Avvenire – Compiono 50 anni i ”Capitani” d’Irlanda

Arte

Avvenire 28-4-2012

LA BAND DEI RECORD

Chieftains, ha 50 anni la «voce» dell’Irlanda

Paddy Moloney avrà avuto si e no sei anni quando la madre gli comprò «per una sterlina e nove pence» il suo primo pennywhistle. Ma su quel flau­to a fischietto il "folker" dagli occhi di ra­gazzo avrebbe costruito una delle più lon­geve avventure artistiche della musica ir­landese; quella dei Chieftains, che festeg­giano proprio quest’anno mezzo secolo di vita dando alle stampe Voices of ages , la­voro decisamente ambizioso che prova a far dialogare passato e futuro aprendo il patrimonio della canzone tradizionale ir­landese al top della nuova scena country­folk anglo-americana. Di gran nome gli o­spiti – Paolo Nutini, Bon Iver, Imelda May, Punch Brothers, Decemberists ed altri va­lenti alfieri del nuovo che avanza – sele­zionati con cura dal produttore T-Bone Burnett, eccezionalmente relegato al sem­plice ruolo di "assistente" per non intral­ciare il lavoro in cabina di regia di Molo­ney, che a 73 anni sprizza energia come un ragazzo. Risultato come sempre pieno, pur senza la voglia di stupire né il coté intel­lettuale del sorprendente San Patricio da­to alle stampe dai Chieftains due anni fa con Ry Cooder.

 

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CulturaCattolica – Scelgo Cristo

Arte

14-1-2012 CulturaCattolica.it

Posso scegliere. E allora scelgo

di Luisella Saro

Posso scegliere. E allora scelgo.
Scelgo di non andare a Milano. Di non pagare il biglietto d’ingresso al Teatro Parenti.
Scelgo di non vedere la messa in scena delle feci di Castellucci (che meraviglia la polisemicità, le sfumature della lingua italiana!). Di non sentirne il fetore.

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Avvenire – 25 anni fa moriva il regista russo Andrej Tarkovskij

Arte

Avvenire 28-12-2011

Andrej Tarkovskij: «Il mio stalker è Don Chisciotte»

 

Faceva molto caldo, quel giorno del luglio 1984, a Milano. Ancor più nel salone del Circolo della Stampa, stipato di giornalisti, fotogra­fi, cameramen, intellettuali disorgani­ci. L’afa era insopportabile, ma un bri­vido corse nella schiena di tutti quan­do apparve quell’omino nervoso, dal­la fisionomia vagamente tartara; occhi vivacissimi, baffi ispidi, una foresta di rughe sul volto. Andrej Tarkovskij quel giorno era teso come una corda di vio­lino. Pensavo al suo primo cortome­traggio, noto solo ai cinefili più acca­niti: Il rullo compressore e il violino . Se ora il violino era lui, il rullo compres­sore era il regime sovietico che voleva spezzarne le sue corde, impedirgli di suonare. Tanto che quel giorno di lu­glio il geniale regista di Andrej Rubliov e di Solaris, de Lo specchio e di Nostal­ghia, aveva deciso di annunciare che avrebbe tagliato il cordone ombelica­le con l’adorata Madre Russia, avreb­be scelto l’Occidente. «Ragioni ve ne sono tante», spiegò alla stampa di tut­to il mondo che gli chiedeva le ragioni del suo 'basta' urlato in faccia al Crem­lino. «Ma me ne vado soprattutto per­ché le autorità del mio paese ormai mi considerano una non-persona: per il Cremlino non esisto». E a chi insiste­va per sapere a quale paese avrebbe chiesto asilo politico, ribatteva con sar­casmo: «Domanda strana: è come se vedendomi distrutto per la morte di u­na persona cara mi chiedessero dove voglio seppellirla. Che importanza ha?» Il dolore dell’esilio era davvero troppo. Chissà se fu quello a fare ammalare Tarkovskij: due anni dopo, il regista si spegneva a Parigi, a soli 54 anni. Era il 29 dicembre 1986, esattamente 25 an­ni fa. In Svezia, aveva ancora fatto in tempo a girare il profetico Il sacrificio .
Un film che, quel caldo giorno di lu­glio, era già ben chiaro nella sua testa. Come ci aveva spiegato, appena poche ore dopo la storica conferenza stampa, in un lungo colloquio a metà fra la con­fessione e il testamento. Parole, le sue, che un quarto di secolo dopo stupi­scono per la loro attualità. Le propo­niamo qui per la prima volta al lettore italiano. R.Cop.

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CC – L’incontro tra musica cristiana e sensibilità moderna.

Arte

Si avvicina il Natale, regalare della buona musica è una scelta del cuore che fa bene all'anima di chi la riceve ed al portafoglio di chi la dona.

Safety in God alone – Amazing Blondel

di Enrico Leonardi

Nel 1971 venne pubblicato uno strano LP: raffigurava tre personaggi dalle fluenti chiome e dalle imponenti barbe, in severi abiti elisabettiani, con un gigantesco alano accucciato ai loro piedi.
Non erano molti a quei tempi a riconoscerli a prima vista; infatti dopo un breve ed insoddisfacente esordio nel mondo del rock, i nostri erano passati a una più originale e fruttuosa riscoperta della musica inglese medievale e rinascimentale, creandosi un proprio stuolo – necessariamente più ristretto – di fedeli ascoltatori; alcuni li inquadravano nel cosiddetto “Progressive folk”, altri li sdegnavano come musica di élite.

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il Foglio – L’arte moderna è compatibile con il sacro?

Arte

Cézanne evangelista. Scola parla del nuovo Evangeliario Ambrosiano. Un tesoro liturgico alla prova dell’arte moderna: l’iconologia contro l’idolatria. Gesù e la libertà

1 novembre 2011 – il Foglio

Il cardinale Angelo Scola sposa l’idea del suo predecessore, il cardinale Dionigi Tettamanzi, di dare forma a un nuovo Evangeliario Ambrosiano, “un’espressione significativa che parla simultaneamente ai fedeli della nostra realtà diocesana, ma anche a quanti sono diversamente credenti, a quanti si dicono agnostici e a quanti dicono di essere atei nella società plurale”.

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Avvenire – Uomini d’altri tempi

Arte
Avvenire 18 ottobre 2011
CINEMA
De Curtis: «Rivive la preghiera di mio padre, Totò»

 

​ Totò non fu soltanto il primo grande comico a muoversi sullo schermo di un cinema completamente a colori, grande novità per l’Italia del 1952. Soltanto un anno dopo il successo clamoroso di Totò a colori, ecco che mazzi di fiori, spruzzate d’acqua, graffiate di leoni e sghignazzi di un clown finiscono davanti al viso di incuriositi spettatori grazie al 3D con Il più comico spettacolo del mondo – Totò in 3D esplicita e divertente parodia del film che Cecil B. De Mille aveva dedicato alla vita di un grandioso circo, sceneggiata da un gruppo cui partecipò anche Mario Monicelli e diretta da Mario Mattoli.

 

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Avvenire – La filantropia di Olmi ha perso Cristo

Arte

Avvenire 5 ottobre 2011

Un apologo a metà sulla carità

DI MARINA CORRADI

In una chiesa dismessa per mancanza di fedeli gli operai tirano giù il crocefisso. Il vec­chio parroco si tormenta. Ma quel­la notte un manipolo di clandesti­ni occupa la navata vuota, ci si ac­campa. Il vecchio prete li accoglie, e li difenderà da chi vuole denun­ciarli, e da minacciosi vigilantes in caccia, nella città buia e ostile.

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www.chiesa – La cantata del Papa

Arte

La Cantata di Bach che Ratzinger predilige

È quella dell'ultima domenica dell'anno liturgico luterano, con al centro la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte. Tutti i particolari di un ricordo personale di papa Benedetto, alla vigilia del suo prossimo viaggio in Germania

di Sandro Magister

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