e di Pastori.
Dunque, niente di nuovo sotto il sole.

Il secondo romanzo storico di Alberto Ferretti torna sul tema del sangue degli insorgenti.

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Una cristianità senza sacerdoti: il film Silence

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Un periodo storico ignoto, che può turbare profondamente un cattolico.
Un film crudo, storicamente fondato, fatto da un regista “stellato” come Scorsese: alla cui visione visione occorre prepararsi.
Perchè sì, è vero: il coraggio non è nel DNA di ogni sacerdote.
Per questo, le comunità cattoliche del Giappone sono vissute due secoli senza sacerdoti e quindi senza sacramenti.
Oggi come allora, persecuzione è in atto: soprattutto in Europa e nei paesi di antiche radici cristiane.
Se ci sarà la scomparsa del clero sarà in una conseguenza della persecuzione culturale.
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Il cristianesimo portato da Francesco Saverio era stato dapprima bene accolto e quasi trecentomila giapponesi si erano fatti battezzare. Ma contro di loro “remavano” i bonzi buddisti e i mercanti protestanti, invidiosi della concorrenza spagnola e portoghese. Misero la pulce nell’orecchio allo Shogun (il dittatore): i missionari cattolici erano l’avanguardia dell’invasione spagnola e portoghese.
La prova? Il fatto che i cristiani, quando erano messi di fronte alla scelta tra le leggi dello Shogun e quelle di Cristo, preferivano farsi uccidere anziché disobbedire a quest’ultimo.

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Un altro paese dove dilaga l’omo-eresia: Argentina

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Parroco italiano favorevole ai matrimoni gay

Dopo il bubbone di pus esploso negli USA, dopo vari altri paesi, è la volta dell’Argentina.
Parla Mons. Hector Aguer, arcivescovo emerito di La Plata, vicino alla capitale: alcune diocesi hanno una percentuale “alta” di clero gay che costituiscono una “sorta di lobby”.

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L’arcivescovo Héctor Aguer, durante il programma televisivo di Channel 9 Keys for a Better World, ha commentato l’omosessualità nel sacerdozio. Il commento dell’arcivescovo è stato riportato da ACI Prensa, un’agenzia di stampa cattolica di proprietà dell’EWTN con sede a Lima.

L’arcivescovo ha detto che l’omosessualità è diventata “di moda” e che questa mentalità è entrata anche nella Chiesa: “Posso assicurarvi che, in alcune diocesi, la percentuale di sacerdoti omosessuali è alta, e che di solito si coprono a vicenda; non escono dall’armadio… costituiscono una specie di loggia o lobby, anche quelli che non praticano”.
Ha poi aggiunto una breve spiegazione del modo di agire di questa lobby, che è: “una sorta di loggia o di lobby – anche di quelli ‘non praticanti’ per così dire – [che agisce] in modo da proteggere, promuovere, controllare tutto“.

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Vescovi coraggiosi, Andalusia: si celebra il ribaltone elettorale

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Il partito spagnolo di destra Vox ha ottenuto 12 seggi nelle elezioni svoltesi domenica per il parlamento locale dell’Andalusia, superando le previsioni dei sondaggi che gliene attribuivano al massimo cinque.
Il Partito Socialista Operaio Spagnolo, che da anni controllava saldamente la regione, ha ottenuto 33 seggi, certamente più di tutti gli altri partiti, ma facendo registrare una riduzione sensibile della propria rappresentanza parlamentare che ha il sapore della sconfitta netta.
E per Vox è già cominciata a la demonizzazione …

traduzione italiana della lettera del Vescovo di Cordoba Mons. Demetrio Fernandez
di commento alle elezioni tratta da
https://www.elperiodico.com/es/politica/20181205/obispo-cordoba-celebra-vuelco-electoral-andalucia-7185895

Vuelco en Andalucía

Il ribaltone elettorale in Andalusia, avvenuto lo scorso 2 dicembre con le elezioni regionali, è stato spettacolare.
Credo che abbia abbondantemente superato le aspettative e i timori degli uni e degli altri. Il cristiano non è estraneo a quanto accade in questo mondo; al contrario, cerca con i mezzi a sua disposizione di trasformare la società per realizzare un mondo nuovo, più giusto, più umano, più fraterno, più con Dio e più per l’uomo. Il cristiano ricorre soprattutto ai mezzi soprannaturali della preghiera e della fiducia in Dio, dell’amore fraterno che Gesù ci ha insegnato.
Ma nello stesso tempo lavora e si impegna nella trasformazione di questo mondo, mediante l’impegno politico concreto che ciascuno valuta nella sua coscienza.

Mi rallegro del fatto che questa società andalusa, che molti dentro e fuori disprezzano o sottovalutano, sia stata capace di un ribaltone di queste dimensioni, rompendo una inerzia quasi impossibile da superare.

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Dreher: l’Europa sta morendo perché rinnega la sua storia

L’Europa sta morendo, a livello demografico e prima ancora culturale, perché rinnega la sua storia cristiana ed è incapace di trasmettere un senso ai suoi abitanti, immersi in una società sempre più invasa dalla cultura del nulla.
Davanti a questo quadro disperante solo la proposta di un cristianesimo autentico, che non si metta a inseguire il mondo ma cerchi Dio, può ricostruire pian piano una cultura e fornire la via d’uscita.

È questa in sintesi l’analisi che lo scrittore statunitense Rod Dreher fa sul Vecchio Continente, prendendo spunto dalla lettura di un libro del giornalista britannico Douglas Murray, The strange death of Europe. Immigration, identity, islam, e di un articolo di Sandro Magister sulla crisi demografica in Italia ribadita dagli ultimi dati dell’Istat.

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Catturati dalla connessione?

Nulla da demonizzare. Anzi. Trovare il modo per utilizzare il digitale a favore della fede cattolica, ma senza commettere gli evidenti errori commessi dagli uomini di Chiesa rispetto alle precedenti tecnologie. E con un antidoto che è imperativo: tornare a dedicare tempo al buon libro, all’orazione mentale nel silenzio.

Bisogna stare aggrappati al REALE

Stiamo vivendo un passaggio epocale. Una sfida da affrontare con lo sguardo rivolto al Creatore

di Vincent Nagle

 

Oggi ci mettiamo davanti a una grande domanda: che effetto, alla fine ha e avrà sulla mentalità e società umana la nuova tecnologia elettronica? Per solo intuizione vediamo già come questo effetto sarà grande e profondo. Ma la verità è, come tanti dicono, che siamo solo agli inizi di questo cambiamento umano e sociale. Che cosa, perciò, potremo capire di questo fenomeno?

Il rapporto con il creato

Già dalla metà del ventesimo secolo il canadese Marshall McLuhan ha parlato delle conseguenze di un impatto di una comunicazione elettronica costante e invasiva. Intuì, infatti, prima dell’avvento di internet, che i nuovi mezzi portano una totale revisione del rapporto fra gli uomini. e del rapporto fra l’umano e il creato. Non solo fanno mediazione fra noi e la realtà, ma anche, in qualche modo, pretendono di essere la realtà stessa. Oltre alla sua frase più famosa, «il mezzo è il messaggio», di cui abbiamo già parlato in questo dossier, McLuhan in una lettera scritta ad un altro pensatore cattolico come lui, Jacques Maritain, disse che «gli ambienti dell’informazione elettronica, che sono completamente eterei, nutrono l’illusione del mondo come sostanza spirituale. Questo è un ragionevole facsimile del Corpo Mistico, un’assordante manifestazione dell’anticristo».

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Sale cinema cattolici: senza giudizio né… cervello!

Tutto origina dall’ACEC (vedere http://www.saledellacomunita.it/) , un ente ecclesiale (al solito: non-si-sa-chi-lo-guida / non-si-sa-chi-lo-ha-voluto)  al quale alcuni sacerdoti affidano il giudizio sui film e anche il loro… cervello.
Non c’è solo il caso dei salesiani di Rivoli. A proiettare l’inno alla pederastia Chiamami col tuo nome anche cinema cattolici sparsi per tutt’Italia e riviste di movimenti: dai Focolarini agli orionini fino all’Antoniano.
E a Imola il pluripremiato film LGBT “Zen sul ghiaccio sottile” entra nel cinema dei frati cappuccini: “perchè può servire al dialogo… il confronto è importante… la regista è di Imola…“.

Al sentire queste ragioni demenziali torna in mente il card. Biffi, che nel suo “V Evangelo” (cioè il vangelo che il mondo moderno vorrebbe), parafrasa Mt 28,19: “discutete: dal libero confronto dei pareri germoglierà la verità“.
La parola allo studioso Fumagalli: “Colpa di una mancanza di giudizio sul bene e il male in cui sono immersi certi ambienti cattolici. Il più delle volte per sudditanza culturale e senso di inadeguatezza di fronte al mondo“.

I cattocinema senza giudizio,
sedotti persino da un film pederasta

Cattolici pecoroni di fronte a quello che passa il culturame cinematografico. E’ la triste fotografia di come il mondo cattolico sia supino di fronte alla pervasività subdola di molte proposte culturali che non solo non hanno nulla di cattolico, ma che sono completamente prive di uno sguardo vero e profondo sulla realtà. Lo dimostra la vicenda raccontata nei giorni scorsi dalla Nuova BQ.

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