(Avvenire) La persecuzione può assumere le forme più subdole

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Provocazioni, ricatti, intimidazioni: c’è di tutto dietro le decine di presunti casi di pedofilia che hanno scosso l’Eire e fatto il vuoto intorno agli imputati. Nel 2002 il governo varò una commissione per risarcire le potenziali vittime: 14mila le richieste arrivate, solo lo 0,4% fu respinto

Preti irlandesi, ora le scuse

Dopo le assoluzioni, anche la stampa cambia registro

A giugno Paul Anderson è stato condannato a 4 anni per calunnia: aveva denunciato Padre X, dell\’arcidiocesi di Dublino. Il sacerdote: ringrazio gli agenti che con le indagini mi hanno restituito la vita. E ha chiesto clemenza per il suo accusatore

Le persone che avevano intentato una causa civile contro padre Kinsella, uno dei prelati finiti
nello scandalo della diocesi di Ferns (fu al centro
del contestato documentario della Bbc trasmesso anche in Italia) hanno fatto marcia indietro

Dal Nostro Inviato A Dublino Andrea Galli

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Dietro le critiche al «motu proprio» del Papa

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Ecco che cosa si nasconde dietro le critiche al «motu proprio» del Papa

di Gianteo Bordero
Ragionpolitica 2 agosto 2007

C’è chi tenta di interpretare ideologicamente e ideologicamente combattere il motu proprio del Papa sull’uso del messale pre-conciliare per scardinare la linea che Benedetto XVI sta imprimendo al suo pontificato. E’ in atto, da parte degli ideologi della lettura del Vaticano II come rottura col passato e come nuovo inizio della fede cattolica, un’aspra battaglia – velata soltanto dal tono delle argomentazioni e dal rispetto verso la figura del Papa – contro il tentativo ratzingeriano di riportare l’interpretazione del Concilio sui giusti binari, nell’alveo della tradizione bimillenaria della Chiesa. Basta leggere, tra gli altri, i recenti interventi del priore di Bose Enzo Bianchi e di alcuni vescovi italiani per rendersene conto.
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(www.chiesa) Come è stata recepita la lettera del Papa ai cinesi?

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Il papa scrive, le autorità di Pechino non rispondono

Cautela e riserbo dopo la lettera di Benedetto XVI alla Chiesa di Cina. Due linee politiche si confrontano. Ma anche tra i cattolici c’è polemica. Il cardinale Zen accusa il sinologo Heyndrickx di travisare il pensiero del pontefice

di Sandro Magister (altro…)

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LITURGIA. Il motu proprio Summorum pontificum

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LITURGIA. Il motu proprio Summorum pontificum
Nova et vetera

Benedetto XVI ha firmato e pubblicato il documento che liberalizza
l’uso del Messale Romano edito da papa Giovanni XXIII nel 1962.
Intervista con il cardinale Darío Castrillón Hoyos, presidente
della Pontificia commissione «Ecclesia Dei»: «La prima valutazione
errata è dire che si tratti di un ritorno al passato. Non è così»


Intervista con il cardinale Darío Castrillón Hoyos di Gianni Cardinale

Il 7 luglio è stato finalmente pubblicato il
motu proprio Summorum pontificum
di Benedetto XVI che in pratica liberalizza l’uso del Messale Romano del 1962. Il
motu proprio, che entrerà in
vigore il 14 settembre, stabilisce che il Messale Romano promulgato da
Paolo VI nel 1970 è l’espressione ordinaria della
lex orandi della Chiesa cattolica
di rito latino. Il Messale promulgato da san Pio V e nuovamente edito dal
beato Giovanni XXIII deve essere, perciò, considerato come forma
straordinaria. Non si crea, dunque, in alcun modo una divisione nella
«legge della fede», giacché si tratta di «due usi
dell’unico rito romano». È lecito, quindi, celebrare la
messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano del 1962. A tal
fine, il
motu proprio
di Benedetto XVI indica nuove regole, che sostituiscono quelle stabilite
dai documenti anteriori,
Quattuor abhinc annos del 1984 ed Ecclesia Dei del 1988, in cui veniva concesso l’indulto con cui si
poteva celebrare la messa cosiddetta tridentina, ma solo previo consenso
del vescovo locale. Dal 14 settembre in poi invece nessun parroco o rettore
potrà impedire che nella propria chiesa venga celebrata la messa di
san Pio V, a patto che i fedeli che lo chiedano abbiano anche un sacerdote
disposto a farlo, purché idoneo e non giuridicamente impedito. Non
solo. Il
motu proprio dispone
inoltre che il parroco possa concedere la licenza di usare il
rituale più antico nell’amministrazione dei sacramenti: del
battesimo, confessione, matrimonio e unzione degli infermi. Agli ordinari
(vescovi e superiori religiosi) viene anche concessa la facoltà di
celebrare il sacramento della cresima.

     
Il documento è accompagnato da una Lettera,
indirizzata ai vescovi di tutto il mondo, in cui tra l’altro
Benedetto XVI ribadisce che «non c’è nessuna
contraddizione tra l’una e l’altra edizione del
Missale Romanum». E rammenta
che nella «storia della liturgia c’è crescita e
progresso, ma nessuna rottura», sottolineando che ciò che per
le generazioni anteriori era santo «non può improvvisamente
essere del tutto proibito o addirittura dannoso».

     
30Giorni ha chiesto al
cardinale Darío Castrillón Hoyos, colombiano, dal 2000
presidente della Pontificia Commissione «Ecclesia Dei»
(nonché – dal 1996 al 2006 – prefetto della
Congregazione per il clero), di illustrare i contenuti più
importanti del
motu proprio Summorum pontificum. (altro…)

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ESTERI: Chavez attacca ancora la Chiesa cattolica

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Da: http://www.corrispondenzaromana.it/letternew.php

«Repellente e indegna». Questi i due aggettivi usati dal ministro venezuelano del Potere popolare per le Relazioni con l’Estero Nicolás Maduro Moros per definire la Chiesa cattolica, colpevole secondo il capo della diplomazia di Caracas, «di utilizzare persone con la tonaca e con il titolo di vescovo per emettere giudizi politici funzionali al piano di destabilizzazione denunciato dal Presidente Chavez».

L’uscita di Maduro, non nuovo a un lessico sopra le righe rispetto al ruolo che ricopre, null’altro è che una reazione all’esortazione pastorale dell’88ª Assemblea plenaria della Conferenza Episcopale Venezuelana (CEV), avente, come titolo, una vera e propria supplica al governo rivoluzionario e bolivariano del presidente Hugo Rafael Chavez Frías: In Venezuela urge il dialogo e la riconciliazione. (altro…)

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