(la Stampa) CENSIS: Si confessa un giovane su 3

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la Stampa 24-2-2003

SONDAGGIO SULLA FEDE CHIESTO AL CENSIS DALLA CONFERENZA EPISCOPALE
Si confessa un giovane su 3
Non parlano di sesso, chiedono «consigli»

di Giacomo Galeazzi CITTÀ DEL VATICANO

Egoismo fuori e dentro la famiglia, indifferenza ai bisogni altrui, lacune nella pratica religiosa (messe domenicali disertate, scarsa attenzione ai sacramenti). Chiaroscuri e mezze tinte nel quadro delineato dal sondaggio sui giovani e la fede commissionato al Censis dalla Conferenza episcopale. «La confessione è un punto di arrivo, riguarda soprattutto chi ha già fatto una cammino di fede – sottolinea il Centro Giovanile Giovanni Paolo II – contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i ragazzi non parlano dei rapporti prematrimoniali: in questo momento il sesso non è legato alla percezione del peccato. E quindi, in mancanza di un esame di coscienza come si faceva un tempo, confessano di più che non frequentano la chiesa, sono egoisti, indifferenti agli altri». Il 32% degli italiani fra i 18 e i 30 anni, poi, non si inginocchia mai davanti alla grata del confessionale, mentre il 28% lo fa solo a intervalli di anni. Appena il 2% recita il «mea culpa» più di una volta al mese. Quello della riconciliazione è vissuto da un under 30 su due come «un momento privilegiato per chi ha bisogno di un consiglio», il 28%, invece, giudica «superata» la confessione e soltanto il 26% ne coglie il valore «sacramentale» e considera il ricorso alla penitenza «indispensabile per l´uomo». Statistiche, insomma, che equivalgono a una radiografia «in fieri» di come sta cambiato il senso del proibito. Pacifisti, anti-global, ambientalisti. Tra le novità della pratica religiosa c´è, secondo il Censis, la tendenza a portare nella fede il «nomadismo delle esperienze proclamato dalla cultura contemporanea», assieme alle «istanze della pace, della fine degli squilibri sociali fra nord e sud del mondo, del rispetto del creato». L´esame di coscienza, peraltro, viene vissuto decisamente meglio dalle ragazze: solo il 26% non si confessa mai. Una percentuale decisamente più contenuta rispetto al 38% dei maschi. Analogamente, le italiane che vanno in chiesa con frequenza quasi mensile a riconciliarsi sono il doppio dei loro coetanei (10% a fronte di 5%). Inoltre il 51% delle ragazze che praticano il quarto sacramento lo fanno con il desiderio di essere ascoltate e consigliate contro il 41% dei ragazzi. Gli uomini si dimostrano nettamente più diffidenti verso la confessione: il 32,1% di loro lo considera un sacramento ormai inutile. «Tenuto conto delle differenze sociali, culturali e di formazione, sono dati molto significativi – commenta padre Alfredo Feretti, consulente del servizio di pastorale giovanile della Cei – siamo ancora nell´onda lunga del Giubileo, la riscoperta della confessione sta avvenendo gradualmente. Malgrado la sporadicità dei penitenti, gli ultimi anni sono all´insegna della crescita: sempre più persone percepiscono il quarto sacramento in tutta la sua profondità. Non vengono a fare la lista della spesa e noi sacerdoti non possiamo metterci a fare un´interrogatorio». Per i vescovi italiani, in ogni modo, è incoraggiante che ci sia «molta più qualità nell´approccio». I giovani, osserva la Cei, si confessano con convinzione, reclamano tempo per sé, domandano al direttore spirituale un rapporto prolungato e non scontato. Un riflesso di questo progressivo riavvicinamento si ritrova nell´agorà telematica. Giovaniericonciliazione.org è il sito Internet messo a punto da quei giovani di Reggio Emilia che nel 2000 furono i pionieri fra gli «Apostoli della confessione» che la Chiesa punta a diffondere nelle parrocchie.