Sesta Domenica di Pasqua — Ciclo C

Letture
I Lettura: At 15,1-2.22-29
Salmo: Sal 66 (67)
II Lettura: Ap 21,10-14.22-23
Vangelo: Gv 14, 23-29

Nesso delle letture
La liturgia di questa domenica presenta la problematica che la Chiesa affrontava al tempo degli apostoli: da un lato, alcuni si aggrappavano alle tradizioni ebraiche e chiedevano la circoncisione e il rispetto di altri precetti per i neo-convertiti al cristianesimo; dall´altra, vediamo Paolo, pieno di zelo per Cristo e per la predicazione del vangelo, che invita tutti ad aderire unicamente a Cristo risorto. Per risolvere il conflitto intervengono le "colonne" della Chiesa, ma soprattutto, interviene l´azione dello Spirito Santo che illumina il cuore degli uomini ed indica loro la via che devono seguire (prima lettura). Gesù, nel dialogo coi suoi apostoli nell´ultima cena, aveva annunciato loro che lo Spirito Santo sarebbe venuto per insegnar loro e per ricordare tutto quello che Cristo stesso aveva detto (Vangelo). Lo Spirito Santo ricorda loro, in modo speciale, l´amore di Cristo. Ricorda loro che devono rimanere nell´amore, nell´unità, nella comunione, devono mantenere la parola del Signore, essere dimora della Trinità stessa.

Argomento: Tracce per omelie

Quinta Domenica di Pasqua

Letture
I Lettura: At 14,21-27
Salmo: Sal 144 (145)
II Lettura: Ap 21,1-5
Vangelo: Gv 13,31-33.34-35

Nesso delle letture
"Io, Giovanni, vidi un nuovo cielo e una nuova terra". La seconda lettura, presa dell´Apocalisse ci introduce in un mondo nuovo, il mondo che avrà il suo compimento alla fine dei tempi, ma che ha avuto inizio in questo dal momento in cui Gesù Cristo si è offerto in sacrificio e ha proclamato solennemente: "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri". Il mondo non conosceva in pienezza l´amore, non conosceva quella forza sovraumana che spinse gli apostoli, Paolo e Barnaba, a logorarsi e consumarsi per donare agli uomini il tesoro della fede, come ci mostrano gli Atti degli Apostoli. È Dio fatto uomo che ci ha manifestato nell´amore il senso ultimo dell´esistenza umana, Dio che è "paziente e misericordioso lento all´ira e ricco di grazia", "buono verso tutti, e la cui tenerezza si espande su tutte le creature". L´amore apre un´altra tappa nella storia dell´uomo: "io faccio nuove tutte le cose".

Argomento: Tracce per omelie
Quarta Domenica di Pasqua — Ciclo C
25 aprile 2010
Letture:
I Lettura: At 13,14.43-52
Salmo: Sal 99 (100)
II Lettura: Ap 7,9.14-17

Vangelo: Gv 10,27-30
Nesso delle letture
Questa domenica, nota come la domenica del "Buon Pastore", ricorre la giornata di preghiera per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Dalla liturgia di oggi emerge la figura del "Buon Pastore" che bada alle sue pecorelle. Già nelle catacombe e nei mosaici delle antiche basiliche troviamo l´immagine del "Buon Pastore", giovane e forte che porta una pecorella sulle sue spalle. Pastore e agnello sono immagini terrene usate dalla Chiesa primitiva per rappresentare il Cristo pasquale. Il vangelo del ciclo liturgico C proclama l´ultima parte della parabola, e mette in rilievo la relazione che esiste tra le pecorelle e il pastore, Gesù, che presenta se stesso come il vero pastore.
´Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eternaª (Vangelo). Queste parole del vangelo trovano il loro compimento definitivo nella visione celestiale che san Giovanni ci descrive nell´Apocalisse: ´ l´Agnello [Cristo Risorto] che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita [vita eterna]ª. Quelle pecorelle guidate sono la ´moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all´Agnello, avvolti in vesti candide [la nuova umanità], e portavano palme nelle mani [l´umanità vittoriosa]ª; questi ´sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazioneª (la persecuzione, per esser stati fedeli alla voce del loro Pastore), (prima lettura). Sono, come ci dice san Luca negli Atti degli Apostoli, "quelli che glorificavano la Parola di Dio", quelli che "abbracciarono la fede", "che erano destinati alla vita eterna". In loro si realizzò il Mistero Pasquale: la Morte di Cristo, nella persecuzione (gli insulti, l´espulsione), e la Resurrezione di Cristo, nel frutto della Missione Apostolica (´La parola di Dio si diffondeva per tutta la regioneª e ´i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santoª).
Argomento: Tracce per omelie
Omelia della III Domenica di Pasqua
Letture
I Lettura: At 5, 27-32.40-41
Salmo: Sal 29 (30)
II Lettura: Ap 5, 11-14
Vangelo: Gv 21, 1-19
Nesso delle letture
La figura centrale delle letture di questa domenica è Cristo risorto, che appare agli apostoli sulla riva del lago. Simon Pietro prende l´iniziativa e va a pescare e gli altri apostoli lo seguono. Proprio loro, che pure erano esperti nell´arte della pesca, trascorrono l´intera notte senza prendere niente. All´alba, odono la voce di uno sconosciuto che li chiama dalla spiaggia, invitandoli a gettare la rete sul lato destro: ´Quando già era l´alba Gesù si presentò sulla rivaª (Gv 21,4). L´evangelista precisa che quella notte ´non presero nullaª (Gv 21,3), e aggiunge che non avevano nulla da mangiare. All´invito di Gesù: ´Gettate la rete dalla parte destra della barca e trovereteª (Gv 21,6), obbedirono senza esitazione. Pronta fu la loro risposta e grande la loro ricompensa, perché ´gettarono [la rete] e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesciª (Gv 21,6), la stessa rete che era rimasta vuota nella notte. Fu lo sguardo acuto di Giovanni a scoprire che si trattava del Signore (Vangelo). Nella prima lettura contempliamo gli Apostoli che danno testimonianza della resurrezione del Signore con coraggio e si ritengono degni di soffrire per il nome di Gesù (prima lettura). Il libro dell´Apocalisse manifesta la lode e l´onore che si deve all´Agnello sacrificato (seconda lettura). Egli ha conseguito il trionfo per mezzo della sua umiliazione.

Argomento: Tracce per omelie

Letture
I Lettura: At 5, 12-16
Salmo: Sal 117 (118)
II Lettura: Ap 1,9-11.12-13.17-19
Vangelo: Gv 20, 19-31

Nesso delle letture

In questa seconda domenica di Pasqua si celebra il giorno della divina misericordia. Il 30 aprile del 2000, Giovanni Paolo II ha canonizzato Suor Faustina Kowalska, testimone e messaggera dell´amore misericordioso del Signore, e istituì questa nuova festa che tanto opportunamente si inserisce nel ritmo liturgico e risponde alle necessità più vive degli uomini del terzo millennio. L´elevazione agli onori degli altari di questa umile religiosa, figlia della Polonia, ha rappresentato un dono per tutta l´umanità. ´Il messaggio, infatti, di cui ella è stata portatrice costituisce la risposta adeguata e incisiva che Dio ha voluto offrire alle domande e alle attese degli uomini di questo nostro tempo, segnato da immani tragedie. A Suor Faustina Gesù ebbe a dire un giorno: "L´umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla divina misericordia" (Diario, p. 132). La divina Misericordia! Ecco il dono pasquale che la Chiesa riceve dal Cristo risorto e che offre all´umanità, all´alba del terzo millennioª (cfr. Giovanni Paolo II, Omelia della Domenica della Divina Misericordia, 22 aprile 2001).
Il salmo 117 (118) invita ad elevare un canto di gratitudine a Dio perché eterno è il suo amore, perché eterna è la sua misericordia. La seconda lettura, tratta dal libro dell´Apocalisse, spiega perché l´uomo non deve temere: Cristo, l´Alfa e l´Omega, ha trionfato sulla morte e vive per sempre (seconda lettura). Nel vangelo, Cristo risorto appare al collegio apostolico e invita alla pace, alla fiducia, alla sicurezza, perché la misericordia divina si è riversata in Cristo Nostro Signore. Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre.

Argomento: Tracce per omelie

Pasqua di Resurrezione 
4 aprile 2010


Letture
I Lettura: At 10,14a 37-43
Salmo: Sal 117
II Lettura: Col 3,1-4
Vangelo: Gv 20,1-9


Nesso tra le letture
La fede nella resurrezione del Signore è il tema fondamentale di questo giorno. "Questo è il giorno di Cristo Signore" canta il salmo 117. È la domenica per eccellenza. È il giorno in cui vincendo la morte si espresse il suo potere sovrano e che, perciò, è motivo di diletto e gioia per tutti i cristiani. Nel suo discorso, Pietro proclama che gli è stato affidato l´incarico di annunciare e predicare la Resurrezione di Cristo. Gli apostoli sono i testimoni che hanno visto il Risorto, hanno mangiato e bevuto con lui. Essi hanno ricevuto l´incarico di predicare che Cristo risorto è stato costituito giudice dei vivi e dei morti (prima lettura). San Paolo sottolinea, in modo speciale, che la resurrezione del Signore instaura una nuova vita nel battezzato. Il cristiano è colui che è morto con Cristo ed è risorto con lui ad una nuova vita. La fede nella Resurrezione è per san Paolo la roccia salda, il luogo su cui si fonda tutto il suo dinamismo apostolico (seconda lettura). Il vangelo ci mostra Pietro e Giovanni che, entrando nel sepolcro, "vedono e credono". Il sepolcro vuoto è per loro l´inizio di una meditazione che li conduce alla fede in Cristo risorto.

Argomento: Tracce per omelie

Domenica delle Palme. Ciclo C

Letture
Prima: Is 50, 4-7
Seconda: Fil 2, 6-11
Vangelo: Lc 22, 14-23, 52

NESSO TRA LE LETTURE
Il dolore! realtà storica e disegno di Dio. Qui si trova il centro del messaggio della Domenica delle Palme. Il Servo di Javeh (prima lettura) soffre colpi, insulti e sputi, ma il Signore lo aiuta e gli insegna il senso del dolore. San Paolo, nell'inno cristologico della lettera ai filippesi (seconda lettura), canta a Cristo che "si spogliò della sua grandezza, assumendo la condizione di servo". Nella narrazione della passione secondo san Luca, Gesù affronta sofferenze indicibili e inenarrabili, alla maniera di uno schiavo, ma sa che tutto è disposto dal Padre e per questo affida al Padre il suo spirito.

Argomento: Tracce per omelie

Omelia della Quinta Domenica di Quaresima

Letture
I Lettura: Is 43, 16-21
Salmo: Sal 39
II Lettura: Fil 3, 8-14
Vangelo: Gv 8, 1-11

Nesso tra le letture
La liturgia di oggi, a proseguimento di quella della domenica precedente, ci parla della novità della vita in Cristo. La donna peccatrice, sorpresa in adulterio, vede che i suoi accusatori si ritirano e resta sola di fronte a Gesù. E lì, in quell’incontro, sorge qualcosa di nuovo nella sua anima: ascolta parole di misericordia e di perdono che la restituiscono alla vita (Vangelo). Anche il profeta Isaia, pensando al ritorno dalla prigionia di Babilonia, parlava di una novità: il Signore camminerà di fronte al suo popolo, facendogli strada nel deserto (prima lettura). Quando Dio parla, tutto diventa nuovo. Per questo motivo, san Paolo ci dice che tutto deve essere reputato una perdita a paragone della conoscenza di Cristo Gesù, cioè della conoscenza dell’amore di Dio per l’uomo (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia della Quarta Domenica di Quaresima

Letture
I Lettura: Gs 5, 9.10-12
Salmo: Sal 33
II Lettura: 2 Co 5, 17-21
Vangelo: Lc 15, 1-3. 11-32

Nesso tra le letture

"Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove" (seconda lettura). Questo testo di san Paolo ci serve quale punto unificatore delle nostre letture. In Cristo si è rivelato il volto misericordioso del Padre, l’amore del Padre, così che chi vede Cristo vede il Padre. La parabola del "figliol prodigo" che leggiamo oggi nel vangelo, esprime in modo plastico la riconciliazione col Padre che Cristo ha conquistato per noi. "È stato Dio a riconciliare a sé il mondo in Cristo" (2 Cor 5,19). Attraverso Cristo abbiamo accesso al Padre. Dal canto suo, la prima lettura ci mostra il popolo d’Israele che, attraversando il Giordano, smette di essere un paese nomade, e gusta già i frutti della terra dove "scorre latte e miele". La speranza della terra promessa incomincia a farsi realtà (prima lettura). Tutto è novità per questo popolo che entra come in processione attraversando il Giordano e ratificando di nuovo l’alleanza. In questi frutti della terra, sono rappresentate le offerte del pane e del vino che diventeranno il corpo ed il sangue del Signore.

Argomento: Tracce per omelie

Traccia per l'Omelia della Terza Domenica di Quaresima

Letture
I Lettura: Es 3, 1-8.13-15
Salmo: Sal 102
II Lettura: 1 Co 10, 1-6. 10-12
Vangelo: Lc 13, 1-9

Nesso tra le letture
Mosè, davanti al roveto che non si consuma, è il simbolo dell’uomo davanti alla trascendenza di Dio, e simbolo dell’accettazione umile della chiamata divina a compiere una missione. Davanti a questa visione, Mosè deve restare scalzo, il terreno su cui cammina è sacro, è in presenza del Santo dei santi, deve purificarsi per stare alla presenza del Signore (prima lettura). Il vangelo parla ancora più esplicitamente dell’imperiosa necessità di convertirsi: "noi non siamo meno peccatori di coloro che hanno sofferto grandi disgrazie, e se non ci convertiamo, periremo ugualmente" (Vangelo). Paolo ci presenta un’interpretazione allegorica del passaggio nel deserto del popolo d’Israele e ci esorta a non essere increduli come gli israeliti, ma "a stare attenti a non cadere se stiamo in piedi" (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Letture
I Lettura: Gn 15, 1-12.17-18
Salmo: Sal 26
II Lettura: Fil 3, 17 - 4,1
Vangelo: Lc 9, 28-36

Nesso tra le letture
L’alleanza che Dio stabilisce con Israele e giunge alla sua pienezza in Cristo Gesù è il tema su cui si fissa oggi la nostra attenzione. Abramo ascolta Dio che gli ricorda la sua origine e la promessa che gli ha fatto. Il Signore si impegna per primo ad essere fedele alle sue parole. Abramo si mostra docile alla promessa e crede in essa e questo gli è accreditato come giustizia (prima lettura). Il vangelo, presentando la trasfigurazione, ci indica che il pieno compimento dell’alleanza avrà luogo nell’oblazione di Cristo Gesù. Tutto ciò che era stato annunciato nella legge (Mosè) e nei profeti (Elia), trova il suo compimento nella "partenza" di Gesù (la sua passione, morte e resurrezione). Così, ci dice san Paolo, Cristo trasfigurerà il nostro corpo mortale ad immagine del suo corpo glorioso (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Letture
I Lettura: Dt 26, 4-10
Salmo: Sal 90
II Lettura: Rm 10, 8-13
Vangelo: Lc 4, 1-13

Nesso tra le letture
La prima domenica di quaresima ci offre l’occasione per meditare sull’obbedienza del cuore quale vero culto che si offre a Dio. La prima lettura presa dal libro del Deuteronomio è una semplice e breve professione di fede del popolo d’Israele. La promessa della terra dove "scorre latte e miele" è divenuta realtà, perciò, il popolo offre le primizie dei frutti della terra, commemorando le meraviglie che Dio ha compiuto dal tempo dei patriarchi fino ad oggi (prima lettura). Nella misura in cui il popolo ha obbedito al piano di Dio, esso è stato benedetto. Il vangelo di san Luca ci presenta Gesù, pieno dello Spirito Santo, che viene tentato per quaranta giorni e che, alla fine, affronta tre tentazioni speciali del diavolo. Tutte quante mirano a portarlo alla disubbidienza al piano di Dio, ad allontanarlo dal piano redentore per seguire la via del tentatore. Gesù risponde con l’adesione incondizionata alla Sacra Scrittura e con la fedeltà alla missione che gli è stato affidata dal Padre (Vangelo). Perciò, come dice san Paolo: "confessiamo con la nostra bocca che Gesù è il Signore, e crediamo col cuore che Dio lo resuscitò dai morti" (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia per la Sesta Domenica del Tempo Ordinario
14 febbraio 2010

LETTURE
Prima: Ger 17, 5-8
Seconda: 1Cor 15, 12.16-20
Vangelo: Lc 6,17.20-26

NESSO TRA LE LETTURE
Nelle letture sembra intravedersi un'antitesi. Si contrappongono la benedizione per chi confida in Dio, alla maledizione per chi confida nell'uomo (prima lettura, salmo responsoriale). Luca, nel vangelo, oppone la beatitudine dei poveri e affamati, di coloro che piangono, ai lamenti dei ricchi e dei soddisfatti, di coloro che ridono e di coloro che sono lodati da tutti. Infine, nella seconda lettura, si ha una contrapposizione tra coloro che non credono alla resurrezione dei morti (alcuni corinzi), e coloro che credono in essa, giacché Cristo è risorto (Paolo e tutta la tradizione cristiana).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia della Quinta Domenica del Tempo Ordinario 
7 febbraio 2007

Letture
I Lettura: Is 6, 1-2.3-8
Salmo: Sal 137
II Lettura: 1Co 15, 1-11
Vangelo: Lc 5, 1-11

Nesso tra le letture
La liturgia ci presenta da diverse prospettive il tema della vocazione, della chiamata di Dio a predicare nel suo nome. Il profeta Isaia ha una visione nel tempio, sente la presenza di Dio, sperimenta la sua santità e il santo timor di Dio, ed ascolta la chiamata: 'Chi manderò e chi andrà per noi?'. Con animo coraggioso e deciso risponde: 'Eccomi, manda me!' (prima lettura). Nel vangelo, invece, contempliamo la vocazione di Pietro che, avendo pescato per tutta la notte senza aver preso un solo pesce, si affida al Signore e torna in mare aperto per lancia ancora le reti. Gesù gli dice: 'Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini' (seconda lettura). Paolo, nella seconda lettura, ci si presenta come colui che dà testimonianza di Cristo, che con semplicità e fermezza proclama che Gesù è morto per i nostri peccati ed è resuscitato il terzo giorno. Tre vocazioni, ma una stessa realtà: la chiamata di Dio a predicare il vangelo.

Argomento: Tracce per omelie

31 gennaio 2007 - Quarta Domenica del Tempo Ordinario

LETTURE
Prima: Ger 1, 4-5.17-19,
Seconda: 1Cor 12,31 B 13,13;
Vangelo: Lc 4, 21-30

NESSO TRA LE LETTURE
Gesù Cristo, Geremia, Paolo: Tre uomini con un'unica missione, il cui vertice è Gesù Cristo, pienezza della rivelazione e della missione salvifica di Dio. In effetti, Gesù è l'inviato del Padre per la salvezza dei poveri, senza distinzione alcuna tra giudei e gentili (vangelo). La missione profetica di Gesù si trova prefigurata in Geremia, il grande profeta di Anatot durante il primo quarto del secolo VI a.C., della cui vocazione e missione, ai tempi della riforma religiosa del re Giosia, e poi durante l'assedio e la caduta di Gerusalemme, tratta la prima lettura. Paolo, segregato fin dal seno di sua madre, prolunga nel tempo la missione profetica di Gesù, ponendo l'accento sull'amore cristiano, come il carisma che relativizza tutti gli altri e che costituisce la vera misura di tutto l'operare umano (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Terza Domenica del Tempo Ordinario - 24 gennaio 2007

LETTURE
Prima: Neh 8, 2-4a.5-6.8-10;
Seconda: 1Cor 12, 12-31a;
Vangelo: Lc 1, 1-4; 4, 14-21

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE
Sia la prima lettura che il vangelo parlano del libro della Scrittura. Esdra, nella prima lettura, legge il libro della Legge di fronte a tutto il popolo, ´chiarendo e interpretando il senso, perché comprendessero la lettura´. Nella sinagoga di Nazaret, Gesù si alza, un giorno di sabato, per fare la lettura del volume del profeta Isaia, che gli venne dato dal sacrestano della sinagoga (vangelo). Per fare realtà e vita la Scrittura, Dio ha posto nella Chiesa gli apostoli, i profeti, i maestri, il dono delle lingue, il dono di interpretazione..., in modo che la Parola di Dio sia viva, vivifichi e permanga per sempre.

Argomento: Tracce per omelie

Seconda Domenica del Tempo Ordinario - 17 gennaio 2010

LETTURE
Prima: Is 62, 1-5
Seconda: 1Cor 12, 4-11
Vangelo: Gv 2, 1-12

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE
L´immagine delle nozze occupa un posto centrale nella liturgia di oggi. Nel vangelo si parla delle nozze di Cana, ma soprattutto si insinua Gesù come sposo. Gerusalemme non sarà chiamata ´Abbandonata´ né ´Devastata´, ma sarà chiamata ´Sposata´, e la sua terra avrà uno sposo (prima lettura). La comunità cristiana, sposa di Cristo, gode della diversità di carismi che l´unico e medesimo Spirito sparge su di lei per metterli al servizio di tutti, e che costituiscono il dono nuziale di Cristo sposo (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 10 gennaio 2010 - I sett. del Tempo Ordinario - Battesimo del Signore

LETTURE
Prima: Is 40, 1-5.9-11
Seconda: Tt 2, 11-14; 3, 4-7
Vangelo: Lc 3, 15-16.21-22

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE
Senza che vi appaia la parola novità, nuovo, tutti i testi liturgici si riferiscono, in certa maniera, alla novità dell´azione di Dio nella storia. È nuovo il linguaggio di Dio in Isaia: ´è finita la schiavitù..., che ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati... , ecco viene il Signore Javeh con potenza, con il braccio egli detiene il dominio´. È assolutamente nuovo che Gesù sia battezzato da Giovanni, che il cielo si apra, che lo Spirito discenda in forma di colomba, che si oda una voce dal cielo: ´Tu sei il mio figlio prediletto´. È nuova la realtà dell´uomo che ha ricevuto il battesimo: ´un bagno di rigenerazione e di rinnovamento dello Spirito Santo, che sparse su di noi con larghezza per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore´.

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 6 gennaio 2010 - Epifania del Signore

LETTURE
Prima: Is 60, 1-6
Seconda: Ef 3, 2-3.5
Vangelo: Mt 2, 1-12

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE
Gesù Cristo, fin dalla sua nascita, è un segno di contraddizione per gli uomini. Per alcuni, come i saggi che vengono dall´Oriente (vangelo) o come per Paolo, proveniente dalla diaspora, è epifania, manifestazione folgorante del suo mistero (seconda lettura); epifania prefigurata nella prima lettura, secondo la quale tutti i popoli si sentiranno attratti dalla luce e dalla gloria di Gerusalemme. Per altri, che vivono a Gerusalemme, capitale del giudaismo, e che detengono l´autorità politica (Erode) o religiosa del popolo giudaico (sacerdoti o maestri della legge), Gesù, il Messia, non è che il rivale pericoloso (per Erode) o un semplice oggetto di scienza sacra, sul quale informano con l´obiettività dell´esperto (sacerdoti, scribi).

Argomento: Tracce per omelie

Seconda Domenica dopo NATALE

LETTURE
Prima: Sir 24, 1-4.12-16
Seconda: Ef 1, 3-6. 15-18
Vangelo: Gv 1,1-18

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE
La Parola incarnata, Gesù Cristo, è un dono del Padre. In questa frase tento di riassumere il senso della liturgia di questa seconda domenica dopo Natale. Il Padre ci ha benedetto con ogni sorta di beni spirituali, tra i quali eccelle il dono messianico, per mezzo di Cristo (seconda lettura). Nella storia delle benedizioni divine, che corrisponde alla storia dell´uomo, Dio ha dato se stesso come dono della Sapienza, innanzitutto al popolo di Israele (prima lettura), e poi al popolo cristiano, giacché Gesù Cristo è Sapienza di Dio, l´unico che abbia visto Dio e che ce lo possa rivelare (vangelo). In codesta medesima lunga storia, Dio ci viene dato come Parola eterna, che ha preso carne mortale in Gesù di Nazaret (vangelo).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia per il 1° gennaio 2010
Santa Maria Madre di Dio

LETTURE
Prima: Num 6,22-27
Seconda: Gal 4,4-7
Vangelo: Lc 2, 16-21

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE
Una vena sotterranea unisce le letture: la signoria di Dio, che acquista la sua forma più perfetta nella pienezza dei tempi, quando Dio, per mezzo dell’incarnazione di suo Figlio, fa partecipe l’uomo della sua signoria adottandolo come figlio. Nella prima lettura per tre volte si ripete la parola Signore: "Il Signore ti benedica... il Signore faccia brillare il suo volto su di te...il Signore ti mostri il suo volto". Nel versetto precedente al testo evangelico della liturgia i pastori si dicono gli uni gli altri: "Andiamo a Betlemme a vedere ciò che il Signore ci ha annunciato", e nel v.20 san Luca commenta: "I pastori ritornarono lodando Dio perché tutto ciò che avevano visto e udito corrispondeva a quanto avevano detto loro". Infine, nella lettera ai galati non appare la parola Signore, ma il concetto: il Figlio di Dio, tramite l’incarnazione, si fece schiavo della legge perché noi, soggetti a questa legge, fossimo liberati. Nel battesimo, lo Spirito Santo è inviato ai nostri cuori per trasformarci da schiavi in figli. In quanto figli, partecipiamo della signoria di nostro Padre Dio sulla legge.

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 27 dicembre 2009 - Sacra Famiglia

LETTURE
Prima: 1Sam 1, 20-22.24-28;
seconda: 1Gv 3, 1-2.21-24
Vangelo: Lc 2, 41-52

NESSO TRA LE LETTURE
Quale altro concetto può riassumere i testi di questa domenica, se non quello della famiglia? Si parla della famiglia di Dio: Dio Padre, il Figlio di Dio, e gli uomini resi figli di Dio per mezzo della fede (seconda lettura, vangelo). Nella prima lettura e nel vangelo si menzionano due famiglie, tra le quali sembra esserci un certo parallelismo, con alcune somiglianze e con molte differenze. Sono la famiglia di Anna e quella di Maria. Ad entrambe le donne, Dio concesse un figlio in un modo singolare. Il profeta Samuele ad Anna, Gesù di Nazaret a Maria.

Argomento: Tracce per omelie

Santo Natale del Signore - Messa del Giorno

LETTURE
Prima: Is 52, 7-10;
seconda: Eb 1, 1-6
Vangelo: Gv 1, 1-18

NESSO TRA LE LETTURE
Potremmo dire che le letture del giorno di Natale si concentrano nel dare una risposta al grande interrogativo che ha attraversato duemila anni di cristianesimo: "chi è Gesù Cristo?" La risposta la troviamo, soprattutto, nel prologo del vangelo secondo san Giovanni. Il Verbo, il creatore dell'universo, la luce del mondo, il rivelatore del Padre, eccetera. Questa risposta del vangelo è collocata nell'ambito del profetismo dell'Antico Testamento: Gesù Cristo, il messaggero che porta la pace e la salvezza (prima lettura); Gesù Cristo, l'ultimo e definitivo profeta di Dio (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 24 dicembre 2009 - Messa della Notte di Natale

LETTURE
Prima: Is 9, 1-3.5-6;
seconda: Tt 2, 11-14
Vangelo: Lc 2, 1-14

NESSO TRA LE LETTURE
"È nato per noi un Salvatore", è il messaggio centrale della liturgia di questa notte santa. Un Salvatore con dei tratti straordinari profetizzati da Isaia: Dio forte, sempre Padre, principe della pace... (prima lettura). Un Salvatore che viene per tutti, ma specialmente per i più piccoli ed umili, come erano, per esempio, i pastori (vangelo). Un Salvatore che ci insegna a rinunciare all'empietà e alle passioni mondane, ed a vivere con saggezza, giustizia e pietà nel tempo presente (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 20 dicembre 2009 - Quarta Domenica di Avvento

LETTURE
Prima: Mic 5, 1-4
Seconda: Eb 10, 5-10
Vangelo: Lc 1, 39-48

NESSO TRA LE LETTURE
Quali sono le giuste relazioni tra l'uomo e Dio? Una risposta a questo interrogativo ci viene dalla liturgia di oggi. I testi ci indicano principalmente le relazioni di Gesù e di Maria. Relazione di Gesù con suo Padre (seconda lettura), con Giovanni il Battista nel seno materno (vangelo), con la profezia (prima lettura), con il sacerdozio levitico (seconda lettura). Relazione di Maria con lo Spirito Santo, con Elisabetta, sua cugina (vangelo), e soprattutto con il Verbo (vangelo).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 13 Dic 2009 - Terza Domenica di Avvento

LETTURE Prima: Sof 3, 14-18a; seconda: Fil 4, 4-7 Vangelo: Lc 3, 10-18

NESSO TRA LE LETTURE
I testi liturgici di questa terza domenica di Avvento sono un inno alla gioia. Gioia per gli abitanti di Gerusalemme, che vedranno allontanarsi il dominio assiro e l'idolatria, e potranno rendere culto a Javeh con libertà (prima lettura). Gioia dei cristiani, una gioia costante e traboccante, perché la pace di Dio "custodirà le loro menti e i loro cuori in Cristo Gesù" (seconda lettura). Gioia dello stesso Dio, che esulta di giubilo nel trovarsi in mezzo al suo popolo per proteggerlo e salvarlo (prima lettura). Gioia che Giovanni il Battista comunica al popolo, mediante la predicazione della Buona Novella del Messia salvatore, che con la sua venuta instaurerà la giustizia e la pace tra gi uomini (vangelo).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 8 dicembre - Solennità dell'Immacolata Concezione

LETTURE
Prima: Gen 3, 9-15;
seconda: Ef 1, 3-6.11-12
Vangelo: Lc 1, 26-38

NESSO TRA LE LETTURE
La festa dell'Immacolata Concezione della Santa Vergine è la più solenne di tutte quelle che la Chiesa celebra nel sacro tempo dell'Avvento; e se è necessario che la prima parte dell'anno presenti la commemorazione di qualcuno dei misteri di Maria, non ve n'è alcuno il cui oggetto possa offrire più commoventi armonie con le pie preoccupazioni della Chiesa in questa mistica stagione della attesa. Celebriamo dunque con gioia questa solennità, poiché la Concezione di Maria presagisce la prossima Nascita di Gesù.

L'intenzione della Chiesa, in questa festa, non è solo di celebrare l'anniversario dell'istante in cui ha inizio, nel seno della pia Anna, la vita della gloriosissima Vergine Maria; ma anche di onorare il sublime privilegio in virtù del quale Maria è stata preservata dal peccato originale che, per decreto supremo ed universale, tutti i figli di Adamo contraggono nell'istante stesso in cui sono concepiti nel seno delle loro madri. La fede della Chiesa cattolica che fu solennemente riconosciuta come rivelata da Dio stesso il giorno per sempre memorabile dell'8 dicembre 1854, questa fede proclamata dalla Sede apostolica per bocca di Pio IX, tra le acclamazioni di tutta la cristianità, ci insegna che nell'istante in cui Dio ha unito l'anima di Maria, che era stata appena creata, al corpo che essa doveva animare, quell'anima per sempre benedetta non solo non ha contratto la bruttura che invade in quel momento ogni anima umana, ma è stata riempita d'una grazia immensa che l'ha resa, fin da quell'istante, lo specchio della santità di Dio stesso, nella misura che è possibile per un essere creato.
Argomento: Tracce per omelie

6 dicembre 2009 - Seconda Domenica di Avvento

LETTURE
Prima: Baruc 5, 1-9;
seconda: Fil 1, 4-6.8-11
Vangelo: Lc 3, 1-6

NESSO TRA LE LETTURE
Nella Natività la Parola di Dio si farà carne, ma già nella liturgia dell'Avvento la Chiesa vuole che meditiamo sulla Parola e la interiorizziamo a poco a poco nella nostra anima. San Luca ci dice che la Parola di Dio fu rivolta a Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto (vangelo). Il profeta Baruc contempla i figli di Gerusalemme che vivevano nell'esilio "convocati da oriente a occidente dalla parola del Santo e godendo del ricordo di Dio" (prima lettura). San Paolo mostra la sua gioia ai filippesi per la collaborazione che hanno prestato al Vangelo, cioè alla Parola di Dio trasformata in Buona Novella per gli uomini, a partire dal primo giorno fino ad oggi (seconda lettura).

Argomento: Tracce per omelie

Omelia 29 Nov 2009 - Prima Domenica di Avvento

LETTURE
Prima: Ger 33, 14-16;
seconda: 1Tes 3,12- 4,2
Vangelo: Lc 21, 25-28.34-36

NESSO TRA LE LETTURE
La venuta del Signore è presente nei testi della liturgia attuale; mediante questa espressione la liturgia vuole mostrarci il senso cristiano del tempo e della storia. Verranno giorni, ci viene detto nella prima lettura, in cui farò germogliare per Davide un Germoglio di giustizia. Gesù, nel discorso escatologico di san Luca, dice che gli uomini vedranno venire il Figlio dell'uomo in una nube, con grande potere e gloria. Nella prima lettera ai Tessalonicesi, san Paolo li esorta ad essere preparati per la Venuta di nostro Signore Gesù Cristo, con tutti i suoi santi.

Argomento: Tracce per omelie

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