(CorSera) Ruini critica la politica italiana

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Il presidente Cei lancia l’allarme sul «progressivo deteriorarsi della situazione nel Paese». Apprezzamento per legge Biagi, scuola privata e indultino

Ruini attacca la Lega e critica la riforma tv

«Immigrazione, cristiani dileggiati da una forza politica». Bossi: si sbaglia, non è preparato



ROMA – Una dura risposta a Bossi sull’immigrazione, alcuni apprezzamenti per governo e maggioranza, la messa in guardia da una riforma costituzionale blindata, l’appello a una «svolta netta» che liberi la vita politica italiana dal gioco delle reciproche «delegittimazioni»: sono le affermazioni più impegnative fatte ieri dal cardinale Camillo Ruini ad apertura del Consiglio permanente della Cei. Le parole indirizzate all’onorevole Bossi hanno provocato un’immediata risposta polemica del leader leghista, che ha detto che «Ruini sbaglia», perchè «forse non è preparato in materia» di immigrazione.




LEGA – «Rattrista – aveva detto il cardinale a proposito dell’immigrazione – il modo in cui una problematica così complessa e soprattutto così umanamente ed eticamente rilevante viene affrontata in dichiarazioni intermittenti di esponenti di una forza politica che partecipa alla responsabilità di governo, attaccando e dileggiando tra l’altro anche il servizio generoso e disinteressato che la comunità cristiana svolge in proposito».
Le battute di Bossi sull’immigrazione censurate da Ruini sono del giugno scorso, ma il cardinale ha fatto riferimento anche all’ultimissima dichiarazione del leader leghista su Roma e sul «Papa re»: «Da ultimo proprio in questi giorni, espressioni inaccettabili sono state impiegate riguardo alla Chiesa anche in un diverso contesto, confermando purtroppo il persistere di atteggiamenti scarsamente responsabili».


DELEGITTIMAZIONE – Ruini segnala il «diffondersi dell’impressione di un lento ma progressivo deteriorarsi della situazione complessiva dell’Italia» e chiede ai politici «una svolta netta, per porre un limite alle esternazioni e alle polemiche reciprocamente delegittimanti».
Il cardinale invita tutti – magistrati, politici, destra e sinistra – a bonificare la vita pubblica dai processi alle intenzioni: «È sempre più avvertita l’esigenza di tenere al riparo le attività istituzionali e le iniziative giudiziarie dai sospetti, da molto tempo diffusi, che esse siano utilizzate come strumenti di lotta politica».


RIFORME – Il presidente dei vescovi afferma che le riforme istituzionali e quella della tv, come anche i provvedimenti riguardanti il mercato del lavoro e le pensioni, richiedono un «confronto parlamentare che si svolga senza forzature o chiusure preconcette, attraverso un dialogo tra le diverse parti politiche che conduca a risultati il più possibile condivisi», capaci di «avviare a soluzione alcuni nodi che da tempo intralciano il cammino» del Paese.
La «stagnazione dell’economia italiana ed europea» accresce in Ruini le preoccupazioni che «l’aumento del costo della vita» colpisca sempre più persone e famiglie in condizioni modeste. Per questo la legge finanziaria dovrà compenetrare due esigenze apparentemente contraddittorie: evitare «che si allarghi l’area della povertà e che si contragga la domanda di beni e di servizi» e nello stesso tempo «costruire o rafforzare i presupposti di un sistema sociale ed economico più dinamico e capace di sviluppo».


RICONOSCIMENTI – Il cardinale valuta positivamente la «legge Biagi» e altri quattro provvedimenti ai quali è particolarmente sensibile il mondo cattolico e che riguardano la scuola privata, gli insegnanti di religione, gli oratori e l’indultino. Considera il contributo alle famiglie che inviano i figli alle scuole private «un segnale che va nella giusta direzione, per quanto modesto nella sua entità» e ritiene «del tutto ingiustificato interpretarlo come un attentato alla scuola di Stato e alla Costituzione della Repubblica».
Definisce ancora «straordinariamente bassi» gli «investimenti pubblici» a favore della famiglia e chiede che «la legge finanziaria contenga gli stanziamenti indispensabili per avviare quella politica organica a favore della famiglia che è già prevista nel Libro bianco sul weelfare e che è richiesta anche per arginare la nostra crisi demografica».


EUROPA – Ruini fa tre accenni all’Europa: si unisce alla richiesta del Papa per il riconoscimento – nella futura Costituzione – del «radicamento profondo» del suo sistema di valori nel cristianesimo e critica due pronunciamenti venuti dal Parlamento europeo il 4 settembre: uno che sollecitava «il riconoscimento dei rapporti non coniugali, anche tra persone dello stesso sesso» e un altro che «disapprova vivamente» quanto affermato – in contrario – a fine luglio da una nota della Congregazione per la dottrina della fede.

Luigi Accattoli