Nuovo Direttorio Catechesi: rilanciare il Catechismo autentico, NO al politicamente corretto

Lascia un commentoCatechismo della Chiesa Cattolica
Il dimenticato Compendio, strumento ineludibile per la Catechesi: solo 206 pagine, 6,17€ su Amazon

Urgente il ritorno al Catechismo della Chiesa Cattolica (S. Giovanni Paolo II) e del relativo Compendio (Benedetto XVI).
Scongliare l’uso di altri catechismi, fossero anche della CEI.

Il nuovo Direttorio per la Catechesi è un testo confuso che, benché non privo di verità, è ricco di luoghi comuni del politicamente corretto.
In definitiva, un testo da sconsigliare e che, fortunamente, non è ancora disponibile online.

Bene la condanna dell’ideologia gender, ma falso che sia propria di “una prospettiva di fede”: la lotta all’ideologia omosessualista nasce da una prospettiva di ragione e di natura.
Molto male l’apertura all’islam, nemico millenario e inconciliabile del cattolicesimo.

Scegliere ciò che è prioritario: in Italia 76.318 aborti procurati nel 2018 pari a 210 al giorno: un numero incomparabilmente superiore a quello dei clandestini.

I “poveri” e gli “utimi” non sono quelli che hanno pochi euro, ma sono i poveri spirituali, che in Italia sono milioni.
Chi più povero dell’ateo o dell’agnostico?
Indispensabile tornare al proselitismo e alla missione!
Senza dimenticare che la povertà corrente è conseguenza dell’azione del Governo di orientamento socialista e welfarista:

Importanza degli emarginati, ma i veri emarginati sono i cattolici, per giunta perseguitati, prima ancora di tutti gli altri.

Assurdo il rilievo dati ai temi ecologici, quando in Italia si sta per approvare una legge che vieterà ai cattolici di parlare.

Pertanto, dalla sintesi sottostante sono state tolte le parti più equivoche e scandalose. (altro…)

Vescovi Usa durissimi contro la magistratura suprema

1 CommentoTeorie di genere - omosessualismo

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito il 15 giugno che i datori di lavoro non possono licenziare i lavoratori a causa del loro orientamento sessuale o dell’identità di genere autodeterminata.

La decisione ha considerato un trio di casi di discriminazione dinanzi alla Corte, due dei quali hanno coinvolto dipendenti che hanno dichiarato di essere stati licenziati a causa del loro orientamento sessuale.
Un terzo caso ha coinvolto un uomo che ha perso il lavoro in una casa funebre del Michigan dopo un intervento chirurgico di transizione di genere ed è tornato al lavoro vestito da donna; la casa funeraria aveva politiche di abbigliamento specifiche per il sesso per i dipendenti. La questione controversa verteva sulle protezioni contro la discriminazione sessuale nel titolo VII della legge sui diritti civili e se queste si applicassero anche alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.
Lunedì, la maggioranza della Corte ha stabilito che «Un datore di lavoro che licenzia un individuo solo per essere gay o transessuale viola il Titolo VII».

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Card. Burke: L’amore del Signore Eucaristico

Lascia un commentoChiesa,Tracce per omelie

+ Card. Raymond Leo Burke

L’amore del Signore Eucaristico
Per noi nella Chiesa

 

Nella festa del Corpus Domini, celebriamo con grande solennità il dono del Corpo e Sangue di Cristo, la Presenza Reale di Cristo, nel Santissimo Sacramento. La Santa Eucaristia è il cibo della vita stessa di Cristo per sostenerci nella fede, nella speranza e nella carità, senza limite o condizioni.
Mettiamo dunque da parte ogni dubbio, ogni paura e qualsiasi scoraggiamento nel fare la volontà di Dio.

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Mons. Suetta (IM) sul DDL Zan: “Rischio di derive liberticide”

3 CommentiPersecuzione dei cristiani,Teorie di genere - omosessualismo

Riflessioni e preoccupazioni pastorali sulla proposta di legge contro i reati di omo e transfobia

Sanremo, 8 giugno 2020
+ Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia – San Remo

 

La memoria liturgica dei Santi Carlo Lwanga e Compagni Martiri, celebrata il 3 giugno scorso, ha suscitato nel mio animo l’idea e l’esigenza di intervenire sul dibattito in corso per l’approvazione di una legge contro i reati di omofobia.
L’argomento merita, soprattutto in campo ecclesiale, peculiare attenzione e speciale chiarezza a tutela della libertà della Chiesa in ordine alla propria missione evangelizzatrice ed educativa.

I santi martiri ugandesi subirono il martirio nel 1886 per ordine del kabaka Mwanga II, re di Buganda (Uganda), infastidito anche per il rifiuto di quei suoi sudditi di soddisfare le sue pulsioni omosessuali.
La loro condizione di cristiani non solo non consentiva di cedere alle richieste immorali del sovrano, ma li portava a dichiararne illecite le imposizioni.

Il progetto di legge che vorrebbe sanzionare le accuse di omo e trans-fobia, interpella la mia coscienza di pastore.
Per amore della verità che “rende liberi” (Gv 8,32) e alla quale ho consacrato la mia vita, ritengo opportuno e doveroso intervenire, riaffermando alcuni concetti fondamentali della dottrina cattolica.

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Vescovo tedesco manda a quel paese… la Conferenza Episcopale!

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Mons. Dominikus Schwaderlapp, tutt’altro che conservatore, abbandona il Forum sinodale:
“Qui si parla di sessualità polivalente, non dell’insegnamento della Chiesa”.

Va precisato che, mentre ogni Vescovo è un successore dei dodici apostoli,
una conferenza episcopale esercita solo alcune “funzioni pastorali per i fedeli di quel territorio”.
Più che lecito, dunque, l’abbandono da parte di Mons. Schwaderlapp, di un forumcolo qualunque, anche se di emanazione diretta della Conferenza dei Vescovi tedeschi.

Perchè le Conferenze Episcopali non mutano il rapporto dei singoli Vescovi con le rispettive Chiese particolari (cfr. Apostolos suos).

Ecco l’articolo dello staff della CNA nella traduzione di Sabino Paciolla:

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L’imminente società senza Cristo del… “Signore delle mosche”

1 CommentoFede e ragione,Socialismo

di Roberto Marchesini

Un nuovo studio del Guardian, che svela la storia vera che ispirò il racconto, ripercorre la tesi del celebre romanzo di Golding Il signore delle mosche, come simbolo della natura violenta e brutale dell’uomo, della quale solo la civiltà impedisce l’emergere.
Ma ad una più attenta lettura, si può affermare che Golding non ha torto: ha soltanto ritratto la società senza la Chiesa cattolica, fondata da Cristo. 

 

Qualche giorno fa, sul quotidiano liberal The Guardian, è apparso un interessante articolo firmato dallo storico olandese Rutger Bregman. È, sostanzialmente, una verifica delle tesi che sorreggono il celebre romanzo Il signore delle mosche, del premio Nobel William Golding (1911 – 1993).

La storia è nota. C’è una guerra non specificata; un gruppo di ragazzini, membri del coro di una scuola inglese, stanno viaggiando in aereo quando questo si schianta su un’isola.
I ragazzi si trovano quindi a dover sopravvivere e organizzare la convivenza senza degli adulti a guidarli e proteggerli.
I ragazzi vivono dunque in uno «stato di natura», senza una civiltà a determinare le loro vite.

Cosa accadrà?
Purtroppo accadrà tutto il peggio possibile.
I ragazzi cominciano a litigare per il potere e si dividono in due gruppi: i cacciatori e gli altri. Emerge la paura di un mostro e si creano una divinità: infilzano la testa di un maiale su un palo e cominciano a trattarla come una divinità.
Il signore delle mosche, Belzebù.

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Cardinal Burke: Cristo è vivo nella Chiesa

Lascia un commentoChiesa,Radici cristiane

del Card. R. L. Burke

Il Mistero dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo è il compimento del grande Mistero Pasquale, che celebriamo durante i quaranta giorni dopo la Pasqua di Risurrezione. Cristo, morto e risorto dai morti per la nostra salvezza, è apparso molte volte ai discepoli, e specialmente agli Apostoli, per confermare la loro fede nella Sua Risurrezione e per rassicurarli della Sua permanenza nella Chiesa.
Come racconta san Luca all’inizio degli Atti degli Apostoli, «Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio» (At 1,3). Una missione chiara Il giorno dell’Ascensione nel Suo corpo glorioso alla destra di Dio Padre, Cristo apparve per l’ultima volta agli Apostoli, sedendosi a tavola con loro. Confermando di nuovo la Sua gloriosa Risurrezione, Egli, allo stesso tempo, li istruì sulla Sua costante presenza in mezzo a loro e sulla loro partecipazione alla Sua missione di salvezza fino alla Sua consumazione, nel giorno del Suo ritorno in gloria. La missione è chiara, come Egli l’annunciò agli Apostoli immediatamente prima della Sua Ascensione: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16, 15-16).

Lo scopo della missione è chiaro: la proclamazione del Vangelo, il dono della fede e la grazia del Battesimo. Il fine della missione è pure chiaro: la salvezza delle anime. È chiaro dalle parole del Signore che non c’è altra via per la salvezza. E perciò si capisce l’urgenza della missione apostolica in tutto il mondo.

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Rino Cammilleri: Ma l’Inquisizione ha fatto anche cose buone?

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Dalle crociate all’Inquisizione, la storia senza leggende nere

Crociate e Inquisizione cattive, Medioevo delle streghe e dei roghi, Sicilia tollerante con i musulmani?
Nel libro “Ma l’Inquisizione ha fatto anche cose buone?”, lo scrittore Rino Cammilleri smonta, con le armi della ragione e fatti storici alla mano, molti falsi miti ideati da una storiografia faziosa e fondamentalmente anticattolica.
Ecco qualche esempio.
Si può dunque rispondere affermativamente alla domanda che dà il titolo al quinto volume della raccolta “Il Kattolico”, ossia Ma l’Inquisizione ha fatto anche cose buone? (Fede&Cultura 2020, pp. 140), nel quale Rino Cammilleri – firma nota ai lettori della Nuova Bussola – smonta, con le armi della ragione e citando i fatti storici, molte credenze comuni elaborate da una storiografia faziosa e pregiudizialmente anticattolica relativamente a crociate, Inquisizione, Medioevo delle streghe e dei roghi e al mito della Sicilia tollerante con i musulmani.
Con l’Inquisizione la Chiesa crea il primo fondamentale pilastro della moderna giustizia, quella creata per perseguire d’ufficio i crimini”. In queste parole dello storico Paolo Prodi, già rettore dell’Università di Bologna, emerge un merito dell’Inquisizione di grande rilievo: tale tribunale ha di fatto contribuito a trasformare il diritto romano-barbarico, accusatorio e fondato sulla semplice querela di parte, in diritto d’ufficio.
Insomma, per quanto strano possa oggi apparire, vista la leggenda nera diffusa nel “tritacarne della scuola di Stato e dei media”, è stata proprio “l’Inquisizione a inventare, nel procedimento, il verbale, l’avviso di garanzia, l’appello e, insomma, tutti quegli accorgimenti a tutela dell’imputato che oggi chiameremmo garantismo”.

Centenario S. Giovanni Paolo II: “Noi reagiremo!” (sette volte!)

1 CommentoChiesa,Papa
S. Giovanni Paolo II mentre consacra il mondo al Cuore Immacolato di Maria, affinchè il socialismo non diffonda i suoi errori nel mondo.

Il celebre “noi reagiremo” ripetuto sei volte, è un eccellente modo per ricordare il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II.
E’ l’esortazione rivolta al laicato perchè si impegni in difesa dei valori che fondano una società cristiana.
Si tratta di un impegno oggi dimenticato e falsato dal confondere gli “ultimi e i poveri” con quelli che non han soldi. Mentre i veri ultimi sono gli atei e gli indifferenti.

Oggi il Papa polacco sarà ricordato all’insegna del buonismo, della capacità mediatica e altri aspetti minori: noi ne ricordiamo l’opera del Santo Padre
per la custodia del Deposito della Fede: oltre 400 condanne di eretici, modernisti e catto-comunisti (qui: http://www.totustuus.it/1978-2005-aspetti-meno-noti-nei-xxvii-anni-di-pontificato-di-giovanni-paolo-ii/ )

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Cattolici nel 2020: affermarsi o adeguarsi?

Lascia un commentoPersecuzione dei cristiani,Radici cristiane

di fr. René Stockman

Vivere da cristiani in un ambiente molto secolarizzato non è cosa semplice.
È come se diventassimo stranieri a casa nostra, nel luogo in cui un tempo stavamo bene.
Gli amici iniziano a parlare un’altra lingua, altri diventano “allergici” quando vogliamo parlare della nostra fede cristiana.
A lavoro ci deridono quando diciamo che andiamo “ancora” in chiesa.
A scuola i bambini non osano più dire che cantano nel coro.
La cerchia di persone che condividono i nostri stessi valori, con le quali riusciamo ancora a stare bene, si restringe sempre di più fino ad avere l’impressione di essere giunti in un ghetto.

L’humus, nel quale la nostra società si è radicata, ha subìto una trasformazione?
Cosa è successo alle radici cristiane, sulle quali era basata la comunità nella quale siamo cresciuti?

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