Modena gay pride: un vescovo parla, i partiti e un bilancio

Chiesa,Teorie di genere - omosessualismo

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La notizia è che un Vescovo ha analizzato e si è alzato in piedi per difendere il suo gregge e la famiglia naturale:
Credo che il matrimonio sia una comunità di vita e di amore tra un uomo e una donna, connotata da complementarità, reciprocità e generatività, e come tale rientri nel progetto stabilito da Dio creatore e confermato da Cristo redentore”.
Grazie alla mediazione ecclesiale del Centro Culturale il Faro, il Vescovo di Modena aveva già concesso al Comitato promotore il sagrato del Duomo precisando che “non c’è alcuna contrarietà che i fedeli, inclusi i presbiteri, partecipino alla processione di riparazione”.

C’è di più: Mons. Castellucci esprime un inequivocabile “sostanziale dissenso dai contenuti e dal metodo che anima il Gay pride” a smentire ogni lettura faziosa operata in queste ore dai mass-media laicisti e lefebvriani.

Ed ecco che, per la prima volta in Italia, una processione riparatrice ha luogo con il placet fattuale del Vescovo, vede la partecipazione di altri sacerdoti incardinati nella Diocesi e viene guidata da un parroco, Don Giorgio Bellei, che non teme di dichiarare alla stampa: “preghiamo perché questo peccato viene sbandierato contro il progetto di Dio, che maschio e femmina li creò e che ha dato alla sessualità umana un fine preciso” (Cfr. Repubblica Bologna, 1/6/2019).

La chiesa di Lefebvre? irrilevante come sempre e stavolta – finalmente! – senza alcuna visibilità.

Anche i partiti del centro-destra non si sono lasciati ingannare dai soliti attivisti LGBT presi in prestito da altre città, ma hanno avuto ben presente il risultato ottenuto dalla paladina dei diritti LGBT dell’Emilia-Romagna, l’Assessore alle Pari Opportunità Roberta Mori: bocciata.
Ma non solo: terz’ultima dei candidati del Partito Democratico del Nord-Est. E la petizione a favore della famigerata legge regionale sull’omotransnegatività non ha raggiunto le 2.500 firme in tutta Italia (= 125 per Regione).

Per tutte queste ragioni, per questo intelligente modo di operare, il centro-destra ha sostenuto i cattolici:
– la Lega di Salvini: sia con il Ministro per la Famiglia, sia con i Consiglieri Comunali neo-eletti, sia con il fattivo interessamento del Segretario Regionale On. Vinci:
– Forza Italia, sia con una presa di posizione di un Consigliere Regionale modenese, sia con una durissima presa di posizione del Segretario Regionale, On. Bignami, che giustamente segnala che “i gay pride finiscono, sistematicamente, per rivelarsi manifestazioni che sviliscono o condannano la famiglia tradizionale e il concetto stesso di eterosessualità“.

Quali i partiti a favore del pride? Solo il Sindaco del Partito Democratico di Modena e pochissimi altri suoi colleghi della provincia sono sfilati con la fascia istituzionale, in mezzo a uomini sculettanti e con le calze a rete. Vedremo il frutto di tale comportamento alle elezioni regionali di questo fine d’anno…

Dunque, un successo connotato dall’ecclesialità, che auspichiamo si estenda alle altre iniziative analoghe. Possibilmente, migliorando le capacità di comunicazione e tenendo conto di tutti suggerimenti già indicati dall’Osservatorio Gender.

2 commenti su “Modena gay pride: un vescovo parla, i partiti e un bilancio

  1. Sono felice di leggere un articolo di questo tipo! pregherò per i peccati nostri (il primo peccatore è il sottoscritto) e per i peccati di queste persone che partecipano al gay pride, forse inconsapevoli dell’atto contro natura a causa della propaganda anti-scientifica promossa dall’ideologia predominante.

  2. Era ora che una voce autorevole si opponesse al pensiero del mondo che sta toccando i livelli più bassi della morale e dell’etica. A dispetto di una cattolicità che sta seguendo il mondo dimenticando il suo Signore Gesù Cristo. COMPLIMENTI AL VESCOVO

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