Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

14 dicembre


San Giovanni della Croce
sacerdote e dottore della Chiesa

S.Teresa di Gesù lo chiamava il suo "piccolo Seneca", scherzava amabilmente sulla sua esile figura definendolo "mezzo uomo", ma non esitava a considerarlo il padre della sua anima, affermando anche che non era possibile discorrere con lui di Dio senza vederlo rapito in estasi. Più giovane di Teresa di ventisette anni (era nato verso il 1542 a Fontiveros), Giovanni di Yepes è una delle figure più sconcertanti e al tempo stesso più trasparenti della mistica moderna.

Vero maestro di vita spirituale, compendiava il nuovo ideale di vita monastica in brevi aforismi: "Non far cosa, né dir parola importante, tale che Cristo non farebbe e non direbbe, se si trovasse nello stato in cui sei tu, e avesse l'età e la salute che tu hai "; "Non chiedere altro che la croce, e precisamente senza consolazione, perché questo è, perfetto"; "Rinnega i tuoi desideri e troverai ciò che il tuo cuore desidera".

Entrato nell'ordine carmelitano a ventun 'anni, dopo aver dato prova della sua imperizia nei vari mestieri ai quali la famiglia, molto povera, tentò di avviarlo, fu preda di una grave delusione per l'incuria della vita monastica in cui versavano i conventi carmelitani. Volle porvi rimedio passando dai carmelitani ai certosini, le cui severe regole sembravano più corrispondenti al suo zelo ascetico. Ma a questo punto avvenne il suo incontro con Teresa di Gesù, la riformatrice delle carmelitane.

La santa " fundadora " aveva in mente di estendere la riforma anche ai conventi maschili dell'ordine carmelitano, e il suo finissimo fiuto le fece intravedere in quel giovane frate, piccolo, estremamente serio, fisicamente insignificante, ma ricco interiormente, il socio ideale per portare avanti il suo coraggioso progetto. E di gran coraggio diede subito prova il venticinquenne frate, che da quel giorno modificò il suo nome, chiamandosi Giovanni della Croce, e diede subito mano alla riforma, fondando a Durvelo il primo convento dei carmelitani scalzi. Ma il ripristino della mistica religiosità del deserto costò al santo fondatore maltrattamenti fisici e diffamazioni: nel 1577 fu persino rinchiuso per otto mesi nel carcere di Toledo. Ma fu in quelle tenebre esteriori che si accese la grande fiamma della sua poesia spirituale. " Patire e poi morire " era il motto preferito dell'autore della Notte oscura dell'anima, di Salíta al Monte Carmelo, di Cantico spirituale e di Fiamma d'amor viva. Morì nel convento di Ubeda, a quarantanove anni, il 14 dicembre 1591. Canonizzato nel 1726, due secoli dopo Pio XI gli conferì il titolo di dottore della Chiesa.

Tratto da www.lalode.com

 

Santa Eutropia di Reims

Questa Santa ha un particolare occhi di riguardo nei confronti dei fanciulli malati.
Non sono noti i motivi di questa speciale protezione, ma da sempre i francesi credenti si sono rivolti a S. Eutropia quando i loro pargoli hanno avuto problemi di salute.
Era sorella di S. Nicasio, vescovo di Reims, ed era rinomata per la sua bellezza.
Non era sposata, ma assisteva il fratello come "pia donna" nei rapporti con il popolo e nelle faccende della diocesi.
Nel 407 i Vandali, ariani, invasero la Gallia e chi poté se la diede a gambe.
Quei barbari eretici ce l’avevano particolarmente con i preti, che sgozzavano senza misericordia ogni volta che potevano.
Ma Nicasio non se la sentì di abbandonare il suo gregge, malgrado gli accorati suggerimenti di porsi in salvo con la sorella.
Anche Eutropia volle rimanere, mentre i difensori si facevano massacrare sulle mura.
Quando la città fu espugnata, il vescovo attese gli invasori sulla porta della sua chiesa. Con lui c’erano la sorella e un gruppo di fedeli che cantavano i salmi attorno al loro pastore.
Appena i barbari, ebbri di sangue, irruppero nella piazza antistante, rimasero interdetti di fronte allo spettacolo sereno di quei cattolici che li aspettavano cantando.
Ma lo sconcerto fu di breve durata.
Avanzarono e chiesero chi fosse il vescovo. Nicasio si fece avanti e subito un fendente lo decapitò.
Gli altri ebbero la forza di continuare a cantare mentre il cadavere decollato crollava sulle scale.
I barbari misero subito gli occhi su Eutropia e uno di essi allungò le mani, ricevendone in cambio un formidabile manrovescio. Allora fu macello.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME