Il Foglio – I puntini sulle ‘i’

Papa

il Foglio – 16 novembre 2013 – ore 06:59

Disputa micidiale, arbitro il Papa
Il Vaticano II fu una rivoluzione? No, dice il rivoluzionario Francesco

Gli addetti non se ne sono accorti, ma Francesco ha compiuto un gesto anticonformista dei suoi, in una direzione diversa da quella che molti si potevano attendere. Ha dato la palma di miglior esegeta del Vaticano II a un critico severo della interpretazione progressista del Concilio stesso. Nel 2005 al Foglio lo storico Alberto Melloni, discepolo di Giuseppe Alberigo ed esponente di punta della Scuola di Bologna che ha redatto la monumentale opera sulla storia del Concilio, fu messo a confronto, toni aspri, con Agostino Marchetto, recensore della sua storia “in contrappunto”.  “Per definizione, un Concilio non si raduna quando non c’è nulla da dire” e non si convoca “per ripetere”, disse Melloni. Lo scopo, aggiungeva nel duro confronto a distanza con monsignor Agostino Marchetto (autore di una rassegna della storiografia del Vaticano II che contesta la ricostruzione bolognese), era quello di costituire “un balzo innanzi”. Discontinuità con il passato, insomma. Rinnovamento acclarato al punto che “chiunque oggi pensi la chiesa, sta pensando al Concilio”. Eppure, presentando “un volume di recensioni” di mons. Marchetto, il cardinale Camillo Ruini, allora presidente plenipotenziario della Cei, disse “che per avere le prime interpretazioni storiografiche equilibrate del Concilio di Trento si sono dovuti attendere decenni”. Riferimento polemico evidente al lavoro di Alberigo,  che Melloni definì con sarcasmo “una estemporanea cortesia al recensore più che a una tesi storiografica”. Un gesto “di condiscendenza verso recensioni ispirate al principio ‘di tutti parlò mal fuorché di Cristo’. Anche perché – aggiungeva lo storico emiliano – se Ruini volesse seguire Marchetto nel suo sdegno censorio finirebbe per attaccare non solo Alberigo (che a differenza di Marchetto qualche laurea honoris causa l’ha avuta), ma anche i migliori professori di varie università cattoliche” sparse nel mondo. E poi, diceva Melloni, “il progresso della ricerca avviene attraverso la ricerca e non dal giudizio sentenzioso di un recensore che si sente più intelligente dei 250 recensori che hanno letto le edizioni dell’opera collettiva diretta da Alberigo”  nelle varie lingue. Toni forti, diciamo.

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Libero – Sul Papa gli uomini mostrano tutto il buio in cui sono caduti

Papa

PER ORIENTARSI DA BUONI CATTOLICI SU CIO’ CHE I GIORNALI SCRIVONO SUL PAPA

Da “Libero”, 20 ottobre 2013

di Antonio Socci

Giù le mani dal papa. Bisogna ripeterlo oggi che Francesco si trova strattonato a destra e a sinistra.

Bersagliato da contestatori cattolici superficiali e imprudenti che lo rappresentano come modernista eterodosso e stravolto da sostenitori laicisti che lo applaudono attribuendogli idee egualmente eterodosse e quasi atee.

Un circo mediatico assurdo.

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CorSera – Lo spirito di Papa Francesco

Papa

Corriere della Sera, 21 settembre 2013

Francesco, la misericordia del Papa che accetta il mondo così com'è

di Vittorio Messori

Credo che stia capitando a molti: la lettura della trentina di pagine della Civiltà Cattolica con l'intervista a Francesco sembra chiarire loro chi sia davvero e che intenda fare colui che ama definirsi «vescovo di Roma». Una Roma che pur confessa di non conoscere, al di là di alcune famose basiliche. Perché nasconderlo?

Molti, nella Chiesa, erano perplessi per uno stile in cui sembrava di avvertire qualcosa di populista, da sudamericano che in gioventù non fu insensibile al carisma demagogico di Peròn.

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Libero – Papa Francesco: i principi non negoziabili in azione

Papa

CHE BELLO SEGUIRE FRANCESCO! QUELLO CHE CI INSEGNA (ANCHE SUI VALORI): I CRISTIANI LEGGONO I SEGNI DEI TEMPI. UNA STORIA CHE INIZIA.

di Antonio Socci

Da “Libero”, 21 settembre 2013

C’è lo stupore e la compassione nella splendida intervista di papa Francesco. Lo stupore di chi si è sentito perdonato e amato dal Salvatore, come il pubblicano Matteo, l’evangelista della celebre tela di Caravaggio. Che il papa evoca.

E c’è la compassione per questa umanità di feriti. Il desiderio di portare a tutti quello sguardo di misericordia che lui ha incontrato nel volto di Gesù e quindi nella Chiesa.

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Le vere parole del Papa a Civiltà Cattolica

Papa

La Chiesa, l'uomo, le sue ferite: l'intervista a papa Francesco
Per gentile concessione di "Civiltà Cattolica" pubblichiamo il testo integrale dell'intervista del direttore padre Antonio Spadaro a papa Francesco.

Santa Marta, lunedì 19 agosto ore 9,50

È lunedì 19 agosto. Papa Francesco mi ha dato appuntamento alle 10,00 in Santa Marta. Io però eredito da mio padre la necessità di arrivare sempre in anticipo. Le persone che mi accolgono mi fanno accomodare in una saletta. L’attesa dura poco, e dopo un paio di minuti vengo accompagnato a prendere l’ascensore. Nei due minuti ho avuto il tempo di ricordare quando a Lisbona, in una riunione di direttori di alcune riviste della Compagnia di Gesù, era emersa la proposta di pubblicare tutti insieme un’intervista al Papa. Avevo discusso con gli altri direttori, ipotizzando alcune domande che esprimessero gli interessi di tutti. Esco dall’ascensore e vedo il Papa già sulla porta ad attendermi. Anzi, in realtà, ho avuto la piacevole impressione di non aver varcato porte.

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Avvenire – Il Papa chiede preghiera e digiuno per la pace

Papa

Avvenire 2-9-2013

«Mai più guerra!»
L'angelus del 1-9-2013

Cari fratelli e sorelle,
buongiorno!

Quest’oggi, cari fratelli e sorelle, vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace! E’ il grido che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.

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Libero – Continuità magisteriale

Papa

SIA BENEDETTO FRANCESCO !

di Antonio Socci

Da “Libero”, 11 agosto 2013

E’ ormai la mania dei media: attribuire a papa Francesco idee opposte a quelle di Benedetto XVI, soprattutto sui temi più cari al mainstream giornalistico, cioè gay, donne, Chiesa, ambiente, capitalismo, povertà.

Lo si è visto dopo la famosa conferenza stampa sull’aereo. Il salotto radical-chic è così convinto che Francesco stia rovesciando l’insegnamento del predecessore che ieri perfino uno che non sa nulla di cristianesimo – come Claudio Sabelli Fioretti – su un magazine di “Repubblica” lo rappresentava come “uno straordinario folle che potrà finalmente mettere in crisi la Chiesa”.

Visto l’andazzo, al di qua e al di là dell’Atlantico, Pat Archbold nel suo blog, sul sito americano del “National Catholic Register”, si è divertito a farsi beffe del pigro conformismo liberal, secondo cui Francesco dice il contrario di Ratzinger.

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CorSera – Il Papa e le deformazioni giornalistiche della sua figura

Papa

CorSera 31/7/2013

L'IMMAGINE DEL PAPA
Così vicino alla gente , così difficile da conoscere
La vera immagine di Papa Francesco

di Vittorio Messori

Mentre scrivo, ho sul tavolo il penultimo numero di Time . La sua celebre copertina è interamente occupata da un'immagine di Jorge Bergoglio, sul cui profilo campeggia lo «strillo», per dirla in gergo: The people's Pope , il Papa della gente. Una «svolta epocale», naturalmente, «una novità storica», secondo il settimanale americano, cui si riconosce ovunque una inappellabile autorità. Leggendo l'articolo si ha il sospetto che – per guardare solo al recente passato – un Giovanni Paolo II fosse un cupo misantropo, chiuso nel suo palazzo, interdetto alla mitica «gente».

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