(Vaticano) Lettera di B. XVI ai fedeli della Cina
LETTERA DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
AI VESCOVI, AI PRESBITERI
ALLE PERSONE CONSACRATE
E AI FEDELI LAICI
DELLA CHIESA CATTOLICA
NELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
I PARTE
LETTERA DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
AI VESCOVI, AI PRESBITERI
ALLE PERSONE CONSACRATE
E AI FEDELI LAICI
DELLA CHIESA CATTOLICA
NELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
I PARTE
I soliti cattoregressisti contro Benedetto XVI
Antonio Socci
(C) Libero, 8 luglio 2007
È un grande Pontefice, Papa Benedetto, e avrà un\’importanza storica per la Chiesa. E da oggi, col ritorno alla libertà di celebrare anche la Messa in latino, certi "progressisti" scateneranno una guerra feroce contro di lui. Magari inventandosi falsamente il ripristino della controversa preghiera sugli ebrei, che invece non c\’è affatto.
Sono tanti i segni del coraggio di quest\’uomo, che è mite e gentile, ma anche deciso a «non anteporre nulla a Dio» e a «non fuggire davanti ai lupi». Di recente la lettera ai cattolici cinesi (per riunire le due chiese e reclamare libertà dal regime) e l\’altro ieri il simbolico riconoscimento del "martirio" degli ottocento abitanti di Otranto che furono decapitati nel 1480 dai musulmani invasori perché non vollero rinnegare Gesù Cristo.
Ma soprattutto ha un grande peso questo Motu proprio con cui il Papa restituisce alla Chiesa, accanto alla messa in italiano, la sua bimillenaria liturgia latina che con un colpo di mano era stata spazzata via nel 1969 contravvenendo alle regole della Chiesa stessa. La liturgia per la Chiesa racchiude tutto il suo tesoro, cioè «l\’integrità della fede, perché la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede». E dunque il Messale latino non poteva essere messo fuorilegge (infatti giuridicamente è sempre stata valido). (altro…)
Firenze contro Roma: un cattolicesimo in stato di disagio
Perché
a Firenze e in Toscana la Chiesa è più spenta e divisa che nel resto
d’Italia? Una "Lettera" di protesta contro le posizioni del papa e
della conferenza episcopale. E il commento di uno studioso fiorentino,
Pietro De Marco
di Sandro Magister (altro…)
26 giugno, festa di San JosemarÃa
"Non è forse vero che questo sguardo a ciò che abbiamo intorno vi conferma – con un’immagine viva e indimenticabile – che è la vita ordinaria il vero luogo della vostra esistenza cristiana?
Figli miei, lì dove sono gli uomini vostri fratelli, lì dove sono le vostre aspirazioni, il vostro lavoro, lì dove si riversa il vostro amore, quello è il posto del vostro quotidiano incontro con Cristo.
È in mezzo alle cose più materiali della terra che ci dobbiamo santificare, servendo Dio e tutti gli uomini. (altro…)
Le due guerre culturali
di George Weigel
da Ideazione di settembre-ottobre 2006
George Weigel, Senior Fellow dell’Ethics and Public Policy Center di Washington, esperto del Vaticano per NBC News, è autore della più significativa biografia di Giovanni Paolo II. In uscita in italiano il nuovo libro sull’elezione di Benedetto XVI (altro…)
Il vescovo Negri: «Intimidazioni allarmanti»
da Roma
«Dobbiamo guardarci dal trarre conclusioni affrettate e rispettare, invece, il lavoro degli inquirenti ai quali è lasciata la responsabilità di verificare il caso in ogni suo dettaglio».
Esprime cautela, nel suo primo commento dopo aver appreso la notizia, il vescovo di San Marino e Montefeltro, monsignore Luigi Negri. Dopo la doverosa cautela, condivisa peraltro dagli ambienti della Conferenza episcopale italiana, il prelato aggiunge però la preoccupazione:
«Al di là di questa notizia, che ripeto va verificata prima di essere commentata – spiega il vescovo – non posso non esprimere innanzitutto la mia affettuosa solidarietà a monsignor Bagnasco, presidente della Cei, e la mia preoccupazione per le minacce di cui continua ad essere fatto oggetto». (altro…)
IRAQ – VATICANO
Papa: Ragheed, “prezioso sacrificio”, perché l’Iraq assista all’alba della riconciliazione
Benedetto XVI esprime il suo dolore e le sue “più sentite” condoglianze per la morte del sacerdote caldeo e dei tre suddiaconi. AsiaNews ricorda la figura di un amico, morto credendo fino in all’ultimo nelle possibilità di pace per il suo Paese. P. Ragheed è un martire dell’Iraq libero, testimone di una fede incrollabile, che bombe e minacce non sono riuscite a far vacillare. (altro…)