Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

22 novembre


Santa Cecilia
vergine e martire

La diffusa devozione popolare verso la vergine e martire romana ha fatto sì che il nuovo calendario liturgico ne conservasse la memoria, pur mancando testimonianze storiche anteriori al secolo VI. Questa devozione e lo stesso patrocinio di S. Cecilia sulla musica sacra sono dovuti infatti alla sua Passio, che è posteriore al 486. In essa la fondatrice del "titolo" della basilica di S. Cecilia in Trastevere viene identificata con una santa omonima sepolta nelle catacombe di S. Callisto e che avrebbe subìto il martirio durante l'impero del moderato Alessandro Severo, verso il 230.
"Il culto di S. Cecilia, - si legge nella Liturgia delle Ore in onore della quale nel V secolo venne costruita a Roma una basilica, si diffuse ovunque a motivo della sua Passio. In essa Cecilia è esaltata come il modello più perfetto di donna cristiana, che per amore di Cristo ha professato la verginità e ha subìto il martirio".
Cecilia, nobile e ricca, si recava quotidianamente ad assistere alla Messa celebrata da papa Urbano nelle catacombe lungo l'Appia, attesa da una moltitudine di poveri, che ne conoscevano la generosità. Cecilia, data in sposa a Valeriano, nel giorno delle nozze, "mentre gli organi suonavano, ella cantava nel suo cuore soltanto per il Signore" (da questo brano della Passio ha avuto origine il patrocinio di Cecilia sulla musica sacra); poi, giunta la notte, la giovane disse a Valeriano: "Nessuna mano profana può toccarmi, perché un angelo mi protegge. Se tu mi rispetterai, egli ti amerà, come ama me".
Al contrariato sposo non restò che accogliere il consiglio di Cecilia, farsi istruire e battezzare da papa Urbano e poi condividere lo stesso ideale di purezza della sposa, ricevendo in ricompensa la stessa sorte gloriosa: la palma del martirio, al quale per grazia divina venne associato anche il fratello di Valeriano, Tiburzio. Anche se la relazione sembra frutto di pia fantasia, i martiri Valeriano e Tiburzio, sepolti nelle catacombe di Pretestato, sono storicamente accertati. Dopo il processo, riferito con dovizia di particolari dall'autore della Passio, Cecilia, condannata alla decapitazione, ebbe tre poderosi fendenti dal carnefice, senza che la sua testa cadesse recisa: aveva domandato e ottenuto la grazia di rivedere papa Urbano prima di morire.
In attesa di questa visita ella continuò per tre giorni a professare la fede. Non potendo proferire parole, espresse con le dita il suo credo in Dio uno e trino. E in questo atteggiamento l'ha scolpita il Maderno nella celebre statua.

Tratto da www.lalode.com

 

Santo Autbodo

Viviamo in una società meccanica, nella quale chi si ferma è perduto e la libertà di cui si gode è direttamente proporzionale alle proporzioni del portafogli.
Tutto ciò, unito alle notizie quotidiane sulle disgrazie del mondo intero, induce ansia e depressione.
Lo spettacolo di quei pochi che possono godersi la vita, abbassa vieppiù il livello di tenuta morale e induce molti in disperazione.
Alcuni vogliono prendersi con la forza la loro fetta di torta, e ogni giorno ci avvicinano al punto di non ritorno di una società criminale che poliziotti e psichiatri non riusciranno a tenere a bada.
Il modello calvinista di un’oligarchia di ricchissimi da una parte, e una massa di poveracci dall’altra si avvicina a grandi passi: in mezzo, la polizia.
Profezia apocalittica?
Se andate a vivere negli USA, è già così.
Se poi guardate un film italiano degli anni Cinquanta, tipo Poveri ma belli, potete calcolare quanto tempo ci vuole perché si finisca così anche noi.
Colpa dell’industrialismo, della tecnologia?
No, delle ideologie. Cioè, di quei quattro gatti che hanno deciso che gli uomini dovevano vivere, di volta in volta, negli stati nazionali, poi in quelli accentrati, poi in quelli totalizzanti, poi in quelli globalizzati.
Ormai non si può tornare indietro e, se vi prude l’anima, c’è il buddismo: niente dèi, niente regole, solo benessere; ognuno ha il suo karma e, male che vada, ti reincarni.
Cosa volete che faccia il santo di oggi?
Irlandese, missionario nell’Hainaut e nella Piccardia, morì a Laon nel 690.
Fece scaturire una fontana a Vancourt, vicino ad Arras.
Chi ne beve l’acqua guarisce dalla febbre.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME