(il Velino) Le difficoltà dell’ecumenismo con i protestanti Tedeschi

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Gmg, rapporti difficili ma il Papa incontrerà i protestanti
di Paolo Luigi Rodari


© Il Velino – 4 agosto 2005
Tratto da: http://www.palazzoapostolico.it


Qualche settimana fa, quando ancora la Santa Sede non aveva comunicato il programma ufficiale del viaggio di papa Benedetto XVI a Colonia (18-21 agosto) in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, era stato Rolf Koppe, il vescovo protestante della EKD (Chiesa evangelica della Germania), ad esprimersi negativamente sia a riguardo di una partecipazione dei protestanti tedeschi alla GMG, sia a proposito di un eventuale incontro di una rappresentanza dei protestanti di Germania con il Santo Padre. “La manifestazione non è adatta per la partecipazione di cristiani evangelici” aveva detto Koppe. “L’obiettivo della GMG – aveva continuato il vescovo protestante – è semplicemente che i giovani cattolici si trovino a riflettere con il loro papa sulle fonti della fede”. E, inoltre, a riguardo di un incontro – allora semplicemente probabile, oggi confermato ufficialmente – dei rappresentati della Chiesa evangelica con Benedetto XVI, Koppe aveva spiegato che l’incontro avverrà “nonostante i precedenti siano indegni”. Parole sintomatiche di un rapporto, quello tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa evangelica tedesca, ad oggi piuttosto difficile e spinoso e che, con le dovute differenze, può essere riferito anche a tutto il mondo protestante in generale il quale, seppure parecchio frammentato e differenziato al suo interno, presenta rispetto a Roma le stesse problematiche e difficoltà esistenti in Germania. E in effetti, i problemi nei rapporti tra le due Chiese sono sempre i medesimi e di difficile risoluzione: anche se, come detto, sono tante le differenze che il mondo protestante presenta al proprio interno, in estrema sintesi si può affermare che il riconoscimento da parte degli stessi appartenenti alle diverse Chiese riformate della Scrittura come unica ed ultima autorità cui riferirsi (“Sola scriptura”) apre la strada a conseguenze teologiche ed anche pratiche che difficilmente si possono conciliare con la Chiesa cattolica: la “Sola scriptura” non permette il riconoscimento dell’autorità del Papa; da essa, inoltre, deriva il non riconoscimento della presenza reale di Cristo nel sacramento eucaristico; e, sempre da essa, ne vengono tante conseguenze inconciliabili con i principi della dottrina cattolica, primo fra tutti l’apertura dei protestanti al sacerdozio femminile.
Problemi a parte, la Santa Sede, lo scorso 20 luglio, ha confermato l’incontro con i rappresentanti delle Chiese cristiane di Germania, e quindi anche con la Chiesa evangelica del Paese, e lo ha fatto soprattutto per mantenere i rapporti in un clima di amicizia e rispetto reciproco. L’incontro è previsto per venerdì 19 agosto alle 18.15 e, anche se non sono programmati discorsi ufficiali – tutto dovrebbe avvenire in maniera informale -, è chiaro che nei colloqui si toccherà il tema del rapporto ecumenico tra le due Chiese. Un rapporto che, come confermano le recenti dichiarazioni del 71enne cardinale arcivescovo di Colonia, Joachim Meisenr, sembra arrivato al momento presente al suo capolinea. “La dimensione del dialogo con le Chiese riformate nelle questioni affrontabili – ha detto infatti Meisner – è esaurita”. E le cose sembrano davvero essere così, nonostante alle dichiarazioni di Meisner, abbia risposto Nikolaus Schneider, presidente della Chiesa evangelica del Land Nordrhein-Westfalen, il quale si è detto stupito delle parole dell’arcivescovo di Colonia e ha dichiarato che anche se ci sono “alcune cose da chiarire” tra Chiesa evangelica e cattolica perché “il motore balbetta un po’”, “non è il caso di parlare di un punto basso nelle relazioni ecumeniche”.