(il Giornale) L’ultima moda di Hollywood

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Kabbalah: “La conversione di Madonna-Esther: moda e spiritualità”


di Massimo Introvigne (il Giornale, 19 giugno 2004)

 Per anni, la cantante Madonna – nata Louise Veronica Ciccone ed educata nella religione cattolica – ha ostentato una maglietta con la scritta “Italians do it better”, “gli italiani lo fanno meglio”. Ora cambia nome in Esther, in omaggio alla sua nuova fede nella mistica ebraica, la Kabbalah, ma non rinuncia alle allusioni e si presenta con una nuova maglietta: “Kabbalists do it better”, “i cabalisti lo fanno meglio”.
In realtà la Kabbalah di Madonna è di tipo un po’ particolare, e non solo per le magliette. Il Kabbalah Learning Centre (presente in Italia come “Centro Studi di Kabbalà”), cui ha aderito, trae la sua origine dalla Yeshiva Kol Yehuda, una scuola cabalistica tradizionale fondata nel 1922 a Gerusalemme da Rabbi Yehuda Halevì Ashlag (1886-1965), cui succede Rabbi Yehuda Tzvi Brandwein (1904-1969).
Nel 1962 un rabbino ortodosso – Feivel S. Gruberger, oggi noto con il nome di Rabbi Philip Shagra Berg – incontra a Gerusalemme Brandwein, diventandone l’allievo prediletto e sposandone una nipote. Alla morte del maestro, nel 1969, Berg si proclama dagli Stati Uniti (dove, nel 1965, ha già aperto a New York il Kabbalah Learning Centre) il successore di Brandwein. Ma in Israele, il figlio di Brandwein, Avraham, resiste alla rivendicazione di Berg, e le relazioni fra i due gruppi si rompono quando, nel 1971, Berg divorzia dalla nipote di Brandwein per sposare Karen Cohen, che diventa la sua principale collaboratrice.
Le difficoltà ineriscono anche allo stile di Berg, che diffonde la conoscenza della Kabbalah – tradizionalmente riservata a un’élite – a tutti coloro che desiderano accostarvisi (anche non ebrei); un atteggiamento che attira un vasto pubblico che proviene da esperienze nel New Age, ma gli causa numerose critiche. Al momento attuale i centri del Kabbalah Learning Centre in tutto il mondo sono circa quaranta; in Italia – dove le attività sono iniziate nel 2000 – i membri sono un centinaio.
Rabbi Berg insiste sul potere dello Zohar, il principale testo cabalistico. Secondo lui, anche chi non conosce l’ebraico sfogliando semplicemente i volumi, ovvero onorandoli adeguatamente, può ricavarne benefici importanti per la propria vita senza propriamente “leggerli”. Negli ultimi anni Berg sottolinea con particolare enfasi i temi dell’astrologia e della reincarnazione, che gli hanno permesso un successo in vari ambienti – e l’attenzione di alcuni discepoli famosi, fra i quali personaggi dello spettacolo: oltre a Madonna, Gwyneth Paltrow e Barbra Streisand –, ma gli hanno attirato nuove critiche da parte dell’ebraismo maggioritario e dello stesso Jewish Renewal Movement, una più vasta costellazione di gruppi ebraici che guarda con simpatia alle correnti New Age ma considera Berg un po’ troppo estremo.
Da una parte, le critiche sono giustificate: nella riscoperta della corrente mistica dell’ebraismo da parte delle stelle di Hollywood c’è un aspetto di semplice moda, e il rischio di una certa superficialità. Ma, dall’altra parte, l’incontro con il discusso Rabbi Berg per molti è una prima occasione di riscoprire i classici del misticismo ebraico come lo Zohar, e alcuni li studiano veramente. E molti notano come la popolarità – e la stessa moda – della Kabbalah aiutino il pubblico americano a guardare all’ebraismo separandolo per un momento dalla politica e dal conflitto palestinese e riscoprendo la sua grande eredità spirituale. Anche Madonna che diventa Esther può dare a suo modo un contributo.

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