Bologna: un parroco paterno, un educatore fermo

Fede e ragione

Grazie al prete
che dice la verità ai nostri figli

di Alessandro Sallusti, Direttore de Il Giornale, del 10/11/2017

Don Lorenzo Guidotti è parroco in un quartiere di Bologna e da ieri al centro di un linciaggio politico e mediatico per avere scritto su Facebook parole dure sulla ragazzina che ha raccontato ai carabinieri di essersi svegliata seminuda, ancora ubriaca e derubata dopo essere stata violentata da un immigrato che aveva incontrato poco prima.

Quella del parroco («te la sei cercata») è un’omelia scorretta, ma è la stessa che ogni genitore dovrebbe fare ogni giorno ai propri figli.
E siccome ciò non avviene, o almeno non quanto dovrebbe, grazie a Dio un saggio prete vecchio stile ci riporta alla dura realtà.

Cosa avrebbe detto di così sconveniente don Lorenzo, attaccato al punto che ha dovuto scusarsi?
Vediamo.
Nel suo post scrive che:
– una ragazzina non deve uscire sola di sera;
– che se esce di sera da sola non deve frequentare una delle piazze più malfamate della sua città;
– che se esce sola in luoghi a rischio non deve ubriacarsi fino a perdere il controllo;
– che se si ubriaca in una piazza malfamata non deve accettare inviti da un maghrebino sconosciuto.
Perché se invece fa esattamente il contrario, lo stupro «se l’è cercato».

Che ne dite? Un uomo così merita il linciaggio, la gogna?
Io dico: grazie di esistere, don Lorenzo.
Grazie per il coraggio di dire cose semplici, vere e sagge. Che magari fanno storcere il naso a Papa Francesco (dubito al suo Superiore) e alla Boldrini, ma che per noi sono musica.
Intendiamoci: in quel «se lo è cercato» non c’è nessun compiacimento, solo un intento educativo.
Se metti la mano sul fuoco e ti bruci, se attraversi con il rosso e vieni investito, se non studi e sei bocciato, il danno «te lo sei cercato».

Speriamo che anche a Modena ci sia un don Lorenzo che uno di questi giorni dica alle sessanta liceali che si sono scambiate tra di loro autoscatti intimi fatti con il telefonino (e poi andati in rete) che se non hai rispetto del tuo corpo e della tua dignità «te lo sei cercato» di finire alla berlina. E che spieghi alle malcapitate (che dicono di averlo fatto «per noia») che la noia si supera leggendo un libro, con una risata in compagnia o con un po’ di sport

Non so se questo accadrà. Perché la cosa peggiore della vicenda di don Lorenzo è che il vescovo ha preso le distanze dalle sue parole e lo ha zittito.
I preti di una volta ancora ci sono, purtroppo non c’è più la Chiesa.

 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/grazie-prete-che-dice-verit-ai-nostri-figli-1461435.html

7 commenti su “Bologna: un parroco paterno, un educatore fermo

  1. condivido la ‘omelia’ del parroco don Lorenzo Guidotti .
    Probabilmente grandissima colpa la hanno anche i genitori che non hanno saputo (o voluto?) educare la ragazza.

  2. Grazie Don Lorenzo! Finalmente un sacerdote come dovrebbero esserlo tutti. Cristo era “buono” non ” buonista’ come va ora di moda. Incomprensibile e assai grave il comportamento della Curia bolognese, evidentemente affetta da “buonismo” alla moda!!

  3. Il prete, quasi tosto, di Bologna, che Dio ce lo conservi, ne abbiamo un gran bisogno. Perché “quasi” ? Non doveva ritrarsi e non aveva nulla di cui scusarsi.
    Forse, i mala tempora e le pressioni lo hanno fatto sorvolare sul fatto che l’amore procede dalla verità e la misericordia procede dalla giustizia .
    G.Vigni

  4. Bravo don Lorenzo! Ce ne fossero tanti come te: moderni don Camillo con ben chiaro il senso del discernimento, e non solo a parole come va tanto di moda adesso!

  5. Grazie don Lorenzo. Ce ne fossero Preti come Lei. Spero qualcuno (Vescovo, Genitori, politici -lettera minuscola voluta) facciano un esame di coscienza e valorizzino il Suo Pensiero.

  6. don lorenzo ha detto frasi che tutte le persone di buon senso e non ipocrite dicono o pensano con la frase ( te la sei cercata e con il seguito ,(sbagliando s’impara) ci siamo cresciuti e ci è servito per riflettere ed essere prudenti.Salviamo i nostri figli educandoli

  7. Ma guarda un po’.Risuonano le parole di mia madre.I suoi rimbrotti per le conseguenze di una “marachella”.Già.Ma mia madre è del 1926.E sono fiero di quanto ha inculcato a me e agli altri suoi figli.
    Forse il problema non sono i figli.Ma i genitori.Anzi.Sicuramente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *