(Giornale) Gli scandali aiuteranno la Chiesa Cattolic

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“Il Giornale” 18.11.02

di Rino Cammilleri «E’ necessario che gli scandali avvengano .», dice il Vangelo (mentre
fulmina gli scandalizzatori).
Qualcosa del genere sta succedendo negli Stati Uniti, dove la Chiesa
cattolica è squassata dal tifone dei preti pedofili.
Il disastro (finanziario e d’immagine, in un Paese in cui l’una e l’altra
cosa sono praticamente tutto) sta sortendo l’effetto di ricompattare attorno
alla fedeltà alla santa Sede e alla dottrina di sempre un episcopato fino a
ieri tutt’altro che monolitico.

Poche settimane fa la Conferenza episcopale nordamericana si è riunita per
quattro giorni a Washington ed ha redatto un piano per affrontare la
terrificante emergenza secondo le indicazioni romane.
Le due fasi in cui il piano in questione si articola sono: innanzitutto la
cosiddetta «tolleranza zero», cioè l’immediata espulsione di quei consacrati
le cui colpe venissero accertate in tribunale; poi, fase due, ritorno secco
alla «vera dottrina» e alla «disciplina».

Questa seconda fase, che di fatto parte in contemporanea, chiude il discorso
con quelle frange che stavano cercando di approfittare del delicato momento
attraversato dalla Chiesa americana per rilanciare proposte di progressismo
estremo, quale, per esempio, l’annosa e stantia questione del celibato
ecclesiastico (più, al solito, l’ammissione di donne e di omosessuali al
sacerdozio).

Sia l’inclinazione alla pedofilia, sia tutti quei comportamenti sessuali che
il cattolicesimo considera «peccati», non vengono affatto «guariti» dal
matrimonio, come ben sa ogni psicologo (o psichiatra o psicoterapeuta) che
si rispetti.

Eppure, questa antica credenza che assomiglia molto alla superstizione
sopravvive come luogo comune da bar (e da gruppuscolo autodefinitosi
«progressista»).
Senza volerla imparentare con la pedofilia, la Chiesa ha recentemente
ribadito la sua posizione sull’omosessualità e non intende recedere:
specialmente in una missione delicata come quella sacerdotale nessun tipo di
fragilità psicologica può venire ammesso.
Il cattolico che avverta in sé tendenze diverse da quella eterosessuale o
anagraficamente normale, non deve fare altro che osservare la castità.
Come gli altri.

Il gruppo degli otto prelati che ha redatto il piano di cui si discorre ha
anche lanciato la proposta di un Concilio Plenario (da non confondersi con
quello Ecumenico) del cattolicesimo statunitense.
L’ultimo risale al 1884.

L’appello ha subito registrato un ampio consenso e sembra che la cosa andrà
al più presto in porto.
L’idea centrale è il rilancio della «santità di vita» tramite l’ascesi
quotidiana, l’obbedienza e la disciplina, perché si tratta di un aspetto
indiscutibile e «non negoziabile» del cattolicesimo.
Uno dei firmatari, il vescovo ausiliare di Detroit, Allen H. Vigneron, ha
parlato chiaramente di «impegno al celibato e alla castità» ed ha ribadito
«l’importanza della messa quotidiana, la confessione regolare, l’ascetismo e
la semplicità come stile di vita».

Il che lascia pensare che fin’ora da quelle parti, nei confronti dei preti,
vigeva il laissez faire.
Ma adesso le autorità ecclesiastiche sembrano seriamente intenzionate a
chiudere la stalla, e pazienza per i buoi scappati.

Comunque, l’aria che tira negli Usa è molto diversa dai tempi del
postconcilio, il cui «spirito», dopo aver soffiato per trent’anni, sembra
ormai piuttosto sfiatato.
Speriamo in questo «vento dell’Ovest».