Un altro paese dove dilaga l’omo-eresia: Argentina

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Parroco italiano favorevole ai matrimoni gay

Dopo il bubbone di pus esploso negli USA, dopo vari altri paesi, è la volta dell’Argentina.
Parla Mons. Hector Aguer, arcivescovo emerito di La Plata, vicino alla capitale: alcune diocesi hanno una percentuale “alta” di clero gay che costituiscono una “sorta di lobby”.

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L’arcivescovo Héctor Aguer, durante il programma televisivo di Channel 9 Keys for a Better World, ha commentato l’omosessualità nel sacerdozio. Il commento dell’arcivescovo è stato riportato da ACI Prensa, un’agenzia di stampa cattolica di proprietà dell’EWTN con sede a Lima.

L’arcivescovo ha detto che l’omosessualità è diventata “di moda” e che questa mentalità è entrata anche nella Chiesa: “Posso assicurarvi che, in alcune diocesi, la percentuale di sacerdoti omosessuali è alta, e che di solito si coprono a vicenda; non escono dall’armadio… costituiscono una specie di loggia o lobby, anche quelli che non praticano”.
Ha poi aggiunto una breve spiegazione del modo di agire di questa lobby, che è: “una sorta di loggia o di lobby – anche di quelli ‘non praticanti’ per così dire – [che agisce] in modo da proteggere, promuovere, controllare tutto“.

L’arcivescovo ha suggerito che è una giusta forma di discriminazione non ammettere gli omosessuali al sacerdozio. “Una giusta discriminazione è impedire che si facciano cose che non dovrebbero essere fatte o che ci siano persone che non dovrebbero essere in un posto del genere”, ha detto. “Bene: scegliere i candidati al sacerdozio con piena integrità maschile è un obbligo della Chiesa; altrimenti il senso del celibato è messo a rischio”.

L’arcivescovo ha infine interpretato una recente intervista di Papa Francesco come un blocco sui candidati gay al seminario, ma questo è stato contestato, con alcuni osservatori che sostengono che il Papa ha semplicemente esortato i sacerdoti e i religiosi gay ad essere celibi.

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E in Italia? Per ora, sembra necessario vigilare e osservare con maggiore attenzione il clero che incontriamo.
Il repellente caso riguardante direttore della Caritas di Trapani (vedere https://voxnews.info/2017/04/07/prete-caritas-sesso-coi-profughi-in-cambio-permesso-chiamami-padre-e-fammi-godere/ ) potrebbe non essere l’unico.
L’attenzione ai migranti non è l’unico indizio: altri segnali di necessaria attenzione possono essere i discorsi che vogliono maliziosamente “far riflettere” sul celibato sacerdotale, sul diaconato femminile, sulla comunione ai divorziati risposati, la presenza dell’“arcobaleno” in Chiesa e, in generale, tutto ciò che in qualunque modo può mettere in discussione il Catechismo promulgato da San Giovanni Paolo II.

Fonti: https://www.aciprensa.com/noticias/mons-aguer-en-la-iglesia-el-celibato-sacerdotal-se-mantiene-como-una-perla-preciosa-75154https://catholicherald.co.uk/news/2018/12/10/argentine-archbishop-in-some-dioceses-there-is-a-gay-priests-lobby/https://www.sabinopaciolla.com/larciv-emerito-di-la-plata-argentina-in-alcune-diocesi-ce-alta-percentuale-di-clero-gay-una-sorta-di-lobby/  – http://www.lanuovabq.it/it/il-vescovo-aguer-daccordo-con-il-papa-la-lobby-gay-esiste

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