Referendum, i vertici di molte associazioni cattoliche scollati dalla base pro No. Parla Gandolfini

 

Il popolo c’è e si è fatto sentire forte e chiaro. Ora bisogna lavorare ad una grande coalizione che si impegni direttamente sui temi della vita e in difesa della famiglia. Ma non nascerà un nuovo partito. “E io non mi candiderò alle elezioni”. Parla il neurochirurgo Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day e coordinatore del comitato Difendiamo i nostri figli, che dice: “C’è un distacco nell’associazionismo cattolico tra i gruppi dirigenti e il loro popolo. Così nei grandi movimenti, Acli, Cl, Azione cattolica. E’ accaduto come al Family Day: la base era in piazza, i leader no”. Ecco la conversazione con Formiche.net.

Professor Gandolfini, quanta parte ha avuto il popolo del Family Day nella vittoria del No?

Crediamo di avere contribuito con quattro, cinque milioni di voti. E’ una valutazione che facciamo in base a quanto ci dicono dal centinaio di circoli del comitato Difendiamo i nostri figli, del migliaio di incontri e conferenze che abbiamo organizzato in tutto il territorio nazionale, anche in collaborazione con il Movimento cristiano lavoratori.

L’esito del voto ha mostrato la distanza tra grandi media e sentimento del Paese.

È la dimostrazione che mentre si dà spazio ai leader dei partiti e ai grandi politologi, non si tiene conto che c’è un voto popolare, educato e informato, che ha preso atto di come questa riforma avrebbe comportato una deriva autoritaria, un accentramento dei poteri nelle mani dell’esecutivo. Così si è espresso di conseguenza. Adesso qualcuno comincia a riconoscere che ci sono movimenti popolari che hanno determinato l’esito del voto, anche se non si fanno i nomi.

Nel frastagliato fronte del No vi siete trovati insieme a forze ben lontane dalle vostre posizioni. Vede una patria politica per il popolo del Family Day? Nascerà un partito?

Non c’è un partito che incarni tutti i nostri valori. E non possiamo farne uno nostro, esclusivo sui valori etici, perché non funzionerebbe. Una forza politica deve portare avanti tanti altri temi di cui non ci occupiamo direttamente. Quello che come movimento dobbiamo fare in questa fase è un’azione di pressing sulle forze politiche a noi più vicine, creare una coalizione che si impegni sulla difesa della vita e della famiglia. Ora non c’è, ma questo No è stato storico, ha creato un terremoto di cui le forze politiche dovranno tenere conto.

Ieri la senatrice Cirinnà si domandava via twitter se non stia già trattando una candidatura per il Parlamento. Davvero, anche dopo l’esito del voto, non è tentato da un impegno diretto?

Di candidarmi me lo stanno chiedendo in tanti e da più parti, ma no, non sarò io; Cirinnà può dormire sonni tranquilli: non è un mio obiettivo. Lo farei solo se me lo chiedesse il Papa (sorride, ndr). Il compito della rappresentanza diretta spetta ad altri.

Come vanno i rapporti con Mario Adinolfi?

 Non so per lui, ma per me Mario resta un amico. Tuttavia la sua scelta di creare una lista è stata lacerante e controproducente sul piano politico. Noi cerchiamo di muoverci diversamente, come movimento culturale.

Anche il mondo cattolico ha avuto posizioni poliedriche sul referendum. E all’interno degli stessi movimenti.

C’è un distacco nell’associazionismo cattolico tra i gruppi dirigenti e il loro popolo. Così nei grandi movimenti, Acli, Cl, Azione cattolica. E’ accaduto come al Family Day: la base era in piazza, i leader no.

Perché accade questo?

Credo che ci siano gruppi dirigenti che si fanno condizionare da alcune aree della Cei. Ma il popolo poi fa quanto ritiene giusto e buono. Noi in un certo senso godiamo di un privilegio perché non dobbiamo rendere contro a nessuno; ci interessa solo servire.

Sembra prevalere nei movimenti laicali cattolici una sorta di preferenza per l’opzione religiosa. Più testimonianza e meno militanza.

La testimonianza è il primo punto della comunicazione dell’esperienza cristiana. Ma serve anche l’altro polmone, non si può confidare solo nella provvidenza, siamo chiamati a fare la nostra parte. E’ il ruolo profetico che ci ha assegnato il Concilio Vaticano II. Spetta ai laici entrare nelle cose del mondo.

L’episcopato ufficialmente non si è espresso.

In generale ha dominato la prudenza, forse eccessiva rispetto a quanto accaduto in passato. Anche se poi alcuni vescovi hanno fatto di più. Ma trovo significativo che il presidente Cei, Angelo Bagnasco, a fine settembre abbia invitato i cattolici ad andare alle urne bene informati. Ci ho letto una preoccupazione, un invito a guardarsi dai pericoli della riforma.

Riuscirà a perdonare Matteo Renzi per le unioni civili?

Il nostro non è stato un voto di ripicca. Abbiamo detto No perché con quella riforma qualsiasi forza al governo sarebbe stata pericolosamente autoritaria. Ed è stato la logica conseguenza davanti ad un governo che ha portato avanti a colpi di fiducia leggi contro la vita e la famiglia che riscrivono l’antropologia. Avremmo fatto lo stesso con altri, e faremo lo stesso in futuro con chi sceglie di non servire i nostri principi. Detto questo, che Renzi provenga da un’esperienza nell’associazionismo cattolico è un valore aggiunto, ma al di là della memoria, di quello che è stato, dobbiamo stare al presente, a quanto accaduto. Non si è neppure confrontato con noi, nonostante lo avesse promesso.

Dialogo impossibile?

Siamo due cristiani. Possiamo e dobbiamo parlare, ma noi non arretriamo di un passo. Lui è disponibile a rivedere le sue posizioni sulle istanze che provengono dal suo partito su adozioni per tutti, l’educazione gender nelle scuole, la legalizzazione della cannabis, l’eutanasia e tutto il resto?

Gandolfini, di fronte all’enormità dei problemi economici perché insistere così tanto su questi valori?

Forse sembriamo dei don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento. Io però dico: meno male che ci siamo, che abbiamo assunto questo compito, che abbiamo preso in mano la bandiera di questi temi. Ad impegnarsi di problemi economici sono già in tanti, mentre si assottiglia l’attenzione ai valori della vita. E noi di questo siamo chiamati ad occuparci.

 

di Andrea Mainardi per http://formiche.net/2016/12/07/gandolfini-referendum-i-vertici-di-molte-associazioni-cattoliche-scollati-dalla-base-pro-no/

Argomento: Chiesa

Unioni civili, “dopo il momento della preghiera, quello della piazza”, dice il vescovo di Trieste

Parla monsignor Crepaldi, ex segretario del Pontificio consiglio Giustizia e pace: “Se il ddl Cirinnà fosse approvato così com’è, le conseguenze sarebbero enormi. Ma anche senza stepchild adoption, la norma resta inaccettabile”. Chi va al Circo Massimo il 30 gennaio “esercita il proprio dovere di cittadino responsabile”

di Matteo Matzuzzi | 20 Gennaio 2016 ore 14:18

Siria, bombe sui cristiani: "Sono attacchi mirati, ma noi siamo uniti"

Attentati in Siria, il lutto e la resistenza. Parla il capo dell'eparchia armeno-cattolica di Qamishli: “Siamo in lutto totale”

di Matteo Matzuzzi | 04 Gennaio 2016 ore 20:18

Ecco chi occuperà il vostro vuoto. «I musulmani sono convinti che vi conquisteranno con fede e fecondità»

Novembre 16, 2015 Rodolfo Casadei

Parla il patriarca maronita Bechara Rai: «Per i musulmani il matrimonio è un’istituzione divina, e Dio è per la procreazione»

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Viva la vita crudele e sessista. Intervista a Fabrice Hadjadj

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A lavori del Sinodo sulla famiglia conclusi, abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con Fabrice Hadjadj, il filosofo francese autore di Ma che cos’è una famiglia? (edizioni Ares). Ecco la sintesi del colloquio.

Argomento: Vita

CorSera 4-11-2015

«Cambiano i pontefici ma il sistema di potere resta»
Gotti Tedeschi: «Perché le rivelazioni riguardano i soldi? Così resiste il vecchio apparato»

Argomento: Chiesa

Per la prima volta in Italia meno di 100mila aborti in un anno


Un dato significativo di un’inversione di tendenza culturale in atto in Europa. Così la presidente dell’Associazione Scienza e Vita Paola Ricci Sindoni commenta la relazione sull’interruzione volontaria di gravidanza in Italia trasmessa ieri al Parlamento. Secondo la ricerca nel 2014, per la prima volta, il numero di aborti è stato inferiore a 100.000. Costante il numero dei medici obiettori di coscienza, ma in nove casi su dieci gli aborti vengono effettuati nella propria regione di residenza. Al microfono di Paolo Ondarza ascoltiamo la stessa Ricci Sindoni:
 

Argomento: Vita

Rosario, ultimo missionario dell’India: «Ho confessato Madre Teresa per 50 anni»

L’uomo fu padre spirituale della santa in India: «Anche lei tremava all’idea di morire» Andavo a trovarla nella sua celletta: una branda, un tavolo, una panca, crocefissi dappertutto. Cercava il volto di Gesù negli altri, e lo scopriva nei deboli»

Aldo Cazzullo 

l'intervista

Ruini: «Se vanno avanti sulle unioni civili le proteste non mancheranno»
Parla il cardinale: «Le differenze con Francesco? Io vicino a Giovanni Paolo II e Benedetto. Per le parole di monsignor Charasma provo più pena che sorpresa»

di Aldo Cazzullo

Argomento: Chiesa

Verso il Sinodo

Scola: Fede e matrimonio rapporto da ripensare

Luciano Moia - 21 settembre 2015

In qualche modo la Chiesa di Milano una prima risposta “sinodale” l’ha già data. La creazione dell’Ufficio diocesano per l’accoglienza dei coniugi in crisi, entrato in funzione da pochi giorni, risponde infatti all’appello del Papa a proposito della necessità di aprirsi, con spirito di rinnovata fraternità, alle urgenze delle coppie a “rischio esplosione”. «Un impegno gravoso, ma Francesco ha invitato i vescovi a farsi carico delle famiglie ferite. E noi andiamo avanti», osserva il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano.

il Giornale

Il vescovo di Aleppo: "Fateci restare in Siria, la Turchia aiuta l'Isis"

"Voi cristiani d'Europa dovreste battervi per impedirci di lasciare il nostro Paese. Invece ci lasciate soli"

Gian Micalessin - Gio, 17/09/2015

Il Foglio

La crisi della chiesa italiana? "Ragiona secondo il mondo". Parla monsignor Negri

di Matteo Matzuzzi | 10 Settembre 2015 ore 06:15

Roma. “Mi rendo conto che quello che sto per dire non è in linea con l’ottimismo imperante, ma la società italiana è contraria alla chiesa”. Mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, è preoccupato. Guarda fuori l’arcivescovado, riflette e “senza scadere nei purtroppo consueti toni da bar”, fa la diagnosi dello stato di salute della chiesa nella nostra società. “Noto una certa coesione, dentro il mondo ecclesiastico e dei movimenti, sul fatto che non bisogna mettere in crisi l’unità della società. Ma questi non comprendono che l’unità di questa società è l’unità contro la chiesa, e non mettersi contro un’unità che è contro la chiesa, vuol dire di fatto favorire l’attacco alla chiesa”. E questa, dice “è la prima esperienza intellettuale e morale che si prova quando si accosta il variegato mondo della cristianità italiana”. La situazione, spiega, “è paradossale”: “L’attacco è frontale, e investe le radici stesse non tanto – o soltanto – della fede, ma della società”. Gli esempi sono quelli di cui tanto si discute: “Penso alla questione del gender, della sacralità della vita. Di fronte a questi attacchi è come se il mondo cattolico non dico che guardi da un’altra parte ma peggio: rischia di non accorgersi affatto della pervasività di questo attacco, non vedendo cose che normalmente si vedono a occhio nudo”. C’è anche la responsabilità della chiesa o, almeno, di qualche suo settore, facciamo notare.

Argomento: Chiesa
Avvenire - 8 settembre 2015

Nullità matrimoniali - l'esperto
Paolo Moneta: «Vescovi nei processi? Più pastori che giudici»

Luciano Moia

Rendere più snello il processo di nullità, sottolineare con più forza il ruolo decisionale del vescovo diocesano per un obiettivo specificamente pastorale, eliminare inutili lungaggini che finivano per ripercuotersi sui fedeli. Ecco i tre obiettivi che hanno indotto il Papa ad abbreviare i tempi, pubblicando a circa tre settimane dall’inizio del Sinodo la riforma del processo canonico. Lo osserva da Gaeta, dove è in corso il convegno annuale dell’Associazione canonistica italiana, il professor Paolo Moneta, che da molti anni ne è il presidente, docente all’Università di Pisa. Di processo di nullità, in questi mesi, si è occupato molto, perché ha fatto parte della commissione incaricata dal Papa per predisporre lo schema della riforma.

CorSera 23-8-2015

l’intervista al presidente della cei

Unioni civili, Bagnasco: «Scorretto dare gli stessi diritti delle famiglie»
Il capo dei vescovi: «Famiglia è “papà, mamma, bambini”». Sull’emergenza migranti:

«I poveri del mondo non vogliono più vivere in condizioni disumane»

di Paolo Conti

Argomento: Attualità

Radio Vaticana - 21-6-2015

In centinaia di migliaia a Roma per dire no al gender

Ieri pomeriggio a Roma la manifestazione “Difendiamo i nostri figli. Stop al gender nelle scuole”. Un evento partito dal basso, voce di un popolo che dice basta alla colonizzazione ideologica e all’equiparazione tra matrimonio e unioni civili. Un milione i partecipanti secondo gli organizzatori; 400mila secondo la Questura. C’era per noi Paolo Ondarza:

Famiglia. Caffarra: «Bisogna che il popolo combatta per la legge come per le mura della città»

Giugno 19, 2015    Luigi Amicone «La manifestazione delle famiglie? È un’iniziativa da sostenere, non si può tacere».
Intervista al cardinale di Bologna

il Foglio

Salvare la Chiesa dal pensiero unico

Dalle manifestazioni pro famiglia al dossier Medjugorje. Parla il cardinale Camillo Ruini

di Matteo Matzuzzi | 12 Giugno 2015

Argomento: Chiesa

Radio Vaticana 02/06/2015 

Famiglie in piazza a Roma il prossimo 20 giugno

Di fronte alla “colonizzazione ideologica” della teoria del gender e al ddl Cirinnà sulle unioni civili che tenta di snaturare l’istituto del matrimonio, le famiglie italiane non stanno a guardare: è convocata per sabato 20 giugno ale 15 in Piazza San Giovanni a Roma una manifestazione nazionale aconfessionale per ribadire il diritto di ogni bambino a nascere da un papà e da una mamma e per sottolineare la centralità del matrimonio per la vita della società. Ma perché questa nuova mobilitazione ora? Paolo Ondarza lo ha chiesto a Filippo Savarese, portavoce della Manif pour Tous Italia:

Caffarra: hanno de-costruito il matrimonio. Pezzo a pezzo

Un processo pluridecennale e quasi secolare, fatto di leggi e di pubblicità, di gossip e di costume: si comincia col «far credere che il matrimonio non ha nulla a che fare con il corpo delle persone che si sposano, cioè con la persona che si esprime femminilmente e la persona che si esprime mascolinamente. Questa strada ha avuto inizio quando si è separato il corpo dalla persona», e si è giunti a conclusione che «la sessualità non ha un posto nella persona»

di Paola Belletti – La Croce, venerdì 29 maggio 2015

«Prego per l'Is, Dio cambi i loro cuori»

Arturo Celletti
Avvenire - 21 maggio 2015

Non c’è emozione negli occhi di monsignor Petros Mouche. Il suo racconto è asciutto. Senza aggettivi. Senza pause. È la cronaca di un martirio. È la fotografia di un genocidio. «A Mosul nel 2003 i cristiani erano 50mila, nel 2014 tremila, oggi non ce n’è più nemmeno uno». Una pausa leggera. Poi Mouche, dal 2011 Arcivescovo siro-cattolico di Mosul, ripete quell’ultimo dato e lo arricchisce di un’annotazione che fa pensare: «Ufficialmente non ce n’è più nemmeno uno e il mondo non ha ancora capito».

Argomento: Chiesa

Credere - N. 16 2015

La storia di copertina | Mario Tremore
Mario Trematore il pompiere che ha salvato la sindone
Durante l’incendio del 1997 riuscì a portare fuori dal duomo di Torino la teca con il Sacro lino. «Ho capito che il messaggio della Passione è il servizio e che Gesù è la via».

Argomento: Devozione

Nosiglia: pellegrini alla Sindone
Marco Bonatti
Avvenire 18 aprile 2015

Alla vigilia dell’apertura dell’ostensione della Sindone – da domani nel Duomo di Torino –, l’arcivescovo Cesare Nosiglia parla ad Avvenire delle attese e delle speranza che questo grande evento porta con sé. E lancia l’invito non tanto a guardare la Sindone, bensì a «lasciarsi guardare» da essa. E poi la visita di papa Francesco, «un dono» per l’arcidiocesi, che in questo evento dell’ostensione vede un’apertura a tutti credenti e non credenti. I pellegrini potranno vedere la Sindone fino al 24 giugno prossimo.

Argomento: Devozione

SARAH: GRAVE ERRORE NON INTERVENIRE SU SACERDOTI E VESCOVI CHE DIFFONDONO ERRORI DOTTRINALI

di Marco Tosatti

Il prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinale Robert Sarah, ha concesso una lunga intervista alla rivista bimestrale francese “L’Homme Nouveau”, in cui tocca numerosi temi: la fede, la liturgia, e l’Africa cattolica, con le sue forze e le sue debolezze. Il Porporato della Guinea ha sottolineato che la Chiesa deve avere un ruolo materno e paterno, di educatrice, ricordando l’enciclica «Mater et Magistra»

Argomento: Chiesa

Avvenire 22-12-14

DAL 1964 I MATRIMONI SONO CALATI DEL 75%: SOLO COLPA DELLA LEGGE SUL DIVORZIO?
Per tornare al principio dell'indissolubilità del matrimonio occorre ripartire da mortificazione e purezza, verginità e onore

di Andrea Galli
 

Asia Bibi, gli sposi arsi nel forno e la storia del bicchiere d’acqua. «La legge sulla blasfemia serve a perseguitarci»

Tempi.it - dicembre 5, 2014 Leone Grotti

Intervista a Sardar Mushtaq Gill, avvocato della donna in carcere da quasi 2000 giorni e condannata a morte. «Hanno crivellato la mia casa di colpi di arma da fuoco»

Sardar Mushtaq Gill (al centro nella foto), cristiano pakistano di 33 anni, sposato con tre figli, è uno degli otto legali di Asia Bibi ma più che l’avvocato voleva fare il tecnico. Ha cominciato a cambiare idea quando in prima media, all’età di 11 anni, si è trovato in classe con 70 musulmani e due cristiani. Un giorno d’estate, quando il caldo supera i 40 gradi, uno dei suoi compagni cristiani si è alzato per bere un bicchiere d’acqua dal refrigeratore presente in classe. Alla fine della giornata il preside ha preso i tre cristiani da parte: “Quell’acqua non è per voi. Se la bevete i vostri compagni musulmani si offendono”, ha detto loro.

Argomento: Islam

L’intervista

«Ai divorziati niente comunione Credo che il Papa deciderà così»
Il cardinale Angelo Scola: necessaria la fedeltà alla dottrina. Salvini? La paura è una cattiva consigliera
Aldo Cazzullo 

Argomento: Chiesa

Tempi.it - settembre 22, 2014 Leone Grotti

«Solo i cristiani possono dialogare con l’islam. Ma anche la Chiesa sembra aver dimenticato la lezione di Ratisbona»
Intervista al professore e intellettuale cattolico George Weigel: «Benedetto XVI aveva ragione. La violenza dei jihadisti ci fa rileggere Ratisbona senza i paraocchi del politicamente corretto»

Argomento: Islam

Albania, il sangue dei martiri è monito per il futuro
MONS. MASSAFRA
Intervista a Massafra, arcivescovo di Scutari-Pult. Ripercorre la storia di un Paese che dopo l’ateismo di Stato riparte dai suoi martiri cristiani e dalla convivenza religiosa

LUCIANO ZANARDINI
ROMA

Argomento: Socialismo

L’intervista

«Attenti a quei poteri occulti che puntano a una società più debole»
il cardinale Bagnasco: «Esistono interessi economici e politici con una volontà precisa»
ALDO CAZZULLO

Argomento: Attualità

«Così stanno insegnando l’ideologia del gender ai miei figli. In una scuola cattolica»
aprile 7, 2014 Benedetta Frigerio

Un italiano residente con la famiglia in Olanda ci racconta i programmi adottati dall’istituto. «Non possiamo più delegare l’educazione dei nostri figli a nessuno»

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