Totus tuus - Il Santo del giorno

Il Santo del giorno

28 Marzo


San Gontrano
re

La conversione del popolo franco al cristianesimo avvenne in modo fin troppo rapido. Il re dei Franchi Salii, Clodoveo, che nel 501 aveva sposato una principessa burgunda cristiana, Clotilde, venerata come santa, dopo la vittoria di Tolbiac sugli Alemanni, aderì al «Dio di Clotilde », e nel 506 ricevette il battesimo dalle mani del vescovo di Reims, S. Remigio. Sull'esempio del capo, tutto il popolo franco chiese il battesimo, provocando con questa plebiscitaria adesione una viva impressione in tutto il mondo cristiano.
Gontrano, pronipote di S. Clotilde, che affiora dai secoli bui del medioevo con l'aureola della santità, non condusse, almeno in gioventù, una vita esemplare. Ripudiò la prima moglie, Veneranda, colpevole di avergli dato soltanto un erede, morto in tenera età. La seconda moglie, Merestrude, non ebbe migliore ventura: morì poco dopo insieme col figlioletto. Austrechilde, la terza moglie, gli diede due figli, che morirono entrambi giovanissimi. Da esperienze familiari così travagliate il re trasse la conclusione che pochi si attendevano da un temperamento rude come il suo: attribuì i lutti familiari ai peccati commessi e per non cadere di nuovo nella tentazione di mutare moglie onde avere un erede, adottò il piccolo Chieldeberto, orfano di un suo fratello. Gontrano infatti aveva tre fratelli, a ognuno dei quali era toccata in eredità un bella fetta di regno franco. Spartire in quattro parti un regno vuol dire condannarlo a ingloriosa fine, divorato dal potente vicino. Di ciò si erano resi conto anche i quattro nipoti del grande Clodoveo, che tra congiure, assassinii e incidenti vari finirono per eliminarsi a vicenda, a tutto beneficio dell'unico sopravvissuto, che è proprio il santo che oggi celebriamo.
Egli ebbe modo di dar prova della sua magnanimità, perdonando addirittura ai sicari che le cognate avevano prezzolato per sopprimerlo; e diede prova di lealtà verso la Chiesa, rispettandone l'autorità nella persona dei suoi vescovi; di generosità con le varie istituzioni ecclesiastiche, promuovendo l'insediamento di monasteri e l'erezione di nuove chiese. Promosse l'istruzione del popolo, instaurando un periodo di pace e di prosperità, grazie al quale i sudditi dimenticarono i suoi giovanili trascorsi, per il cui condono da parte della divina misericordia S. Gontrano orientò gli ultimi anni della sua vita a opere di spirituale edificazione, con digiuni e preghiere che gli valsero pure l'aureola della santità. Morì nel 593, quasi settantenne.

Tratto da www.lalode.com

 

San Sisto III

Questo papa era un prete romano. Suo padre si chiamava come lui, Sisto.
Gli altri due papi che lo avevano preceduto con questo nome sono venerati come santi.
Nel 432 fu eletto all’unanimità al posto di Celestino, morto quell’anno.
Il terzo Sisto si trovò ad ereditare due questioni spinose: l’eresia pelagiana, che contava ancora diversi seguaci stretti attorno a Giuliano di Eclano, e il problema della Chiesa orientale, dove perdurava la rottura tra s. Cirillo e i vescovi del patriarcato antiocheno.
Il papa scrisse a questi ultimi, confermando la condanna del nestorianesimo e invitandoli a riconoscere le decisioni del concilio di Efeso.
Con la mediazione dell’imperatore bizantino Teodoro II si venne all’accordo del 433, detto Atto di Unione, tra gli antiocheni e s. Cirillo.
È significativo il fatto che ambedue le parti in lite si siano rivolte del tutto naturalmente a Roma, come sola arbitra delle controversie religiose.
Non solo: alcuni antiocheni che avevano rifiutato di firmare l’accordo trovarono assolutamente normale lamentarsi col papa della - secondo loro – eccessiva arrendevolezza del loro leader, Giovanni di Antiochia.
È una delle tante prove della pacificità, da sempre, dell’attibuzione del primato al vescovo di Roma.
Con i pelagiani, invece, Sisto III non ebbe uguale successo. Guiuliano di Eclano rifiutò di rivedere le sue posizioni.
Ma ormai quell’eresia aveva i giorni contati. Questo papa fecce innalzare la basilica di S. Pietro in Vincoli e, per ricordare la divina maternità di Maria sanzionata ad Efeso, quella di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino. Il santo pontefice morì nel 440.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume
Un santo al giorno edito da PIEMME


Motore di ricerca

Chi è online

Il Tuo IP: 54.205.172.57



Verifica umana
Quanto fa otto meno due?
:

Condividi su:

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Google Condividi su del.icio.us Condividi su digg Condividi su Yahoo Condividi su Windows Live Condividi su oknotizie Inserisci sul tuo blog Splinder