Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

15 ottobre


Santa Teresa d'Avila
vergine e dottore della Chiesa

Teresa de Cepeda y de Ahumada (nata ad Avila nel 1515), guidata da Dio per mezzo di mistici colloqui, e dal suo collaboratore e consigliere spirituale, S. Giovanni della Croce (il quale a sua volta riformò il ramo maschile del suo Ordine, portando alla separazione dei Carmelitani scalzi da quelli calzati), intraprese a quarant'anni una missione che ha dell'inverosimile per una donna di salute cagionevole come la sua: dal monastero di S. José, fuori le mura di Avila, primo convento del Carmelo da lei riformato, partì, carica dei tesori del suo Castello interiore, per tutte le direzioni della Spagna e portò a termine numerose fondazioni, suscitando anche molti risentimenti, al punto che le venne temporaneamente revocato il permesso di riformare altri conventi o di fondare nuove case.
Maestra di mistici e direttrice di coscienze, tenne contatti epistolari con lo stesso re Filippo II di Spagna e con i personaggi più illustri del suo tempo, ma da donna pratica qual era si occupava delle minime cose del monastero e non trascurava mai la S. Teresa parte economica, perché, ella diceva argutamente, "Teresa senza la grazia di Dio è una povera donna; con la grazia di Dio, una forza; con la grazia di Dio e molti denari, una potenza". Teresa scrisse, per sollecitazione del confessore, la storia della sua vita, un libro di confessioni tra i più sinceri e impressionanti. Nella prefazione osserva: "Io vorrei che, come mi hanno comandato di scrivere il mio modo di orazione e le grazie che mi ha fatte il Signore, mi avessero concesso anche di raccontare
minutamente e con chiarezza i miei grandi peccati". È la storia di un'anima che appassionatamente lotta per salire, senza dapprima riuscirvi. Per questo, dal punto di vista
umano, Teresa appare a noi più vicina, dandoci l'immagine di una creatura fatta
di carne e di sangue, al contrario della raffigurazione berniniana, in cui S. Teresa ci appare eccessivamente languida. Fin dalla fanciullezza ella aveva manifestato un temperamento esuberante (a sette anni era fuggita di casa per cercare il martirio in Africa), e una contrastante tendenza alla vita mistica e all'attività pratica, organizzativa.
Due volte ammalata gravemente, durante la malattia cominciò a vivere alcune esperienze mistiche che trasformarono profondamente la sua vita interiore, dandole la percezione della presenza di Dio e l'esperienza di fenomeni mistici che ella descrisse più tardi nei suoi libri: Il cammino della perfezione, Pensieri sull'amore di Dio, Il castello interiore. Morì ad Alba de Tormes la notte del 4 ottobre 1582 (ma il giorno dopo, per la correzione gregoriana del calendario, era già il 15 ottobre) e nel 1622 venne proclamata santa. Paolo VI il 27 settembre 1970 le ha riconosciuto il titolo di dottore della Chiesa.

Tratto da www.lalode.com

 

Santa Oranna

Vi auguro ogni bene e che esplodiate di salute, ma i santi farete bene a tenerveli sempre cari.
Infatti, vi sarete certo accorti di un curioso fenomeno: la medicina moderna, con gran dispendio di elettronica, robotica, chimica micro e macromolecolare, sui quotidiani e sulle riviste salutistiche sembra aver risolto ogni malanno e infermità.
Ma, chissà perché, quando vi recate dal medico per un disturbo qualsiasi, il vostro è speciale.
E giù farmaci, mutue, code, ambulatori, asl, usl, ahimè, gocce, compresse, iniezioni, ticket, budget e parcelle.
Spesso, infatti, lo specialista deve rivelarvi che quel fastidio è di origine sconosciuta, che siete incappati proprio nella sua forma peggiore, che potete contenerlo ma non eliminarlo, che non si sa come viene e quando e perché se ne va via.
Apprendete nomi impronunciabili di sconosciuti ricercatori che per primi hanno descritto la sindrome, ma la cosa non vi fa stare meglio.
Ci hanno allungato la vita media per farci spendere i soldi della pensione in cure.
L’orecchio, per esempio, questo sconosciuto.
I santi ve li guardino, tutti e due.
Sì, perché nessuno specialista ha il coraggio di rivelare la sordità, i problemi di equilibrio, i disturbi legati a questo delicatissimo organo (ma quale non lo è quando si ammala?) dovete il più delle volte tenerveli e sperare che vi passino.
Per questo, se del caso, è bene aggrapparsi alle gonne di s. Oranna, la quale è deputata proprio a tali problemi.
Pare fosse figlia di un re irlandese, vissuta in un’epoca imprecisata. Assieme a s. Fridolino avrebbe, pare, evangelizzato la regione tra i fiumi Saar e Mosella.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME