Natale: esame di coscienza, preghiera, ringraziamento

Totus tuus
Esame di coscienza e preghiera
Ai piedi del presepio, ognuno può voltarsi indietro per analizzare la propria storia individuale: come la grazia di Dio fece strada nella propria anima; gli alti e bassi, le corrispondenze e i rifiuti alla grazia; i movimenti di orgoglio e di sensualità; la vittoria, qualche volta la sconfitta, ma di nuovo la vittoria e la misericordia di Dio.
Infatti, la Madonna sapeva che certuni sarebbero caduti lungo il cammino; che avrebbe atteso, nelle intenzioni dei caduti, le preghiere di coloro che rimasero fedeli;  e che, di tanto in tanto, sarebbe riuscita a risollevare qualche figlio affinché riprendesse il buon cammino.
Tutto ciò sarebbe accaduto attraverso oscurità che non conosciamo, sino al momento del suo intervento finale e l’instaurazione del Regno di Maria, da Lei rivelato a Fatima nel 1917.
Dovremo prendere tutto questo in considerazione quando saremo ai piedi del presepio, e dire: Gesù Bambino, siete il sasso d’inciampo, la pietra di scandalo che divide la Storia in due metà. Tutto ciò che sta dalla Vostra parte è Contro-Rivoluzione e tutto ciò che è contro di Voi è Rivoluzione. (1)
Mentre veneriamo il presepe, possiamo elevare una preghiera: Signore Gesù Cristo, ecco un figlio portato dalla grazia che Vostra Madre celeste, mediante le sue preghiere, ottenne da Voi. Ecco un figlio inginocchiato davanti a Voi, innanzitutto per ringraziarVi, ma già pronto a combattere per Voi nella Contro Rivoluzione, fiducioso nella Vostra grazia.

Ringraziamenti al Redentore che nacque e morì per noi
 
Non possiamo dimenticare gli innumerevoli ringraziamenti che dobbiamo a Dio, e dire:
Vi ringrazio, oh Gesù, per la vita che hai dato al mio corpo nel momento in cui infondesti la mia anima.
 
Ringrazio il piano eterno che aveste a mio riguardo – un piano definito e individuale secondo cui, per i vostri disegni, io dovrei occupare un posto nello enorme mosaico delle creature umane che debbono salire in Cielo.
 
Vi ringrazio per aver posto una battaglia nel mio cammino, affinché io potessi divenire un eroe.
 
Vi ringrazio per la forza che mi concedeste per resistere, combattere e pregare – a Dios orando y con el mazo dando (a Dio pregando, e col bastone picchiando), come diceva Sant’ Antonio Maria Claret.
 
Vi ringrazio per tutto questo, e anche per tutti gli anni della mia vita che sono già passati e che sono trascorsi nella Vostra grazia.
 
Vi ringrazio per gli anni che non sono trascorsi nella Vostra grazia, poiché in un determinato momento Voi li avete conclusi con la Vostra grazia, e io ho abbandonato il cammino del peccato per rientrare nella Vostra amicizia.
 
Vi ringrazio, oh Bambino Divino, per l’ora in cui vi ho cercato. Vi ringrazio per tutto ciò che ho fatto di arduo per combattere i miei difetti. Vi ringrazio per non esservi impazientito di me e per avermi concesso il tempo di combatterli sino all’ora della morte.
 
E se posso rivolgerVi ancora una preghiera in questa notte di Natale, Signore Gesù, sia quella del salmo: “Non mi portar via nel mezzo dei miei giorni.” (Salmo 102). Cambiandola un po’, non voglio sapere quanti saranno i miei giorni, che forse hanno già avuto una durata esorbitante, ma la modifico supplicando: “Non mi togliete i giorni nel mezzo della mia opera”. Vi prego di aiutarmi, affinché i miei occhi non si chiudano con la morte, i miei muscoli non perdano il loro vigore, la mia anima non perda la sua forza e agilità prima che, per la Vostra gloria, io abbia vinto in me tutti i miei difetti, abbia scalato tutte le vette interiori per le quali fui creato; e che, nel Vostro campo di battaglia, io Vi abbia prestato, con atti eroici, tutta la gloria che Vi aspettavate da me quando mi creaste.
Plinio Corrêa de Oliveira
23 Dicembre 1988
da: http://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.it/2013/12/natale-in-stile-pliniano.html
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(1) Rivoluzione è il processo quattro volte secolare che avanza disgregando la civiltà cristiana; Contro-Rivoluzione è il movimento che mira a restaurare questa stessa civiltà. Entrambi i termini sono utilizzati dal Prof. Plinio Corrêa de Oliveira secondo questo concetto, da lui esposto nella sua opera Rivoluzione e Contro-Rivoluzione.

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