(Avvenire) Sì definitivo alla legge sugli insegnanti di religione

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Approvata a larga maggioranza alla Camera la legge
che ne riconosce lo «status»

La Camera approva definitivamente la legge che riconosce
ai docenti di religione cattolica delle scuole di ogni
ordine e grado lo status giuridico di insegnanti di ruolo.

Il provvedimento è passato con un ampia maggioranza: 252
“sì” contro 115 “no” e 13 astenuti.
Hanno votato a favore la CdL, la Margherita e l’Udeur.
Si sono invece opposti i Ds, lo Sdi, il Prc, il Pdci ed,
in controtendenza rispetto al centrodestra, il
repubblicano Giorgio La Malfa.

Per effetto della legge, il 70% degli insegnanti di
religione cattolica (un buon numero quindi dei circa 22
mila attualmente in servizio, di cui l’80% laici)
diventeranno insegnanti di ruolo attraverso i concorsi
che si svolgeranno a dimensione regionale.
Intervenendo in aula il relatore Marcello Taglialatela
di An, ha sottolineato che «da parte di coloro i quali,
a sinistra, hanno assunto una posizione ideologica» ci
si dimentica che questo provvedimento «fa giustizia per
quanto riguarda i diritti dei lavoratori che hanno
scelto di svolgere un’attività che, certamente, non è
di secondo piano rispetto a nessun’altra» nel settore
dell’istruzione.
«Stiamo facendo una cosa utile per il mondo della scuola,
per gli insegnanti di religione e per i nostri ragazzi»,
ha perciò concluso.

[…]

A sinistra non sono mancate critiche al provvedimento.
Maura Cossutta per il Pdci ha parlato di «una legge
ideologica e per questo iniqua».

Per la diessina Carmen Motta «si introducono soluzioni
riduttive, che creano inutili e dannose disparità».

Per Roberto Villetti dello Sdi si configura un meccanismo
che «intacca gravemente i princìpi della sovranità della
Repubblica e modifica, nella qualità, gli stessi accordi
intervenuti tra lo Stato italiano e la Santa Sede».

A giudizio del repubblicano Giorgio La Malfa sarebbe, poi,
un errore «introdurre nei ranghi dei professori ordinari
delle scuole di ogni ordine e grado gli insegnanti di una
materia facoltativa».

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L’arcivescovo Nosiglia: «Un traguardo di civiltà per tutti»

È stato raggiunto «un traguardo atteso da tanti anni dagli
insegnanti di religione».
Un traguardo, inoltre, «che ha sempre trovato nella Cei
appoggio e incoraggiamento, perché oltre che riconoscere i
legittimi diritti di docenti impegnati con grande generosità
e competenza nella scuola, ne stabilizza la figura giuridica
e conferma la validità e piena finalità scolastica della
stessa disciplina».
Così monsignor Cesare Nosiglia, vicegerente di Roma e
presidente della Commissione episcopale per la scuola,
commenta la legge approvata ieri alla Camera.

«Credo – prosegue il vescovo – che lo stato giuridico sarà
un forte stimolo a qualificarsi sempre meglio sul piano dei
contenuti e del metodo, per rendere l’Irc una disciplina di
qualità offerta a tutti gli studenti che intendono
avvalersene».

Lo stato giuridico, infatti, «si muove dentro l’ottica
concordataria e ne rispetta pienamente le linee portanti,
favorendo la feconda collaborazione tra Stato e Chiesa».

Inoltre, fa notare monsignor Nosiglia, «in una prospettiva
europea questa legge indica una via e un esempio da seguire
sul piano della valorizzazione di quelle radici cristiane del
nostro Continente, di cui ha ripetutamente parlato il Papa,
invitando l’Europa a saper rispondere all’accresciuto bisogno
di speranza che sale dal cuore dei suoi cittadini».

«Mi auguro – conclude – che questa legge sia anche un segno
di speranza per la scuola in Italia e la aiuti ad affrontare
con responsabilità e serenità i suoi problemi e a valorizzare
le sue grandi potenzialità di cultura e di formazione. Gli
insegnanti di religione saranno in prima linea in questa
impresa. E la Chiesa saprà sostenere l’impegno di una loro
sempre maggiore qualificazione, onde renderli professionalmente
ed ecclesialmente idonei a svolgere con frutto il proprio
servizio nella scuola». (M.Mu.)

Pier Luigi Fornari
(C) Avvenire, 16-7-2003