Vescovi coraggiosi: Mons. C. Chaput di Filadelfia

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Il Sinodo dei Giovani aumenta la confusione nella Chiesa.
Un Sinodo “taroccato” da qualcuno
(perchè la testimonianza fede di tanti giovani è stata fatta sparire),
per dare spazio all’ennesima calata di brache davanti agli LGBT.

Le profonde considerazioni dell’arcivescovo Charles Chaput di Filadelfia, che nel primo giorno del sinodo ha detto apertamente che l’espressione LGBT dovrebbe essere evitata nei documenti ufficiali della Santa Sede, perché la Chiesa non classifica le persone in base ai rispettivi orientamenti sessuali.
Ecco perché, ha spiegato, non esiste e non può esistere un «cattolico LGBTQ» (la Q sta per Questioning, ovvero incerto, che si interroga) o un «cattolico transgender», così come non si parla di «cattolico eterosessuale». L’orientamento sessuale, di per sé, non è sufficiente per definire chi siamo.

Pubblicato da Catholic Herald (http://www.catholicherald.co.uk/news/2018/10/04/archbishop-chaput-tells-synod-lgbtq-should-not-be-used-in-documents/) l’intervento di Chaput merita di essere conosciuto, anche perché è facile immaginare che la grande stampa non ne parlerà. Eccone dunque una sintesi fatta dal vaticanista Aldo Maria Valli.

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L’omo-eresia spiegata da suor Lucia di Fatima

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Alcune lettere della veggente parlano del «disorientamento diabolico» nella Chiesa, dei sacerdoti traditori che portano «alla perdizione delle anime», della necessità di reagire, dei pavidi che non hanno combattuto il male e della responsabilità del popolo che non «fa nulla per evitare l’inganno».
Poi elenca le armi della lotta e spiega perché se «la Chiesa non accoglie l’ultimo aiuto di Dio (il messaggio di Fatima) non ci sarà più possibilità di salvezza».

 

Mentre la situazione del clero e di chi ricopre ruoli di comando nella Chiesa si fa sempre più apertamente e così gravemente immorale da chiarire il perché dei mutamenti dottrinali e della diffusione dell’eresia (basti pensare all’accettazione della sodomia e dell’adulterio o alla predicazione sull’uguaglianza delle religioni), rileggere le lettere di Suor Lucia, la veggente di Fatima (alcuni testi sono reperibili presso l’Associazione Madonna di Fatima), serve sia a gettare luce su quanto sta avvenendo sia a comprendere l’unica via d’uscita possibile, sebbene ignorata dalla maggior parte dei vescovi e dei cardinali.

La veggente, nel 1958, rivelò a padre Agustin Fuentes cosa stava accadendo alla Sposa di Cristo secondo quanto le era stato rivelato dalla Madonna: «Il demonio ha ingaggiato la lotta decisiva, cioè finale, dalla quale uno dei due uscirà vittorioso o sconfitto: o siamo con Dio, o siamo col demonio».
Più avanti, parlando dei pastori e dei vescovi, chiarì che Satana, per traviare tutto il popolo, avrebbe usato soprattutto loro, perché «ciò che offende soprattutto il Cuore Immacolato di Maria e il Cuore di Gesù è la caduta delle anime dei religiosi e dei sacerdoti. Il diavolo sa che per ogni religioso o sacerdote che rinnega la sua santa vocazione», ossia la fedeltà a Cristo e alla sua Rivelazione, «molte anime sono trascinate all’inferno. Per questo il diavolo brama di impossessarsi delle anime consacrate. Cerca in ogni modo di corromperle, per addormentare le anime dei fedeli e condurle alla peggiore impenitenza».

In una lettera datata 16 settembre 1970, la suora addolorata, ribadiva: «Povero Nostro Signore…Quanto malamente viene servito! È doloroso vedere così tanto disorientamento in così tante persone che occupano posizioni di responsabilità!…Questo accade perché il diavolo è riuscito ad insinuare il male a guisa di bene ed ora essi si comportano come ciechi che guidano altri ciechi», ma d’altra parte la responsabilità è anche dei laici perché «le anime non fanno nulla per evitare d’essere ingannate».

Suor Lucia chiarisce quindi che (al di fuori dell’Infallibilità papale in determinati pronunciamenti), l’anima del fedele è chiamata a discernere, ossia ad esercitare la ragione illuminata dalle verità millenarie contenute nel Magistero della Chiesa. Come disse san Paolo ai Galati: «Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema!». Chi obbedisse ciecamente senza discernere sarebbe quindi altrettanto responsabile della sua perdizione: «Verrà il tempo – dirà san Paolo a Timoteo – che non sopporteranno più la sana dottrina…si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie».

Ma se il panorama appariva a suor Lucia così terribile già allora, oggi si fatica a comprendere come sia possibile accettare quanto sta accadendo nella Chiesa senza scomporsi. In una lettera del 12 aprile sempre del 1970 la veggente parlava già di un “disorientamento diabolico” che «invade il mondo» ma che è «oramai è entrato anche nella Chiesa», come constatò negli stessi anni da papa Paolo VI (“Il fumo di satana è entrato nella Chiesa”).
Il termine “disorientamento diabolico” si riferisce sicuramente alla confusione dottrinale, ma è quantmeno singolare che oggi una delle eresie più in voga nella Chiesa usi lo stesso termine faziosamente al contrario per giustificarsi: “Orientamento sessuale“.

In ogni caso, di qualsiasi natura sia il male, nella missiva si legge esplicitamente che bisogna combatterlo, perché molti pavidi, fra cui anche le guide, non si sono opposti. E le armi della lotta ripetute dalla veggente sono quelle che le ha suggerito la Madonna che ha «raccomandato che si reciti il Rosario tutti i giorni, poiché Ella ha ripetuto questa richiesta in tutte le apparizioni», affinché «in questi tempi di disorientamento diabolico, non dobbiamo lasciarci ingannare da false dottrine che fanno diminuire l’elevazione della nostra anima a Dio per mezzo della preghiera».
Poi la veggente spiega perché, «a parte il tempo da dedicare alla Santa Messa, dobbiamo anche trovarne per recitare il Rosario…dobbiamo e possiamo fare entrambe le cose», altrimenti «è come se nella parte materiale si privassero le persone del pane necessario alla vita».

Nella missiva del 16 settembre, parlando dell’attacco al Rosario e della riduzione del ruolo di Maria nella disegno della salvezza interna alla Chiesa, sottolinea: «È il Rosario che alimenta la piccola fiamma della Fede, che ancora non si è spenta del tutto in molte coscienze. Anche per quelle anime che pregano senza meditare, il semplice atto del prendere la corona per pregare è già un ricordo di Dio, del Soprannaturale… Perciò il demonio gli ha fatto tanta guerra. La cosa peggiore è che è riuscito a illudere e a ingannare anime piene di responsabilità per via della carica che occupano! … Sono ciechi che guidano altri ciechi!».
E nella lettera del 12 aprile aggiunge: «Quanto alla ripetizione dell’Ave Maria, non è una pratica antiquata come vogliono far credere…Potrebbe allora l’Apostolo credere che l’orazione di Maria non sia tanto gradita a Dio, quanto la nostra?», ripetendo che la colpa è del «disorientamento diabolico che invade il Mondo e inganna le anime!» e che «bisogna fargli fronte».
Infatti, ribadisce la veggente, sebbene «il popolo, nella sua maggioranza, è ignorante in materia religiosa», da cui «deriva la grande responsabilità di chi ha l’incarico di guidarlo», la responsabilità cade anche su di esso che «si lascia trascinare dove lo portano».

Oltre al Rosario la via d’uscita rivelatale dall’Alto viene descritta sempre nella lettera da lei indirizzata a padre Fuentes: «I rimedi ultimi dati al mondo sono il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria».
Poi nella lettera del 16 settembre aggiunge come rimedio la riparazione, che la Madonna aveva chiesto a lei, Giacinta e Francesco fin da quando erano piccoli: «Io mi sacrifico volontariamente e offro la mia vita a Dio, per la pace nella Sua Chiesa, per i sacerdoti e tutte le anime consacrate, e specialmente per coloro che continuano a comportarsi così erroneamente e per quelli che vengono ingannati! Per i nostri Fratelli allontanatisi».

Infine, suor Lucia svelò al sacerdote il pericolo più grande per la Chiesa, sempre riportando cosa gli chiese la Madonna: «Mi disse che, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l’ultima ancora di salvezza: la SS. Vergine in persona, le sue numerose apparizioni, le sue lacrime, i messaggi di veggenti sparsi in tutte le parti del mondo; e la Madonna disse ancora che, se non la ascoltiamo e continuiamo l’offesa, non saremo più perdonati».

Infatti il rifiuto da parte di tanti sacerdoti e vescovi della Madonna e tutti i suoi moniti e raccomandazioni, spesso ridotte a devozionismo facoltativo, secondo la veggente sarebbe il peccato peggiore, quello contro lo Spirito Santo: «Quando Dio è costretto a punire il mondo, prima di farlo cerca di correggerlo con tutti gli altri rimedi possibili. Ora, quando vede che il mondo non presta alcuna attenzione ai Suoi messaggi… ci offre “con un certo timore” l’ultima possibilità di salvezza, l’intervento della Sua Santissima Madre. Lo fa “con un certo timore” perché, se anche quest’ultima risorsa non avrà successo, non potremo più sperare in nessun tipo di perdono dal Cielo, perché ci saremo macchiati di quello che il Vangelo definisce un peccato contro lo Spirito Santo», ossia «il rifiuto, pienamente consapevole e volontario, della possibilità di salvezza che ci viene offerta. Non dimentichiamo che Gesù Cristo è un Figlio molto buono e non ci permetterà di offendere e disprezzare la Sua Santissima Madre. La secolare storia della Chiesa conserva le testimonianze dei terribili castighi inflitti a quanti osarono attaccare l’onore della Sua Santissima Madre… È urgente, Padre, che ci si renda conto della terribile realtà. Non si vuole riempire le anime di paura, ma è solo urgente richiamo».

Benedetta Frigerio, per http://www.lanuovabq.it/it/gli-scandali-spiegati-da-suor-lucia-al-popolo-ingannato

Nuovo e-book gratis. Fatima e altri sussidi per una vita militante

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Fatima e altri sussidi per una vita militante

Plinio Corrêa de Oliveira: saggi spirituali del maestro della Contro-Rivoluzione del XX secolo:
– Fatima: una visione d’insieme
– La devozione mariana e l’apostolato contro-rivoluzionario
– La crociata del secolo
– Virtuosamente intolleranti!
– Moderatismo, il grande eccesso del nostro secolo
-L’essenza del libro di Dom Chautard e un esempio concreto dei suoi benefici frutti
-Dagli insegnamenti di Pio XII: sulla tolleranza del male nell’ordine sociale internazionale e nazionale
-Comunismo e anti comunismo alle soglie dell’ultima decade di questo millennio.

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Sinodo dei giovani taroccato: “quel documento non ci rappresenta”

1 CommentoChiesa

tante cose che avevamo scritto sono state ommesse o cambiate

«Uno dei maggiori ostacoli che incontriamo nella Chiesa è rappresentato da chi, tra i suoi membri, stempera e annacqua i suoi insegnamenti, e preferisce proporre l’incontro con un “Cristo accondiscendente” (una falsa immagine di Cristo che non ci mette in discussione, né rimprovera, ma che accetta sorridente il nostro peccato) invece che l’incontro con il Cristo autentico».

 

Sinodo sui giovani: saltan fuori censure e forzature unilaterali sui testi dei ragazzi. La denuncia di chi si sente non rappresentato.

 

Manca ormai poco all’inizio del sinodo dei vescovi sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (dal 3 al 28 ottobre 2018), ma è una vigilia tormentata.

Le vicende relative agli abusi omosessuali hanno spinto due vescovi a scendere in campo: Charles Chaput di Philadelphia ha chiesto al papa di annullare il sinodo, e Robertus Mutsaerts, ausiliare della  diocesi di Hertogenbosch, nel sud dell’Olanda, ha scritto al papa spiegando che non si recherà a Roma e proponendo di rinviare il sinodo sui giovani per dedicarne uno alla situazione della Chiesa. In entrambi i casi, alla luce degli scandali, i prelati ritengono che i vescovi in questo momento non abbiano la credibilità sufficiente per rivolgersi ai giovani con richieste di tipo morale.

Ma anche fra gli stessi giovani le acque non sono tranquille. Ne è prova il testo che proponiamo qui. Arriva dal Pakistan ed è opera di una  giovane cattolica, Zarish Neno, che vive in quel paese ed esprime un senso di delusione e frustrazione rispetto al documento elaborato dai giovani al termine della fase preparatoria.

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Nuovo e-book gratis. Le “amicizie”: prima forma di opposizione cattolica

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Le “amicizie”: prima forma di resistenza cattolica alla Rivoluzione

Ai primi dell’Ottocento, nel periodo del totalitarismo napoleonico, con il consiglio dei padri Diessbach e Lanteri, nascono alcune associazioni di laici che tra mille rischi contrastano l’illuminismo e l’incredulità.

Nota dominante e coordinatrice delle Amicizie è lo zelo. E’ uno zelo amabile, non amaro, che prorompe come frutto dell’amore che orienta gli amici verso Dio e la sua Chiesa.
Alla visione chiara che gli amici ebbero delle condizioni e delle necessità del loro tempo, si accompagna la tempestività e, talvolta, la creatività dell’intervento..

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Il Card. Muller sull’omosessualismo nella Chiesa

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Sull’omo-eresia:Non il clericalismo, qualunque esso sia, ma l’allontanamento dalla verità e la licenza morale sono le radici del male”.
La corruzione della dottrina comporta e si manifesta sempre nella corruzione della morale

Ampi stralci (nella traduzione via Google translate) del discorso del card. Gerhard Cardinale Müller pronunciato per l’ordinazione sacerdotale del fratello Michael Sulzenbacher SJM nella chiesa di Sant’Agnese in Agone il 15.9.2018 – Fonte: Kat.net

 

(…) La chiesa, fondata da Dio e composta da esseri umani, si trova tuttavia – secondo il suo lato umano – in una profonda crisi di credibilità. In questo momento drammatico sospettiamo e temiamo le possibili conseguenze negative degli scandali e degli errori delle guide. Pensiamo involontariamente alla divisione del cristianesimo occidentale nel XVI secolo o alla secolarizzazione della vita spirituale sulla scia dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese.

Non il clericalismo, qualunque esso sia, ma l’allontanamento dalla verità e dalla licenza morale sono le radici del male. La corruzione della dottrina comporta e si manifesta sempre nella corruzione della morale. Il grave peccato contro la santità della Chiesa senza rimorso è il risultato della relativizzazione del fondamento dogmatico della Chiesa. Questa è la vera ragione dello shock e della delusione di milioni di cattolici devoti. Nell’analisi delle cause delle secessioni dell’unica Chiesa di Cristo nel XVI secolo, lo storico della Chiesa Hubert Jedin (1900-1980) ha dichiarato nel primo volume della sua “Storia del Concilio di Trento”: “La parola riforma ha nascosto l’eresia e l’emergente secessione della chiesa”. (I, 151).
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Il vescovo di Ferrara in piazza con Arcigay

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«Da sempre attento al tema dei migranti, rappresentate di una Chiesa che sa accogliere e non discriminare. Ringraziamo l’arcivescovo Gian Carlo Perego per la sensibilità e la disponibilità dimostrataci».
Il post apparso sulla pagina facebook di Arcigay Ferrara, così ecumenico e zuccheroso, non lascia spazio a dubbi: al movimento arcobaleno, monsignor Perego piace proprio tanto.
Il motivo? Semplice: l’arcivescovo succeduto a monsignor Negri, al quale l’associazione non ha mai rivolto pensieri particolarmente affettuosi, ha ritenuto opportuno farsi immortalare in Piazza Municipale, nel capoluogo estense, davanti a dei cartelloni anti-omo-trans-fobia in occasione di una mostra fotografica il cui titolo dice già tutto: «NOIdentity-True stories human stories».

Il progetto fotografico, centrato sulla persecuzione di persone Lgbt migranti o emigrate in Italia e realizzato da Luciana Passaro, dirigente di Arcigay Ferrara, è stato pensato fra le altre cose per scardinare l’«intollerante» modello «eteronormativo», che è la solita espressione ambigua celante la sostanziale promozione dell’ideologia omosessualista, che ha in figure come Mario Mieli le sue stelle polari.

Bene, ma cosa ci faceva da quelle parti monsignor Perego? Per quale motivo pastorale ha ritenuto di presenziare?

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Anche l’Italia avrà il pride catto-gay

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OMOERESIA

Anche l’Italia ha il suo padre Martin e il Pride cattogay

Il gesuita padre Pino Piva sta facendo in Italia lo stesso lavoro di padre James Martin: in nome della pastorale, dell’accoglienza e del discernimento, arriva a giustificare gli atti omosessuali.
Sarà protagonista, insieme a Martin, del Forum dei cristiani Lgbt che, da alcuni anni, si svolge ad Albano Laziale, il cui vescovo Semeraro è un grande sponsor dell’iniziativa.

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Nuovo e-book gratis. Scritti di Donoso Cortes

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Donoso Cortès

Comprende: Lettera al Card. Fornari sugli errori del nostro tempo (richiesta per la preparazione del Sillabo) • Discorso sull’Europa • Lettera alla Regina Maria Cristina • Risposta al signor De Broglie • Discorso sulla Dittatura • e altre.

Si ricorda che da tempo è disponibile anche il “Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo” nella traduzione di metà Ottocento.

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Mons. Gänswein: siamo nell’11 settembre della Chiesa

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Ieri il Santo Padre ha fatto riferimento all’eresia omosessualista che colpisce la Chiesa, ormai a tutti i livelli:
Vi raccomando una particolare attenzione al clero e ai seminari […] le nostre risposte saranno prive di futuro se non raggiungeranno la voragine spirituale che, in non pochi casi, ha permesso scandalose debolezze, se non metteranno a nudo il vuoto esistenziale che esse hanno alimentato, se non riveleranno perché mai Dio è stato così reso muto, così messo a tacere, così rimosso da un certo modo di vivere, come se non ci fosse” (13/9/18).

Come laici proponiamo quanto detto dall’arcivescovo George Gänswein presentando il libro “L’opzione Benedetto”: “la Chiesa cattolica guarda piena di sconcerto al proprio 11 settembre“.

Le idee omosessualiste che si diffondono nel clero?
Sono l’11 settembre della Chiesa cattolica

L’11 settembre 2018 il Prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gänswein, ha presentato a Montecitorio la versione italiana de “L’Opzione Benedetto”, di Rod Dreher.
La forte analogia tra il “nine eleven” e gli scandali che agitano la Chiesa è uno degli elementi più sottolineati dai media: leggendo l’integrale si potranno altresì apprezzare lo spirito genuinamente religioso dell’opera di Dreher, l’encomio della sua analiticità

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