Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

25 agosto


San Giuseppe Calasanzio
sacerdote

Gli basterebbe il merito di aver fondato la prima scuola gratuita in Italia per renderci simpatico questo santo spagnolo, inquieto e al tempo stesso paziente quanto Giobbe. Era nato a Peralta de la Sal, diocesi di Urgel nell'Aragona, nell'anno 1557. Ordinato sacerdote a ventott'anni, manifestò subito una grande inclinazione per la vita eremitica. I suoi superiori, per "guarirlo", lo gettarono nella mischia, nominandolo vicario generale della diocesi. E poiché la cura non parve efficace, lo spedirono a Roma in qualità di teologo al seguito del cardinale Marc'Antonio Colonna. Ma più che alle cure del cardinale, che sapeva badare da sé alla propria cultura, si dedicò con animo di apostolo all'istruzione dei ragazzi di Trastevere, nella parrocchia di S. Dorotea dov'era coadiutore.
A quel tempo non vi erano problemi scolastici sul tavolo del Governatore della Città, per il semplice fatto che le scuole erano un affare privato. Chi aveva denaro da spendere si pagava il lusso di un maestro in casa o mandava i figli nei celebri "Studi" (le "Universitates studiorum") oppure nelle scuole comunali, istituite dai liberi Comuni, in molte città del nord. Quest'ultime a Roma mancavano e ci pensò Giuseppe Calasanzio. Creata con le poche risorse di cui disponeva la prima scuola gratuita aperta ai figli della povera gente, si vide incoraggiato a fare di più dal concorso di tanti volontari, che si offrirono di dare lezioni gratuite ai ragazzi. Fondò così la Congregazione dei Chierici regolari delle Scuole Pie (gli Scolòpi), legati non solo dai voti di obbedienza, di castità e di povertà, ma anche da un quarto voto, che li impegnava all'istruzione dei giovani.
Quest'attesa e benefica istituzione ebbe immediatamente la notorietà che ben meritava: l'Ordine si diffuse in tutti gli stati europei, procurando tuttavia più dolori che gioie al santo fondatore. Le prove, alle quali Dio sottopone i suoi santi, per separare il buon grano dalla pula, non tardarono ad affliggere S. Giuseppe: accusato di incapacità dai suoi stessi figli, dopo l'imposizione di un improvvido "visitatore", il santo venne destituito dal suo incarico e l'Ordine fu declassato a semplice confraternita, cioè praticamente soppresso. Con ammirevole pazienza e serenità Giuseppe Calazanzio si rimboccò le maniche e con l'ostinazione dei pionieri rimise in piedi l'edificio crollatogli addosso. L'Ordine riemerse dalle ceneri con la moderna veste di Congregazione religiosa, con lo stesso programma sociale di dirozzare le giovani menti dei ragazzi di borgata. Giuseppe morì alla bella età di novant'anni, il 25 agosto 1648, e fu canonizzato nel 1767.

Tratto da www.lalode.com

 

San Genesio di Roma

Il santo di oggi è protettore della gente di spettacolo, in particolare dei giostrai e dei maestri di ballo (settore, quest’ultimo oggi come oggi in fortissima espansione).
Ma soprattutto Genesio di Roma è venerato come patrono degli attori.
Infatti, ogni anno il miglior attore del teatro irlandese viene premiato con una sua statuetta.
Lo consigliamo a quei genitori la cui figlia ha subito la fascinazione dei riflettori e, forte del (cattivo) esempio offerto da quei pochi che fanno i miliardi solo perché avvenenti, si ribella ad un destino semplice, magari fatto di studio, famiglia, sacrifici e difficoltà a far quadrare i conti. La tentazione di trasformarsi in un oggetto riverito e scandalosamente strapagato è, infatti, ormai insostenibile.
Il Vangelo dice che gli scandali ci sono e ci saranno, ma pronuncia anche un’invettiva violentissima contro i loro creatori.
Credo che nella Valle di Giosafat ci sarà una sezione apposita.
E colgo l’occasione per dire che, se davvero l’Inferno è vuoto, allora mi dimetto da cristiano.
La storia di Genesio ricalca quella del mimo Porfirio.
Era anch’egli un mimo, e si esibiva davanti all’imperatore Diocleziano.
Si rappresentava lo sbeffeggiamento dei misteri cristiani e a Genesio toccava la parte del catecumeno. Recitata la formula del battesimo, però, fornì un’interpretazione così immedesimata da lasciare attonito il pubblico.
Anzi, poiché si era messo ad esortare tutti ad imitarlo, finì fustigato.
Ma Genesio si era davvero convertito e continuava a professarsi cristiano. A quel punto venne consegnato al prefetto Plauziano, il quale lo fece decapitare.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME


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