Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

26 aprile


Santi Anacleto e Marcellino
papi

S. Anacleto ebbe un singolare destino: sdoppiato in due persone distinte, Cleto e Anacleto, aveva due feste nel martirologio Romano, rispettivamente il 26 aprile e il 13 sbaglio, sfuggito anche al celebre e accurato Baronio, sembra essere stato determinato da un copista, il quale, vedendo abbreviato in qualche lista dei papi il nome di Anacleto in Cleto, ritenne di dover reinserire lo scomparso nome di Anacleto, senza tuttavia escludere l'abbreviazione. Sulla base degli studi del Duchesne, l'orientamento attuale è che Anacleto e Cleto siano una sola persona: perciò la Congregazione dei Riti nel 1960 abolì la festa del 13 luglio, lasciando solo quella del 26 aprile.
Ancor più severi sono stati gli estensori del nuovo calendario: "La memoria dei Ss. Cleto e Marcellino, introdotta nel Calendario romano nel sec. XIII, viene cancellata: si ignora il giorno della deposizione di S. Cleto, che non sembra sia stato martire; ugualmente si disputa della deposizione di S. Marcellino, che morì l'anno 304, quando infieriva con rigore la persecuzione di Diocleziano". Benché non martire, Anacleto, di origine ateniese, e che fu papa dal 79 al 90, si rese benemerito per aver edificato una memoria, cioè un sepolcro, a S. Pietro, presso il quale fu poi sepolto egli stesso.
Il caso di S. Marcellino è esattamente l'inverso, poiché si tentò di fare di lui e di S. Marcello una sola persona. Di S. Marcello parlammo già il 16 gennaio. Il Martirologio Romano ricorda S. Marcellino, oltre che il 26 aprile, anche il 25 ottobre, commemorando "il natale di S. Marcellino, Papa e Martire, il quale sotto Massimiano, insieme con Claudio, Cirino e Antonino, per la fede di Cristo fu decapitato...".
In realtà, sembra ormai certo che la qualifica del martirio venne riconosciuta a S. Marcellino per scopi apologetici: nel secolo V si era infatti diffusa una leggenda di origine donatista che calunniava la sua memoria, dicendo che egli aveva ceduto alla persecuzione, "consegnando" i libri sacri, ed era stato perciò un "traditore". Già S. Agostino aveva reagito contro la calunnia, ma poiché la diceria continuava, con un espediente ben lontano dalla nostra sensibilità moderna, ma allora abbastanza comprensibile, si ammise la "caduta" di S. Marcellino, il quale però si sarebbe "riscattato" subendo il martirio: effetti della pubblica opinione! Altro non conosciamo di certo né della sua morte né della sua vita, se non che fu papa tra il 296 e il 304/305 e fu sepolto nel cimitero di Priscilla, presso il martire Crescenzione.

Tratto da www.lalode.com

 

Santa Maddalena Alberici

Nacque nel 1409 ed era figlia di Nicola Alberici, podestà di Como.
Era ancora bambina quando manifestò l’inclinazione che doveva contrassegnarla per tutta la vita.
In città era scoppiata una grave carestia e, come sempre accade erano i più poveri a farne le spese maggiori. Maddalena, con la prepotenza tipica dei bambini, forzò la mano alla sua famiglia perché le condizioni di almeno qualcuno venissero alleviate.
Fu in quell’occasione che decise la sua strada.
All’età giusta, si fece religiosa nel monastero si Sant’Andrea, a Brunate, che allora era un impervio villaggio in cima ad un monte.
La Alberici, col tempo divenne badessa e fece quasi traboccare la comunità di vocazioni: tutte donne comasche travolte dal suo esempio.
Infatti, la badessa aveva posto mano ad un giro di vite nel senso di un’austerità allo spasimo.
Sì, il rigore e la serietà attirano più del permissivismo. Ancora oggi, per esempio, i collegi militari più ambiti sono quelli più duri: difficile entrarci, più difficile starci, ma poi l’averli frequentati diventa motivo di vanto.
Dopo essersi sottoposte (con l’appoggio di Bianca, duchessa di Milano) alla regola agostiniana, le monache cominciarono a vivere davvero, alla lettera, di elemosine, che questuavano badessa in testa.
Solo che, col maltempo, era quasi impossibile per delle donne risalire il monte di Brunate, e fu giocoforza stringere vieppiù la cinghia per creare una casa a Como.
Vissero così, di sola Provvidenza: un misterioso cesto di pane trovato alla porta, un ciliegio maturato di colpo. Maddalena Alberici morì nel 1465, dopo una lunga malattia.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME


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