Omelie - Anno C: 19 settembre 2010 - Venticinquesima Dom. del T. Ord.

Domenica Venticinquesima del Tempo Ordinario

LETTURE
Prima lettura: Am 8, 4-7
Seconda: 1Tim 2,1-8
Vangelo: Lc 16, 1-13

NESSO TRA LE LETTURE
Nel fondo dei testi liturgici si pone la domanda su dove si trovi la vera ricchezza. Non può coincidere con l’ambizione e l’avidità, a discapito dei più poveri e bisognosi, ci risponde la prima lettura. E non risiede neppure nell’abilità di farsi "amici" con le ricchezze di altri. La vera ricchezza è la ricchezza della fede, che possiedono i figli della luce (vangelo). Questa maniera di vedere le cose non è naturale, ma la raggiungiamo solo nell’ambito della preghiera (seconda lettura).



MESSAGGIO DOTTRINALE

1. Che cosa succede ai figli della luce? L’espressione "figli della luce" sembra riferirsi ai primi cristiani, che erano stati illuminati da Cristo risorto e glorioso mediante il battesimo. A codesta espressione si contrappone quella di "figli di questo mondo", con cui si vogliono indicare tutti coloro la cui vita è retta da una mentalità mondana, "economica" più che religiosa. La sentenza evangelica impressiona fortemente e ci fa venire perfino la pelle d’oca: "I figli di questo mondo sono più sagaci, più abili con la propria gente che non i figli della luce". Perché questo fenomeno che non è unicamente di uno ieri lontano, ma che ha sembianze di essere di una tremenda attualità? Che cosa è ciò che accade ai figli della luce? I figli di questo mondo sanno fare un uso straordinario delle proprie abilità e della loro ambizione per manipolare ingiustamente le bilance e per ingannare manifestamente i poveri, perfino per ridurre altri uomini alla schiavitù per mancanza di solvenza economica (prima lettura). I figli di questo mondo, in circostanze avverse, mettono immediatamente in gioco tutte le loro capacità per uscire dalla situazione in forma vantaggiosa (vangelo). Ai figli della luce Gesù rimprovera di non avere la sana ambizione di ricorrere a tutti i mezzi leciti per diffondere la luce della fede; di non mettere tutte le loro capacità per inventare dei modi di vincere le avversità, di superare gli ostacoli, e soprattutto di portare la luce a molti altri uomini. Il Dio di Gesù Cristo e il "dio denaro" non possono dividersi il dominio. Il Dio di Gesù Cristo ha tutto il diritto di prevalere sul "dio denaro", che alla fine non è altro che un idolo. La missione di far prevalere il vero Dio, il Supremo Bene e Ricchezza dell’uomo, sull’idolo della ricchezza, è propria dei figli della luce. Se nella società l’idolo del denaro e del consumismo ha sempre più adoratori, non dobbiamo forse domandarci che cosa sta succedendo ai figli della luce?

2. La preghiera, luogo della vera autocomprensione. La luce e la forza per lavorare per la vera Ricchezza dell’uomo viene al cristiano dalla preghiera. Il cristiano prega per tutti, per i re e per coloro che detengono il potere. Il fatto stesso di pregare per tutti è subordinarli al potere del Dio vivo, alla Ricchezza che non si distrugge né si esaurisce. Nella preghiera, comprendiamo che Dio giudicherà la prepotenza del ricco, i cui abusi gridano giustizia al Dio del cielo (prima lettura). Nella preghiera è più facile intendere che la ricchezza dell’uomo consiste nella ricchezza della sua fede. È effettivamente nel forno della preghiera dove si cuoce quotidianamente il pane della fede e della solidarietà fraterna. L’orante che alza al cielo mani pure, senza ira e senza rivalità, scopre la ricchezza della salvezza e della grazia, che Gesù Cristo Mediatore ci regala, e relativizza con maggior facilità qualsiasi altra ricchezza di questo mondo. È illuminato per comprendere che tutti i beni terreni vengono da Dio, che l’uomo ne è unicamente l’amministratore, e che deve amministrarli bene. Potrà forse l’uomo orante truffare Dio, datore di ogni ricchezza, mostrarsi prepotente con coloro che mancano di beni e di ricchezze? Alla scuola della preghiera giungiamo a renderci conto che le ricchezze e i beni mondani sono solo un mezzo per poter servire meglio gli altri; un mezzo perché, quando lasceremo l’amministrazione di questo mondo e ci presenteremo davanti al giudizio di Dio, siamo bene accolti nelle dimore eterne.


SUGGERIMENTI PASTORALI

1. La seduzione del dio denaro. In una società, in gran parte consumista e materialista, com’è la nostra, il dio denaro tenta di abbagliare perfino i cristiani migliori. Se andiamo al fondo delle cose, non è forse il culto verso il dio denaro la causa principale della persistenza della produzione della droga? Non è il culto verso il dollaro il movente più determinante della produzione e vendita di armamenti a paesi che dovrebbero utilizzare codesti fondi per la creazione di infrastrutture, e per lo sviluppo sociale e culturale della popolazione? Non è forse il dio denaro l’incentivo più potente di alcune delle guerre etniche in vari paesi dell’Africa? E come spiegare la corruzione, in non pochi governanti, se non perché hanno innalzato un altare a questo dio insaziabile? Il denaro seduce, acceca, provoca divisioni fratricide, risveglia istinti di ambizione, fa soccombere finanche i principi più sacrosanti e nobili, indurisce il cuore, disumanizza e perfino ci fa dimenticare di Dio. Come credenti, dobbiamo avere davanti ai nostri occhi questa realtà e questa tentazione, non facile da vincere. Con spirito vigilante e con l’assiduità nella preghiera, dobbiamo esercitarci nel relativizzare il denaro, nel porlo nel luogo che gli spetta nei piani di Dio, nel servircene come mezzo per vivere degnamente, per fare il bene ai bisognosi, per metterlo al servizio della fede e del Regno di Cristo. Non abbiamo paura di questa seduzione! Affrontiamola a viso aperto. Viviamo la nostra vita quotidiana cercando di valutare sempre più la ricchezza della fede, la Ricchezza di Dio. Perché non contrastiamo la seduzione del denaro con la seduzione di Dio? O forse Dio è soltanto un oggetto di fede, che non ci seduce più? Il Dio vivo e personale è il migliore antidoto contro tutti gli idoli che possono bussare alla porta del nostro cuore.

2. Preghiera per i ricchi. La fede è una ricchezza che Dio concede a tutti. La Chiesa è una comunità credente, in cui c’è spazio per tutti. È vero che nella Chiesa c’è una opzione preferenziale per i poveri, ed è più che giustificata. Ma la Chiesa è di tutti e per tutti. Per questo vi invito a fare una preghiera per i ricchi.


Dio onnipotente ed eterno, guarda ai tuoi figli ricchi con cuore di Padre,
infondi in loro uno spirito filiale verso di te
e un cuore fraterno verso tutti gli uomini,
specialmente verso i più bisognosi di aiuto.
Dio e Signore dell’universo,
che hai destinato i beni del mondo per beneficio di tutti,
concedi a coloro che abbondano in ricchezze
la grazia di servirsene
con un cuore libero e generoso.
Signore Gesù Cristo, che essendo ricco ti sei fatto povero,
per arricchirci con la tua povertà,
sii per tutti i ricchi di questo mondo
un modello di libertà e di preferenza per i beni che non periscono.
Spirito santificatore, illumina i magnati della finanza
con la luce della fede indefettibile, della infaticabile carità
e della speranza che non delude,
affinché le loro decisioni in favore degli individui e dei popoli
siano guidate sempre dalla giustizia e dalla solidarietà. Amen.

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