(il Tempo) Verità e giustizia prima di ogni logica politica

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Don Benzi: “Sono con Runi. Bisogna votare solo chi difende la famiglia”

 

Di Paolo Luigi Rodari

Don Oreste Benzi è un infaticabile combattente che da anni, a 360º, difende la vita, la vita come la dottrina cattolica la intende e propone e come anche – ci tiene a sottolinearlo – la Costituzione italiana in diversi punti la concepisce. A Rimini, dove ha fondato la Comunità Papa Giovanni XXIII, lotta quotidianamente perché vengano liberate “le schiave della strada”, quelle che tutti chiamano prostitute, ma non solo. Orfani, emarginati, handicappati e bisognosi rientrano nel suo raggio d’azione. Un’azione, quella di don Oreste, che spesso si scontra e confronta con le istituzioni politiche che, a suo dire, “dovrebbero anteporre la verità e la giustizia ad ogni logica di partito e anche ad ogni interesse elettorale”.
Don Benzi, cosa ne pensa delle aperture manifestate dal Fassino nei confronti delle convinzioni espresse da Ruini sulle coppie di fatto?
Non so cosa Fassino abbia detto. Ma posso dire che io convengo con Ruini, su tutto. Ruini ha difeso il matrimonio e lo ha difeso perché a difenderlo è innanzitutto l’articolo 29 della costituzione italiana, un articolo che nessuno dovrebbe disattendere. Chi si pone contro questo articolo si pone fuori legge. Certo, alcune problematiche relative alle coppie di fatto è giusto che gli organi politici competenti le affrontino ma non si può equiparare le coppie di fatto al matrimonio perché sono due cose del tutto diverse.
Insomma, l’intervento di Ruini alla prolusione tenuta in apertura del consiglio permanete della Cei è un intervento legittimo?
Del tutto legittimo. Convergo con Oriana Fallaci quando dice che questa nostra Europa sta decadendo e, da sola, si sta distruggendo. È un’Europa che, come ha detto lei, odia se stessa. Odia le conquiste che essa stessa si è data.
Lei direbbe ai cattolici di votare per chi difende posizioni non in linea con il magistero della Chiesa?
Ogni cattolico è in grado, in coscienza, di valutare per chi votare. Io non voglio dire di votare per Prodi o per Berlusconi. Una cosa è certa: i cattolici non dovrebbero votare laddove vi siano proposte che vadano palesemente contro la dottrina della Chiesa.
La proposta di Prodi di riconoscere civilmente le coppie di fatto va contro la dottrina della Chiesa?
Penso che Prodi sia una persona intelligente e senz’altro avrà modo – se non lo ha già fatto – di ripuntualizzare le proprie affermazioni in proposito. I cattolici, comunque, devono giudicare ciò che i politici fanno e dicono, e lo devono fare alla luce della rivelazione di Cristo.
Come giudica gli attacchi subiti da Ruini dopo la difesa del matrimonio e il no alle coppie di fatto?
Ruini ha detto la verità. E la verità ha diritto di dirla chiunque. Ma proprio il fatto che Ruini è stato in questo modo attaccato, è sintomo che lui ha detto la verità. Chi non dice la verità non viene mai attaccato e nemmeno perseguitato.
Cambiamo argomento. Parliamo della pillola abortiva RU486. Anche questa una battaglia che voi in prima persona volete combattere, giusto?
Giusto. Giudico l’avvio della sperimentazione del farmaco come un’offesa alle donne italiane e una nuova violenza ai bambini non ancora nati.
Cioe?
È scandaloso che si possa abortire, ma è ancora più scandaloso che l’aborto con questa pillola lo possa praticare ogni donna in casa propria, nella propria famiglia, liberamente, come se il bambino che ha in grembo sia un oggetto usa e getta. È uno schifo.
Insomma, come dite voi, sono “pillole amare”.
Amarissime. In questo modo, inoltre, tanti “magnacci” potranno far abortire le proprie schiave della strada senza problemi, e avremo di fronte una vera e propria carneficina. Già oggi, pensi che orrore, ci sono 180 mila bambini che non nascono, dei quali 140 mila non nascono in modo legale e 40 mila in modo illegale, di nascosto. Con questa pillola i numeri aumenteranno chissà fino a dove. Spero che tanti politici, tanti partiti possano insorgere contro questa situazione, anche perché il popolo italiano, come si è dimostrato durante il referendum sulla fecondazione assistita, non è bue e sa riconoscere chi agisce in difesa della vita e chi no.


© Il Tempo 27 settembre 2005