Domenica 16 gennaio 2011 – II del Tempo Ordinario

Tracce per omelie

Seconda Domenica del Tempo Ordinario

LETTURE
Is 49,3-5,6
Salmo 40
1 Cor 1,1-3
Gv 1,29-34

TEMA DELLE LETTURE
I testi di oggi parlano in maniere diverse dello scopo centrale della missione di Gesù, come Dio fatto uomo: "togliere il peccato del mondo" (Gv 1,29). Questa realtà ed il modo in cui è realizzata viene espressa in modi diversi. Il profeta Isaia parla del servo del Signore, consapevole di esser scelto per ricondurre Israele a Dio. Il servo sperimenta la fatica e l´oscurità del suo compito. Anche così, crede fermamente che il suo destino è con il Signore. Il salmo 40 sembra mettere in contrasto i riti sacrificali mosaici con l´ascolto obbediente e preferenziale della parola del Signore. Quel che conta per essere graditi a Dio è la disposizione interiore del cuore. Giovanni parla in termini simbolici di Gesù: l´Agnello sacrificale di Dio, che toglie il peccato del mondo. Egli riconosce Gesù come Colui per il quale aveva preparato Israele. Giovanni aveva visto lo Spirito Santo scendere su di lui. Paolo, nel suo saluto ai cristiani di Corinto, riferisce del duplice aspetto della redenzione: siamo stati fatti santi in Gesù Cristo, e siamo chiamati ad essere santo nel nome di Gesù Cristo.

MESSAGGIO DOTTRINALE

L´Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Dobbiamo tornare a meditare su questa frase, che è usata in ogni Messa. La fede cristiana insegna che Dio divenne uomo non solo per vivere fra noi, ma anche per offrire la sua vita per noi. C´erano molte forme di offerta nell´Antico Testamento; sacrifici, olocausti, espiazioni, offerte e riparazioni. Il loro significato comune era mostrare attraverso atti materiali la lode d´Israele a Dio, la sottomissione al suo dominio, il pentimento per i peccati, il ricordo riconoscente dei benefici ricevuti da Dio. Il gesto delle diverse offerte rappresenta questi sforzi di essere graditi Dio. Nel vangelo di Giovanni, Gesù è presentato come un agnello sacrificale. La differenza è che Egli realizza davvero — non soltanto simbolicamente — la trasformazione dell´offerta (Egli si fa carico di tutta l´umanità) in qualcosa che è gradito a Dio. Possiamo chiederci: cosa significa e come avviene che l´uomo scopre se stesso in uno stato di originale ingiustizia verso Dio? Come mai Gesù può farsi carico dei nostri peccati, delle nostre ingiustizie, nel suo dono di sé? Cosa si è cmpiuto? Cosa dobbiamo ancora fare per acquisire gli effetti di questo dono? Ci sono delle verità profonde sull´uomo e su Dio che occorre chiarire, se i cristiani vogliono andare oltre il linguaggio simbolico delle verità centrali della loro fede.

Riferimenti nel catechismo: i paragrafi 571-573 si riferiscono al mistero pasquale della croce di Cristo e alla risurrezione; i paragrafi 599-623 trattano della morte redentrice di Cristo nel piano di salvezza di Dio, e del dono di sé di Cristo a suo Padre per i nostri peccati.

Il sacrificio dell´obbedienza. L´apparente contrasto nel Salmo 40 è insolito. Il salmista pare dire che le proprio offerte della legge mosaica richieste da Dio ora non sono più gradite. L´insegnamento di Gesù insiste sugli atteggiamenti interiori del cuore più che sulle espressioni esteriori; se c´è una genuina conversione interiore e amore per Dio e per gli altri, le forme esteriori saranno poi conseguentemente adeguate. Quel che è fondamentale è l´atteggiamento di ascolto attento a Dio. Dobbiamo rifiutare la tendenza a ridurre la nostra adorazione di Dio alla mera osservanza rituale. Lo spirito cristiano ci attrae ad un amore genuino di Dio e del nostro prossimo, un amore che cerca di fare più che mantenersi all´interno di certe forme prestabilite.

Allo stesso tempo, questa disposizione di ascolto obbediente richiede uno spirito umile da parte del cristiano. Egli è in grado di ascoltare la parola di Dio. È questa franchezza interiore che mantiene la sua obbedienza attivo e vera.

Riferimenti nel catechismo: i paragrafi 144-152 trattano dell´obbedienza della fede; il paragrafo 615 parla dell´obbedienza di Gesù come di un´offerta per la nostra disubbidienza.

Le vie di Dio. Isaia menziona la sofferenza silenziosa del servo del Signore, che non vede i risultati del suo generoso impegno: " Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze" (v.4). C´è un tono diverso in Isaia: il servo che soffre che non vede chiaramente le cose. Certamente, ciò era un aspetto della sofferenza umana di Gesù. È pure, a volte, un aspetto della vita cristiana, non comprendere ma solo confidare in Dio. Questo non porta all´abbandono della ragione, soltanto al riconoscimento dei limiti di questa. Siamo chiamati a vivere secondo la nostra comprensione, ma non ad essere limitato. Come cristiani, siamo consapevoli che le nostre vite e questo mondo sono parte di un dramma più grande di noi.

Riferimenti nel catechismo: i paragrafi 164-165 si riferiscono a chi vive nell´oscurità della fede; il paragrafo 313-314 tratta delle vie della Provvidenza, a noi spesso ignote.

APPLICAZIONI PASTORALI

"Per molte persone oggi il messaggio cristiano su Dio è diventato una lingua straniera, non sono capaci di capirlo o di afferrarlo" (W. Kasper). Termini come redenzione, grazia e salvezza sono, per alcuni, difficili da comprendere. Forse possiamo ridurre la fede cristiana a realtà più immediatamente identificabili; un senso di comunità, amabilità umana, spirito civico, lavoro sociale. Tendiamo a ridurre a proporzioni terrene quel che non capiamo.

Si devono trovare nuove vie per rendere le verità centrali della fede cristiana più comprensibili alle menti e ai cuori della mentalità contemporanea. Uno dei compiti essenziali nello spiegare la centralità della redenzione e della salvezza è la riscoperta delle verità basilari della vita, il contesto all´interno del quale si situa la realtà cristiana. Spesso siamo allettati dall´idea di vivere nel mondo irreale della nostra immaginazione: vivremo per sempre, tutto è facoltativo, e le risorse sono illimitate. Dobbiamo fare i conti con la realtà: l´asprezza della vita, la divisione interiore del cuore dell´uomo, la natura della speranza umana, la sofferenza umana, la relativa impotenza dell´uomo di fronte alle forze cosmiche, i limiti della nostra comprensione, ecc. Questi sono i fatti della nostra esistenza. In questo contesto di realtà, il processo di redenzione e la promessa di salvezza si rivolgono e rispondono alle profonde e autentiche esperienze della nostra vita.