Cammilleri, Piccolo manuale di apologetica

In libreria

Rino Cammilleri (a cura di), Piccolo manuale di apologetica, Ed. Piemme 2004, pp. 180, Euro 11,50, ISBN 88-384-8448-1
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INTRODUZIONE
Da pochi anni, in Italia, una rivista, «Il Timone», ha rilanciato a livello popolare una disciplina che si credeva morta, l’apologetica. Questo termine, da troppo desueto, ha finito per caricarsi di una valenza laudatoria e trionfalistica che nulla ha a che vedere col significato originario della parola. L’apologetica, infatti, non è altro che una piana esposizione delle ragioni per credere nel cristianesimo cattolico. Non di rado i credenti si trovano di fronte a obiezioni anche di carattere storico sui supposti «scheletri nell’armadio» della storia cristiana. Si tratta di spiegare e dipanare i nodi, raccontare le cose come sono andate, perché la verità è il primo dovere della carità cristiana: una carità che si deve non solo all’interlocutore ma anche a tutti quelli che ci hanno preceduto nei secoli.
Proprio su un numero de «Il Timone», Vittorio Messori, scrittore che da decenni pratica con successo internazionale la disciplina dell’apologetica, nel ristabilire la verità dei fatti a proposito di un classico (preteso) «scheletro nell’armadio» della Chiesa, la famigerata «strage della notte di San Bartolomeo», ricordava le parole di un grande apologeta laico, Jean Dumont: «Lavoro per stabilire la realtà dei fatti –realtà che spesso è ben più favorevole alla Chiesa di Roma di quanto non credano i suoi stessi fedeli- perché sono convinto che è un modo per far progredire l’ecumenismo. Questo sarà più agevole se permetteremo ai protestanti di rispettare di più i cattolici e il loro passato. Se mostreremo che non siamo quei “mostri” che spesso credono, il dialogo ne sarà grandemente avvantaggiato. Al contrario di quanto molti pensano oggi, accettare acriticamente le accuse, senza verifica e senza chiarire le circostanze che spieghino e magari giustifichino, danneggia il clima ecumenico». Queste parole, chiosava Messori, «mostrano come l’impegno dell’apologeta sia nella linea del dialogo realistico e, dunque, autentico; mentre quella resa senza alcuna difesa che tanti cattolici praticano lascia l’interlocutore nei suoi pregiudizi e, così, lo rende più chiuso o, almeno, diffidente». Dumont, nello specifico, si riferiva ai protestanti, ma quanto diceva può benissimo essere esteso a chiunque, anche ai cattolici disinformati (e perciò de-formati).
E’ questo il motivo che ha convinto alcuni del nutrito staff de «Il Timone» a raccogliere in un volumetto agile le obiezioni più ricorrenti e i temi più spinosi in materia di cattolicesimo e storia del cattolicesimo. Naturalmente, non tutti i temi sono stati trattati, anche perché un’opera esaustiva richiederebbe più di un volume (ma non è detto che altri non seguano). Né ciascun tema è stato sviscerato fino in fondo e in lungo e in largo, cosa che avrebbe richiesto altro tipo di impegno e avrebbe disatteso il proposito di offrire un manualetto di primo approccio alla materia. Il metodo espositivo prescelto è quello delle domande con risposta, per una più facile consultazione. Una bibliografia stringata ed essenziale completa ogni voce, per chi volesse approfondire per conto suo.
Nelle intenzioni degli autori si tratta di un’operetta da tenere sottomano per chiarirsi le idee o chiarirle agli altri, ad uso proprio o, perché no, di insegnanti di religione, per riflessioni personali o per conversazioni più o meno polemiche. In ogni caso, un libro che non dovrebbe mancare in nessuna casa cattolica. Per un armadio senza scheletri.
Il curatore
http://www.rinocammilleri.it/