di Ettore Gotti Tedeschi, 30 gennaio 2009 (L'Osservatore Romano)
Avvenire 20-2-2009
Cattolici, laici e società civile
di Angelo Scola
"L'Occidente deve decidersi a capire quale peso ha la fede nella vita pubblica dei suoi cittadini, non può rimuovere il problema".
Intervento del cardinale Camillo Ruini
Le religioni e il destino del mondo
di Khaled Fouad Allam
(Osservatore Romano 30-11-2008)
INTERVISTA. Dalle scoperte archeologiche alle profezie bibliche, fino alla Sindone: un’indagine storica sul Nazareno.
Parla Antonio Socci
Cristo alla prova dei fatti
DI
Lo «strano cristiano» Antonio Socci – giornalista, saggista, apologeta – dopo una serie di indagini su alcuni grandi misteri della Chiesa del ’900, torna indietro di 2000 anni, con Indagine su Gesù (Rizzoli, pp. 346, euro 18.50), che esce domani in libreria.
Socci: dopo Medjugorie, i martiri del XX secolo, Padre Pio, come mai proprio ora un ritorno al «fondamento»?
«Negli anni ’80 mi occupai molto dei frammenti 7Q5 e 7Q4 di Qumran sulla scia degli studi di padre José O’Callaghan e Carsten Peter Thiede. Iniziai così una serie di inchieste sulle scoperte relative al Nuovo Testamento, che confluì nel volume Vangeli e storicità (Rizzoli). Studio da venti anni l’epoca e la vita di Gesù. È la passione della mia vita».
ANDREA GALLI, per Avvenire del 25/11/2008IL PRIMO ANNIVERSARIO DELLASPE SALVI
Quella certezza di futuro che già cambia il presente
GIACOMO SAMEK LODOVICI
Rino Cammilleri, per Il Timone
SANTI, RELIQUIE E PADRIPII
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Nel commentare la riesumazione della salma di Padre Pio (notte tra il 2 e il 3 marzo 2008) e l’annuncio della sua esposizione dal 24 aprile p.v., Claudio Magris sul «Corriere della Sera» del 16 aprile u.s. non ha potuto frenare la sua indignazione. Prendendo punto dalla denuncia penale sporta dall’Associazione «Padre Pio-Uomo della Sofferenza» contro il vescovo di San Giovanni Rotondo per vilipendio di cadavere e profanazione di sepoltura (respinta dal magistrato con la motivazione che nessuno può far valere in giudizio in nome proprio un diritto altrui e che spetta alla Chiesa tutelare gli interessi dei suoi fedeli), Magris sposa senz’altro la posizione dei denuncianti, che invitavano a non esporre la salma del Santo «per vanità degli uomini». Anche perché pare che Padre Pio stesso (ma, secondo chi scrive, è tutto da verificare) abbia espresso, quand’era in questo mondo, il desiderio non essere né riesumato né traslato dalla cripta della vecchia chiesa di Santa Maria delle Grazie. Quest’ultima motivazione, fosse vera, dovrebbe da sola chiudere il discorso e dar ragione all’Associazione. Purtuttavia, anche in questo caso c’è un problema: i fedeli.
Sono già più di settecentomila quelli che si sono prenotati per visitare la salma quando verrà esposta.
Settecentomila.
Il dialogo tra le religioni non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi
Lettera d Papa Benedetto XVI al sen. Marcello Pera
Rino Cammilleri, per Il Timone
Peccato originale
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Confesso che, da quando faccio il kattolico, il Peccato Originale è stata ed è la mia ossessione. Che dico? Da prima, anzi da sempre, visto che a tenermi lontano dal kattolicesimo e dalla religione tout court era proprio questo dubbio. Sì, insomma: la tragedia umana mi era ben presente, né la mia personale storia mi portava a gioire granchè; per questo non riuscivo a credere a un Dio così buono da aver creato l’umanità per poi lasciarla marcire nel dolore senza rimedio. Pensavo alle guerre, alle catastrofi naturali e artificiali, alle malattie, alle pestilenze, alle ingiustizie, alle morti, alle efferatezze, alla schiavitù, ai martirii matrimoniali, alle sfortune, alle cattiverie, alle persecuzioni, alla fame… Beh, il resto delle disgrazie, individuali e collettive, mettecelo voi, perché l’elenco è lungo. Ed è lungo, anche, quanto l’intera storia umana, dal primo uomo fino all’ultimo, quello che che ancora deve venire. Bene, sommate il tutto, aggiungete le vostre personali difficoltà passate, presenti e future, e poi ditemi: questa somma enorme, gigantesca, immane, cosmica di sofferenza, perché?
Presentazione del libro:
PERCHE' CREDO
Intervengono gli autori
Vittorio Messori
Andrea Tornielli
Introduce
Gianpaolo Barra
SABATO 22 NOVEMBRE 2008
ore 15.30
salone parrocchia S. Giovanni Evangelista
Via Pavoni, 10 - Milano
MM3 - Maciachini
DOPO IL VOTO i primi passi
Pronta una serie di ordini esecutivi che il futuro inquilino della Casa Bianca potrà firmare il 20 gennaio, giorno del suo insediamento: cancellerà anche gli interventi del suo predecessore contro i test sulle staminali embrionali e sulla limitazione delle norme abortive
I vescovi a Obama: «Sfide straordinarie»
Monito sull’aborto, il presidente eletto vuole cambiare 200 leggi di Bush
Il cardinale George ha aperto l’assemblea plenaria: «Dovrà tener conto del bene comune, che non può incarnarsi in una società in cui coloro che attendono di nascere possono essere uccisi legalmente»
DA NEW YORK ELENA MOLINARI
Una legge bandisce dalle scuole l’insegnamento confessionale e impone corsi di etica di Stato
QUÉBEC - LAICISMO E FEDE/1
Viaggio in una terra che fino a 50 anni fa era considerata la più cattolica del Nord America
Una società malata di relativismo
Il nunzio Ventura: si va a costruire una religione laica, il cui dogma è che nessuno ha il monopolio della verità. Un parroco: si ricomincia da una testimonianza
DAL NOSTRO INVIATO A MONTREAL MARINA CORRADI
Chi passi distrattamente per rue Saint Laurent, a Petite Italie, nel quartiere italiano, nota un condominio di lusso dalla struttura imponente. Solo alzando gli occhi riconosce, dalle due torri geometriche accanto alla facciata anteriore, che cos’era originariamente quel palazzo. Saint Jean de la Croix, vecchia grande chiesa inutilizzata in una città dove la frequenza domenicale alla Messa è del 5%, è stata venduta: rimosse le campane, le navate trasformate in bilocali a migliaia di dollari il metro quadro. Non è la sola, Saint Jean, ad avere subito questa sorte, in una città che vantava 300 fra chiese e monasteri, in un Québec considerato fino a cinquant’anni fa il più cattolico paese del Nord America. Ora le chiese sono vuote, i giovani convivono senza sposarsi, e raramente battezzano i pochi figli che nascono (la natalità è sotto gli 1,6 figli per donna, meno che in Italia). Nemmeno per il funerale si torna in parrocchia : molti ormai, spiega don Pierangelo Paternieri, parroco di Notre Dame de Pompei, preferiscono le «Funeral house». E ci conduce a visitarne una. Da fuori, sembra un Mc Donald’s, o un supermercato. Dentro, un impiegato sorveglia sei camere mortuarie in velluto e moquette, complete di sala per banchetti e stanza giochi per i bambini. E’ tutto molto bene organizzato, per una tariffa da 20 mila dollari a defunto ('facciamo 50 decessi al mese', spiega con piglio manageriale l’addetto). Però, qui al massimo il morto può avere una veloce benedizione, ammesso che sia cristiano. Non un funerale con la messa - si usa sempre meno.
Rino Cammilleri, per Il Timone
KENYA
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Il 30 dicembre 2007 la riconferma di Emilio Mwai Kibaki alla presidenza del Kenya è stata contestata dal capo dell’opposizione, Raila Amolo Odinga, che ha accusato il vincitore di brogli.
Subito si sono avuti scontri nel Paese, con un migliaio di morti e duecentocinquantamila sfollati.
L’economia ha avuto un blocco e il turismo, una delle voci principali, è crollato. La perdita è stata valutata in un miliardo di euro al giorno.
Naturalmente la vicenda ha immediatamente assunto contorni tribali e tra le etnie kikuyu e loa è finita, al solito, a colpi di machete, stupri di massa (anche di bambini), esodi.
E’ il solito refrain dell’Africa, dove la democrazia funziona (si fa per dire) così. Ogni etnia crea il suo partito e il risultato è una democrazia tribale.
Rino Cammilleri, per Il Timone
Per non farmi venire un fegato così non guardo mai i talkshow televisivi. Per forza di cose devono dare voce alle opposte opinioni, così che finisce per prevalere solo chi ha la lingua più lunga e/o tagliente. Tuttavia, a volte qualche elettore mi gira via e-mail qualcosa che vi accade o è stato detto.
E’ il caso di quel che vado a trascrivere e che è di penna di Marco Travaglio, il quale nella trasmissione «Annozero» tiene una rubrica che si chiama «Posta prioritaria». Ebbene, nella puntata del 10 maggio 2007, poco prima del famoso Family Day, una di tali «poste» è stata indirizzata al cardinale Camillo Ruini in questi termini: «Mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo successore cardinale Bagnasco, perché lei è un po' l'Andreotti del Vaticano: ha accompagnato la vita politica e religiosa del nostro Paese per molti decenni. Come lei ben sa, non c'è paese d'Europa che abbia avuto tanti capi del governo cattolici come l'Italia. Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano come premier un cattolico e solo 9 un laico».
Perché cito questa «posta»?
Il comune di Oxford abolisce i riferimenti al Natale. Mons. Ravasi: è il nuovo ateismo stinto nel grigiore inconsistente dell'indifferenza
Rino Cammilleri, per Il Timone
Furore giacobino
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Luca Volontè, quarantunenne, è capogruppo dell’Udc alla Camera. Spesso intervistato in televisione, ha scritto diversi libri, tra cui il pungente La congiura di Torquemada (Rubbettino) sulla vicenda che portò a suo tempo alla vera e propria cacciata di Buttiglione dagli alti consessi europei in quanto cattolico. Volontè cura una rubrica settimanale sul quotidiano «Libero» ma praticamente scrive ed ha scritto su quasi tutti i periodici italiani, almeno quelli non pregiudizialmente ostili. Ora per i tipi della Aliberti va in libreria la sua ultima fatica, Furore giacobino (pp. 350, €. 18,50), che parte da una constatazione: «L’attuale post-totalitarismo è più pervasivo, apparentemente molto più dolce ma pagano e violento della peggiore barbarie dei secoli passati». L’opera ripercorre passo passo gli ultimi due anni e mezzo italiani, partendo dalla sostanziale vittoria dei cattolici nel referendum sulla procreazione assistita.
Rino Cammilleri, per Il Timone
CULTURA
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Scusate se ancora una volta insisto sull’importanza della cultura ma ho sotto gli occhi l’agenzia «Corrispondenza romana» dell’11 febbraio 2006 e quanto vi è riportato mi ha fatto venire il sangue agli occhi. Riassumo: intervistato dal settimanale «L'Espresso» (il 26 gennaio u.s.) per celebrare i trent’anni anni di attività del quotidiano «La Repubblica» (fondato il 14 gennaio 1976 da Eugenio Scalfari), il suo attuale direttore, Ezio Mauro, ha sottolineato l'importanza della battaglia culturale per il successo della guerra politica. Egli ha affermato -con orgoglio- che il suo quotidiano «è stato un agente della modernizzazione» del Paese e che il suo successo (ricordo che «Repubblica» è il secondo quotidiano nazionale per copie vendute dopo il «Corriere della Sera», che non di rado raggiunge e talvolta supera) è dovuto al fatto di essere manifestazione e strumento «di un mondo più culturale che politico».
DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE PROMOSSO
DALLA PONTIFICIA UNIVERSITÀ LATERANENSE,
NEL X ANNIVERSARIO DELL'ENCICLICA "FIDES ET RATIO"
Sala Clementina
Giovedì, 16 ottobre 2008
Matrimonio, rito sacro addio
Scatta l'ora degli scostumati
Di Stefano Lorenzetto 
Il presidente della Conferenza episcopale italiana s’è accorto che in chiesa, quella con la «c» minuscola, si sta esagerando, forse perché nella Chiesa con la «c» maiuscola qualcosa non va. Deo gratias. Il richiamo è risuonato forte e chiaro domenica scorsa. Il cardinale Angelo Bagnasco ha invitato a celebrare i matrimoni «all’insegna della massima sobrietà, senza nulla concedere a originalità e personalismi». I giornali hanno creduto che l’omelia fosse una reprimenda per le coppie alla Briatore-Gregoraci e per quei ministri del culto disponibili al ruolo di comparse sul set di un sacramento ormai trasformato in evento mondano. Si vede che i giornalisti frequentano poco le chiese. No, l’arcivescovo di Genova parlava a tutti i promessi sposi.
Rino Cammilleri, per Il Timone
LA VOCAZIONE DELL’APOLOGETA
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Lo sapevate che è insegnando che si impara? Proprio così, e non me ne sarei accorto se non avessi fatto l’insegnante per tanti anni. Nello sforzo di far capire certi concetti, nella fatica di trovare esempi adatti, nella concentrazione necessaria a esemplificare, dipanare, adattare, non so cosa succeda nel cervello, forse scariche di adrenalina, ma di colpo una porta si apre, una prospettiva si allarga, un’intuizione balena. E non di rado ti accorgi che, magari, quelli che hai di fronte non hanno capito granchè, mentre tu d’un tratto hai capito tutto di tutt’altro. Bisognerebbe avere un taccuino sempre a portata di mano per appuntare velocemente prima che la memoria si perda nei mille impicci di ogni giorno, o tenere un miniregistratore in tasca, a rischio di farti prendere per toccato da chi ti vede parlare da solo. Ma non sai mai se, quando avrai tempo e agio per riprendere il filo, la magia di quel flash sarà svanita e sarai capace di decifrare le abbreviazioni di due giorni addietro. Una di queste folgorazioni, tuttavia, sono riuscito a fotografarla, ed ora campeggia a un metro dai miei occhi, inchiodata sulla parete che incombe sul mio tavolo di lavoro. Per non dimenticare. Eccola: «Non sei tu a fare un favore a Dio, ma è Dio a fare un favore a te».

di Antonio Socci
Da “Libero” 7 settembre 2008
Con una modesta proposta per la scuola, il nostro Paese potrebbe tornare ad avere un futuro. Quale proposta? Scoprire Gesù Cristo. Sarebbe la Rivoluzione. Che significa…
DON LUIGI NEGRI
Presentazione a: “Scritti politici di Joseph de Maistre”
Cos'è la laicità per il cristianesimo?
Scoppola e Benedetto XVI a confronto
di Stefano Fontanal'Occidentale 3 Agosto 2008
Weigel spalanca le porte della Chiesa ai non credenti
di Flavio Felice
27--7-2008
di Ernesto Galli della Loggia
Osservatore Romano 28-6-2008
LA CHIESA E LE RESPONSABILITÀ PER IL FUTURO
CAMILLO RUINI
Avvenire 13-7-2008








