Nuovo eBook gratis: Sessualità e gender

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Nuovo e-Book gratis: 

Sessualità e genere

scaricabile gratuitamente da:  www.totustuus.es

Le questioni relative alla sessualità e al genere toccano alcuni degli aspetti più intimi e personali della vita umana.
Negli ultimi anni hanno anche vessato la politica mondiale.
Offriamo questo report – scritto dal dr. Lawrence S.Mayer, epidemiologo con formazione in psichiatria, e dal dr. Paul R. McHugh, che può essere definito il più importante psichiatra americano dell’ultimo mezzo secolo – nella speranza di migliorare la comprensione pubblica di tali questioni.

Analizzando le ricerche nel campo delle scienze biologiche, psicologiche e sociali, questo report mostra che alcune delle affermazioni riguardo alla sessualità e al genere che si sentono con maggiore frequenza non sono sostenute da evidenze scientifiche.

Il report si concentra in modo particolare sui maggiori tassi di problemi di salute mentale tra le popolazioni LGBT, e mette in discussione la base scientifica delle tendenze nel campo dei trattamenti per i bambini che non si identificano con il loro sesso biologico.
Si auspica un maggiore impegno per offrire a queste persone la comprensione, la cura e il sostegno di cui hanno bisogno per condurre vite sane e prospere.

Buona festa dell’Immacolata e Santo Natale! (altro…)

Il dialogo non è buono in sè

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Fino a che punto il concetto moderno di dialogo è penetrato nella teologia cattolica?

di Stefano Fontana

Il dialogo moderno è senza verità. Se la teologia cattolica lo assume, direttamente o indirettamente, produce un dialogo non cattolico. Il problema, prima che teologico, è filosofico. Di fatto oggi ci sono molti segni di questa assimilazione cattolica del significato moderno del dialogo.

[…] A questo punto sono del parere che il problema sia di chiarire fino a che punto la teologia cattolica abbia accolto il concetto moderno di dialogo.
Questa visione moderna in realtà  rende il dialogo o impossibile o inconsistente: o lo annulla nella sua stessa possibilità o lo considera un vuoto vociare, una affabulazione autoreferenziale.
Il motivo è che il dialogo, per essere possibile, deve avere la verità  dietro di sé e non in sé o davanti a sé, come avviene invece per il dialogo secondo il pensiero moderno.

Se uno legge i Dialoghi di Platone si tende subito conto che nessuno degli interlocutori, e men che meno Socrate, pensa di stabilire la verità  dialogando, tutti sanno piuttosto che dialogando possono trovare la verità.
Segno di questo avvenimento sarà, come dice Platone, l’omologia, ossia il convergere delle due intelligenze dialoganti su una verità  solo perché costrette dalla forza cogente del logos. Logos che é misura del dialogo in quanto é espressione della realtà  delle cose, dell’ordine del cosmo o, dopo l’avvento del cristianesimo, della Sapienza di Dio.

Se prendiamo un articolo qualsiasi della Summa theolgiae di San Tommaso, troviamo anche qui il dialogo, o meglio l’argomentazione condotta in modo dialettico. Prima San Tommaso dà  ragione a chi la pensa al contrario di lui, poi elenca i motivi a sostegno di questa tesi, poi introduce un argomento che la confuta, quindi enuncia la tesi vera che ne emerge e confuta uno ad uno tutti gli argomenti precedentemente elencati.
Da questo dialogo risulta provata una verità  che prima del dialogo ancora non si conosceva ma che già  esisteva nella realtà  delle cose.

Il dialogo presuppone la verità , ossia presuppone una misura per il dialogo stesso, una misura che stabilisca chi, nel dialogo, ha ragione e chi ha torto. E’ questo a dare senso al dialogo: la fede razionale in una misura del dialogo stesso che preesiste e fonda il dialogo.
Ma proprio questo viene a mancare nel pensiero moderno, il quale strutturalmente rifiuta una verità  oggettiva che si imponga alla nostra intelligenza solo in virtù della sua forza cogente. Da quel momento si può dire che il dialogo sia diventato s-misurato, sia nel senso che tutto è diventato discutibile dialogicamente, compresi i presupposti del dialogo stesso, sia nel senso di non avere una misura che gli dica quando é corretto e veritiero e quando no.

Si tenga presente che, senza una misura, il dialogo non solo diventa vuoto e autoreferenziale ma diventa anche violento e dipendente dalla ragione del più forte, che non è mai una ragione.
E’ significativo che la dialettica, ossia la forma classica di dialogo teorizzata dai Greci ed applicata nel Medio Evo,  sia intesa da Callicle o Trasimaco come il fondamento della società nel senso del diritto del più forte, e nella modernità venga concepita da Hegel e da Marx come l’origine conflittuale del riconoscimento reciproco, ossia come origine della socialità .
Alla base della vita sociale non ci sarebbe l’amicizia ma la conflittualità che diventa così anche la molla della vita sociale. In altre parole il dialogo senza verità é violenza, l’opposto di quanto dice il pensiero moderno per il quale invece ad essere violento è il dialogo che presume una misura di verità.

A dire il vero, insigni pensatori moderni hanno capito l’insostenibilità  di un dialogo inteso in questa forma. Jurgen Habermas é senz’altro il filosofo contemporaneo che maggiormente si è dedicato al tema del dialogo, facendolo diventare l’anima stessa della democrazia, vista come il luogo di un immenso dialogo tra uguali.
Però anche lui ha dovuto alla fine cedere e proporre che, almeno come presupposti procedurali, fossero assunti di comune accordo alcuni criteri di misura del dialogo. Ma se per assumere di comune accordo questi criteri procedurali si deve dialogare senza una misura, anche quei criteri procedurali condivisi saranno senza misura. Il pensiero moderno ha distrutto i criteri non convenzionali per giungere poi a sostituirli con altri convenzionali. Ma una misura solo convenzionale del dialogo, si sa, ha breve durata in quanto a disposizione del più forte.

Il problema, si diceva, è di vedere fino a che punto la teologia cattolica contemporanea abbia assunto questa visione moderna del dialogo, un dialogo il cui contenuto è la sua stessa forma.
Ho già  detto […] che a cominciare da Karl Rahner questa concezione è fortemente penetrata nella Chiesa cattolica a legittimare il dialogo per il dialogo, il dialogo come evento, come con-venire indipendentemente dai contenuti, il dialogo fusione di orizzonti interpretativi (Habermas).
Il dialogo così inteso non è certamente cattolico.

Vorrei fare qui solo un esempio tra i tanti. Si parla molto oggi di parrhesia, ossia della libertà  di dire quello che si pensa nella Chiesa in funzione appunto del dialogo ecclesiale.
Durante il Sinodo sulla famiglia degli anni 2014-2015 abbiamo così assistito a vescovi che, nel dibattito sinodale, dicevano cose errate dal punto di vista della dottrina cattolica, confondendo i fedeli e imostrando di intendere la parrhesia come un dialogo privo di misura.
In questo modo essi dimostravano di aver assunto il concetto moderno di dialogo, con conseguenze molto negative.

da: http://www.vitanuovatrieste.it/fino-a-che-punto-il-concetto-moderno-di-dialogo-e-penetrato-nella-teologia-cattolica/

Vescovi coraggiosi: Viterbo, non si benedice la sede PD

4 CommentiPolitica

Viterbo – Il vescovo non benedice il circolo del Partito Democratico
Le minacce dell’On. Fioroni, democristiano del PD, che attacca il suo vescovo e rivela così la sua vera fede: “Non finisce qui…”

 

Vietato benedire la sede del Pd. Succede a Viterbo, dove il vescovo Lino Fumagalli non permette le benedizioni dei luoghi pubblici, ma solo di quelli privati.

E così la nuova dimora cittadina dei dem rimane senza il buon augurio impartito dal parroco. (altro…)

Il Papa: il totalitarismo vuole l’educazione

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[…] «Uno degli indicatori di una colonizzazione culturale è che toglie la libertà: questa gente non aveva il diritto di pensare, tutti così, si pensa così». E «un altro indicatore è cancellare la storia, non ricordare più»

[…] «Il terzo indicatore è educativo» ha proseguito il Pontefice, evidenziando che «ogni colonizzazione culturale, ideologica, impone, vuole imporre un sistema educativo ai giovani. Sempre. E si preoccupa di questo». Del resto, ha insistito Francesco, «pensate voi a quello che hanno fatto le dittature del secolo scorso qui, in Europa» e a «come la loro preoccupazione fosse: “che cosa facciamo con i giovani, facciamo così?».

(altro…)

Il Papa: No alle colonizzazioni ideologiche

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«Questo popolo che era nato, che era cresciuto attorno alla legge del Signore, all’amore del Signore, tramite i suoi dirigenti, fa entrare nuove istituzioni, nuova cultura che fanno piazza pulita di tutto, di tutto: cultura, religione, legge, tutto. Tutto è nuovo»

«Nella prima lettura — ha infatti osservato subito il Pontefice riferendosi al passo tratto dal secondo libro dei Maccabei (6, 18-31) — abbiamo ascoltato il martirio di un uomo che è stato condannato a morire per fedeltà a Dio, alla legge, in una persecuzione: ci sono parecchi motivi di una persecuzione ma possiamo dirne tre principali».

C’è anzitutto «una persecuzione soltanto religiosa: io vado contro la tua fede perché la mia fede dice di no e col potere che ho faccio la persecuzione» ha spiegato Francesco. «Un’altra persecuzione, un altro motivo è un motivo religioso, culturale, storico, politico, religioso-politico» […]
E ancora, «un altro motivo di persecuzione — ha fatto presente il Papa — è puramente culturale: viene una nuova cultura che vuole fare tutto nuovo e fa piazza pulita delle tradizioni, della storia, anche della religione di un popolo: quello che accade nella lettura di oggi, il martirio di Eleàzaro, è proprio di questo stile culturale». (altro…)

Sussidiari al rogo: l’ultima assurdità di Avvenire

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Da non credere. Parevano inverosimili le segnalazioni di lettori sconcertati i quali facevano presente come Avvenire, ieri mattina, dedicasse un’intera pagina all’importanza di bandire gli stereotipi di genere dai libri scolastici. C’era sinceramente da augurarsi che si fossero confusi con Repubblica. Invece le segnalazioni, purtroppo, erano corrette: un lungo articolo a firma di Viviana Daloiso, a pagina 26, metteva in guardia il mondo della scuola dalla diffusione di testi sessisti. Sul quotidiano dei vescovi italiani.

A suffragare l’allarme contro i sussidiari poco egualitari, nell’articolo, ampio spazio alle tesi della pedagogista Irene Biemmi, autrice di testi “memorabili” come Federico e Federica (Giunti Kids) nel quale vi sono «bambine che amano correre all’aria aperta e giocare a calcio, come Federica, e bambini che si divertono a giocare con la cucinetta, come Federico», e che, nelle scuole in cui è stato proposto, ha suscitato ben poco entusiasmi. Come accaduto a Lerici, dove l’opera si è attirata le perplessità dei genitori e pure del parroco. Ma era il 2015. (altro…)

Tutto crolla ma non lo spirito di san Benedetto

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Della vita di san Benedetto (Norcia, 480 ca – Montecassino, 21 marzo 547) conosciamo ciò che riferisce il secondo libro dei Dialoghi di Papa san Gregorio Magno (540 ca.-604), nel quale sta scritto: «L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina» (Dialoghi, Liber II, 36). Mentre della sua dottrina e della sua personalità possiamo trarre informazioni dalla Sancta Regula, quella che edificò l’intera Europa, devastata dalla decadenza dell’Impero romano, che non seppe rispondere all’invasione dei barbari.

Benedetto da Norcia resta nella storia, sia ecclesiastica che civile, come colui che rispose alle sfide dei suoi giorni e come uno dei più luminosi punti di riferimento. In un’epoca di profondi mutamenti, quando l’ordinamento romano stava crollando a causa delle sue mollezze e stava per sorgere una nuova era sotto l’impulso di popoli conquistatori e intraprendenti, san Benedetto assunse responsabilmente il compito di difendere l’identità classica e giudaico-cristiana d’Europa. Il suo impegno incommensurabile fu, dunque, religioso, sociale, civile. (altro…)

Nuovo e-Book gratis: Il socialismo, patologia millenaria dell’umanità

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Nel sito dal quale si possono scaricare gratuitamente buoni libri http://www.totustuus.es è disponibile un nuovo volume:

Il socialismo
patologia millenaria dell’umanità

È una raccolta di quattro saggi: del matematico russo I. Safarevic, del Beato prof. Giuseppe Toniolo, dell’apologista francese Auguste Nicolas, del contro-rivoluzionario G. Cantoni.

Si tratta rispettivamente di testi di epoche diverse:

  1. Passato e avvenire del socialismo (1981)
  2. Il socialismo nella storia della civiltà (1903)
  3. Del protestantesimo e di tutte le eresie in rapporto al socialismo (1859)
  4. La socialdemocrazia fabiana, new look dell’”opzione socialista” (1990)

Questi scritti sono oggi necessari più che mai, poiché ormai con il termine “socialismo” si designano spesso fenomeni completamente differenti: a) la teoria; b) un regime sociale esistente.

Tuttavia, gli elementi che rientrano nell’ideale socialista (abolizione della proprietà privata, della famiglia, della gerarchia, avversione per la religione) sono rimasti gli stessi per millenni e possono essere intesi come manifestazioni di un unico principio fondamentale: la repressione dell’individuo.

Si può pertanto interpretare il socialismo come una manifestazione dell’istinto d’autodistruzione dell’uomo – frutto dell’ostilità verso l’individualità – e della conseguente volontà di distruggere le forze che sostengono e rafforzano questa individualità: la religione, la cultura, la famiglia, la proprietà individuale.

Il Timone: non pessimismo, ma fede

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La versione di Gianpaolo Barra – ottobre 2017

(confermate le indicazioni operative del 2016)

«Caro Direttore,
la seguo su
La Nuova Bussola e sono abbonato a Il Timone: ringrazio lei e quanti con lei testimoniano la Verità con coraggio e nonostante l’autentico martirio che impone la buona battaglia.
Mia mamma, maestra di scuola elementare per 43 anni, su altri fronti e con altri mezzi, ha combattuto la stessa buona battaglia senza scoraggiarsi e confidando sempre nel Signore, sicura com’era di
“Gesù e Maria non abbandonano chi lavora per loro”. Io, alla soglia dei 60 anni, sono disorientato, avvilito, oserei dire sconvolto da quello che sta avvenendo nella Chiesa: non che abbia mai pensato che la nostra fosse la comunità perfetta e senza peccato, ci mancherebbe, tuttavia sui “principi non negoziabili” c’era chiarezza dottrinale, tutti potevamo sbagliare e peccare (a chi non è capitato?), ma c’erano regole certe che erano il metro delle nostre azioni…
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Bologna: un parroco paterno, un educatore fermo

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Grazie al prete
che dice la verità ai nostri figli

di Alessandro Sallusti, Direttore de Il Giornale, del 10/11/2017

Don Lorenzo Guidotti è parroco in un quartiere di Bologna e da ieri al centro di un linciaggio politico e mediatico per avere scritto su Facebook parole dure sulla ragazzina che ha raccontato ai carabinieri di essersi svegliata seminuda, ancora ubriaca e derubata dopo essere stata violentata da un immigrato che aveva incontrato poco prima.

Quella del parroco («te la sei cercata») è un’omelia scorretta, ma è la stessa che ogni genitore dovrebbe fare ogni giorno ai propri figli.
E siccome ciò non avviene, o almeno non quanto dovrebbe, grazie a Dio un saggio prete vecchio stile ci riporta alla dura realtà.

Cosa avrebbe detto di così sconveniente don Lorenzo, attaccato al punto che ha dovuto scusarsi?
Vediamo. (altro…)