Nuovo e-book gratuito: Jerome Lejeune

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La vita nascente e il giudizio di re Salomone

del Servo di Dio prof. JÉROME LEJEUNE
MEMBRO DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE
PROFESSORE DI GENETICA FONDAMENTALE ALL’UNIVERSITÀ DI PARIGI

Jérôme Jean Louis Marie Lejeune (Montrouge, 13 giugno 1926 – Parigi, 3 aprile 1994) è stato un genetista, pediatra e attivista francese, scopritore della causa della sindrome di Down, proclamato servo di Dio dalla Chiesa cattolica.

Marito premuroso, padre di cinque figli, cristiano dalla fede adamantina, continua ad opporsi ad una cultura di morte, chiamando l’aborto dei bambini down una “selezione della specie”, la Ru486 “il primo pesticida umano”, “la contraccezione, che è fare l’amore senza fare il figlio, la fecondazione extracorporea, che è fare il figlio senza fare l’amore, la pornografia, che è distruggere l’amore, l’aborto, che è distruggere il figlio, tutte cose contrarie alla dignità dell’amore umano”.

Lejeune sembra ripetere anche oggi: “Voi che siete a favore della famiglia sarete presi in giro, si dirà che siete fuori moda, si dirà che impedite il progresso scientifico, si dirà che cercate di mettere il bavaglio alla scienza attraverso una morale superata. Ebbene, vorrei dire proprio a voi di non aver paura: voi trasmettete le parole della vita”.

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Cammilleri: Fenomenologia della “Chiesa gay”

Le ideologie politiche non sono altro che eresie secolarizzate. Le ideologie-eresie non potrebbero affermarsi su popoli di tradizione cristiana se, come tutte le eresie, non contenessero brandelli di verità cristiana. Lo dimostra quella della lobby Lgbt.

Dalle buone intenzioni alla lobby.
Fenomenologia della “Chiesa gay”

di Rino Cammilleri

Il grande pensatore spagnolo Juan Donoso Cortés diceva che le ideologie politiche non sono altro che eresie secolarizzate.
Anche il filosofo Augusto Del Noce parlò di nazismo e comunismo come di «gnosticismo di massa».
Ora, le ideologie-eresie non potrebbero affermarsi su popoli di tradizione cristiana se, come tutte le eresie, non contenessero brandelli di verità cristiana.
Lo straordinario successo, per esempio, del comunismo non ci sarebbe stato senza la particolare insistenza sull’eguaglianza e la giustizia sociale.

Proprio per questo, ogni volta che una nuova ideologia si è affacciata all’orizzonte, ecco gruppetti di cristiani salutarla con giubilo e candidarsi al ruolo di mosca cocchiera.
Già al tempo del giacobinismo, padre di tutte le ideologie che seguirono, c’erano preti e anche vescovi entusiasti reggicoda dei sanculotti.
Poi, quando la rivoluzione si spostò in Italia, ecco i cattolici liberali e i frati seguaci di Garibaldi.
In tempi più recenti, i «cristiani per il socialismo», che provocavano l’irrisione amara di Padre Pio.
Negli Usa, oggi, abbiamo i christians pro-choice, filoabortisti, e, dappertutto, i cristiani Lgbt, che da noi sono «cattolici».

Con tanto di preti schierati dalla loro parte e vescovi che dicono chiaro che la Chiesa dovrebbe mutare la sua dottrina tradizionale al riguardo.
Ora, in base alle ultime risultanze (di cui La Nuova Bussola Quotidiana non ha mancato di riferire: http://www.lanuovabq.it/it/vescovi-gay-la-chiesa-e-nella-tempesta-non-solo-negli-usa-1), scandali pedofili, pederasti e omosessuali stanno scuotendo anche i vertici di Chiesa.

Nel 2012 il professore polacco Dariusz Oko dell’università di Cracovia non esitò a puntare il dito contro quella che lui definiva una vera e propria «lobby gay» nella Chiesa
Cioè, scrive il nostro Lorenzo Bertocchi, «una rete di prelati, anche ad altissimi  livelli e anche a Roma, che si coprivano l’un l’altro».

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Vescovi coraggiosi: il Card. Sarah dice “Combattiamo!”

In un mondo di fuggitivi, chi va nella direzione opposta sembra un disertore.

[Dal 19 al 21 maggio 2018 si è svolto in Francia il 36° Pellegrinaggio di Pentecoste, che ha visto la partecipazione di oltre 12.000 pellegrini, i quali si sono recati a piedi dalla cattedrale Notre-Dame di Parigi alla cattedrale Notre-Dame di Chartres, e che si è concluso il Lunedì di Pentecoste con una Messa solenne nella forma extraordinaria del Rito romano, celebrata da S.E. il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.
Riproduciamo di seguito la traduzione dell’omelia pronunciata dal card. Sarah a Chartres, il 21 maggio 2018 (trad. it. di sr. Bertilla Obl.S.B, dedicata a C. e L.)
Il video dell’omelia, con tradizione in italiano, è in fondo a questo articolo]
Cari pellegrini di Chartres,
«La luce è venuta nel mondo», ci ha detto Gesù nel Vangelo di oggi, «e gli uomini hanno preferito le tenebre». E voi, cari pellegrini, avete accolto l’unica luce che non inganna, quella di Dio? Voi avete marciato per tre giorni, avete pregato, cantato, sofferto sotto il sole e sotto la pioggia: avete accolto la luce nel vostro cuore? Avete realmente rinunciato alle tenebre? Avete scelto di percorrere la strada seguendo Gesù, che è la luce del mondo?
Cari amici, permettetemi di porvi questa domanda radicale, perché se Dio non è la nostra Luce, tutto il resto diventa inutile. Senza Dio, tutto è tenebre. Dio è venuto a noi, si è fatto uomo. Ci ha rivelato l’unica verità che salva, è morto per riscattarci dal peccato. E alla Pentecoste ci ha donato lo Spirito Santo, ci ha offerto la luce della fede… ma noi preferiamo le tenebre!
Guardiamoci attorno! La società occidentale ha deciso di organizzarsi senza Dio. Eccola adesso consegnata alle luci appariscenti e fuorvianti della società dei consumi, del profitto a tutti i costi, dell’individualismo forsennato.
Un mondo senza Dio è un mondo di tenebre, di menzogna e di egoismo!
Senza la luce di Dio, , la società occidentale è diventata come un battello ebbro nella notte! Non ha più abbastanza amore per accogliere i bambini, proteggerli in grembo alle loro madri, proteggerli dall’aggressione della pornografia.
Privata della luce di Dio, la società occidentale non sa più rispettare i suoi anziani, accompagnare verso la morte i malati, fare posto ai più poveri e ai più deboli. È consegnata alle tenebre della paura, della tristezza e dell’isolamento. Non ha nient’altro da offrire che il vuoto e il nulla.

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Vescovi coraggiosi: card. Comastri “il progetto diabolico contro la famiglia”

C’è un “progetto diabolico per combattere la famiglia, e in definitiva per combattere il desiderio di Dio”, e chi “presume di capire più di Dio, perché combattere la famiglia significa questo, è al servizio del demonio”.

Il Cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, lo sottolinea nell’omelia della festa di Sant’Anna, durante la messa celebrata nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano.

[…] L’omelia del Cardinale Comastri è stata tutta incentrata sulla famiglia, perché ricordare Sant’Anna significa ricordare “una santa famiglia, quella in cui è nata la Vergine Maria”.

“Mi sembra decisivo – ha detto il Cardinale – sottolineare che la famiglia non l’abbiamo inventata noi. La famiglia l’ha inventata Dio. La famiglia è un progetto di Dio. Dio ha creato l’uomo e la donna perché fossero culla della vita, e fossero luogo in cui i figli possano crescere e imparare l’alfabeto della vita. Bisogna essere ciechi per non vederlo”.

Il Cardinale ha ricordato un passaggio del diario di Giovanni XXIII, che sottolineava come “l’educazione che lascia le tracce più profonde è quella che si riceve in casa”, e che la sua “casa era povera ma piena di Dio”.

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Quella di Avvenire? L’Europa che non vogliamo

Il quotidiano dei vescovi inneggia all’Unione Europea e la pone come modello.
Ma punisce l’Ungheria sulla questione dell’immigrazione.
Ma è quell’Europa, nemica dei popoli, la cui cultura di riferimento è artificiale e imposta dal centro e dall’alto.

Il caso Ungheria

di Stefano Fontana

Da tempo ormai l’Unione Europea è in guerra contro l’Ungheria del presidente Orban, uno Stato membro che, a dire della Commissione, pretende ancora di decidere qualcosa in casa sua.
Nei giorni scorsi, come noto, la Commissione ha deferito l’Ungheria alla Corte di Giustizia per non essersi attenuta alle norme comunitarie in tema di diritto d’asilo e accoglienza degli immigrati.
In questo modo il muro che separa alcuni Stati dell’Europa orientale dagli indirizzi dell’Unione si è ulteriormente alzato e due mondi culturali e giuridici si confrontano l’un contro l’altro armati.
Ci si deve aspettare che anche la Croazia venga deferita per aver stampato una moneta con l’immagine di un feto in onore al diritto alla vita, contrariamente alle posizioni di Bruxelles?

Il quotidiano della CEI Avvenire del 20 luglio scorso (clicca qui) demonizzava l’Ungheria e dedicava un editoriale di Giorgio Ferrari a fiancheggiare la Commissione, segno di un’Europa – secondo lui – fedele ai principi che l’ha fatta nascere: “Questa è l’Europa che ci piace”, non rendendosi conto, il nostro Ferrari, che o l’Unione europea riallaccia i rapporti con le nazioni e gli Stati e cessa il ruolo dell’arcigna matrigna, oppure continuerà sulla strada della delegittimazione, arrivata oggi ad uno stadio già molto avanzato.

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Nuovo e-book gratis: Magistero Pontificio sulla società

Il nuovo e-book gratuito è scaricabile gratuitamente dal sito dei libri
www.totustuus.es

Magistero Pontificio sulla società

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Travolti dalla overdose di notizie quotidiane rischiamo di dimenticare i principi perenni che devono animare l’azione del laicato cattolico.

In altri casi il Magistero viene volutamente dimenticato, quando non nascosto.

Ecco perciò sette testi che offrono una risposta a domande come le seguenti:
– la democrazia moderna è cosa buona?
– Cristo Re è un’espressione di sola liturgia?
– lo Stato ha diritto ad educare con proprie scuole?
– quali sono le condizioni per un retto e sano ordinamento democratico?
– si deve sempre tollerare il male nella legislazione?
– si deve iscrivere la verità cristiana nella realtà italiana?

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Opzione Benedetto: testimonianza e battaglia per vivere da cristiani nell’oggi

L’Opzione Benedetto è un libro che può offrire importanti consigli ai cristiani di oggi.

Ci possono essere anche dei libri contemporaneamente in qualcosa assolutamente notevoli e perfino profetici, mentre in altri aspetti assai problematici e meno convincenti.

Quest’ultimo secondo noi è il caso del recente e dibattutissimo libro di Rod Dreher (cf. L’Opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano: http://www.edizionisanpaolo.it/religione_1/spiritualita_1/parole-per-lo-spirito/libro/l-opzione-benedetto.aspx).

L’autore è un giornalista americano, nato e cresciuto metodista, poi divenuto cattolico, quindi approdato alle chiese ortodosse. E già qui si tratta di un percorso atipico e che lascia un po’ perplesso il cattolico convinto. Ma per ora passons!

La parte del libro che ci ha dato molto da riflettere e che ci sembra certamente degna di nota inizia proprio con il sottotitolo: cristiani in un mondo post-cristiano.
Che il mondo di oggi abbia cessato di essere cristiano e conforme agli assi portanti del cattolicesimo è per noi, come per Dreher, un fatto e non un punto di vista.
In francese, allo storico Paul Veyne che nel 2013 ha scritto Quand notre monde est devenu chrétien (Albin Michel) ha risposto di recente Guillaume Cuchet con un meno euforico Quand notre monde a cessé d’être chrétien (Seuil).

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Vocazioni: si avvicina l’anno zero?

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A fronte del crollo delle ordinazioni negli ultimi cinque anni, sembra profilarsi una sorta di “Opzione Benedetto” anche per i sacerdoti.
Disastro in Francia… e l’Italia segue a ruota.

Nel 2018 i sacerdoti ordinati in Francia sono 114, di cui solo 68 diocesani. 58 diocesi francesi, su un totale di 98 (il 58%) quest’anno non hanno avuto alcuna ordinazione sacerdotale.
Sono dati “da paura”, ma quest’anno i sacerdoti ordinati in istituti tradizionali, cioè destinati a celebrare secondo la Forma Straordinaria, o “classici” incidono per il 20% sul totale dei nuovi preti.
Si salvano anche i nuovi istituti dove il cattolicesimo viene preso sul serio, senza alcuna concessione o annacquamento.

E’ uno spunto prezioso per investire sull’eterna giovinezza della tradizione.

Il quotidiano La Croix fa la conta delle nuove ordinazioni sacerdotali in Francia. Nel 2018 i sacerdoti ordinati in Francia sono 114, di cui 68 diocesani, 14 membri di una comunità, ma incardinati in una diocesi, ed infine 32 appartenenti a comunità che godono della facoltà di incardinare i propri membri.

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L’odio per la donna del femminismo

L’odio che il femminismo, ideologia propagandistica malsana e contro natura, ha innescato nei confronti dell’uomo fin dal suo sorgere, ovvero dalla fine del XIX secolo, prosegue la sua strada distruttiva della famiglia e del vivere sociale.

(di Cristina Siccardi)

Da che mondo e mondo chi uccide è un assassino, uomo o donna che sia, invece le femministe hanno escogitato il «femminicidio», un neologismo che identifica i casi di omicidio la cui vittima è una donna, i motivi, quindi, sono basati sul sesso (uomo/donna), oggi denominato «genere» (vedasi LGBT), visto che, per queste menti antiscientifiche oltre che antinaturali, esistono multiformi tipologie del vivere la sessualità.

Il vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli, spiega così il significato del termine «femminicidio»: «Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte».

Nell’ordinamento penale italiano il lemma ha fatto la sua comparsa con il decreto legge del 14 agosto 2013, n. 93 (convertito nella legge 15 ottobre 2013, n. 119) recante «Nuove norme per il contrasto della violenza di genere che hanno l’obiettivo di prevenire il femminicidio e proteggere le vittime».

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Pubblicato in italiano “L’opzione Benedetto”

Finalmente tradotto “L’opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano“.
Nata da un pensiero dell’allora Card. Ratzinger una strategia che può salvare la nostra fede, i nostri cari, il nostro impegno militante.
Un commento di Stefano Fontana sulla polemica con la rivista dei gesuiti.

Da dove nasce la proposta contenuta nel libro The Benedict Option? Leggi, politiche, programmi scolastici, progetti sulla sessualità nelle scuole, pubblicità spingono sempre più gruppi ad organizzarsi per salvare il salvabile. Non sono molti, ma lo saranno. Un altro aspetto sta poi spingendo in questo senso ed è interno alla Chiesa stessa.

Sulla “opzione Benedetto” è in atto una promettente discussione e ci sono già delle realtà cattoliche che vi fanno riferimento, se non in senso letterale almeno come spunto. Come è noto, si tratta della proposta di Rod Dreher contenuta nel libro The Benedict Option uscito negli USA nel 2017 e ora in Francia con un titolo un po’ diverso.

I gesuiti della Civiltà Cattolica lo hanno però già criticato paragonandolo all’eresia donatista dei primi secoli cristiani. Lo ha fatto padre Andreas Gonçalves Lind nel numero 4022 della rivista.
La proposta viene condannata come arrogante, fondata sulla pretesa di creare comunità di perfetti, rigide dottrinalmente e carenti di umiltà e misericordia. Molto diversa, notano i gesuiti, è la proposta di Papa Francesco che dice non di ritirarsi ma di uscire e collaborare con tutti.

A mio parere, però, c’è qualcosa che anche alla Civiltà Cattolica sta sfuggendo e a cui l’opzione Benedetto dà espressione.
Dreher si riferisce a Benedetto da Norcia. Ma molti intendono la proposta anche nel senso di Benedetto XVI-Joseph Ratzinger che, come è noto, previde che la Chiesa si ridurrà di molto e che il suo futuro dipenderà proprio dall’esistenza di piccole comunità creative veramente convinte.

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