Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

24 settembre


San Pietro Nolasco
religioso

Nella storia delle deportazioni un capitolo tristissimo e purtroppo non ultimo è quello riferito alle scorrerie dei Saraceni lungo le coste italiane e spagnole per il saccheggio e la cattura di uomini e donne, tradotti a forza sulla sponda africana per esservi venduti come schiavi e poi restituiti ai parenti dietro una forte somma per il riscatto. In questa calamità si inserisce a sua volta un capitolo di esaltante carità e di devozione mariana. A Barcellona, nella notte tra il primo e il due agosto 1218, la Madonna sarebbe apparsa al ventinovenne Pietro Nolasco, per invitarlo a fondare un Ordine religioso con lo scopo principale del riscatto dei prigionieri.
Pietro Nolasco, nato nella regione francese della Linguadoca verso il 1189, da nobile famiglia, rimasto privo di padre a quindici anni, si pose al seguito di Simon de Montfort nella crociata contro gli Albigesi. Nello scontro con i bellicosi eretici cadde il re d'Aragona, Pietro II, il cui primogenito ed erede al trono, Giacomo, contava appena sei anni. Pietro Nolasco ebbe il compito di maestro e di tutore del futuro re d'Aragona, al quale impartì un'educazione religiosa improntata a una filiale devozione mariana. Fu in questo periodo che Pietro Nolasco, già impegnato con tutti i propri mezzi al riscatto dei cristiani, caduti nelle mani dei "mori", ebbe la visione della Vergine. Nacque così l'ordine cavalleresco e religioso dei Mercedari, così detti perché particolarmente devoti della Madonna, che onorano sotto il titolo di S. Maria della Misericordia, o della Mercede degli schiavi.
La loro regola, redatta sotto la guida di S. Raimondo di Penafort, li vincola con un quarto voto a offrirsi come schiavi dei musulmani, qualora sia necessario per liberare un cristiano in pericolo di apostasia. Dei 26.000 prigionieri liberati dai Mercedari nel loro primo secolo di vita, ben 890 furono riscattati e ricondotti in patria da S. Pietro Nolasco. Ma egli non si limitava
a contrattare con i mori il prezzo del riscatto. Al ben più duro prezzo di patimenti, torture, prigionie, Pietro Nolasco predicava il vangelo agli infedeli, mettendo in grave pericolo la propria vita. Morì nel giorno di Natale del 1258, mormorando le parole del salmo: "Il Signore ha redento il suo popolo". La prima immagine della Madonna che toccò il suolo americano fu quella della Vergine della Mercede, fatta dipingere da Isabella la Cattolica e donata ai Mercedari che si recavano in missione a Santo Domingo. La festività odierna è dedicata alla Vergine della Mercede, mentre la memoria di S. Pietro Nolasco è ricordata dal Martirologio Romano al 31 gennaio.

Tratto da www.lalode.com

 

Sant'Anatalone

Anatalone o Anatalo o Anatalone o Anatolio o Anatelon pare che sia stato il primo vescovo di Milano.
E pare sia stato inviato direttamente da S. Pietro.
Una diversa tradizione, databile al secolo XI (quando i milanesi erano in lotta con Roma perché rifiutavano la riforma gregoriana), dice che Anatalone era discepolo di s. Barnaba, compagno di s. Paolo e primo evangelizzatore di Milano.
Anatalone sarebbe stato vescovo di Milano e Brescia per tredici anni, dal 50 al 63.
C’è chi sostiene che sia stato sepolto nella chiesa milanese di San Babila; altri, invece, affermano che si trovava nella chiesa bresciana di San Floriano, e che poi sarebbe stato traslato nella cattedrale di Brescia.
Nel 1490 la festa del santo fu trasferita al giorno successivo, perché il 24 settembre in Milano ricorreva quella di s. Tecla, patrona della cattedrale.
Alcuni calcolano l’episcopato di Anatalone diversamente, e lo pongono alla fine del II secolo, epoca in cui Milano, grazie al suo sviluppo, da semplice municipio diventò colonia imperiale.
Il nome apparentemente d’origine orientale farebbe pensare che il cristianesimo in Milano sia entrato come religione della colonia proveniente dall’Oriente.
In questo caso, Anatalone potrebbe essere stato inviato giusto per assistere i suoi conterranei.
Successivamente, per suo merito, il cristianesimo si sarebbe espanso in direzione dell’elemento romano, cosa che sarebbe confermata dal nome del suo successore, Caio.
Se siete interessati, tutto questo (e altro ancora) lo troverete nel mio libro di prossima uscita, Santi milanesi (Rizzoli), che vedrà la luce in occasione del Giubileo.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME