LA CHIESA. Introduzione alla Ecclesiologia

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\"\"J. R. Pérez Aranguena, LA CHIESA. Introduzione alla Ecclesiologia, ISBN: 88-8155-190-X, Ares Biblioteca teologica di base, Pagine: 152, Euro 10,33

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C’è una frase di san Cipriano, celebre e veritiera: «Nessuno può avere Dio come Padre, se non ha la Chiesa come Madre» .
Le pagine che seguono si soffermano sulla Chiesa, che è Madre, nonché via per la conoscenza e per il vero amore di Dio, che è Padre.
Come Madre, la Chiesa genera, crea ed educa nella fede i figli di Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: «È nella Chiesa, in comunione con tutti i battezzati, che il cristiano realizza la propria vocazione. Dalla Chiesa accoglie la Parola di Dio che contiene gli insegnamenti della “legge di Cristo”. Dalla Chiesa riceve la grazia dei sacramenti che lo sostengono lungo la “via”. Dalla Chiesa apprende l’esempio della santità» .
Fra le tante manifestazioni del suo servizio materno, la Chiesa è costantemente e vicina ai suoi figli per incoraggiarli e consolarli, per averne cura in mille modi, e se si sono allontanati, per attenderli e per riceverli al loro ritorno, e per indicare loro il cammino della speranza che, per mezzo di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo, conduce alla casa eterna del Padre. La Chiesa si pone così, letteralmente, al crocevia delle relazioni vitali fra gli uomini e Dio. È necessario aggiungere che la Chiesa non sta al centro dei misteri della fede cristiana, né è per se stessa argomento di fede. Crediamo, sì, alla Chiesa e per mezzo della Chiesa ma non crediamo in essa. Crediamo in modo esclusivo e diretto in Dio, che è unico, che è Trinità di Persone – Padre, Figlio e Spirito Santo -, che si è rivelato a noi in Gesù Cristo e che ha fondato la Chiesa come via necessaria per giungere a Lui. Per questo, quando nel Simbolo degli Apostoli confessiamo Credo la Chiesa, «facciamo professione di credere che esiste una Chiesa Santa, e non di credere nella Chiesa, per non confondere Dio e le sue opere e per attribuire chiaramente alla bontà di Dio tutti i doni che Egli ha riversato nella sua Chiesa». Così si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
Credere che esiste una Chiesa Santa istituita da Dio stesso comporta la percezione immediata che ci troviamo innanzi a qualcosa che sfugge alla possibilità di schematizzazioni umane Occorrono altre precisazioni per cogliere il mistero della Chiesa.
Il Concilio Vaticano II afferma che la Chiesa è un mistero, essendo allo stesso tempo – in modo paradossale e tuttavia reale – divina ed umana, visibile ed invisibile, terrena e celeste, temporale ed eterna. Risulta, quindi, «una realtà complessa» (Lumen Gentium, , multiforme, della quale ci è dato conoscere la struttura umana, visibile, terrena e temporale, e soltanto intravedere, grazie alla fede, gli elementi costitutivi divini, invisibili, celesti ed eterni.
La vera conoscenza della Chiesa non considera isolatamente i diversi aspetti indissolubilmente intrecciati. È oggi frequente, tuttavia, osservarla soltanto nei suoi aspetti umani e terreni che si presentano in modo più accessibile. A questo riguardo occorre procedere con prudenza giacché, incorrere in questa tentazione, equivarrebbe a falsare la Chiesa, a distruggerne il mistero e, infine, a ridurla ad una specie di Ong internazionale per servizi religiosi ed assistenziali. La vera natura della Chiesa è avvolta nel mistero della sua origine ed ispirazione divina e del suo destino eterno, conformi al suo compito di salvezza dell’uomo.
 
Lo studio del mistero ecclesiale negli ultimi decenni ha senza dubbio ricevuto nuovi spunti, grazie agli arricchimenti ed agli approfondimenti del Concilio Vaticano II, agli impulsi dello Spirito Santo, alle fonti inesauribili della Sacra Scrittura e della Tradizione. La cosiddetta Ecclesiologia si è andata costituendo in disciplina autonoma, con uno studio della Chiesa più sistematico rispetto ai secoli precedenti, quando diverse vicissitudini storiche indussero con insistenza i teologi a soffermarsi su aspetti parziali e su argomenti apologetici.
Si è cercato di redigere questo studio in linea con questa sistematica, e con gli apporti del Concilio Vaticano II e del Magistero successivo. Allo stesso tempo si è cercato di offrire un testo accessibile, ben coscienti che si tratta soltanto di un’introduzione all’Ecclesiologia.
 
«La Chiesa è Madre, e una Madre deve essere amata», ha detto il Papa. Sottolineare il carattere materno della Chiesa nell’introduzione di un libro dedicato a studiarla – i capitoli che seguono non daranno molte occasioni di ricordarlo – non comporta mancanza di correttezza scientifica. Al contrario, segnala la percezione della sua intima natura, come organismo vivo e vivificante. Inoltre, ben modesto servizio si renderebbe alla Chiesa, se l’amore accecasse la sua contemplazione. L’amore, però, non acceca, ma completa l’incisività e l’oggettività della sua osservazione.
Dice san Paolo agli Efesini (5,25-27): «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla (…), al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata». La Chiesa è santa e immacolata, malgrado ogni genere di miserie che gli uomini, che la compongono sulla terra, portino con sé. E se con Passione l’amò Gesù per donarle santità originaria, con la dovuta passione di figli ci disponiamo adesso ad avvicinarci al suo mistero, a penetrare la sua natura di Madre, per amarla con maggiore profondità e conoscenza di causa.
Resa più adeguata la nostra percezione della Chiesa, ci troveremo in una migliore condizione per fare nostra questa gioiosa espressione di fede e di amore, sgorgata dall’anima del Beato Josemaría Escrivá: «Santa, Santa, Santa! Così osiamo inneggiare alla Chiesa, evocando l’inno in onore della Beatissima Trinità. Tu sei Santa, Chiesa, Madre mia, perché ti ha fondato il Figlio di Dio, che è Santo; sei Santa, perché così ha voluto il Padre, fonte d’ogni santità; sei Santa, perché ti assiste lo Spirito Santo, che abita nell’anima dei fedeli, per riunire i figli del Padre, che abiteranno nella Chiesa del Cielo, la Gerusalemme eterna» (La Chiesa nostra Madre, Ares, 25).
 
L’autore è sacerdote, ha ottenuto la Licenza in filosofia nella Pontificia Università della Santa Croce (Roma) e quella in diritto nell’Università Complutense di Madrid.