UDIENZA
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO SULLA STAMPA CATTOLICA
PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 
07.10.2010

I cristiani non possono ignorare la crisi di fede che è sopraggiunta nella società, o semplicemente confidare che il patrimonio di valori trasmesso lungo i secoli passati possa continuare ad ispirare e plasmare il futuro della famiglia umana. L’idea di vivere "come se Dio non esistesse" si è dimostrata deleteria: il mondo ha bisogno piuttosto di vivere "come se Dio esistesse", anche se non c’è la forza di credere, altrimenti esso produce solo un "umanesimo disumano".

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DEL BRASILE
 
(REGIONI "NORTE I" E "NOROESTE")
IN VISITA «AD LIMINA APOSTOLORUM»

Lunedì, 4 ottobre 2010

Le sfide del momento attuale potrebbero condurre a una visione riduttiva del concetto di missione. Questa non si può limitare a una semplice ricerca di nuove tecniche e forme che rendano la Chiesa più attraente e capace di vincere la concorrenza di altri gruppi religiosi o di ideologie relativiste. La Chiesa non lavora per se stessa: è al servizio di Gesù Cristo ... La missione, pertanto, non è altro che la conseguenza naturale dell'essenza stessa della Chiesa ... l'indebolimento dello spirito missionario forse non si deve tanto a limitazioni e a carenze nelle forme esterne dell'azione missionaria tradizionale, quanto all'aver dimenticato che la missione deve alimentarsi a partire da un nucleo più profondo. Tale nucleo è l'Eucaristia.

Argomento: In primo piano

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NEL REGNO UNITO IN OCCASIONE DELLA BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE JOHN HENRY NEWMAN (16-19 SETTEMBRE 2010)

VEGLIA DI PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE JOHN HENRY NEWMAN AD HYDE PARK A LONDRA 

 

  DISCORSO DEL SANTO PADRE

18.09.2010

Alla fine della vita, Newman avrebbe descritto il proprio lavoro come una lotta contro la tendenza crescente a considerare la religione come un fatto puramente privato e soggettivo, una questione di opinione personale. Qui vi è la prima lezione che possiamo apprendere dalla sua vita: [...] la passione per la verità, per l’onestà intellettuale e per la conversione genuina comportano un grande prezzo da pagare. La verità che ci rende liberi non può essere trattenuta per noi stessi; esige la testimonianza, ha bisogno di essere udita, ed in fondo la sua potenza di convincere viene da essa stessa e non dall’umana eloquenza o dai ragionamenti nei quali può essere adagiata. Non lontano da qui, a Tyburn, un gran numero di nostri fratelli e sorelle morirono per la fede; la testimonianza della loro fedeltà sino alla fine fu ben più potente delle parole ispirate che molti di loro dissero prima di abbandonare ogni cosa al Signore.

Argomento: In primo piano

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI NEL REGNO UNITO IN OCCASIONE DELLA BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE JOHN HENRY NEWMAN (16-19 SETTEMBRE 2010)

INCONTRO CON ESPONENTI DELLA SOCIETÀ CIVILE, DEL MONDO ACCADEMICO, CULTURALE E IMPRENDITORIALE, CON IL CORPO DIPLOMATICO E CON LEADERS RELIGIOSI, NELLA WESTMINSTER HALL DI LONDRA
17.09.2010

Dove può essere trovato il fondamento etico per le scelte politiche? La tradizione cattolica sostiene che le norme obiettive che governano il retto agire sono accessibili alla ragione, prescindendo dal contenuto della rivelazione. Secondo questa comprensione, il ruolo della religione nel dibattito politico  [...] è di aiutare nel purificare e gettare luce sull’applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi. [...] non posso che esprimere la mia preoccupazione di fronte alla crescente marginalizzazione della religione, in particolare del Cristianesimo [...] Vi sono alcuni che sostengono che la voce della religione andrebbe messa a tacere, o tutt’al più relegata alla sfera puramente privata

Argomento: In primo piano

VIAGGIO APOSTOLICO DI
SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
NEL REGNO UNITO
IN OCCASIONE DELLA BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE JOHN HENRY NEWMAN
(16.09.2010)

SANTA MESSA AL BELLAHOUSTON PARK DI GLASGOW  

L’evangelizzazione della cultura è tanto più importante nella nostra epoca, in cui una "dittatura del relativismo" minaccia di oscurare l’immutabile verità sulla natura dell’uomo, il suo destino e il suo bene ultimo. Vi sono oggi alcuni che cercano di escludere il credo religioso dalla sfera pubblica, di privatizzarlo o addirittura di presentarlo come una minaccia all’uguaglianza e alla libertà ... Per questo motivo faccio appello in particolare a voi, fedeli laici!

Argomento: In primo piano

MESSAGGIO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
PER LA XXVI GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (16-21 AGOSTO 2011)
03.09.2010

La cultura attuale, in alcune aree del mondo, soprattutto in Occidente, tende ad escludere Dio, o a considerare la fede come un fatto privato, senza alcuna rilevanza nella vita sociale. Mentre l’insieme dei valori che sono alla base della società proviene dal Vangelo – come il senso della dignità della persona, della solidarietà, del lavoro e della famiglia –, si constata una sorta di "eclissi di Dio", una certa amnesia, se non un vero rifiuto del Cristianesimo e una negazione del tesoro della fede ricevuta, col rischio di perdere la propria identità profonda. Per questo motivo, cari amici, vi invito a intensificare il vostro cammino di fede in Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo.

Argomento: In primo piano

LETTERA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AL CARDINALE
STANISLAW RYLKO
PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI
IN OCCASIONE DEL CONGRESSO DEL LAICATO CATTOLICO IN ASIA
[SEOUL, COREA DEL SUD, 31 AGOSTO-5 SETTEMBRE 2010]

"I popoli dell'Asia hanno bisogno di Gesù Cristo e del suo Vangelo, poiché il Continente ha sete dell'acqua viva che solo lui può dare" (Ecclesia in Asia, n. 50) ... Se i fedeli laici devono assumersi questa missione ... devono essere incoraggiati a cooperare in maniera attiva non solo all'edificazione delle loro comunità cristiane locali, ma anche alla creazione di nuove modalità di annuncio del Vangelo in ogni settore della società.

Argomento: In primo piano

Benedetto XVI
UDIENZA GENERALE
25.08.2010
CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Le creature debbono tacere se deve subentrare il silenzio in cui Dio può parlare.
Questo è vero sempre anche nel nostro tempo: a volte si ha una sorta di timore del silenzio, del raccoglimento, del pensare alle proprie azioni, al senso profondo della propria vita, spesso si preferisce vivere solo l’attimo fuggente, illudendosi che porti felicità duratura; si preferisce vivere, perché sembra più facile, con superficialità, senza pensare (...)

Argomento: In primo piano

Benedetto XVI
SANTA MESSA NELLA SOLENNITÀ DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
15.08.2010

Le radici stanno nella fede della Vergine di Nazareth, come testimonia il brano del Vangelo che abbiamo ascoltato (Lc 1,39-56): una fede che è obbedienza alla Parola di Dio e abbandono totale all’iniziativa e all’azione divina, secondo quanto le annuncia l’Arcangelo. La fede, dunque, è la grandezza di Maria ... Elisabetta lo confessa nella gioia sua e del bambino che le sussulta in grembo: «E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (v. 45). Cari amici! Non ci limitiamo ad ammirare Maria nel suo destino di gloria, come una persona molto lontana da noi: no! Siamo chiamati a guardare quanto il Signore, nel suo amore, ha voluto anche per noi, per il nostro destino finale: vivere tramite la fede nella comunione perfetta di amore con Lui e così vivere veramente.

Argomento: In primo piano

I tesori della Chiesa
Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Omelia in occasione della Solennità di San Lorenzo, titolare della Cattedrale

Genova, Cattedrale di San Lorenzo
10 agosto 2010


Per questo, la Chiesa in tutti i tempi non si mai limitata ad aiutare coloro che si trovano nell' indigenza - quasi samaritana della storia - ma, fedele al suo mandato, si è fatta portatrice di verità, la verità di Dio rivelato in Cristo e la verità piena dell'uomo. Ella sa che è Dio il vero garante del bene e del pieno sviluppo dell'uomo, per questo non si stanca di annunciarlo pur in mezzo a difficoltà e prove vecchie e nuove.

Argomento: In primo piano

Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova

Vita spirituale ed evangelizzazione
 

Cattedrale di Scutari, Albania,
7 luglio 2010

 


 

La storia dice che una storia senza Dio non è storia, perché va sempre contro l'uomo in ciò che ha di più profondo. Si tratta allora di ispirare la società e la storia alla luce di Gesù che rivela il vero volto di Dio e il vero volto dell'uomo: c'è un grande bisogno di riscoprire l'umano dell'uomo in tempi di confusione e di relativismo

Argomento: In primo piano

BENEDIZIONE DELLA STATUA RESTAURATA
DELLA "MADONNINA" DI MONTE MARIO IN ROMA
E VISITA AL MONASTERO DOMENICANO
SANTA MARIA DEL ROSARIO

CELEBRAZIONE DELL'ORA MEDIA
E INCONTRO CON LE MONACHE DI CLAUSURA

OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Monastero Domenicano Santa Maria del Rosario 
24 giugno 2010

 


 

La forma di vita contemplativa, che dalle mani di san Domenico avete ricevuto nelle modalità della clausura, vi colloca, come membra vive e vitali, nel cuore del corpo mistico del Signore, che è la Chiesa; e come il cuore fa circolare il sangue e tiene in vita il corpo intero, così la vostra esistenza nascosta con Cristo, intessuta di lavoro e di preghiera, contribuisce a sostenere la Chiesa, strumento di salvezza per ogni uomo che il Signore ha redento con il suo Sangue.

Argomento: In primo piano

Card. Angelo Bagnasco
Aricivescovo di Genova

S.Messa nella memoria di San Josemaria Escrivà de Balaguer


Presenza e concretezza

 


Genova, Cattedrale di San Lorenzo,
22 giugno 2010

 


Non è forse di Dio che l'uomo di tutti i tempi ha fame e sete anche senza saperlo? ... ne ha bisogno l'uomo contemporaneo sotto tutte le latitudini e in qualunque condizione sociale e culturale ... l'uomo ha bisogno di pane ma anche di verità, ha bisogno di terra ma anche di cielo, ha bisogno dell'amore umano ma ancor più dell'amore di Dio. Ecco la missionarietà, ecco la forma più alta e urgente di quell'amore reciproco a cui il Vangelo ci richiama e ci sospinge.

Argomento: In primo piano

CAPPELLA PAPALE NELLA
SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO
PRIMI VESPRI
Basilica di San Paolo Fuori le Mura
Domenica
, 28 giugno 2010

OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Vi sono regioni del mondo che ancora attendono una prima evangelizzazione; altre che l’hanno ricevuta, ma necessitano di un lavoro più approfondito; altre ancora in cui il Vangelo ha messo da lungo tempo radici, dando luogo ad una vera tradizione cristiana, ma dove negli ultimi secoli – con dinamiche complesse – il processo di secolarizzazione ha prodotto una grave crisi del senso della fede cristiana e dell’appartenenza alla Chiesa.

Argomento: In primo piano

VISITA PASTORALE A SULMONA

INCONTRO CON I GIOVANI

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Cattedrale di Sulmona
Domenica, 4 luglio 2010

Sì, la memoria storica è veramente una “marcia in più” nella vita, perché senza memoria non c’è futuro. Una volta si diceva che la storia è maestra di vita! La cultura consumistica attuale tende invece ad appiattire l’uomo sul presente, a fargli perdere il senso del passato, della storia; ma così facendo lo priva anche della capacità di comprendere se stesso, di percepire i problemi, e di costruire il domani.

Argomento: In primo piano

CAPPELLA PAPALE NELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO
29.06.2010

Se pensiamo ai due millenni di storia della Chiesa, possiamo osservare che [...] non sono mai mancate per i cristiani le prove, che in alcuni periodi e luoghi hanno assunto il carattere di vere e proprie persecuzioni. Queste, però, malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto.

Argomento: In primo piano

Benedetto XVI
L’UDIENZA GENERALE
23.06.2010

Mettiamoci dunque anche noi alla scuola di san Tommaso e del suo capolavoro, la Summa Theologiae. [...] Si tratta di un ragionamento serrato, in cui l’applicazione dell’intelligenza umana ai misteri della fede procede con chiarezza e profondità, intrecciando domande e risposte [...] In questa riflessione, nell’incontro con vere domande del suo tempo, che sono anche spesso domande nostre, san Tommaso, utilizzando anche il metodo e il pensiero dei filosofi antichi ... arriva così a formulazioni precise, lucide e pertinenti delle verità di fede, dove la verità è dono della fede, risplende e diventa accessibile per noi, per la nostra riflessione.

Argomento: In primo piano

Lectio Magistralis del Cardinale Carlo Caffarra
in occasione del conferimento del

Premio Defensor Fidei 2010 promosso dalla rivista cattolica Il Timone
presso la Cascina La Lodovica a Oreno di Vimercate (Mi)

22 maggio 2010

Penso – ed ogni giorno ne sono più convinto – che raramente nel corso della storia l’uomo, e la sua dignità congenita siano stati così a rischio come oggi, così insidiati come oggi. Perché? Perché sono negati i costitutivi ontologici della persona umana, e quindi i fondamenti della sua  dignità.
Argomento: In primo piano

Cardinale Carlo Caffarra
Arcivescovo di Bologna
Omelia del 6 giugno 2010

Solennità del Corpus Domini
presso le Ancelle Adoratrici

L’atto – il dono di Sé compiuto da Cristo – resta come fermato, fissato dentro allo scorrere delle nostre tribolate giornate: stat Crux dum volvitur mundus ... L’adorazione è l’atto con cui la creatura razionale dice al suo Creatore: "Tu sei Colui che sei; io sono colui che non sono" ... Adorare significa semplicemente lasciarsi plasmare dal dono che Cristo ha fatto di Sé, eucaristicamente sempre presente. È per questo che l’adorazione eucaristica è l’atto di cui la Chiesa ha più bisogno.

Argomento: In primo piano

 

 

L’UDIENZA GENERALE
2/6/2010
Catechesi sui grandi teologi del Medioevo

Tommaso d’Aquino mostrò che tra fede cristiana e ragione sussiste una naturale armonia. E questa è stata la grande opera di Tommaso, che in quel momento di scontro tra due culture - quel momento nel quale sembrava che la fede dovesse arrendersi davanti alla ragione - ha mostrato che esse vanno insieme, che quanto appariva ragione non compatibile con la fede non era ragione, e quanto appariva fede non era fede, in quanto opposta alla vera razionalità; così egli ha creato una nuova sintesi, che ha formato la cultura dei secoli seguenti.

Argomento: In primo piano

UDIENZA ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA (C.E.I.)
27.05.2010

... sembra necessario andare fino alle radici profonde di questa emergenza  per trovare anche le risposte adeguate a questa sfida. Una radice essenziale consiste in un falso concetto di autonomia dell’uomo: l’uomo dovrebbe svilupparsi solo da se stesso, senza imposizioni da parte di altri ... L’altra radice dell’emergenza educativa io la vedo nello scetticismo e nel relativismo o, con parole più semplici e chiare, nell’esclusione delle due fonti che orientano il cammino umano ... Anche in Italia la presente stagione è marcata da un’incertezza sui valori, evidente nella fatica di tanti adulti a tener fede agli impegni assunti: ciò è indice di una crisi culturale e spirituale, altrettanto seria di quella economica.

Argomento: In primo piano

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI IN PORTOGALLO NEL 10° ANNIVERSARIO DELLA BEATIFICAZIONE DI GIACINTA E FRANCESCO, PASTORELLI DI FÁTIMA (11 - 14 MAGGIO 2010) (XIV) 
13.05.2010

 

 

INCONTRO CON I VESCOVI DEL PORTOGALLO ALLA CASA "NOSSA SENHORA DO CARMO" DI FÁTIMA

In verità, i tempi nei quali viviamo esigono un nuovo vigore missionario dei cristiani, chiamati a formare un laicato maturo, identificato con la Chiesa, solidale con la complessa trasformazione del mondo.
C’è bisogno di autentici testimoni di Gesù Cristo, soprattutto in quegli ambienti umani dove il silenzio della fede è più ampio e profondo: i politici, gli intellettuali, i professionisti della comunicazione che professano e promuovono una proposta monoculturale, con disdegno per la dimensione religiosa e contemplativa della vita.
In tali ambiti non mancano credenti che si vergognano e che danno una mano al secolarismo, costruttore di barriere all’ispirazione cristiana.
Nel frattempo, amati Fratelli, quanti difendono in tali ambienti, con coraggio, un vigoroso pensiero cattolico, fedele al Magistero, continuino a ricevere il vostro stimolo e la vostra parola illuminante, per vivere, da fedeli laici, la libertà cristiana.

Argomento: In primo piano

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI IN PORTOGALLO NEL 10° ANNIVERSARIO DELLA BEATIFICAZIONE DI GIACINTA E FRANCESCO, PASTORELLI DI FÁTIMA (11 - 14 MAGGIO 2010)

BENEDIZIONE DELLE FIACCOLE E RECITA DEL SANTO ROSARIO PRESSO LA CAPPELLINA DELLE APPARIZIONI SUL SAGRATO DEL SANTUARIO DI FÁTIMA
12.05.2010

Nel nostro tempo, in cui la fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata, la priorità al di sopra di tutte è rendere Dio presente in questo mondo ed aprire agli uomini l’accesso a Dio.
[...] lasciamoci attrarre dai misteri di Cristo, i misteri del Rosario di Maria. La recita del rosario ci consente di fissare il nostro sguardo e il nostro cuore in Gesù, come faceva sua Madre, modello insuperabile della contemplazione del Figlio.

Argomento: In primo piano

S. S. Benedetto XVI
UDIENZA GENERALE
05.05.2010

Negli ultimi decenni, vi sono state tendenze orientate a far prevalere, nell’identità e nella missione del sacerdote, la dimensione dell’annuncio, staccandola da quella della santificazione; spesso si è affermato che sarebbe necessario superare una pastorale meramente sacramentale.
[...] E’ necessario riflettere se, in taluni casi, l’aver sottovalutato l’esercizio fedele del munus sanctificandi, non abbia forse rappresentato un indebolimento della stessa fede nell’efficacia salvifica dei Sacramenti e, in definitiva, nell’operare attuale di Cristo e del suo Spirito, attraverso la Chiesa, nel mondo.
[...] Cari sacerdoti, vivete con gioia e con amore la Liturgia e il culto: è azione che il Risorto compie nella potenza dello Spirito Santo in noi, con noi e per noi. Vorrei rinnovare l’invito fatto recentemente a "tornare al confessionale, come luogo nel quale celebrare il Sacramento della Riconciliazione, ma anche come luogo in cui ‘abitare’ più spesso, perché il fedele possa trovare misericordia, consiglio e conforto, sentirsi amato e compreso da Dio e sperimentare la presenza della Misericordia Divina, accanto alla Presenza reale nell’Eucaristia"

Argomento: In primo piano

Omelia per il V anniversario della elezione al Soglio Pontificio di Papa Benedetto XVI (in Cattedrale)
19 aprile 2010

È intrinseco alla testimonianza cristiana lo scontro coi poteri di questo mondo. Quale è il “potere del mondo” con cui oggi si scontra la testimonianza che quotidianamente Benedetto XVI rende a Cristo? Prima ho parlato della “dittatura del relativismo”. Con questa espressione il S. Padre intende quel modo di pensare oggi così diffuso secondo il quale non esiste alcuna verità universalmente valida circa ciò che è bene o male; che «non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie».
Una tale posizione, sul piano etico, ha una potenza devastante smisurata. Vengono censurate  non solo le norme morali del cristianesimo; ma ogni tentativo di mostrare che esistono norme morali che difendono “beni umani non negoziabili”, è rigettato in partenza. Mai l’uomo è stato esposto ad un pericolo più grave, dal momento che è stato privato del potere di riconoscere le prevaricazioni contro se stesso. Il “sistema spirituale immunitario” che lo difende da ogni attacco alla sua dignità – la convinzione che esistano beni umani non negoziabili – è stato annullato.
È su questo livello che lo scontro fra il S. Padre e il potere culturale del mondo è totale.

Argomento: In primo piano

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A MALTA
IN OCCASIONE DEL 1950° ANNIVERSARIO DEL NAUFRAGIO DI SAN PAOLO
(17-18 APRILE 2010) (VII)
18.04.2010

... non abbiate paura! Certamente incontrerete opposizione al messaggio del Vangelo. La cultura odierna, come ogni cultura, promuove idee e valori che sono talvolta in contrasto con quelle vissute e predicate da nostro Signore Gesù Cristo. Spesso sono presentate con un grande potere persuasivo, rinforzato dai media e dalla pressione sociale da gruppi ostili alla fede cristiana. E’ facile, quando si è giovani e impressionabili, essere influenzati dai coetanei ad accettare idee e valori che sappiamo non sono ciò che il Signore davvero vuole da noi. Ecco perché dico a voi: non abbiate paura ...

Argomento: In primo piano

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DEL BRASILE
 (REGIONE NORTE 2) IN VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM"

Giovedì, 15 aprile 2010

La minore attenzione che a volte si presta al culto del Santissimo Sacramento è indice e causa dell'oscuramento del significato cristiano del mistero, come avviene quando nella Santa Messa non appare più preminente e operante Gesù, ma una comunità indaffarata in molte cose, invece di essere raccolta e di lasciarsi attrarre verso l'Unico necessario: il suo Signore. Ora l'atteggiamento principale e fondamentale del fedele cristiano che partecipa alla celebrazione liturgica non è fare, ma ascoltare, aprirsi, ricevere...

Argomento: In primo piano

L’UDIENZA GENERALE , 07.04.2010
CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Dappertutto, dunque, il Signore ci manda come suoi testimoni. Ma possiamo essere tali solo a partire e in riferimento continuo all’esperienza pasquale, quella che Maria di Magdala esprime annunciando agli altri discepoli: "Ho visto il Signore" (Gv 20,18).
La Vergine Maria ci sostenga con la sua protezione e ci aiuti a gustare pienamente la gioia pasquale, perché sappiamo portarla a nostra volta a tutti i nostri fratelli.

Argomento: In primo piano
In primo piano: Via Crucis al Colosseo

VIA CRUCIS AL COLOSSEO
VENERDÌ SANTO 2005

MEDITAZIONI E PREGHIERE DEL CARDINALE JOSEPH RATZINGER

PRESENTAZIONE

Il leitmotiv di questa Via crucis viene messo in luce all’inizio, nella preghiera iniziale, e poi di nuovo nella stazione XIV. È la parola pronunciata da Gesù la Domenica delle Palme con la quale – immediatamente dopo il suo ingresso a Gerusalemme – risponde alla domanda di alcuni greci che lo volevano vedere: "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12, 24). Il Signore interpreta così tutto il suo percorso terreno come il percorso del chicco di grano che soltanto attraverso la morte arriva a produrre frutto. Egli interpreta la sua vita terrena, la sua morte e la sua risurrezione in direzione della santissima Eucaristia, nella quale è riassunto tutto il suo mistero. Siccome egli ha vissuto la sua morte come offerta di sé, come atto d’amore, il suo corpo è stato trasformato nella nuova vita della risurrezione. Per questo egli, il Verbo incarnato, è diventato ora il nostro nutrimento che porta alla vera vita, alla vita eterna. Il Verbo eterno – la forza creatrice della vita – è disceso dal cielo, diventando così la vera manna, il pane che si comunica all’uomo nella fede e nel sacramento. In questo modo la Via crucis diventa una via che conduce fin dentro il mistero eucaristico: la pietà popolare e la pietà sacramentale della Chiesa si legano e si fondono. La preghiera della Via crucis si può intendere come una via che porta alla comunione profonda, spirituale con Gesù, senza la quale la comunione sacramentale rimarrebbe vuota. La Via crucis appare come una via "mistagogica".

A questa visione si contrappone una comprensione puramente sentimentale della Via crucis, del cui pericolo il Signore, nella stazione VIII, avverte le donne di Gerusalemme che piangono su di lui. Il semplice sentimento non basta; la Via crucis dovrebbe essere una scuola di fede, di quella fede che, per sua natura, "opera per mezzo della carità" (Gal 5, 6). Questo però non significa che debba essere escluso il sentimento. Per i Padri, il primo vizio dei pagani è proprio la loro mancanza di cuore; per questo essi riprendono la visione di Ezechiele, il quale comunica al popolo d’Israele la promessa di Dio di togliere dal loro petto il cuore di pietra e di dare loro un cuore di carne (cfr. Ez 11, 19). La Via crucis ci mostra un Dio che condivide, egli stesso, le sofferenze degli uomini, il cui amore non rimane impassibile e distante, ma scende in mezzo a noi, fino alla morte sulla croce (cfr. Fil 2, 8). Il Dio che condivide le nostre sofferenze, il Dio fattosi uomo per portare la nostra croce, vuole trasformare il nostro cuore di pietra e chiamarci a condividere le sofferenze altrui, vuole darci un "cuore di carne" che non resti impassibile di fronte alle sofferenze altrui, ma si lasci toccare e ci conduca all’amore che risana e aiuta. Questo ci riporta alle parole di Gesù sul chicco di grano che egli stesso trasforma nella formula basilare dell’esistenza cristiana: "Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna" (Gv 12, 25; cfr. Mt 16, 25; Mc 8, 35; Lc 9, 24; 17, 33: "Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà"). Con questo ci spiega anche quel che significa la frase che precede, nei Vangeli sinottici, questa parola centrale del suo messaggio: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16, 24). Con tutte queste parole egli stesso offre l’interpretazione della "Via crucis", ci insegna come dobbiamo pregarla e seguirla: la Via crucis è la via del perdere noi stessi, cioè la via dell’amore vero. Su questa via egli ci ha preceduto, questa è la via che ci vuole insegnare la preghiera della Via crucis. E questo ci riporta ancora al chicco di grano, alla santissima Eucaristia nella quale continuamente si rende presente in mezzo a noi il frutto della morte e della risurrezione di Gesù. In essa egli cammina con noi, come quella volta con i discepoli di Emmaus, facendosi sempre di nuovo nostro contemporaneo.


PREGHIERA INIZIALE

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

R. Amen.

Signore Gesù Cristo, per noi hai accettato la sorte del chicco di grano che cade in terra e muore per produrre molto frutto (Gv 12, 24). Ci inviti a seguirti su questa via quando dici: "Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna" (Gv 12, 25). Noi, però, siamo attaccati alla nostra vita. Non vogliamo abbandonarla, ma tenerla tutta per noi stessi. Vogliamo possederla, non offrirla. Ma tu ci precedi e ci mostri che possiamo salvare la nostra vita soltanto donandola. Tramite il nostro accompagnarti sulla Via crucis vuoi condurci sulla via del chicco di grano, la via di una fecondità che giunge fino all’eternità. La croce – l’offerta di noi stessi – ci pesa molto. Ma sulla tua Via crucis tu hai portato anche la mia croce, e non l’hai portata in un qualche momento del passato, perché il tuo amore è contemporaneo alla mia vita. La porti oggi con me e per me, e, in modo mirabile, vuoi che adesso anch’io, come allora Simone di Cirene, porti con te la tua croce e, accompagnandoti, mi ponga con te a servizio della redenzione del mondo. Aiutami perché la mia Via crucis non sia appena il devoto sentimento di un attimo. Aiutaci ad accompagnarti non solo con nobili pensieri, ma a percorrere la tua via con il cuore, anzi, con i passi concreti della nostra vita quotidiana. Aiutaci perché ci incamminiamo con tutto noi stessi sulla via della croce, e rimaniamo per sempre sulla tua via. Liberaci dalla paura della croce, dalla paura di fronte all’altrui derisione, dalla paura che la nostra vita possa sfuggirci se non afferriamo tutto ciò che essa offre. Aiutaci a smascherare le tentazioni che promettono vita, ma le cui profferte, alla fine, ci lasciano soltanto vuoti e delusi. Aiutaci a non impadronirci della vita, ma a donarla. Aiutaci, accompagnandoti sulla via del chicco di grano, a trovare, nel "perdere la vita", la via dell’amore, la via che veramente ci dona vita, vita in abbondanza (Gv 10, 10).

Argomento: In primo piano

Conferenza Episcopale Italiana
CONSIGLIO PERMANENTE
Roma, 22 - 25 marzo 2010

PROLUSIONE DEL CARDINALE PRESIDENTE

 L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso converrà trascurare. [...] C’è una linea ormai consolidata che sinteticamente si articola su una piattaforma di contenuti che, insieme a Benedetto XVI, chiamiamo «valori non negoziabili», e che emergono alla luce del Vangelo, ma anche per l’evidenza della ragione e del senso comune. Essi sono: la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l'indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. È solo su questo fondamento che si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata. Si tratta di un complesso indivisibile di beni, dislocati sulla frontiera della vita e della solidarietà, che costituisce l’orizzonte stabile del giudizio e dell’impegno nella società. Quale solidarietà sociale infatti, se si rifiuta o si sopprime la vita, specialmente la più debole?

Argomento: In primo piano

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