(l’Espresso) I cristiani iracheni: ”Non lasceremo il nostro paese”.

Pubblicazioni

Cristiani d’Iraq sotto attacco. Ma il papa combatte con loro


Giovanni Paolo II alza la voce a sostegno dei suoi fedeli iracheni. Li incoraggia a non fuggire. E l’agenzia vaticana “Fides” pubblica la “lista dell’orrore” degli uccisi dai terroristi islamisti


di Sandro Magister

 ROMA – Al termine dell’udienza generale di mercoledì 27 ottobre, Giovanni Paolo II ha detto a proposito dell’Iraq e in particolare dei cristiani che là vivono:

“Accompagno ogni giorno nella preghiera la cara popolazione irachena, intenta a ricostruire le istituzioni del proprio paese. Allo stesso tempo, incoraggio i cristiani a continuare con generosità ad offrire il proprio fondamentale contributo per la riconciliazione dei cuori. Esprimo, infine, affettuosa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e alle sofferenze degli ostaggi e di tutti gli innocenti colpiti dalla cieca barbarie del terrorismo”.

“L’Osservatore Romano” ha riportato queste parole del papa con grande evidenza in prima pagina, nella sua edizione del 28 ottobre.

In esse c’è il pieno sostegno della Santa Sede al processo in corso in Iraq per costruire un paese libero, democratico, sicuro.

Ma c’è anche l’incoraggiamento ai cristiani iracheni a collaborare alla ricostruzione del paese, a non fuggire, a resistere alla “barbarie”.

Perché in effetti anche i cristiani iracheni sono sotto l’attacco diretto dei terroristi islamisti. Un attacco fatto di uccisioni, sequestri, distruzioni.

Il 16 ottobre l’agenzia on line “Fides” – organo della congregazione vaticana “De Propaganda Fide” presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe – ha pubblicato una “lista dell’orrore” con i nomi, i luoghi, le date, dei “cristiani vittime del fanatismo islamico in Iraq”.

“Sono almeno 88 i cristiani iracheni uccisi da gruppi integralisti islamici dall’aprile 2003 ad oggi”, riferisce “Fides”. “L’ultima vittima in ordine di tempo è una bambina di Baghdad, di famiglia cristiana caldea. È stata sequestrata da un gruppo terrorista islamico che ha chiesto un riscatto alla famiglia. I genitori non disponevano della somma di denaro richiesta. Così il 14 ottobre la bimba è stata uccisa a sangue freddo e il suo cadavere è stato recapitato con un gesto di disprezzo alla famiglia, straziata dal dolore”.

> La “lista dell’orrore” completa

In coda alla lista – messa a punto col contributo del sito web cristiano in lingua araba www.ankawa.com e della rivista dei cristiani assiri iracheni “Zawaa” – l’agenzia vaticana ha raccolto nella sua sezione italiana anche la serie dei suoi precedenti dispacci sugli attacchi ai cristiani dell’Iraq.

Sono in tutto quindici dispacci, in impressionante crescendo nelle ultime settimane. Il più lontano è del luglio 2003, poi ve n’è uno di ottobre, altri due sono di novembre e uno di dicembre. Nel 2004 ve ne sono due di giugno, due di luglio, due di settembre e quattro di ottobre.

E altri sette dispacci hanno fatto seguito alla pubblicazione della “lista dell’orrore”, nella seconda metà di questo stesso mese di ottobre. Segno dell’attenzione sempre più preoccupata con cui le autorità vaticane guardano ai cristiani d’Iraq sotto attacco. E segno della loro volontà di richiamare su di essi l’attenzione del mondo.

Ecco gli ultimi dispacci di “Fides” sui cristiani in Iraq, in ordine cronologico:

“BAGHDAD, 18 ottobre 2004 – ‘Ancora una volta i criminali del fondamentalismo estremista attaccano le Chiese, luoghi della pace e segni della convivenza tra cristiani e musulmani’, dice all’agenzia ‘Fides’ p. Nizar Semaan, sacerdote siriaco della diocesi di Mosul, commentando gli attentati commessi il 16 ottobre contro cinque chiese cristiane in Iraq. […] Alle 4.00 del mattino un’esplosione ha colpito la Chiesa di San Giuseppe, nella zona ovest di Baghdad. Poi alle 4.20 è stata la volta di un’ altra chiesa intitolata a San Giuseppe, quella di Dora, a sud della città. Nella stessa zona, dieci minuti dopo, una bomba è esplosa accanto alla chiesa di San Paolo. Gli ultimi due attentati, rispettivamente alle 4.50 e alle 5.50, sono stati compiuti contro la chiesa ortodossa di Karrada, nel centro di Baghdad, e contro la chiesa di San Tommaso a Masur. A questo si aggiungono gli attacchi alle persone, alle donne e ai bambini…”.

> Testo completo

“BAGHDAD, 18 ottobre 2004 – All’indomani delle esplosioni che la mattina del 16 ottobre hanno colpito cinque chiese a Bagdad, giunge dall’Iraq un forte appello dei leader religiosi cristiani. In un comunicato congiunto, di cui è pervenuta notizia all’agenzia ‘Fides’, i capi cristiani di tutte le confessioni presenti in Iraq, caldei, assiri, latini, siriaci, armeni, greco-ortodossi e altri, ricordano […] che ‘cristiani e musulmani convivono in questa terra da oltre 1.400 anni’ e continueranno a farlo: ‘Non lasceremo il nostro paese ma vi resteremo per costruire un Iraq pacifico, libero, democratico e tollerante’. […] I cristiani in Iraq sono circa 800.000, pari al 3 per cento di 25 milioni di abitanti, suddivisi in cattolici e ortodossi. I cattolici caldei ne costituiscono la larga maggioranza, oltre il 70 per cento, con circa 600.000 fedeli…”.

> Testo completo

“BAGHDAD, 18 ottobre 2004 – ‘L’attentato contro le chiese è un chiaro segnale minatorio contro i cristiani perchè abbandonino l’Iraq’: lo afferma una fonte di ‘Fides’ nella Chiesa caldea a Baghdad. La fonte nota che molti cristiani continuano a lasciare l’Iraq, presi dalla paura, fuggendo soprattutto in Giordania e Siria: il numero degli esuli, secondo alcuni dati non ufficiali, potrebbe aver già raggiunto quota 40.000. ‘Ma noi non potremo mai lasciare la nostra terra. Siamo iracheni e resteremo nel nostro paese. Inoltre noi cristiani qui abbiamo una tradizione millenaria, che risale a molti secoli prima dell’arrivo dei musulmani’. I cristiani in Iraq, ricorda la fonte di ‘Fides’, appartengono al gruppo assiro-caldeo, il terzo gruppo etnico presente oggi in Iraq, dopo arabi e curdi. Gli assiro-caldei sono i discendenti del popolo degli assiri che abitavano la Mesopotamia più di 6.000 anni fa, con capitale Ninive. […] Furono i primi ad accogliere il messaggio cristiano nel I sec. dopo Cristo. […] Nonostante l’avvento degli arabi musulmani nei secoli successivi (le conquista arabe del VII secolo e la definitiva assimilazione nell’Impero Ottomano nel sec. XVI), gli assiro-caldei mantennero la loro cultura, lingua semitica (l’aramaico) e religione, subendo anche persecuzioni e massacri…”.

> Testo completo

“MOSUL, 20 ottobre 2004 – ‘Il Ramadan dovrebbe essere tempo di preghiera, digiuno, carità. Tempo in cui il credente si riconcilia con Dio e con l’umanità. Allora perchè continuano le violenze sui cristiani? Perchè le nostre donne ricevono minacce di morte, se escono col capo non velato? Perchè i nostri bambini vengono rapiti? Perchè tanta violenza?’: è il grido accorato che giunge a ‘Fides’ da una religiosa di Mosul, all’indomani degli attentati alle chiese cristiane, pochi giorni dopo l’inizio del mese sacro del Ramadan. […] ‘Si rafforzi il dialogo con gli imam perchè istruiscano i fedeli alla pace e dicano con chiarezza di fermare ogni violenza’…”.

> Testo completo

“MOSUL, 21 ottobre 2004 – ‘Di fronte alla violenza contro i cristiani siamo stati costretti a indire con molto dolore e dispiacere uno sciopero degli studenti universitari cristiani’, dice all’Agenzia ‘Fides’ p. Nizar Semaan, sacerdote siriaco di Mosul. […] ‘Garantire il diritto allo studio ai giovani è uno degli impegni maggiori della diocesi di Mosul fin dall’embargo del 1991’, ricorda p. Nizar. ‘Questi sforzi sono ora letteralmente minati dalla violenza. I terroristi hanno infatti minacciato di far saltare per aria gli autobus messi a disposizione gratuitamente dalla Chiesa per trasportare gli studenti a Mosul dai villaggi limitrofi’…”.

> Testo completo

“BAGHDAD, 25 ottobre 2004 – ‘I cristiani iracheni sono costretti a celebrare la messa nei sotterranei delle chiese. Vivono sotto costante minaccia di morte. Chiediamo alla comunità internazionale e alla Chiesa universale di aiutarci’. È l’appello affidato all’agenzia ‘Fides’ da Elias, 30 anni, cattolico siriaco di Baghdad. […] ‘Dopo i primi attentati alle chiese di Baghdad, il 1 agosto, già oltre 4.000 famiglie cristiane sono fuggite in Siria e Giordania. E gli altri attentati alle chiese del 16 ottobre dimostrano che l’attacco contro i cristiani continua. […] I fondamentalisti islamici vogliono cacciarci dall’Iraq: dicono che l’Iraq è una terra musulmana. Ci chiamano con disprezzo crociati. I gruppi radicali trascinano gli altri fedeli musulmani, che spesso sono fomentati dai loro capi. Credo che l’80 per cento dei mullah siano predicatori di odio e alimentino il fondamentalismo. Se continuerà questa tendenza, ben presto l’Iraq sarà una terra senza cristiani’…”.

> Testo completo

“MOSUL, 26 ottobre 2004 – Dopo una settimana di sciopero di protesta contro le minacce e le violenze degli estremisti islamici, gli studenti cristiani dell’università di Mosul, nel nord Iraq, sono tornati a seguire le lezioni. ‘Gli studenti non vogliono perdere l’anno di esami per colpa di chi vuole gettarli nell’ignoranza e nella sottomissione con la violenza’, dice a ‘Fides’ p. Nizar Semaan, sacerdote siriaco di Mosul. ‘Le più minacciate sono le studentesse cristiane. […] Gli estremisti islamici esercitano un terrorismo psicologico continuo sulle ragazze, specie se cristiane. […] Le autorità cercano di arginare i terroristi come possono. Il rettore dell’università ha più volte affermato che nessuna ragazza è obbligata a portare il velo all’interno dell’ateneo. I responsabili della comunità cristiana locale hanno promosso incontri con i capi dei villaggi arabo-musulmani e curdi della zona per cercare di trovare una linea comune contro i violenti. Anche le popolazioni musulmane, infatti, sono vittime dei soprusi e dei crimini dei terroristi. I gruppi estremisti sono costituti da poche migliaia di persone ma sono ben organizzati e ben finanziati. I fondi infatti provengono da ricche famiglie wahhabite straniere. La roccaforte degli estremisti si trova proprio al centro di Mosul. Gli abitanti della città sperano che le forze di sicurezza finalmente attacchino e annientino i rifugi dei terroristi per riportare la pace e la convivenza in questa città martoriata’…”.

> Testo completo

In un precedente suo dispaccio del 14 ottobre “Fides” ha riportato anche queste altre parole di p. Nizar Semaan:

“In Iraq è in corso una guerra aperta contro le persone di talento e coloro che lavorano per migliorare la situazione del paese. Medici, ingegneri, professori universitari continuano infatti ad abbandonare l’Iraq di fronte alle violenze di cui sono bersaglio, mentre coloro che hanno deciso di non piegarsi alle pressioni e rimanere nel paese sono sottoposti a ricatti continui: se vogliono restare in vita devono pagare forti somme di denaro”.

E ancora:

“Nella città di Mosul gruppi sunniti wahhabiti hanno minacciato sacerdoti, frati domenicani e tutta la popolazione cristiana, ordinando loro di lasciare la città e tutti i loro averi. Ma i pochi cristiani che vogliono vendere le proprie attività non riescono a trovare acquirenti perché in un sermone del venerdì l’imam ha detto: ‘Non comprate niente dagli infedeli, perché domani per forza lasceranno la città e noi potremo prendere gratuitamente tutto ciò che hanno’”.

Nel medesimo dispaccio del 14 ottobre una suora di Mosul ha detto a “Fides”:

“I cristiani vivono nell’incubo di essere attaccati all’improvviso nelle loro case, sequestrati ed uccisi da gruppi di terroristi radicali islamici. E alcuni imam fomentano i terroristi dicendo nelle moschee che uccidere un cristiano non è reato né colpa davanti a Dio”.

> Testo completo

L’Agenzia vaticana “Fides” ha nel suo sito web anche due dossier sui cristiani in Iraq:

> L’Iraq delle religioni

> Le Chiese figlie di san Tommaso: la Chiesa caldea in Iraq

Un’altra agenzia cattolica on line con sede a Roma che trasmette informazioni molto puntuali sui cristiani in Iraq è “Asia News”. L’agenzia trasmette in italiano, in inglese e in cinese. Il suo fondatore e direttore, p. Bernardo Cervellera, del Pontificio Istituto Missioni Estere, era stato fino all’aprile del 2002 direttore di “Fides”.

Il link:

> “Asia News”


www.espressonline.it 29-10-2004