Card. Burke: il Preziosissimo Sangue e la battaglia per la vita umana

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Durante questo mese [di luglio] dedicato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, è opportuno riflettere sull’apostolato fondamentale, che promuove il rispetto per l’inviolabile dignità della vita umana, poiché Cristo ha versato il Suo Sangue per la salvezza di tutti gli uomini.

Esorto i soldati della vita a persistere, sempre più numerosi, nella battaglia contro la cultura della morte: non potremo mai accettare l’attacco ai nostri fratelli e sorelle, innocenti e indifesi.

È il Preziosissimo Sangue di Gesù che ci anima e ci mantiene forti per la battaglia“.

La Chiesa ha designato il mese di luglio per rinnovare la nostra devozione al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.
Meditando sul Preziosissimo Sangue, le nostre menti ed i nostri cuori si volgono a due festività dell’Anno Liturgico.
La prima è il Venerdì Santo, il giorno in cui Nostro Signore Gesù Cristo è morto per noi sulla Croce e, dopo la Sua morte, ha permesso alla lancia del soldato romano di perforare il Suo Cuore, da cui scorsero sangue e acqua (cfr. Gv 19, 34).
Il sangue che fluiva dal lato trafitto era un segno del Preziosissimo Sangue, che scorreva incessantemente dal Suo glorioso Corpo trafitto nel Sacramento della Santissima Eucaristia per la nostra guarigione e forza.

La seconda è la festività del Corpus Domini, in cui celebriamo il grande Sacramento mediante il quale Cristo, nel suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità, dimora in noi nella Chiesa.
Nel Preziosissimo Sangue di Nostro Signore, contempliamo il grande Sacramento, il Mistero della Fede, in cui, nelle parole di San Tommaso d’Aquino, «il bene comune spirituale di tutta la Chiesa è contenuto sostanzialmente» (Summa Theologiae, III, q. 65, art. 3, ad 1).
Cristo ha versato il Suo Preziosissimo Sangue per noi nel Sacrificio del Calvario, ma per primo ha versato il Suo stesso Sangue nell’Ultima Cena, istituendo per sempre la Santa Eucaristia.
Ad ogni sacrificio eucaristico, Lui rende sacramentalmente presente il sacrificio del Calvario (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1324).

L’Alleanza restaurata. Con il Preziosissimo Sangue di Dio, il Figlio Incarnato, Dio Padre ha portato a compimento l’alleanza che aveva stretto con noi al tempo del peccato originale. Dopo che Adamo ed Eva, nostri progenitori, ebbero gravemente spezzato la comunione con Dio con il peccato capitale dell’orgoglio, Dio, nel Suo inesauribile e generoso amore, promise di restaurare l’alleanza con Lui estirpando il peccato dalla nostra natura umana e dandoci la vita eterna (cfr. Gn 3, 15).

Nel corso dei secoli, che hanno preceduto la grande opera dell’Incarnazione Redentrice, Dio Padre ha rinnovato la Sua alleanza con noi, simboleggiata nel modo più sorprendente dall’effusione del sangue dell’Agnello Pasquale al tempo dell’Esodo.
Il sangue dell’Agnello Pasquale salvò i nostri antenati nella fede dalla morte e fu la prefigurazione dello spargimento del sangue dell’Agnello di Dio, che in verità toglie i peccati del mondo, salvandoci dalla morte eterna (cfr. Es 12, 3-13; e Gv 1, 29).
Nelle parole della Lettera agli Ebrei: «[Cristo] entrò una volta per sempre nel santuario, non attraverso il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna» (Eb 9, 12).

Nella celebrazione del Preziosissimo Sangue, Dom Prosper Guéranger in L’Anno liturgico commenta: «Il sangue di Cristo deve essere per noi in quest’ora il sangue del testamento, il pegno dell’alleanza che Dio ci propone, la dote costituita dall’eterna Sapienza che invita gli uomini a quella divina unione di cui lo Spirito di santità procura senza fine il compimento nelle nostre anime».

Adorando il Preziosissimo Sangue di Gesù, rallegriamoci del grande mistero dell’amore perenne di Dio verso noi, il Suo matrimonio con noi, sigillato dall’antica Alleanza, che si consuma nell’effusione del Preziosissimo Sangue del Suo unico Figlio generato. Attraverso l’effusione del Preziosissimo Sangue di Gesù dal Suo glorioso Cuore trafitto, lo Spirito Santo dimorerà sempre nei nostri cuori e noi a nostra volta rispondiamo con l’amore puro, altruista, fedele e duraturo per Dio. Lo Spirito Santo purifica e rafforza i nostri cuori nell’unione con il Sacro Cuore di Gesù.

L’apostolato fondamentale. Durante questo mese dedicato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, è opportuno riflettere sull’apostolato fondamentale che promuove il rispetto per l’inviolabile dignità della vita umana, poiché Cristo ha versato il Suo Sangue per la salvezza di tutti gli uomini.

Prima di tutto, incoraggio i tanti, eccellenti e instancabili leader pro-life in tutto il mondo ed esorto questi soldati della vita a persistere, sempre più numerosi, nella battaglia contro la cultura della morte e in difesa della civiltà della vita e dell’amore.

È una battaglia lunga e ardua, ed è facile scoraggiarsi. C’è chi dice che l’aborto sia ormai la “legge della terra”; una legge stabilita e che, quindi, dovremmo accettare. Ma non potremo mai accettare l’attacco ai nostri fratelli e sorelle innocenti e indifesi.
Non potremo mai arrenderci dal difendere i più vulnerabili.
Non dobbiamo mai smettere di lottare per coloro che non hanno il potere di difendersi.
È il Preziosissimo Sangue di Gesù che ci anima e ci mantiene forti per la battaglia.

Le parole che aprono l’enciclica Evangelium Vitae di papa Giovanni Paolo II sottolineano il ruolo fondamentale dell’apostolato del rispetto della vita umana: «Il Vangelo della vita sta al cuore del messaggio di Gesù. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura».
Il Vangelo della Vita è stato insegnato per la prima volta durante la creazione del mondo, quando Dio ha scritto la Sua legge nel cuore degli uomini; una legge il cui primo precetto è il rispetto della vita umana.
Dio rimarca continuamente la sua legge sulla salvezza nel cuore di ogni uomo e donna che chiama ad essere.

Giustamente, è chiamata legge naturale, perché adatta i nostri pensieri, parole e azioni alla realtà oggettiva del mondo in cui viviamo e di cui siamo gli amministratori.
Infatti non ci sorprende che la prima manifestazione del disordine fondamentale e devastante introdotto dal peccato originale sia stata l’omicidio di Abele da parte di suo fratello Caino (cfr. Gen 4, 1-16).
Cristo, mediante la sua Incarnazione Redentrice, ci dà la forza divina, per poter veramente vivere in accordo con ciò che il nostro cuore ci insegna nel profondo del nostro essere.

Una forte testimonianza. Il primo e fondamentale modo di irradiare la verità che Nostro Signore Gesù ci insegna immancabilmente è una forte testimonianza della dignità inviolabile di tutta la vita umana, dal momento del concepimento al momento della morte naturale.

La nostra conversione personale e la trasformazione del mondo verso cui è diretta la nostra fede cristiana devono, prima di tutto, trovare espressione nel salvare e nel promuovere ogni vita umana, in particolare quella «del più piccolo dei miei fratelli», secondo l’insegnamento di Nostro Signore nella parabola sul giudizio universale (cfr. Mt 25, 40, 45).

Nella sua esortazione apostolica post-sinodale Christifideles Laici, «Sulla vocazione e la Missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo», papa Giovanni Paolo II ha descritto la situazione contemporanea della Chiesa in un mondo sempre più secolarizzato, segnato dalla diffusione pervasiva e costante del relativismo, che «ispirano e sostengono una vita vissuta. come se Dio non esistesse».

Non a caso, in Evangelium Vitae, rivolgendosi alla cultura della morte che segna tragicamente una società totalmente secolarizzata, si fa riferimento a un modo di vivere lontano da Dio e dall’ordine con cui ha creato il mondo e, soprattutto, l’uomo.
Dichiara: «In realtà, vivendo, come se Dio non esistesse, l’uomo smarrisce non solo il mistero di Dio, ma anche quello del mondo e il mistero del suo stesso essere».
E prosegue nel descrivere questa condizione che «conduce inevitabilmente al materialismo pratico, nel quale proliferano l’individualismo, l’utilitarismo e l’edonismo» ed in cui l’uomo confonde il suo stesso essere con beni e piaceri materiali, rifiutando la sofferenza perché insignificante e vedendo il proprio corpo e la sessualità astratti dalla propria persona.

Le conseguenze della predicazione del Vangelo della vita sono evidenti. Dopo aver descritto le basi filosofiche della cultura della morte, papa Giovanni Paolo II ne trae questa conclusione: «Nella prospettiva materialistica fin qui descritta, le relazioni interpersonali conoscono un grave impoverimento. I primi a subirne i danni sono la donna, il bambino, il malato o il sofferente, l’anziano. Il criterio proprio della dignità personale – quello cioè del rispetto, della gratuità e del servizio – viene sostituito dal criterio dell’efficienza, della funzionalità e dell’utilità: l’altro è apprezzato non per quello che è, ma per quello che ha, fa e rende. È la supremazia del più forte sul più debole».
Ad esempio, il mondo di oggi è sempre più testimone della supremazia di potenti forze economiche e politiche, che fingono di definire la vita umana e la sua culla nel legame fedele e duraturo dell’uomo e della donna nel matrimonio.

La frattura tra Vangelo e Vita. Papa Giovanni Paolo II specifica che l’adempimento della responsabilità dei fedeli laici richiede che essi possano «superare in sé stessi la frattura tra il Vangelo e la vita, ricomponendo nella loro quotidiana attività in famiglia, sul lavoro e nella società, l’unità d’una vita che nel Vangelo trova ispirazione e forza per realizzarsi in pienezza».

Nella nostra epoca, in modo particolare, dobbiamo invocare l’aiuto della grazia divina per superare qualsiasi separazione del Vangelo dalla vita, specialmente in ciò che riguarda il cuore del Vangelo: salvare e promuovere la vita umana.
Il Preziosissimo Sangue di Cristo, che scorre dal glorioso Cuore trafitto di Gesù nei nostri cuori, deve ispirare e animare ogni aspetto della nostra vita, in accordo con la verità del Vangelo, che manifesta in modo così potente.

Sottolineo l’importanza di aumentare e sostenere gli strumenti realmente pro-life e pro-family e di organizzare manifestazioni pubbliche a sostegno della dignità inviolabile della vita umana innocente e dell’integrità della famiglia.
La cultura della morte avanza, in gran parte, a causa della mancanza di attenzione e informazione da parte del pubblico in generale.
Inoltre, il pensiero anti-vita e anti-famiglia portato avanti dai media confonde, corrompe le menti e i cuori manipolando le coscienze lontano dalla legge scritta da Dio nel cuore di ogni uomo.

Una strategia pro-life. Papa Giovanni Paolo II dice nell’Evangelium Vitae: «Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita: nuova, perché in grado di affrontare e risolvere gli inediti problemi di oggi circa la vita dell’uomo; nuova, perché fatta propria con più salda e operosa convinzione da parte di tutti i cristiani; nuova, perché capace di suscitare un serio e correttivo confronto culturale con tutti. L’urgenza di questa svolta culturale è legata alla situazione storica che stiamo attraversando, ma si radica nella stessa missione evangelizzatrice, propria della Chiesa. Il Vangelo, infatti, mira a “trasformare dal di dentro, rendere nuova l’umanità”; è come il lievito che fermenta tutta la pasta (cfr. Mt 13, 33) e, come tale, è destinato a permeare tutte le culture e ad animarle dall’interno, perché esprimano l’intera verità sull’uomo e sulla sua vita».

La stessa Chiesa deve affrontare quei suoi stessi membri che, sebbene possano essere attivi nell’operato ecclesiale, «cadono in una sorta di dissociazione tra la fede cristiana e le sue domande etiche a riguardo della vita, giungendo così al soggettivismo morale e a taluni comportamenti inaccettabili».

Rinnovando la nostra devozione al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, riceviamo la chiara ispirazione e il costante incoraggiamento a vivere in Cristo con integrità, esprimendo il Suo amore puro e altruista nella nostra vita quotidiana.
La nostra vita in Cristo non è una questione di idee, è la realtà del Suo Preziosissimo Sangue che anima il nostro stesso essere.
Una delle sue manifestazioni più potenti è l’impegno costante e coraggioso nella battaglia per superare la cultura della violenza e della morte e nel permettere alla civiltà della vita e dell’amore di avanzare.

L’intercessione di Maria Immacolata. Concludo con le parole tratte dalla preghiera con cui papa Giovanni Paolo II chiude l’Evangelium Vitae, invocando l’intercessione di Maria Immacolata: «Fa’ che quanti credono nel tuo Figlio sappiano annunciare con franchezza e amore agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita. Concedi loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo, la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della verità e dell’amore. A lode e gloria di Dio creatore e amante della vita».

+ Card. Raymond Leo Burke

Fonte: https://www.radicicristiane.it/2020/07/fede-morale-teologia/lapostolato-per-la-vita/

 

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