ALESSANDRO ANGELO PERSICO, Il caso Pio XII. Mezzo secolo di dibattito su Eugenio Pacelli, Guerini & Associati, Milano 2008, pp. 458, Euro 28,00.

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A cinquant’anni dalla morte di Eugenio Pacelli (1876-1958), asceso al soglio pontificio nel 1939 con il nome di Pio XII, si moltiplicano gli interventi dei mass media e gli studi scientifici. Fra questi ultimi va segnalata l’opera del giovane storico Alessandro Angelo Persico, allievo di Agostino Giovagnoli, docente di Storia Contemporanea all’Università Cattolica di Milano, che firma la Prefazione (pp. IX-XVII). Persico non presenta documenti nuovi ma ricostruisce il complesso dibattito storiografico sviluppatosi intorno alla figura del Pontefice, che si è ampliato progressivamente fino a toccare molti aspetti della storia della Chiesa cattolica nell’età contemporanea, dal rapporto con gli ebrei alla questione del comunismo e all’atteggiamento verso la modernità.
Argomento: In libreria
Rodolfo Casadei, Il sangue dell'agnello, Ed. Guerini e Associati 2008, 17,50 € , pag. 206

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Dove la croce è straniera
Introduzione al libro "Il sangue dell'agnello" di Rodolfo Casadei
di Magdi Cristiano Allam

Pubblichiamo ampi stralci dell’introduzione firmata da Magdi Cristiano Allam al libro Il sangue dell’agnello di Rodolfo Casadei. Il volume, presentato al Meeting di Rimini, uscirà a settembre per l’editore Guerini.


Viviamo in un mondo in cui ci vuole coraggio per essere se stessi. Ci vuole coraggio per esprimere liberamente il proprio pensiero tramite la parola, la scrittura e l’azione. Ci vuole coraggio per manifestare pienamente la propria fede, tramite la preghiera individuale, il culto collettivo e la testimonianza personale. Viviamo in un mondo in cui ahimè si viene perseguitati, condannati a morte e massacrati semplicemente perché si esprime liberamente il proprio pensiero e si manifesta pienamente la propria fede. Noi, che viviamo nell’area del Mediterraneo, in questo angolo della Terra che il Signore ha voluto erigere a culla delle grandi civiltà umane e delle grandi religioni monoteiste, prendiamo atto che oggi chi perseguita, condanna a morte e massacra lo fa nel nome dell’islam e di Maometto: di un dio manicheo, impietoso e vendicativo, di un profeta guerriero, tiranno e carnefice. Così come prendiamo atto che le vittime di una ideologia di odio, violenza e morte eretta a religione globalizzata sono principalmente i cristiani, gli ebrei e gli stessi musulmani che non si sottomettono in tutto e per tutto all’arbitrio di chi si è autoproclamato l’incarnazione dell’unico “vero islam”.
Argomento: In libreria
Maria Di Lorenzo, Teresina è uscita dal gruppo, Edizioni Paoline, Milano, pagg. 187, € 11,00.

L'ultima fatica letteraria della scrittrice Maria Di Lorenzo è un romanzo-inchiesta davvero originale che si addentra in ciò che la stessa autrice definisce "il mistero di Teresa di Lisieux", accompagnando la propria voce a quella di un gruppo di ragazzi e ragazze del nostro tempo in cerca di un senso vero da dare alla propria vita, e che come lei si sono lasciati interrogare dal mistero di Teresina, dal segreto della sua vita veloce come una meteora e straripante di felicità che l'ha portata dapprima alla vette della santità, e poi ad essere anche proclamata Dottore della Chiesa da papa Giovanni Paolo II un'indimenticabile mattina di ottobre del 1997.
Ma chi sono i giovani del duemila e che cosa pensano?
E’ un mondo un po’ misterioso, il loro, un mondo a parte, per certi versi inaccessibile. Li si immagina a volte come "alieni" di un altro pianeta, e per molti adulti essi lo sono realmente: un'altra razza, da osservare al microscopio delle proprie supponenti certezze con lo sguardo fisso dell’entomologo.
Argomento: In libreria
In libreria: O'Brien, Il libraio
Michael D. O'Brien, Il libraio, San Paolo 2008, ISBN: 8821562883, Pag. 492, euro 19,50

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Un anno fa era stato pubblicato Il nemico, parte della saga che lo scrittore canadese Michael O’ Brien ha costruito intorno alla figura di Padre Elia, al secolo David Shäfer, un ebreo polacco sfuggito alla Shoah e diventato prima ufficiale del Mossad e quindi influente politico di Israele. In seguito alla violenta morte della moglie, uccisa in stato di gravidanza da un kamikaze palestinese, Shäfer anziché covare vendetta decide di convertirsi al cattolicesimo e farsi frate, entrando nel convento del Monte Carmelo. Anni dopo il Papa, conoscendo la sua profonda cultura e grande capacità diplomatica, gli chiede di affrontare il “Nemico”, ovvero l’Anticristo, incarnatosi nell’insinuante Presidente dell’Unione Europea. La vicenda è stata sviluppata in un meraviglioso romanzo che alla tensione del thriller affianca una profondità spirituale sconosciuta alla quasi totalità della letteratura contemporanea.
Argomento: In libreria
Michael O'Brien, Il nemico (Father Elijah. An Apocalypse), San Paolo 2006, pp.547, codice isbn:978-88-215-5752-1, 19,50 euro

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Ci sono scrittori che traspaiono dalla pagina scritta (in maniera più o meno assordante), e altri che si limitano a far trasparire i loro personaggi. O' Brien è di quelli che traspaiono in filigrana: nel mentre la lettura procede in avanti non si può non percepire - in maniera discreta, non rumorosa - il suo modo di ragionare (e di far ragionare i personaggi).
Oltre che scrittore O' Brien è un celebre pittore canadese, cattolicissimo, che ha all'attivo varie pubblicazioni nell'alveo della letteratura cristiana. Father Elijah è uscito nel 1996 per la Ignatius Press (la stessa casa editrice di papa Benedetto XVI, T. Howard, G. K. Chesterton, H. De Lubac, L. Bouyer); dopo dieci anni, e numerose segnalazioni da parte dei vari media tutte molto molto favorevoli, è approdato in Italia per le Edizioni San Paolo.
La collana che lo ospita è la famosa collana Le vele, dedicata alla letteratura contemporanea, perciò tanto di cappello a O'Brien.
Argomento: In libreria
Massimo Introvigne, Una battaglia nella notte., Plinio Corrêa de Oliveira e la crisi del secolo XX nella Chiesa, SugarCo, 2008, pp. 296, € 19,50.

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Il secolo di Plinio Côrrea de Oliveira
di Marco Respinti

A 100 anni dalla nascita del pensatore e uomo di azione brasiliano, un bilancio del suo legato. La rivoluzione e la contro-rivoluzione, la civiltà cristiana, la speranza che non muore mai. Da fare c’è ancora molto, nel suo segno
Sono occorsi quattro lunghi e tempestosi decenni sia per farsi una ragione sia per avere ragione non tanto del Concilio Ecumenico Vaticano II quanto di ciò che ne è stato fatto dal “metaconcilio”, smascherato da mons. Philippe Delhaye in La scienza del bene & del male. La morale del Vaticano II e il “metaconcilio” (trad. it., Ares, Milano 1979) . L’interpretatio authentica del Concilio è infatti l'enorme magistero di Papa Giovanni Paolo II, culminato nel Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 e coronato dalla “rigorizzazione” ora operata da Papa Benedetto XVI, che già da cardinale, intervistato da Vittorio Messori in Rapporto sulla fede (Paoline, Torino 1985), mise in luce il dissidio fra il «Concilio vero» e «un sedicente “spirito del Concilio”», cioè «un vero “anti-spirito”» per il quale «tutto ciò che è “nuovo” (o presunto tale: quante antiche eresie sono comparse in questi anni, presentate come novità!) sarebbe sempre e comunque migliore di ciò che c’è stato o c’è. È l’anti-spirito secondo il quale la storia della Chiesa sarebbe da far cominciare dal Vaticano II, visto come una specie di punto zero».
Argomento: In libreria
Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d’Aquino, Edizioni Lindau, Torino 2008, pp. 200, € 16,50

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Lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) è il popolare autore di molti racconti incentrati sulla celebre figura di padre Brown. Convertitosi al cattolicesimo nel 1922, la sua opera di apologeta è affidata all’ironia, ai continui paradossi, ad apparenti nonsense, che travolgono letteralmente il lettore, soprattutto al primo impatto con lui. Si è tentati di chiudere il libro prima di essere messi alle strette da questo grasso e gioviale inglese che, in maniera cortese ma implacabile, ingaggia un duello contro la nostra certezza di non avere certezza alcuna. Prima ancora che della fede cristiana, il nostro è un difensore del buon senso, perché il mondo ha bisogno di un santo, ma, prima ancora, di un filosofo. E in questo libro, GKC – come è usualmente chiamato – ci presenta addirittura un filosofo santo, o, se vogliamo, un santo filosofo.
St. Thomas Aquinas, del 1933, fa seguito a St. Francis of Assisi, di dieci anni prima. E le due figure si intrecciano frequentemente nel primo capitolo intitolato «I due frati», in un contrasto comico tra due personaggi che sembrano l’antitesi l’uno dell’altro, a cominciare dalle sagome, che accostate ricorderebbero quelle di don Chisciotte e Sancho Panza, dall’agilità di Francesco e dalla flemmatica pesantezza di Tommaso, ma il contrasto si estende a molti aspetti delle rispettive personalità perché la materia prima per la santità è l’uomo, qualsiasi tipo di uomo. Un differente tipo di santo può rivelarsi così persino un antidoto per le differenti malattie di ciascuna epoca e Chesterton osserva che, come l’Ottocento razionalista riscoprì la romanzesca avventura di Francesco, il Novecento che aveva messo da parte la ragione ha riscoperto la razionalità cristiana di Tommaso. Tuttavia, dietro la grande diversità dei due, si cela lo stesso obiettivo: riaffermare l’Incarnazione e riportare Cristo sulla terra.
Argomento: In libreria
Francescani dell'Immacolata: Fides Catholica, rivista di apologetica teologica.

http://www.mediatrice.net/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=32

Una nuova rivista teologica dal titolo Fides Catholica, a cura del Seminario Teologico Immacolata Mediatrice dei Francescani dell’Immacolata vede gli albori, quando già si levano le prime luci di un nuovo pontificato che ameremmo definire “teologico”.

di padre Serafino M. Lanzetta, FI

La nostra nascita vuole essere quanto mai significativa coll’inserirsi nella suprema nascita di un nuovo Pontefice nella Chiesa cattolica. La coincidenza in fondo è simbolica di una duplice realtà che soggiace in penombra: primo, manifestare la nostra filiale obbedienza teologica al magistero della Chiesa, consci che «il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola» , dicendoci col Padre san Francesco, homo catholicus et totus apostolicus, cattolici fieri d’appartenere a quel grembo ecclesiale, alla Cattolica, così come s’esprimeva scultoreamente sant’Agostino nel confermare la validità del battesimo dei donatisti; secondo, ispirandoci a papa Benedetto XVI che per anni ha svolto la sua attività accademica come professore di teologia dogmatica, poi Arcivescovo e Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, vorremmo far risuonare nelle pagine che comporranno la rivista, sempre quel modo di teologare che non invecchia mai perché innestato nel solco della «bimillenaria tradizione della Chiesa» , senza correre il rischio che la Parola di Dio «venga fatta a pezzi dai continui cambiamenti delle mode» .
Argomento: In libreria
Tito S. Centi, Nel segno del sole. Vita di san Tommaso d’Aquino, Ares, 2008, p.120, E 12,00.

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Per scrivere la biografia di qualcuno, nulla di meglio di un amico. Padre Tito Sante Centi O.P., che ha appena compiuto novantatré anni, può essere definito il migliore amico di san Tommaso d’Aquino (1227?-1274) nell’Italia del XX secolo. Padre Centi, infatti, è il traduttore italiano della Somma Teologica e della Somma contro i Gentili, e ha passato tutta la sua vita di studioso in simbiosi con quello che definisce il più grande filosofo di tutti i tempi e il più grande teologo nella storia della Chiesa. Nel segno del sole. San Tommaso d’Aquino (Ares, Milano 2008) non è però una sintesi della filosofia e della teologia dell’Aquinate. L’autore la definisce modestamente una «biografia aneddotica», adatta anche ai giovani. Ma è molto di più. In cento pagine, lo studioso domenicano riesce a riassumere non solo gli episodi salienti della vita di san Tommaso ma anche il loro significato nella storia della Chiesa e dell’Europa. Non basta: il santo è presentato appunto come un santo, non solo come un grande uomo di cultura. La sua vita spirituale e mistica è posta nel giusto rilievo, ma nello stesso tempo san Tommaso emerge dalle pagine come un personaggio vivo, affabile e simpatico. Si ha quasi l’impressione che l’autore lo conosca personalmente: e da un certo punto di vista è proprio così.
Argomento: In libreria
Giorgio Israel, Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale, Ed. Lindau 2008, pp. 352, euro 21,50, ISBN: 978-88-7180-723-2

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IL LIBRO
Molti lamentano la crisi della cultura scientifica e la diffusione di un analfabetismo scientifico e tecnologico che inizia nella scuola e sarebbe alimentato da una diffusa ostilità nei confronti della scienza. Il modo di curare questa malattia consisterebbe nel propinare una overdose di informazione e divulgazione scientifica improntata a immagini positive e in contrasto con la cultura umanistica «parolaia».
Questo libro si propone di dimostrare che il male ha cause ben diverse. La crisi attuale è alimentata dai fautori di un rozzo scientismo di stampo positivistico, dai divulgatori che presentano in modo magico e acritico ogni risultato scientifico-tecnologico e da coloro che escludono la scienza dalla cultura, riducendola a tecniche di «problem-solving », a mera abilità pratica, in definitiva priva di attrattive per chi continui a nutrire interesse per la conoscenza.
Argomento: In libreria
In libreria: La strada
CORMAC MCCARTHY, La strada, trad. it., Einaudi, Torino 2008, 218 pp., € 16,80.

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« [...] le cose sono ben più numerose delle parole […] dato che non abbiamo abbastanza nomi per assegnarne uno a ogni cosa» (Seneca, De beneficiis, 34, 2). E perciò chiamiamo «piede» sia quello che mi funziona poco da qualche tempo, sia quello del letto, sia quello del verso, etc..
È questa una verità che per lungo tempo ha fatto parte del patrimonio della cultura occidentale: la realtà è molto più ricca della sua rappresentazione concettuale. Almeno è stato così fino al Vico delle Institutiones Oratoriae, che fa eco a questo principio enunciato da Seneca, pur senza citarne espressamente la fonte.
Poi sono venuti illuminismo ed idealismo, con i loro derivati ideologici – primo fra tutti il marxismo in tutte le sue versioni –, che hanno cercato d’imprigionare la realtà in una sua rappresentazione, di ridurla a «idea della realtà», declinandola in forma utopica e assegnando alla Rivoluzione, cioè ai rivoluzionari e al partito che li organizza, il compito di ri-costruirla finalmente «libera dal male».
Quel che invece è accaduto è noto: la pretesa di ri-costruire il reale si è tradotta nella sua demolizione. E le macerie politiche, sociali, economiche, le distruzioni materiali e le innumerevoli vittime che le ideologie di derivazione illuministico-idealistica, i socialismi internazionalisti e nazionali, hanno lasciato dietro di sé nel XX secolo, ne sono l’inconfutabile prova.
Quelle ideologie dichiararono guerra a Dio e alla tradizione cristiana occidentale. Sono state davvero sconfitte? O, sviluppandosi, hanno solo cambiato pelle, come un virus che muta le sue caratteristiche e così resiste ai vaccini individuati per sconfiggerlo, e può perciò di nuovo attaccare l’uomo, con un morbo nuovo eppure antico? Nichilismo e relativismo sono questa «nuova pelle», con il conseguente e coerente egotismo «che ha come misura solo l’io e le sue voglie», e appaiono sempre più come fattori di una nuova devastazione, di una catastrofe, questa volta antropologica piuttosto che materiale.
Il romanziere americano Cormac McCarthy sembra percepire questa condizione apparentemente priva di umana speranza meglio di altri.
Argomento: In libreria
Antonio Socci, Indagine su Gesù, Rizzoli 2008, pp. 348, ISBN:88170259049, € 18,50.

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Anticipazione apparsa sul quotidiano Libero, del 25/11/2008

Chi è Gesù di Nazaret? “Il più bello fra i figli dell’uomo”, risponde il Salmo 44. (…) Ma chi è precisamente questo enigmatico Gesù che da duemila anni affascina tutti, perfino i nemici? Chi è questo giovane rabbi ebreo, che doveva essere cancellato dalla faccia della terra 2000 anni fa con una feroce esecuzione capitale da schiavo, se oggi, dopo 20 secoli, quel suo supplizio è ricordato in ogni angolo del mondo? (…) Interroghiamo Jean Jacques Rousseau, che fu un nemico filosofico della Chiesa ed essendo stato un faro sia dei rivoluzionari francesi che dei romantici è un autore pressoché universale. Ecco quali pensieri e sentimenti rivela, parlando di Gesù, in un libro peraltro condannato sia nella Parigi cattolica che nella Ginevra calvinista:“Vi confesso che la santità del Vangelo parla al mio cuore. Osservate i libri dei filosofi, con tutta la loro pompa! Come sono piccoli in confronto a quello… Può darsi che Colui di cui fa la storia sia egli stesso un uomo? E’ questo il tono di un invasato o di un settario ambizioso? Che dolcezza, che purità nei suoi costumi! Quale grazia toccante nei suoi insegnamenti, quale elevatezza nelle sue massime, quale saggezza nei suoi discorsi, quale presenza di spirito, quale finezza, quale esattezza nelle sue risposte! Quale dominio delle passioni! Dove è l’uomo, dove è il saggio che sa agire, soffrire e morire senza debolezza e senza ostentazione? (…). Ma dove aveva Gesù preso i suoi precetti, presa questa morale elevata e pura, di cui Egli solo ha dato gli insegnamenti e gli esempi? (…) La morte di Socrate che filosofeggia tranquillamente coi suoi amici, è la più dolce che si possa desiderare; quella di Gesù che spira fra i tormenti, ingiuriato, canzonato, maledetto da tutto un popolo, è la più orribile che si possa temere. Socrate che prende la coppa avvelenata benedice colui che gliela offre e che piange; Gesù, nello spaventoso supplizio, prega per i suoi accaniti carnefici. Sì, se la vita e la morte di Socrate sono quelle di un saggio, la vita e la morte di Gesù sono di un Dio”.
Argomento: In libreria
Mario Arturo Iannaccone, “La Rivoluzione psichedelica”. Le radici gnostiche della cultura della droga, SUGARCO EDIZIONI. pp. 400, Euro 25,00, ISBN: 8871985613

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Rivoluzione psichedelica. La Cia, gli hippies, gli psichiatri e la rivoluzione culturale degli anni Sessanta di Mario Arturo Iannaccone (Sugarco Edizioni, 2008 Euro 25) è un libro importante, che sarebbe utile far conoscere ai cattolici. Si tratta di un impressionante resoconto dell’opera di quei cattivi maestri che, a partire dagli anni Cinquanta, diffusero nella cultura l’imperativo dell’edonismo assoluto, il diritto al godimento senza limiti e l’idea che potesse esistere una specie di religiosità atea. L’occasione per rilanciare questo messaggio furono potenti sostanze chimiche, appena scoperte, chiamate psichedelici o allucinogeni, come l’LSD, la psilocibina e la mescalina. La loro caratteristica più importante è che esse sono in grado di indurre stati psicologici molto particolari, che furono paragonate agli stati unitivi della tradizione spirituale cristiana. Una schiera d’importanti intellettuali agnostici (e gnostici) iniziarono a concepire l’esperienza mistica come una condizione che può essere facilmente indotta per via chimica e farmacologica, e che dunque non ha mai nulla di soprannaturale.
Argomento: In libreria
Nicola Bux, La riforma di Benedetto XVI. La liturgia tra innovazione e tradizione, Prefazione di Vittorio Messori, Piemme, Casale Monferrato (AL) 2008, pp. 127, € 12,00

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Don Nicola Bux, sacerdote, esperto di liturgia orientale e consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, è una guida privilegiata per comprendere la riforma di Benedetto, cioè quel ritorno allo spirito della liturgia che Joseph Ratzinger sta attuando, da pontefice, non solo con le sue riflessioni, ma anche mediante elementi concreti ormai acquisiti nelle messe papali: la centralità della croce sull’altare, il recupero di paramenti antichi e solenni accanto a quelli moderni, la distribuzione della comunione in ginocchio - elementi che sarebbe fuorviante interpretare secondo la solita e riduttiva dialettica tra progressisti e reazionari, tra pre e post Concilio. Il principale segnale che il Papa sta lanciando attraverso questo stile evangelicamente “antico e nuovo” consiste nel ribadire che il centro della liturgia è Cristo e l’atteggiamento prevalente di clero e fedeli deve essere l’adorazione. Tutto ciò implica, anche per via liturgica, la sconfessione di un’errata interpretazione del Concilio Vaticano II all’insegna della rottura e della novità a tutti i costi invece che come rinnovamento nella continuità. Vessillo di quella cattiva ermeneutica è il ripudio verso quanto abbiamo ricevuto dal passato, la frenesia di innovazioni anche dottrinali, e uno sperimentalismo liturgico che secondo tanti preti sarebbe quasi obbligatorio dopo il Concilio Vaticano II. Peccato che i testi conciliari non abbiano mai previsto lo stravolgimento della dottrina e del culto che è stato attuato, pertanto, del tutto arbitrariamente.
Argomento: In libreria
Emanuele Colombo, Convertire i musulmani. L'esperienza di un gesuita spagnolo del Seicento, BRUNO MONDADORI 2007, pp. 192, Euro 14,00 ISBN 9788861590724

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La Maestà vostra permetta che anche noi della Compagnia di Gesù, come soldati difensori della Chiesa, possiamo dare il nostro contributo a questa Santa Spedizione; e mentre in Ungheria tanti Ercole ornati di alloro combattono con la spada l'idra maomettana, le cui teste mostruose sono tante quanti i loro infami errori, noi vogliamo combattere la medesima battaglia con lo stilo e con la penna (Dalla dedica del "Manuale per convertire i maomettani" all'imperatore Leopoldo I)

Convertire i musulmani. L’esperienza di un gesuita spagnolo del Seicento
di Federico Robbe
(diesse.org)

Vienna, 12 settembre 1683. Dopo sessanta giorni di assedio, l’impero ottomano è costretto ad abbandonare il cuore della cristianità. È una svolta nei rapporti tra Europa e islam. L’Occidente cristiano dimostra la propria superiorità in termini di mobilitazione delle risorse, armamenti e scienza militare. Ma c’è di più. Come ha scritto Fernand Braudel, la storia si muove per grandi sinusoidi, ed è proprio da Vienna che l’onda lunga dell’islam inizia la sua lenta discesa.
È questo il clima in cui, quattro anni dopo, Tirso Gonzalez de Santalla dà alle stampe un fortunato “Manuale per convertire i maomettani”, nel quale riassume la sua esperienza, qui rievocata in maniera affascinante e straordinariamente attuale da Emanuele Colombo.
A dispetto del titolo, il cuore dell’argomentazione del gesuita spagnolo non è l’esaltazione della guerra santa o il disprezzo dei musulmani in quanto tali, tutt’altro. È un accorato appello alla ragione. Ora tenero, ora più battagliero, ma sempre con saldi ancoraggi all’esperienza.
Argomento: In libreria
Giovanni Cantoni, Per una civiltà cristiana nel terzo millennio. La coscienza della Magna Europa e il quinto viaggio di Colombo, Sugarco, Milano 2008, pp. 264. Euro 18,50

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Giovanni Cantoni, fondatore e reggente nazionale di Alleanza Cattolica, animatore di diverse iniziative culturali, editorialista e saggista, ha pubblicato quattro volumi e oltre trecento fra articoli e studi su argomenti religiosi, politici e culturali. Fra i suoi scritti, L’Italia fra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione. Saggio introduttivo all’opera di Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995) Rivoluzione e Contro-Rivoluzione (Cristianità, Piacenza 1972); La le¬zione italiana. Premesse, manovre e riflessi della politica di «compromesso storico» sulla soglia dell’Italia rossa (Cristianità, Piacenza 1980); e A¬spetti in ombra della legge sociale dell’islam. Per una critica della «vulgata» «islamicamente corretta» (Centro Studi sulla Cooperazione Arcangelo Cammarata, San Cataldo [Caltanissetta] 2000). È curatore e coautore di Magna Europa. L’Europa fuori dall’Europa (D’Ettoris, Crotone 2006). L’ultima opera in ordine di tempo, Per una civiltà cristiana nel terzo millennio. La coscienza della Magna Europa e il quinto viaggio di Colombo (Sugarco, Milano 2008, pp. 264, € 18,50), raccoglie in ordine cronologico, all’interno di tre parti, ventiquattro articoli scritti fra il 1964 e il 2007, apparsi quasi tutti su Cristianità. Organo ufficiale di Alleanza Cattolica, edita a Piacenza dal 1973.
Argomento: In libreria
In libreria: Furore giacobino

LUCA VOLONTE', FURORE GIACOBINO, ALIBERTI 2007, pag. 352, Euro 18,50, ISBN:88742428637

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Recensione di Rino Cammilleri per www.iltimone.org
www.rinocammilleri.it

Luca Volontè, quarantunenne, è capogruppo dell’Udc alla Camera. Spesso intervistato in televisione, ha scritto diversi libri, tra cui il pungente La congiura di Torquemada (Rubbettino) sulla vicenda che portò a suo tempo alla vera e propria cacciata di Buttiglione dagli alti consessi europei in quanto cattolico. Volontè cura una rubrica settimanale sul quotidiano «Libero» ma praticamente scrive ed ha scritto su quasi tutti i periodici italiani, almeno quelli non pregiudizialmente ostili. Ora per i tipi della Aliberti va in libreria la sua ultima fatica, Furore giacobino (pp. 350, €. 18,50), che parte da una constatazione: «L’attuale post-totalitarismo è più pervasivo, apparentemente molto più dolce ma pagano e violento della peggiore barbarie dei secoli passati». L’opera ripercorre passo passo gli ultimi due anni e mezzo italiani, partendo dalla sostanziale vittoria dei cattolici nel referendum sulla procreazione assistita.

Argomento: In libreria

Vittorio Messori – Andrea Tornielli, Perché credo, Piemme 2008, pp. 430, € 20,00.

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Vittorio Messori è il più noto scrittore cattolico a livello internazionale, autore di bestseller tradotti in tutto il mondo. Ha firmato, tra l'altro, due libri intervista con gli ultimi due papi.
Eppure, Messori non è nato cattolico. La famiglia e la scuola ne avevano fatto un anticlericale e un razionalista della dura scuola torinese.
Poi, nell'estate del 1964, accadde Qualcosa di imprevedibile: un incontro con il Vangelo - al quale dedicherà gli studi di una vita - che, come a forza, lo "converte". Una storia insolita, in fondo drammatica, che Messori descrive per la prima volta in questo dialogo con il collega Andrea Tornielli, svelando particolari finora taciuti. Una svolta radicale, tale da rovesciare la sua vita e quella dei molti che, grazie ai suoi libri, scopriranno o riscopriranno la fede.
Uomo di frontiera tra le "due culture" - ha lavorato a lungo a «La Stampa» e da anni collabora al «Corriere della sera», ma si è impegnato anche ad «Avvenire» e nel Gruppo di «Famiglia cristiana» - Messori è credente dalla prospettiva cattolica ortodossa e, al contempo, non conformista, aliena da ogni clericalismo, integralismo o moralismo di sorta. «Giudico le idee di tutti. Non giudico la vita di alcuno», dice.
In questo libro - che è storia di una vita, ma anche riflessione di grande spessore culturale - si offre, tra l'altro, una replica ai pamphlets attuali che accusano di ignoranza o scarsa intelligenza chi abbia ancora il coraggio di dirsi credente. Una confessione ricca di conoscenza, ma anche di esperienza e di grande umanità. Per dirla con Pascal: «Pensavano di trovare un autore. Hanno trovato un uomo».

Gli Autori
Vittorio Messori, modenese per nascita (1941), torinese per cultura, milanese per professione giornalistica ed editoriale, abita ora sul Garda. Consapevole che la vita «o la si vive o la si scrive», ha sempre cercato un angolo appartato dove riflettere su come persuadere che la Speranza esiste, che è fondata, che il credente non è un credulo. E che il cristiano non è un cretino.
Andrea Tornielli (Chioggia, 1964) è il vaticanista del quotidiano «Il Giornale» e modera un blog dedicato all'informazione religiosa. Laureato in storia della lingua greca, sposato con tre figli, vive tra Milano e Roma. Ha dedicato vari libri alla rivisitazione di figure della storia della Chiesa come i papi Pio IX e Pio XII.

Per gentile concessione si riproduce il primo capitolo del volume

Argomento: In libreria
Joseph Ratzinger, Il Dio vicino. L’eucaristia, cuore della vita cristiana, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2008, pp. 162

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Il volume, pubblicato nel 2001 in Germania col titolo Gott ist uns nah. Eucharistie: Mitte des Lebens (Sankt Ulrich Verlag GmbH, Augsburg), raccoglie testi di diverso genere – conferenze, omelie, lezioni – risalenti ad un periodo compreso tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta e costituisce pertanto una piccola summa del pensiero teologico di Joseph Ratzinger sul sacramento dell’eucaristia. Come di consueto rileviamo che pur non essendo ovviamente magistero, tuttavia si tratta di un testo molto utile per comprendere l’insegnamento di papa Benedetto XVI, tenendo conto anche della sua costante attenzione alla degna celebrazione dell’eucaristia. La vicinanza di Dio non è solo il filo conduttore che lega i vari capitoli del libro, ma il centro dell’intera rivelazione, poiché la fede cristiana non è una vaga opinione, ma un sì concreto ad un Dio che non si è limitato a rivelarsi, ma si è fatto Egli stesso uomo. Non a caso durante la recita del Credo ci si genufletteva alle parole: et incarnatus est…
Argomento: In libreria
Cornelio Fabro, Profili di Santi, EDIVI Edizioni Verbo Incarnato, Segni 2008, 133 pag, ISBN 978-88-89231-20-3, € 15,00

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«... nei santi il colloquio con le creature non è che l’eco, il frutto e la testimonianza del loro colloquio con Dio. Il rapporto intimo del santo con Dio è legato a un segreto, chiuso ad ogni profano sguardo: il campo della santità sta esattamente agli antipodi di quello della curiosità. Ogni santo ha avuto il suo segreto che l’ha legato a Dio nell’abbandono della piena immolazione: quel che a noi, all’oscuro come siamo di quel segreto, sembra discontinuo o anche repellente per le nostre quattro mezze idee che ci tiranneggiano, trova in esso il vero punto di raccordo e la chiave delle armonie che lo Spirito Santo trae dalla fragile natura umana quando ascolta docilmente i suoi ineffabili inviti.»

Cornelio Fabro


Avvertenze riguardanti il volume

«Profili di santi», il primo volume di stampo spirituale pubblicato da Fabro, obbedisce ad una raccolta di scritti commemorativi apparsi nella rivista vaticana «Ecclesia» e ad alcuni radiomessaggi trasmessi dalla Radio Vaticana fra 1948 e 1955 legati unicamente, come lo stesso Fabro accenna, dal filo luminoso della divina grazia.
Argomento: In libreria
Joseph Thorborn. Il quarto segreto, Piemme, 2008, pp. 443, Euro 11,50

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Questo è un tempo di segni, profezie e decrittatori. Capita. Quando gli anni sono incerti, l’identità confusa, le metamorfosi incompiute. Capita quando si ha paura. I romanzi spesso si abbeverano di tutto questo. Funziona il complotto. Funziona la leggenda. Funziona l’altra storia. Il caso dei casi è Il codice da Vinci di Dan Brown. Ma non è il solo. Schiere di autori scavano nei bassifondi dell’esoterismo, tra gli scaffali delle teorie cospiratorie, nelle antiche biblioteche perdute o sotto le rovine di Gerusalemme. C’è di tutto: frammenti di tardi vangeli apocrifi, documenti dubbi o fabbricati ad arte, carte che riscrivono la storia di Gesù e lo fanno magari morire nel Kashmir o sposare con Maria di Magdala. Quasi nessuno invece scava nel cuore sacro del mistero. La tradizione giudaico-cristiana è la più grande fabbrica di profezie. Il ritmo della Bibbia è scandito dai profeti. Cristo è la profezia incarnata. L’apocalisse è la madre di tutte le profezie.
Questi sono i pilastri, poi ci sono milioni di labirinti dove perdersi e da interpretare. È un mare che Dan Brown non osa neppure immaginare. Basta tuffarsi e pescare. Ed è ciò che ha fatto Joseph Thornborn con Il quarto segreto (Piemme, pagg. 443, euro 18,90).
Argomento: In libreria
Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, Il pianeta delle scimmie: manuale di sopravvivenza in un mondo che ha rifiutato Dio, Piemme 2008, ISBN 978-88-384-6827-8, Prezzo €14,50, pag. 256

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Mario Rossi è un astronauta italiano, spedito nello spazio il 10 ottobre del 1962. Rossi si risveglia dopo un lungo viaggio, sono trascorsi molti anni e si ritrova su un pianeta molto strano, nel quale gli abitanti hanno usi e costumi incredibilmente diversi dalla Terra. Solo dopo molte vicissitudini l’astronauta Rossi scoprirà, con sgomento, di essere atterrato in realtà proprio sulla Terra, trasformatasi in pochi decenni nel “pianeta delle scimmie”, dove gli uomini si sono involuti, rinnegando Dio e tutto ciò che di più bello e sacro essi avevano custodito per secoli.
E’ questa la trama del nuovo, provocatorio e inquietante, libro di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro. A partire dal racconto del viaggio immaginario di Mario Rossi, Gnocchi e Palmaro tornano a parlarci dell’uomo e della donna, della Chiesa e della politica, del lavoro e della famiglia, sempre guidati dalla bussola della dottrina cattolica e dalla critica senza sconti alla modernità. Il tutto condito da una vena umoristica che accompagna ogni pagina e che culmina nell’ormai classico “test finale” per conseguire il “brevetto di astronauta cattolico”.
Per gentile concessione dell’editore, proponiamo di seguito un capitolo del libro.
Argomento: In libreria
Massimiliano Fiorin, LA FABBRICA DEI DIVORZI - Il diritto contro la famiglia, Edizioni San Paolo, settembre 2008, ISBN 978-88-215-6313-3, pag. 304, euro 18,00

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L'autore è l'avvocato di www.totustuus.net.

Dalla prefazione di Claudio Risè:

"Dopo quasi quarant'anni dall'introduzione della legge Fortuna-Baslini, fino a che punto il divorzio ha trasformato la società italiana? Che ne è rimasto del matrimonio tradizionale, e quali sono le prospettive future della famiglia? E' anche per rispondere a queste domande che questo libro descrive la realtà delle separazioni coniugali e dell'affidamento dei figli, in Italia, nel primo decennio del XXI secolo.
Si tratta di elementi utili per un bilancio ormai non rinviabile. A giudicare, infatti, dal numero enorme dei fatti di sangue connessi alla disgregazione dei nuclei familiari, e dai malesseri gravi di cui soffrono le persone coinvolte, a cominciare dai minori, il prezzo pagato anno dopo anno per la conquista "civile" del divorzio è davvero molto alto.
Argomento: In libreria
Dom Prosper Gueranger, LA SANTA MESSA. Spiegazione delle preghiere e delle cerimonie della Santa Messa secondo alcune note raccolte dalle conferenze di Dom Prosper Guéranger, Abate di Solesmes


Prefazione del Traduttore


Con il Motu Proprio Summorum Pontificum cura del Santo Padre Benedetto XVI, felicemente regnante, in data 7 luglio 2007, la cosiddetta Messa “Tradizionale” o “Tridentina” o di san Pio V è tornata in auge. Tuttavia, il fedele del terzo millennio che vi partecipa per la prima volta – o anche il sacerdote che volesse apprenderla – potrebbe facilmente smarrirsi. L’uso del latino – ormai caduto in oblio –, le molteplici parti in silenzio, che presuppongono un’intensa vita spirituale, e l’altissima simbologia dei gesti, che invitano a gustar il senso del sacro, potrebbero aver un sapore d’anacronismo e indurre ad un pernicioso scoraggiamento.
Nulla di più consono, allora, d’una “spiegazione” della Messa di san Pio V in tutti i suoi multiformi dettagli per entrare – per quanto possibile ad umano intelletto – nel mistero che si celebra, senza indulgere troppo alla pur lecita e doverosa bellezza delle forme.
Tale spiegazione ci viene offerta da un esimio liturgo quale Dom Prosper Guéranger, il grande restauratore dell’Ordine Benedettino in Francia, nonché della liturgia e del canto tradizionale della Chiesa. Dom Guéranger, di cui è stato avviato il processo di beatificazione, morì lasciando inedite alcune memorie liturgiche importantissime, tra le quali il piccolo commento della Santa Messa che qui presentiamo.
Argomento: In libreria
Richard J. Neuhaus, Lo splendore della verità. Perché sono diventato cattolico (e sono felice di esserlo), ISBN 9788871807355, 21.00 Euro, 320 pagine, Lindau Edizioni 2008

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Il cattolico di Bush
Padre Neuhaus spiega i motivi che stanno trasformando gli Usa in un paese papista

Padre Richard Neuhaus è uno dei personaggi più popolari, e più criticati, nel mondo religioso nordamericano. Nato in Canada, figlio di un pastore luterano e pastore a sua volta, nel 1990 è stato accolto dal cardinale O’Connor nella Chiesa cattolica. «Sono diventato il cattolico che ero»: così padre Richard ha sempre commentato quella che non considera una “conversione”, ma l’approfondimento fino alle radici della fede che ha sempre vissuto. Consigliere molto ascoltato di George W. Bush, è noto da un lato per la difesa delle posizioni tradizionali della Chiesa contro le derive postconciliari, dall’altro per la volontà di dialogo cordiale col mondo protestante. Tanto che uno scritto del 1995, Evangelicals and Catholics Together: Toward a Common Mission, è stato accusato di sorvolare su fondamentali questioni di fede per promuovere un programma politico neoconservatore. Ma padre Richard non se ne cruccia, e prosegue il suo lavoro, confortato tra l’altro a lungo dall’amicizia di Giovanni Paolo II. Lo splendore della verità, da poco nelle librerie italiane grazie a Lindau, è l’occasione per farsi un’idea di prima mano.
Argomento: In libreria
Benedetto XVI, Dare bellezza per la gloria di Dio. Discorso alla Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, Edizioni Feeria – Comunità di San Leolino, Panzano in Chianti (FI) 2006, pp. 22, ill., € 5,00

Per ordinazioni: http://www.sanleolino.org/contatti.php

Una possibile chiave di lettura del pontificato che stiamo vivendo è quella di un rilancio della fede ripartendo dall’essenziale, come dimostrano le due encicliche Deus caritas est e Spe salvi, incentrate sul cuore del messaggio cristiano, cioè rispettivamente l’amore e la speranza - nonché sui rispettivi fraintendimenti che rischiano di renderle sterili. Un altro ritorno all’essenziale riguarda l’educazione allo «spirito della liturgia» - per riprendere il titolo di un importante testo dell’allora cardinale Joseph Ratzinger – affinchè sia sempre più chiaro che in essa si consuma il supremo atto d’amore tra Cristo e la Chiesa, dinanzi al quale la risposta più appropriata è quella suggerita dal salmo 137(138), ripreso dalla Regola benedettina: in conspectu angelorum psallam tibi, di fronte agli angeli voglio cantarti. L’essenza della liturgia consiste in ciò che compiono gli angeli nel cielo e i monaci sulla terra: nell’adorazione.
Il concetto è stato più volte ribadito dal teologo e cardinale Ratzinger e poi da Papa Benedetto XVI (ad esempio nella visita all’abbazia di Heiligenkreuz, in Austria, il 9 settembre 2007) e va tenuto presente non solo per quanto riguarda la liturgia in generale, ma soprattutto quella sua componente fondamentale – drammaticamente travolta dalla ideologica e quindi falsa contrapposizione tra pre- e postconcilio – che è il canto e la musica sacra; è ovviamente questo l’argomento del discorso tenuto dal regnante pontefice ai cantori della Cappella Sistina il 20 dicembre 2005 e pubblicato dalle Edizioni Feeria insieme ad una prefazione del segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, ad un indirizzo di saluto del Maestro Direttore della Cappella Sistina, monsignor Giuseppe Liberto, e ad un breve saluto dello stesso Pontefice alla fine dell’udienza generale del 15 febbraio 2006.
Il concetto è stato più volte ribadito dal teologo e cardinale Ratzinger e poi da Papa Benedetto XVI (ad esempio nella visita all’abbazia di Heiligenkreuz, in Austria, il 9 settembre 2007) e va tenuto presente non solo per quanto riguarda la liturgia in generale, ma soprattutto quella sua componente fondamentale – drammaticamente travolta dalla ideologica e quindi falsa contrapposizione tra pre- e postconcilio – che è il canto e la musica sacra; è ovviamente questo l’argomento del discorso tenuto dal regnante pontefice ai cantori della Cappella Sistina il 20 dicembre 2005 e pubblicato dalle Edizioni Feeria insieme ad una prefazione del segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, ad un indirizzo di saluto del Maestro Direttore della Cappella Sistina, monsignor Giuseppe Liberto, e ad un breve saluto dello stesso Pontefice alla fine dell’udienza generale del 15 febbraio 2006.
Argomento: In libreria
George Weigel, La Chiesa spiegata a chi non crede, Rubbettino 2008, ISBN 9788849820126, pp. 176, €4,00

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George Weigel è un autore straordinario. È noto per aver scritto una monumentale biografia intellettuale di Giovanni Paolo II: Testimone della speranza, frutto di anni di lavoro e di mesi di conversazioni private con il Santo Padre. Ad ogni modo, Weigel è soprattutto un politologo raffinato, opera all’interno dell’Ethics and Public Policy Centre di Washington DC ed è autore di numerosi saggi politici. Oggi l’Editore Rubbettino, per la collana della Fondazione “Novae Terrae”, pubblica un suo interessantissimo volume: La Chiesa spiegata a chi non crede. Il libro mira a fornire al lettore una spiegazione chiara di dieci temi controversi che tendono molto spesso a far apparire la Chiesa come un’istituzione legata a riti e a pratiche ormai desuete, che si ostinano a sostenere un insegnamento morale che, in taluni casi, potrebbe apparire persino crudele.
Argomento: In libreria
Christopher Dawson, La religione e lo Stato moderno, trad. it., a cura di Paolo Mazzeranghi, D’Ettoris, Crotone 2007, pp. 200, Euro 17,90

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In Italia, la figura e l’opera di Christopher Dawson restano — ancora oggi — poco conosciuti, certamente assai meno di quanto meriterebbero. La pubblicazione, dunque, in lingua italiana, per la prima volta, del suo La religione e lo Stato moderno costituisce evento di sicura rilevanza.

Henry Christopher Dawson nasce il 12 ottobre 1889 ad Hay Castle, nella località di Hay, al confine fra Herefordshire, in Inghilterra, e Galles. Cresciuto in un ambiente familiare intensamente religioso, compie gli studi universitari al prestigioso Trinity College di Oxford, si converte dall’angli­canesimo e, nella stessa Oxford, il 5 gennaio 1914, aderisce pubblicamente alla Chiesa Cattolica.

Dawson è quindi certamente annove­ra­bile fra i «grandi convertiti» delle huma­nae litterae dell’universo anglofono, fra i quali si annovera il cardinal John Henry Newman (1801-1890) come «capo­sti­pite» e figurano autori quali Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), Joseph Hilaire Pierre René Belloc (1870-1953), Robert Hugh Benson (1871-1914), Thomas Stearns Eliot (1888-1965), Arthur Evelyn St. John Waugh (1903-1966), John Ro­nald Reuel Tolkien (1892-1973), Clive Staples Lewis (1898-1963), Thomas Mal­colm Mug­ge­ridge (1903-1990), Flannery O’Connor (1925-1964), John Orley Allen Tate (1899-1979) e Robert Penn Warren (1905-1989).
Argomento: In libreria
Thornborn Joseph, L'ULTIMA RIVELAZIONE, (Romanzo), PIEMME 2008, pp. 426, € 18,50; EAN: 9788838488603

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Recensione di Rino Cammilleri apparsa su "www.iltimone.org" del giugno 2008.

Al tempo in cui furoreggiava nelle classifiche librarie il romanzo Il Codice da Vinci, di fronte all’ampiezza incredibile del fenomeno (una settantina di milioni di copie vendute, seguite dall’ovvio film) mi è capitato più volte di discutere con amici e conoscenti cattolici sulle cause di tale spropositato evento.
Infatti, a leggerlo, quel thriller non aveva niente di particolarmente eccezionale. Certo, c’era un ritmo concitato ed era scritto in modo da indurre il lettore a seguire quella specie di caccia al tesoro in cui i protagonisti erano impegnati. Ma questo non lo rendeva granché diverso da altri thriller di successo.
Perciò, l’unica cosa che poteva spiegarne l’affermazione planetaria era il «tesoro» oggetto della «caccia», questo sì differente da ogni altro. Come ormai tutti sanno, alla fine del libro si scopriva che Gesù aveva avuto figli con la Maddalena e che la loro ultima discendente era la co-protagonista del romanzo. Si scopriva pure che avevano ragione i cosiddetti vangeli apocrifi e che tutto quello che credevamo di sapere su Cristo e il cristianesimo è pura invenzione della Chiesa. Così, tra Templari, Rennes-le-Château, Priorato di Sion e Santo Graal, venivano a galla duemila anni di mistificazioni vaticane, perché Cristo avrebbe voluto instaurare (meglio: restaurare) l’antica religione universale dell’«eterno femminino» e darne il sacerdozio alla Maddalena. Invece, i maschilisti Pietro e Paolo, dopo la dipartita di Gesù, avevano imbrogliato le carte, perseguitando la Maddalena e i suoi discendenti (i Merovingi) e dandocela a bere per due millenni.
Ma via, in fondo è solo un romanzo! –fu detto.
Argomento: In libreria
Bernardo Cervellera, “Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi”, Ancora, Milano, 2008, pp. 230, ISBN 8851405697 , Prezzo 13,50 € .

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Bernardo Cervellera, missionario del PIME e giornalista, attualmente è responsabile dell’agenzia giornalistica “Asia News”. È stato direttore (1997-2002) di “Fides”, l’agenzia di informazione internazionale del Vaticano, divenuta sotto la sua guida un’autorevole organo giornalistico molto apprezzato dai media mondiali. Dal ’95 al ’97 ha insegnato all’università di Pechino (Beida) come docente di Storia della Civiltà occidentale. Collaboratore del quotidiano “Avvenire”, interviene come esperto di politica internazionale nei TG nazionali e in numerose trasmissioni televisive, fra cui “Porta a Porta” e “Otto e mezzo”.



Tratto da: “Il rovescio delle medaglie. La Cina e le Olimpiadi”, Ancora, Milano, 2008, pp. 230, capitolo settimo.
di Bernardo Cervellera

“Pechino 2008 sarà all’insegna dell’armonia e della libertà per tutte le religioni”: lo assicura Ye Xiaowen, direttore dell’amministrazione statale per gli affari religiosi, il ministero che si preoccupa di attuare la politica della Cina verso le religioni. [...]
Argomento: In libreria

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