Bendettini di Norcia: Messa di san Pio V

Chiesa

CHIESA CATTOLICA: a Norcia inizia la celebrazione della Messa di san Pio V

La notizia è delle più belle e riconfortanti, sia per gli amanti della tradizione liturgica classica, sia per tutti coloro che stimano il grande Italiano, Patriarca del monachesimo occidentale e autore dell’immortale Regola, sia infine per i cultori di arte e bel canto, i quali potranno, nella bellissima cornice della cittadina umbra, riscoprire i tesori della nostra più alta e profonda storia culturale.

A partire da questo mese di luglio, con l’espresso beneplacito del Santo Padre e l’incoraggiamento del card. Darìo Castrillòn Hoyos, il Santuario benedettino di Norcia (sito a piazza san Benedetto), ha iniziato la celebrazione eucaristica utilizzando il messale romano del 1962, comunemente detta messa di san Pio V.

La notizia è delle più belle e riconfortanti, sia per gli amanti della tradizione liturgica classica, sia per tutti coloro che stimano il grande Italiano, Patriarca del monachesimo occidentale e autore dell’immortale Regola, sia infine per i cultori di arte e bel canto, i quali potranno, nella bellissima cornice della cittadina umbra, riscoprire i tesori della nostra più alta e profonda storia culturale.

Dall’anno 2000 in effetti, una piccola comunità di benedettini americani, fondata e guidata dal Rev. Padre Cassiano Folsom OSB, ha ridato vita e vigore all’antico Santuario nursino che sorge proprio laddove, secondo la tradizione, si trovano i resti della Casa natale dei santi Benedetto e Scolastica, rinnovando così una secolare presenza monastica, che per alcuni decenni era stata purtroppo interrotta.

Da subito la giovane comunità si distinse per l’uso di tutte le forme tradizionali di preghiera monastica, a partire dal breviario benedettino e dal canto gregoriano, e ora nel clima inaugurato due anni fa dal moto proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, la comunità ha deciso di celebrare anche la santa messa tradizionale (ogni giorno alle ore 10), con cui, non lo dimentichiamo, si formarono per secoli gli stessi monaci benedettini, a partire dagli stessi santi fratelli di Norcia e includendo tutte le grandi riforme avutesi nei secoli (si pensi a Cluny e agli olivetani nel Medioevo o a dom Guéranger nel XIX secolo).

Osiamo augurare all’ordine benedettino, artefice forse insuperato della cultura che ha fatto l’Europa cristiana, di tornare gradualmente e decisamente alle forme immemoriali di culto e di prassi, così che dopo Norcia, anche a Subiaco e Montecassino, i 3 massimi centri benedettini al mondo, la messa “di san Benedetto” torni a rivivere, dopo alcuni decenni di inaudita decadenza liturgica ed estetica.

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