Mons. Mosciatti (Imola): una cultura che ha sistematicamente demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione

Chiesa,Matrimonio e Famiglia

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Vetera et Nova: Mons. Ghirelli e Mons. Mosciatti, vescovi di Imola.

Per la Festa del Patrono, il successore dell’amatissimo Mons. Ghirelli parla per la prima volta alla città.
Parla di famiglia, di figli, di educazione.
Con parole simili a quelle pronunciate molti anni fa al liceo Berchet.

L’esempio di san Cassiano

Da quando sono arrivato a Imola la vicenda di Cassiano, educatore della gioventù che non rinunciò a comunicare la fede cristiana ai suoi studenti, mi ha veramente colpito.
Alcuni cittadini, come voi sapete, lo denunciarono.
Processato, gli fu ordinato di rinunciare al proprio credo e di sacrificare agli dei della religione romana.
Cassiano rifiutò e fu condannato a morte.
Ed il giudice impose ai suoi studenti di eseguire la condanna.

Da quel martirio, dalla decisione e dal sacrificio di quell’uomo è nata una storia che è giunta fino a noi.
E ci provoca, ci rimette di fronte alla natura del nostro desiderio e del nostro cuore.

La strada maestra per ritrovare le domande che fanno l’uomo è imbattersi in persone in cui quelle domande sensibilmente determinino una strada, un cammino.
Cioè c’è bisogno di un incontro.
Tutti abbiamo il desiderio di amare, ma solo quando incontriamo l’amato ci infiammiamo.
L’incontro è fondamentale per scoprire sé.
Anzi di più: per capire chi sono io.
Però, questa urgenza naturale che è radicata nell’uomo, se non viene educata, decade.

C’è bisogno di un’educazione, allora come oggi.
E l’educazione risponde alle sollecitazioni, alle domande radicali che la realtà suscita, aiuta a vivere tutto con significato.
C’è bisogno di un incontro per poter scoprire quella grande ricchezza di cui a volte non ci si rende conto.

Ma i ragazzi hanno bisogno di qualcuno che li accompagni, che indichi quel punto di fuga che ha dentro la sete di infinito.
Questa è la sfida dell’educazione ed attraverso di essa si costruisce la persona, e quindi la società.

Non è solo un problema di istruzione o di avviamento al lavoro.
Ora, sta accadendo una cosa che non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli.
È diventato normale pensare che tutto è uguale, che nulla in fondo ha valore se non i soldi, il potere e la posizione sociale.

Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta e cresce una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti, in balia delle mode e del potere.
La loro incertezza è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione: la famiglia, la scuola, la Chiesa.

Occorrono maestri, e ce ne sono, che consegnino questa tradizione alla libertà dei ragazzi, che li accompagnino in una verifica piena di ragioni, che insegnino loro a stimare ed amare se stessi e le cose.
Occorrono maestri, come Cassiano, che amino questo con tutta la loro vita.

Giovanni Mosciatti, vescovo
7 agosto 2019
da: https://www.ilnuovodiario.com/2019/08/07/lesempio-di-san-cassiano/

 

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