(CorSera) Verità, amore e libertà le cifre dell’Occidente

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L’Occidente non è solo economia


Geminello Alvi
(C) Il Corriere della Sera, 22.3.2004

Viene innaturale scrivere d’economia come sempre, con
tutta la gente morta in Spagna che ancora resiste nei
pensieri.
Ligia ai doveri della famiglia o di un mite lavoro,
gente che stava aggiustandosi sonnolenta nelle giubbe,
pronta a calare dai treni… dilaniata.

E dopo gli occhi furbi e acquei dei nuovo premier di
Spagna, la trovata ambigua di ritirare le truppe, i
pensatori alla moda che riprendono la recita perenne
di litanie antiamericane.
Come se quei poveretti li avesse uccisi l’America, e
non gli arabi di Bin Laden.

Ma dire queste cose sarebbe occuparsi di politica e
magari con il difetto di un eccesso di passione.
Un inserto d’economia serve ad altro.
Tuttavia, il lettore me lo concederà, non viene allo
scrivente di dissertare degli effetti dei terrorismo
sulle Borse.

C’è un tema economico più spiccio che s’incontra nelle
strade, mentre tra bandiere del Che e arcobaleni, il
passante viene erudito coi volantini.
Appena il ragazzino che te li offre spiega che Bush o
Cheney ci guadagnano, e che infine è sempre colpa
comunque dell’Occidente, dei suoi tornaconti economici.

E se poi replichi che i terroristi islamici vogliono
sottomettere la nostra civiltà alla loro, farci vivere
nella paura, la risposta è che sei un superficiale.
Per costoro l’Occidente ha sempre torto; ha le colpe
economiche di tutto.

E’ il conformismo per il quale Carlo Magno e i crociati
ieri o gli occidentali oggi hanno comunque preliminari
torti venali.

Ma dopo atti come quelli di Madrid e gli altri che
verranno, basta quest’ideologia per cui l’economia
spiegherebbe tutto e le civiltà niente?
No, non lo può.
L’economia è un campo della vita tra altri: non spiega
più originariamente quanto avviene.

Quei sauditi che hanno pilotato i Boeing sulle torri di
NewYork erano ricchi.
Gli incriminati in Spagna non hanno certo agito per
bisogno.
E noi che ci siamo sentiti europei come mai prima davanti
ai corpi degli spagnoli dilaniati non abbiamo pensato
all’euro o alla commissione europea.

Abbiamo pensato alle nostre donne libere, ai figli non
costretti da alcun dogma; e al nostro essere uomini desti
che coi loro io cercano la verità, ch’è la vita e rende
liberi.
Come ora scritto nel libro più adatto a spiegare cosa
sia l’Europa.
E che infatti la pochezza delle intellettualítà oggi si
guarda bene dal citare.
Penso al libro di Denis de Rougemont, L’amore e
l’Occidente, ancora splendido già nel titolo anche se
dei 1938.
Esso consente di spiegare l’Europa con l’amore cortese e
la cavalleria; lì s’incarnano il rispetto per le donne e
la ricerca errante della verità.
Quanto ci fa diversi e occidentali.
E ha plasmato le nostre economie.

Infatti Somban, che fu il più grande storico economico
dei Novecento, giudicava impossibili i nuovi consumi che
plasmarono il primo Capitalismo senza l’emancipazione
delle donne.
Molt’altro si potrebbe dire delle sue idee, ma sono
opposte a quelle dei conformismo e dei determinismo
marxista.
Dunque di certi libri neppure si sanno più i titoli.

Ma com’è pensabile lo stesso liberismo senza la libertà
delle donne, dell’amore e dell’Occidente?
Nel Medioevo cristiano la libertà fu quella strana di
distinguere per amare.
Le cattedrali, l’amor cortese, l’ideale furono atti di
uomini liberi, direzioni verticali di scelta dell’anima
di cui la libertà dei consumi fu conseguenza.

Ecco il nostro Occidente per cui dare la vita; e la
nostalgia che riaffiora tra i giovani, ingenua, per i
libri di Tolkien; per i cavalieri che sapevano vivere
perché sapevano morire.
Tutto l’opposto di quegli intellettuali e politici, modi
già in vita per eccesso di calcolucci, e colpe date agli
altri, mai a sé.
Viva l’ingenuità pura di Parsifal, infanzia
dell’Occidente.

Per il resto aver punito il governo di Aznar, che ha
migliorato la Spagna e malgrado ciò ha un debito in
proporzione al prodotto che è metà dei nostro e il
bilancio in pareggio, riconferma la tesi.
La politica risulta assurda se la si spiega anzitutto
con l’economia.