(il Tempo) La Chiesa va al mercato per incontrare fedeli

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Il Vaticano dice sì: presto saremo negli autogrill


Di Paolo Luigi Rodari


da www.palazzoapostolico.it


Nicola Gaudenzino, presidente della Fipe-Confcommercio e Francesco De Angelis, assessore alle Piccole e Medie imprese, commercio e artigianato della Regione Lazio, sono d’accordo. Nei grandi centri commerciali romani – sono tanti, sempre più grandi e mastodontici, comprensivi di ogni tipo di servizi e negozi – ci sarebbe posto anche per Gesù. Basta volerlo. Cioè? Semplice. Come accade già da tempo per l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino e la stazione Termini, anche nei centri commerciali, supermercati e ipermercati della città si potrebbe “inserire” una cappella, magari una piccola Chiesa, in cui i fedeli, tra un acquisto e l’altro, potrebbero fermarsi cinque minuti a pregare e, perché no, a partecipare ad una santa messa. Se la gente non va in Chiesa, la Chiesa potrebbe decidere di andare dalla gente e i centri commerciali potrebbero essere il campo privilegiato di una nuova pastorale da strada. E il Vaticano cosa ne pensa? Monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio dei Migranti ed Itineranti, e cioè di quell’ufficio della Curia romana che si preoccupa di come portare il vangelo tra coloro che viaggiano, che vivono più su un aereo o su un treno piuttosto che a casa propria, guarda con positività l’idea ma – avverte – «sarebbe necessario prima pensarci bene». Perché? «Perché portare la Chiesa nei centri commerciali non deve essere un buttare addosso alla gente i sacramenti senza tenere conto che è importante, oltre alla partecipazione alla messa e alla preghiera personale, anche l’incontro con Cristo in una comunità, cosa che forse un centro commerciale non potrebbe permettere». «Certo – continua Marchetto – la Chiesa ha il dovere di pensare a tutte le modalità tramite le quali sia possibile portare Cristo a tutti. Noi, ad esempio, stiamo pensando alla possibilità di creare dei luoghi di preghiera negli autogrill. Per quanto riguarda i centri commerciali, l’idea è interessante ma vorrei ricordare che anche coloro che lavorano nei centri commerciali la domenica, seppure abbiano diritto di partecipare alla messa, hanno diritto di vivere il giorno del Signore a casa, con la famiglia, vicino alle proprie comunità parrocchiali».


© Il Tempo 9 dicembre 2005