(il Tempo) Difendere l’indissolubilità del matrimonio ed il Vangelo

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Nessuna comunione ai divorziati


© il Tempo 28 luglio 2005

COME era ampiamente prevedibile, Benedetto XVI non intende, almeno per il momento, concedere il permesso ai divorziati risposati di accedere alla sacramento della comunione.
Le sue parole in merito sono state pronunciate in un incontro avvenuto il 25 luglio nella chiesa di Introd con i sacerdoti e i diaconi della Valle D’Aosta. «È un problema particolarmente doloroso e deve essere approfondito – ha detto in quell’occasione Benedetto XVI – nessuno di noi ha una ricetta fatta». Il Papa ha anche chiesto ai sacerdoti di non cedere su questo punto perché si «fa torto al sacramento stesso e l’indissolubilità appare sempre meno vera».
È stato un incontro fortemente voluto dal Papa, quello con il clero valdostano. Domenica scorsa, prima dell’Angelus a Les Combes, era stato il vescovo di Aosta, monsignor Giuseppe Anfossi, a parlare della difficoltà di testimoniare Cristo in un società indifferente e ateizzata. E il Papa ha voluto sostenere l’azione dei sacerdoti valdostani e ha rivelato loro di soffrire anche lui per il fatto che «la gente sembra non avere bisogno di noi, sembra inutile tutto quanto facciamo». «Alla gente – ha detto il Pontefice – soprattutto ai responsabili del mondo, la Chiesa appare come antiquata, le nostre proposte non necessarie. Si comportano come se potessero, volessero vivere senza la nostra parola». «Una situazione che ci fa soffrire, frutto anche di una visione antropologica che si rifà a quanto detto da Karl Marx: “la chiesa ha avuto 1.800 anni per mostrare come avrebbe cambiato il mondo e non ha fatto niente, adesso lo facciamo noi da soli”». Ma, per Benedetto XVI, non si può costruire in modo meccanico come aveva proposto Karl Marx con la teoria del capitale e della proprietà. Il Papa ha poi parlato della crisi, evidente a tutti, delle grandi chiese del nostro tempo. E anche se, rispetto ad altre chiese, la Chiesa cattolica è ancora abbastanza viva, Benedetto XVI ha sottolineato la mancanza di vocazioni soprattutto nel mondo occidentale, causate dalla mentalità stessa dell’occidente, da lui definito «stanco della sua propria cultura». Ai cristiani tocca vivere con «pazienza, nella certezza che senza Dio il mondo non può vivere». E da oggi il Pontefice si trasferirà dalla valle D’Aosta a Castelgandolfo.