Il Papa è solo. Mettiamoci al suo fianco!

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Il Papa è solo. Mettiamoci al suo fianco!
di Renato Farina
Editoriale di Libero del 13/2/2009

\"luxCon una sincerità tale da sfiorare il candore, il Papa ha denunciato pubblicamente una rivolta dentro la Chiesa contro di lui. La minaccia non viene come ai tempi di Pio IX dai bersaglieri di Cadorna, né c\’è più il rischio di vedere cosacchi abbeverare i loro cavalli alle fontane di San Pietro. I nemici hanno lo zucchetto rosso, hanno studiato gli stessi suoi libri, agitano il vangelo: per questo lo angosciano. Attaccano lui, il Papa. Non il teologo Joseph Ratzinger: se fosse così, sorriderebbe, ci ha fatto il callo, le ha date e le ha prese per cinquant\’anni.

Invece colpiscono lui in quanto Benedetto XVI, successore di Pietro, pietra su cui si regge l\’unità dei cattolici. Era capitato già ai suoi predecessori: Wojtyla e Montini. Ma una volta ad alzare le difese intorno al Pontefice, a chiamare a raccolta i fedeli era le trombe dei cardinali e dei vescovi intorno a lui. Stavolta ci sono sì alcuni cardinali e vescovi a volergli bene, ma è come se fossero fuscelli, non hanno potenza mediatica. Una volta a Roma c\’era il cardinal Ruini, vicario del papa. Adesso c\’è qualcuno che sa il nome del suo successore? È fedelissimo, è pronto a tutto per il Santo Padre: ma non se ne accorge nessuno (è il cardinal Agostino Vallini).

Allora, come un uomo molto solo, che dalla sua ha il popolo ma non i capi del popolo, Papa Ratzinger ha scritto una drammatica lettera ai vescovi. Parla dei lefebvriani, degli errori dei propri collaboratori, ma non è questo il punto.

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(Avvenire) Un memorial per GP II

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8 Gennaio 2009
IL FATTO
Cracovia, un memorial per papa Wojtyla

Le macchie bianche di calce che punteggiano la distesa d’erba e di fango sono le uniche tracce ri­maste della vecchia fabbrica Solvay. Qui, negli anni della seconda guerra mondiale, lavorò come operaio il gio­vane Karol Wojtyla, dapprima nella cava di pietre da cui si estraeva il cal­care e poi nello stabili­mento chimico. E qui, alla periferia di Craco­via, sorgerà il Centro Giovanni Paolo II ‘Non abbiate paura!’ in ri­cordo del primo Papa slavo nella storia della Chiesa.

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