(Libero) Il discorso di Ratisbona vale anche per i nostri laicisti

  • Categoria dell'articolo:Vita

Sharing is caring!

MA IN CHE MONDO VIVIAMO ???


Valgono più tre orsi morti di 130 mila aborti all’anno?

Antonio Socci
(da Libero 10 ottobre 2007)
Il 5 ottobre nelle pagine di Repubblica si leggeva questo
titolo: "Aborti, mai così pochi in Italia". Cosa volete che siano
130.033 aborti legali in un anno (senza contare quelli farmaceutici)
su 560 mila bambini nati. In tutto fanno 4 milioni e 500 mila aborti
legali da quando è stata approvata la 194. Dicono sia una grande
conquista civile. Tutti i media, al seguito del ministro Turco, ci
hanno spiegato trionfalmente che 130 mila sono davvero "pochi". E
dunque allegria! Brindiam nei lieti calici!

Ma non ci sono solo le "buone" notizie come questa. Purtroppo ci
sono anche le "stragi". Infatti il 3 ottobre sempre La Repubblica
titolava drammaticamente: "Strage di orsi in Abruzzo". Sono stati
trovati avvelenati tre orsi nel Parco. L’articolo iniziava
così: "Una strage, una mattanza che nasconde un piano criminale’
contro il Parco Nazionale d’Abruzzo". Tutti i tiggì hanno parlato di
questo orrore. Un’ondata di emozione ha scosso il Paese.

Il ministro Pecoraro Scanio prospetta "l’arresto per questi
criminali" e annuncia di costituirsi parte civile. La Lipu pure.
L’associazione "Amici dell’orso Bernardo" ha fatto una fiaccolata di
protesta. La Lega antivivisezione parla di "emergenza criminale" che
sarebbe "purtroppo diffusa" fra "cacciatori, pastori e cercatori di
tartufi".

"Il Wwf" c’informa Repubblica "ha messo una taglia di 10 mila euro
sui killer" (quando il senatore Calderoli mise una taglia per avere
notizie sugli assassini del benzinaio di Lecco tutti insorsero
indignati, ma la taglia del Wwf per sapere chi ha avvelenato gli
orsi è parsa a tutti nobile).

Fulco Pratesi, presidente del Wwf, è fra gli indignati speciali: "Si
tratta di un atto criminale gravissimo. Un Paese civile non può
permettersi questi scempi". E’ sempre dei tre orsi che si parla…
Perché pare che l’orso sia diventato il metro della civiltà. Che
vita è la vostra se non avete un orso in giardino. La scrittrice
Dacia Maraini, nostra coscienza civile, l’ha spiegato da par
suo: "L’orso non si fa vedere facilmente, ma la sua presenza è come
una certezza di vita, qualcosa che ci fa sentire meno soli, meno
padroni e tiranni, meno distruttori e soprattutto meno volgari"
(Corriere della sera, 4 ottobre 2007).

L’orso ci fa sentire "meno soli e meno volgari"? C’è qualcuno al
Corriere della sera che chiede e pubblica commenti del genere e che
sa spiegarci questa folgorante rivelazione? Esistono orsi di
compagnia? La Maraini va a lezione di buone maniere dagli orsi?
Capisco il commovente grido di dolore della scrittrice quando ha
saputo del luttuoso evento: "Di fronte alla carneficina provo
strazio e stupore". Simpatizziamo anche noi con l’orso Bernardo. Ma
siamo proprio sicuri che non ci siano altre carneficine, un po’ più
tremende, che passano nell’indifferenza o che addirittura vengono
presentate come "conquiste civili" ?

Il dolore degli esseri umani innocenti ha mai interessato i nostri
intellettuali? Parlo ovviamente degli intellettuali di Sinistra
perché se non sei di Sinistra non puoi neanche sognarti di veder
riconosciuta dignità intellettuale a ciò che pensi a che dici.
Ricordo una memorabile citazione della stessa Maraini che su Paese
sera, il 7 maggio 1969, scriveva: "Gli intellettuali, guarda caso
sempre di sinistra, sono gli unici, assieme ai politici guarda caso
sempre di sinistra, che dicono la verità".

Anche quel memorabile pensiero della Maraini sessantottesca
conteneva due strepitose rivelazioni. La prima: un vero
intellettuale deve essere per forza di sinistra (in effetti a quel
tempo non si potevano considerare intellettuali individui come
Eugenio Montale, Rosario Romeo, Mario Luzi, Augusto Del Noce, Indro
Montanelli, Geno Pampaloni, Nicola Abbagnano, Vittorio Mathieu,
Sergio Ricossa, Renato Mieli, Renzo De Felice, Federico Fellini e
via dicendo).

Seconda rivelazione: intellettuali e politici di sinistra "sono gli
unici che dicono la verità". Erano gli anni dell’impazzimento
ideologico. Avete mai sentito in quegli anni intellettuali e
politici del Pci e della Sinistra dire la verità – per esempio –
sull’orrore dei regimi comunisti, sul fanatismo rivoluzionario che
imperversava in scuole, fabbriche e università (e che di lì a poco
sarebbe degenerato) o sulla Resistenza? Avete mai sentito gli
intellettuali di sinistra denunciare le "carneficine" comuniste e
l’orrore del Gulag ? Di solito più che la verità si sentiva
la "pravda", una forma di "verità" molto sinistra. E – ad essere
sinceri – ancora oggi, anno di grazia 2007 – siamo in attesa di
sentirla dire tutta la verità, come lamenta anche l’ultimo libro di
Giampaolo Pansa, "I gendarmi della memoria".

Ma fra tutti, il genocidio più censurato è quello di cui parlavo
all’inizio di questo articolo. Lo si continua a presentare
addirittura come una conquista civile: 130 mila bambini valgono
almeno quanto un orso marsicano?