Sussidiarietà e Riforma Costituzionale

Socialismo

 “Siccome è illecito togliere agli individui ciò che essi possono compiere con le forze e l'industria propria per affidarlo alla comunità, così è ingiusto rimettere a una maggiore e più alta società quello che dalle minori e inferiori comunità si può fare. Ed è questo insieme un grave danno e uno sconvolgimento del retto ordine della società; perché l'oggetto naturale di qualsiasi intervento della società stessa è quello di aiutare in maniera suppletiva le membra del corpo sociale, non già distruggerle e assorbirle […]

Il principio di sussidiarietà protegge le persone dagli abusi delle istanze sociali superiori e sollecita queste ultime ad aiutare i singoli individui e i corpi intermedi a sviluppare i loro compiti”.

(COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, nn. 186-187, Lev, 2004)

 

Il principio di Sussidiarietà nella riforma costituzionale

 

art. 55: La Camera diventa unica titolare del rapporto di fiducia col Governo, della funzione di indirizzo politico, funzione legislativa e del controllo dell’operato del Governo.
art. 57: I senatori passano da 315 a 100, non sono più eletti dal popolo ma 95 NOMINATI dalle regioni e 5 dal Presidente della Repubblica.

art. 70-71: Il Senato NON sarà più titolare di funzione legislativa eccetto che le leggi costituzionali, le leggi elettorali, le leggi di attuazione delle politiche locali ed Europee.
La riforma lascia irrisolto il nodo – significativo per quanto attiene alla sovranità – della permeabilità del nostro ordinamento a norme sovranazionali provenienti dall’Unione Europea e che spesso sono in contrasto con la storia, le tradizioni, la cultura e talora con la legislazione del nostro Paese.

art. 70, c. 3: Il Senato potrà esaminare i disegni di legge approvati dalla Camera ove ne faccia richiesta e può, entro 30 gg, chiedere alla Camera di introdurre modifiche, che la Camera potrà rifiutare senza tenerne alcun conto. Il Senato potrà anche proporre un disegno di legge alla Camera, la quale potrà ignorarlo.

art. 72, c. 7: Il Governo potrà, in alcuni casi, imporre alla Camera la trattazione prioritaria di quei disegni di legge che siano definiti dal Governo come “essenziale per l’attuazione del programma”. Tali disegni di legge governativi avranno automatica priorità su tutto il calendario parlamentare e dovranno esser decisi entro 70 giorni. In poche parole il Governo potrà determinare in via assoluta il calendario dei lavori del Parlamento. Resta il decreto legge: strumento ampiamente usato (ed abusato) da parte dei governi (tutti) e capace di imporre atti aventi forza di legge senza il preventivo assenso del Parlamento.

art. 71, c. 3: Le proposte di legge di iniziativa popolare dovranno esser presentate da 150 mila elettori (oggi ne bastavano 50 mila).

art. 83: Il Presidente della Repubblica sarà eletto dai soli deputati e senatori (prima anche dai delegati regionali), con minore partecipazione alla scelta del Capo dello Stato. Anche il quorum sarà significativamente abbassato dal 7° scrutinio, passando dall’attuale “maggioranza assoluta” dell’assemblea ai 3/5 dei votanti.

Oggi il Presidente viene eletto da circa 1005 grandi elettori e, per l’elezione fino al terzo scrutinio, servono almeno 503 voti. Dopo gli elettori saranno 730 e – considerando il numero legale pari alla metà più uno degli aventi diritto basteranno 220 voti.

art. 114: Verranno soppresse le province

art. 117: Le regioni perderanno la potestà legislativa concorrente e vedranno limitata la potestà legislativa esclusiva a pochissime materie di limitata importanza (minoranze linguistiche, mobilità interna, attività culturali locali, promozione locale turismo). In ogni caso il Governo centrale potrà intervenire anche in queste materie invocando l’interesse nazionale, cioè ogni volta che vorrà (clausola di supremazia).

È vero che la legislazione concorrente stato-regioni ha causato numerosi ricorsi alla Corte Costituzionale per la rispettiva attribuzione degli ambiti di competenza, ma è altrettanto vero che le specifiche funzioni legislative sono ormai equilibrate e stabilizzate. Metter mano ora nella direzione di un rinnovato centralismo e una nuova stagione di ricorsi alla Consulta, è tradire definitivamente gli ideali della dottrina sociale della Chiesa Cattolica che da sempre ha posto l’accento sulla sussidiarietà orizzontale e verticale. Il potere rischia così di allontanarsi definitivamente dalla gente.

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Mons. Negri: Una guerra mondiale contro Cristo

Socialismo

 Si dissolvono i valori e le forme di vita e di cultura che la fede ha prodotto, si dissacra la vita nella sua misteriosità, come dono di Dio, si cerca addirittura di scardinare la procedura naturale con cui la vita si comunica, si sostituisce alla grande idea di identità della natura, forme e modi di manipolazione inaccettabili, sia sulla vita prima che nasce che sulla vita dell’infanzia. Su ogni momento della vita umana cala l’ombra terribile e spettrale della manipolazione.

DISCORSO A CONCLUSIONE DELLA SETTIMANA MARIANA
E ATTO SOLENNE DI CONSACRAZIONE ALLA MADONNA DELLE GRAZIE

 

09/10/2016

Carissimi Fratelli,
figli e figlie di questa veneranda chiesa che è in Ferrara-Comacchio.

Si rinnova l’antica invocazione che le precedenti generazioni hanno rivolto alla Madonna: “soccorri il popolo che sta per cadere”. Viviamo in tempi in un certo senso terribili, dove è in atto una vera e propria guerra, che Papa Francesco non ha esitato a definire “mondiale”, contro il mistero di Cristo presente nella sua Chiesa e tutti gli eventi di cultura e di storia che questa presenza ha generato.

Questa presenza è travolta ogni giorno, poiché ci si adopera sempre più per eliminare Dio dalla storia dell’uomo e del mondo, ma come ci ha insegnato un grande teologo e amico, H. De Lubac: ogni azione rivolta contro Dio, è rivolta contro l’uomo.

Tanti uomini e donne, nostri fratelli, con cui condividiamo la vita di ogni giorno, ci sembrano sempre più spesso essere inconsapevoli della loro verità: non comprendono da dove vengono né dove vanno, non sanno dove trovare il senso profondo della vita quotidiana che appare così definita dalla disperazione.

Il Cardinale Giacomo Biffi, vescovo di Bologna e scomparso l’anno scorso, ha usato a tale proposito un’espressione di singolare profondità e tenerezza, parlando di una società “sazia e disperata”. Forse questa definizione è da aggiornare perché oggi viviamo in una società “povera e disperata”.

Di fronte a questa battaglia nei confronti della tradizione cristiana, noi non possiamo non affermare che questi attacchi sono assolutamente ingiustificati; ingiusti dal punto di vista storico e gravissimi dal punto di vista morale.

Si dissolvono i valori e le forme di vita e di cultura che la fede ha prodotto, si dissacra la vita nella sua misteriosità, come dono di Dio, si cerca addirittura di scardinare la procedura naturale con cui la vita si comunica, si sostituisce alla grande idea di identità della natura, forme e modi di manipolazione inaccettabili, sia sulla vita prima che nasce che sulla vita dell’infanzia. Su ogni momento della vita umana cala l’ombra terribile e spettrale della manipolazione.

Cose inaudite e incredibili possono accadere e accadono sotto i nostri occhi, e per questo unisco la mia voce, con totale adesione, all’intervento forte e sgomento del Cardinal Carlo Caffarra, Arcivescovo emerito di Bologna, che ha segnalato l’esistenza della decisione, nell’ambito della nostra Regione, di acquistare da banche del seme estere gameti femminili e maschili per poi distribuirli gratuitamente a quanti vorranno servirsene per promuovere la fecondazione eterologa. In tal modo – afferma il Card. Caffarra – “non ci si rende conto che si sta sradicando la genealogia della persona dalla genealogia naturale”. Ma ancor di più: i bambini non si comprano, e le donne non possono essere sottoposte “a dei trattamenti ormonali massacranti. E’ un grande inganno, compiuto con fondi pubblici. Non si può tacere”. È una cosa inconcepibile, e va contro la natura profonda dell’uomo, della storia e della società.

Noi aspettiamo un gesto di correzione perché ci troviamo di fronte ad un fatto inaudito. Se il Card. Caffarra è intervenuto in modo così forte, lui che prima di parlare esamina a fondo e con acribia la realtà dei fatti, vuol dire che è proprio così.

Per questo credo che bisogna ricordare quello che ci ha insegnato il Santo Padre Giovanni Paolo II: noi abbiamo la precisa responsabilità di aiutare gli uomini di questo tempo a ritrovare il sentiero buono della ragione, a cercare di valutare il cammino che ciascuno deve percorrere per arrivare sicuro e diritto verso Dio. E dobbiamo aiutare l’uomo di questo tempo ad attendere con animo aperto il Signore che certamente viene ad incontrarlo – coprendo una distanza umanamente incolmabile – in Gesù Cristo.

Di fronte a questo momento così grave, la nostra Chiesa Diocesana continuerà inesorabile la sua missione di verità e di libertà. Verità e libertà per il cristiano, verità e libertà per tutti gli uomini di buona volontà.

Perciò oggi, per volontà del suo Arcivescovo, questa antica Chiesa Diocesana si consacra alla Beata Vergine Maria, Madonna delle grazie, perché rifiorisca in noi la fede, la speranza e la carità, e il mondo riconosca – attraverso la nostra testimonianza umile e coraggiosa – che il Signore è venuto, è risorto e abita in mezzo a noi. E così sia, per noi e per tutta l’umanità.

Segue la lettura dell’ATTO SOLENNE DI CONSACRAZIONE DELL’ARCIDIOCESI DI FERRARA-COMACCHIO ALLA MADONNA DELLE GRAZIE

http://www.luiginegri.it/default.asp?id=401&id_n=1860&Pagina=1

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Un sottile sentimento eugenetico

Socialismo

 Un giornale danese presenta come una grande conquista l’intenzione del governo di rendere gratuiti i test di diagnosi prenatale per cui le nascite down, già in diminuzione, spariranno presto del tutto. È chiaro –ma forse, non detto- che l’auspicata sparizione dipenderà non certo da inesistenti (fino ad oggi almeno) terapie ma dalla soppressione dei feti che presentano tale diagnosi: scelta oramai data per scontata

Roberto Volpi 

LA SPARIZIONE DEI BAMBINI DOWN

– UN SOTTILE SENTIMENTO EUGENETICO PERCORRE L’EUROPA –

Ed. Lindau – 2016 – pag. 89 – €.10,00

 

Roberto Volpi, oggi poco più che settantenne, è stato da giovane un convinto sessantottino. Dapprima, leader di un piccolo gruppo di cinesi (così si chiamavano i giovani di sinistra delusi dalla prassi parlamentare del Partito comunista italiano cui essi contrapponevano la ben più radicale rivoluzione culturale di Mao Tse Tung), aderì poi al P.C.I. e ne fu, oltre che focoso comiziante ed amministratore locale, esponente di rilievo nella provincia di Pisa. Fu infatti, poco più che trentenne, posto alla presidenza della neo-costituita U.S.L. ed appariva dunque destinato ad una carriera politica di rilievo.

Si dimise invece poco dopo, nauseato – così ricorda- dal clientelismo che vedeva intorno a sé e si è quindi dedicato al lavoro di statistico presso gli Uffici della Regione Toscana.

Nell’ambito di questa attività, nonostante l’inequivoca formazione politica, la sua personale onestà non lo ha lasciato insensibile davanti a quel drammatico declino demografico dell’Italia ed insieme, di tutto l’Occidente, che i numeri che trattava ogni giorno gli ponevano sotto gli occhi. Nell’indagarne le cause, ha creduto –con altrettanta onestà- di poterle individuare nella tragica crisi della famiglia. Infatti, almeno in Italia la crisi demografica si fa sempre più drammatica dopo il 1975 che è, significativamente, l’anno che segue il referendum sul divorzio: un avvenimento che (come Volpi va ripetendo negli incontri e negli articoli sul Foglio di Giuliano Ferrara) aveva fatto capire a tutti che questo istituto sarebbe oramai divenuto definitivo.

È da questo momento che occorre dunque datare la fine della tradizionale famiglia italiana: una realtà costruita nei secoli e circondata nel mondo da fama di solidità a tutta prova, di spirito di sacrificio e, proprio per tali caratteristiche, miniera di figli. L’apertura verso le nascite richiede infatti –ricorda ancora Volpi- più ancora che l’aumento degli assegni familiari o dei parchi giochi, la certezza di un futuro unito e di una solidarietà che oltrepassa le generazioni. La conclusione è quindi assai semplice: se non si può più fare affidamento sulla famiglia, neanche si fanno più figli.

Questa la tesi di fondo che emerge dai suoi libri, spesso dal titolo provocante: “Il sesso spuntato – Il crepuscolo della riproduzione sessuale in Occidente” o “La nostra società ha ancora bisogno della famiglia?”. Non stupisce dunque che il “laico” Roberto Volpi pubblichi spesso da Vita e pensiero, l’editrice dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.

*****

Anche il breve saggio che presentiamo, è assai chiaro già dal titolo. L’autore prende le mosse da una notizia di cronaca apparsa su di un giornale danese che presenta come una grande conquista l’intenzione del governo di rendere gratuiti i test di diagnosi prenatale per cui le nascite down, già in diminuzione, spariranno presto del tutto. È chiaro –ma forse, non detto- che l’auspicata sparizione dipenderà non certo da inesistenti (fino ad oggi almeno) terapie ma dalla soppressione dei feti che presentano tale diagnosi: scelta oramai data per scontata. Ma la situazione danese non è poi diversa da quella del resto dell’Occidente come risulta dai dati che Volpi presenta. Non lo seguiremo certamente nelle sue, pur avvincenti, analisi statistiche, presentate comunque in modo discorsivo e cioè senza grafici, equazioni o altro che potrebbe scoraggiarne la lettura.

Basti ricordare come nel libro si discutano, quanto all’Italia i dati delle sole due regioni (Emilia-Romagna e Toscana) per le quali si dispone di statistiche su diagnosi e nascite down. I loro numeri confermano la sistematica eliminazione di tali soggetti: una vera e propria strage che giustifica ampiamente la parola “eugenetica” che figura nel titolo del libro.

Merita invece ricordare alcune conclusioni che vi si traggono rilevando come Volpi vi pervenga perviene senza ricorrere a giudizi di tipo morale (che pure non pare affatto disprezzare) ma solo con l’analisi dei dati che ha disponibili. E sarà interessante notare come egli finisce per confermare che le cause di questa vera e propria selezione eugenetica sono le stesse individuate da chi invece analizza i fatti in forza dei valori in cui crede. Vediamone alcune.

Anzitutto, la perdita di ogni remora morale nella scelta di abortire i down: “i freni inibitori verso l’IVG di feti down vengono progressivamente meno … man mano che si diffonde l’uso di questi test. … In pratica, è come se fossero i test stessi a decidere della nascita o dell’aborto volontario dei casi down, più che non i singoli individui, più che non le stesse gestanti, cosicché è sempre nell’ordine delle cose che quanti, dei casi down, vengono diagnosticati come tali, finiranno per essere abortiti, piuttosto che accettati. La decisione dell’aborto volontario di un feto down è stata in un certo senso spersonalizzata” (pag. 42).

A conferma di quella che è oramai avvertita come una non-scelta cioè come un comportamento quasi socialmente obbligato, si può semmai ricordare l’orientamento dominante della Magistratura italiana che risarcisce la nascita di un figlio down erroneamente non diagnosticato in sede di amniocentesi, sul presupposto, che si da per scontato, che la gestante, se l’avesse saputo, avrebbe senz’altro abortito.

In questo contesto, non conta neanche, prosegue Volpi, il fatto che oggi la condizione della assoluta maggioranza dei down sia ampiamente migliore di un tempo. Molti sono autosufficienti ed in grado di leggere ed addirittura si tengono delle para-olimpiadi a loro destinate. L’autore non manca quindi di portare esempi anche commoventi del suo concreto vissuto, a Firenze; colpisce particolarmente il caso di un down che accompagna e sorregge la madre molto anziana nelle sue passeggiate e che va da solo a far la spesa al supermercato provvedendo anche al pagamento alla cassa pur se con l’aiuto della commessa per velocizzare l’operazione.

Volpi non manca poi di inquadrare questa strage all’interno di quella vera e propria sindrome del figlio perfetto che dilaga in tutto l’Occidente. Semplici difetti fisici ai quali in passato non si sarebbe neanche fatto tanto caso, alcuni anche curabilissimi, producono oramai l’aborto nel 50% dei casi.

Ma quel che più desta sconcerto è la conclusione cui Volpi arriva nelle ultime pagine del libro sempre soltanto elaborando dati statistici. Poiché “il rischio di aborto spontaneo è 1 su 200 per l’amniocentesi (esame più frequente) e di 1 su 100 per la villocentesi (esame meno frequente) [e poiché ancora] …. sono quasi 200 mila le donne di 35 e più anni che partoriscono annualmente in Italia, se anche soltanto 1 su 3 di loro ricorre alla diagnosi prenatale, si avrà un numero di aborti spontanei di feti sani superiore a 500, decisamente più alto delle 350 nascita down” stimate sulla base dei dati delle sole due regioni disponibili (pag. 81). Siccome però, con tutta probabilità, le donne di 35 e più anni che ricorrono ai test prenatali sono molte di più di una su tre, ne deriva che è lecito supporre che, per evitare una nascita down, si abortiscono involontariamente almeno due bambini non down.

Sono dati che non hanno necessità di aggettivi o commenti. Va solo il merito a Roberto Volpi di averli estrapolati e messi alla portata di chiunque perché non si  possa dire che ‘nessuno sapeva’.

Andrea Gasperini

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Francesco: parole chiare sulla famiglia

Socialismo

 I cattolici di tutto il mondo esultano per le lacrime che i massmedia piangono di fronte alle parole del Papa.
Costoro, abituati a dare risalto ad alcune espressioni poco chiare, si erano recati in massa all'incontro del sabato pomeriggio con gli "agenti di pastorale" (quale più adatto?), con la speranza di poter nuovamente diffondere confusione nel Popolo di Dio.
Ma il 1° ottobre Papa Francesco è stato chiarissimo e ha riproposto la dottrina cattolica.

 

1. Ecco un estratto di ciò che ha detto sulla famiglia (qui il testo ufficiale della conversazione):

La Bibbia ci dice che Dio ha creato l’uomo e la donna, li ha creati a sua immagine (cfr Gen 1,27). Cioè, l’uomo e la donna che diventano una sola carne sono immagine di Dio. […] chi paga le spese del divorzio? Due persone, pagano. Chi paga? […]
Paga Dio, perché quando si divide “una sola carne”, si sporca l’immagine di Dio. E pagano i bambini, i figli.

L'espressione "si sporca l'immagine di Dio" richiama la philosophia perennis, esposta nei due Catechismi universali (Trento e S. GIovanni Paolo II) che la Chiesa Cattolica propone ai fedeli di ogni tempo e luogo.
Eccola: "2384 Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. […]  Il divorzio offende l'Alleanza della salvezza, di cui il matrimonio sacramentale è segno. Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura: il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente".

"Si sporca l'immagine di Dio" non significa soltanto che si fa peccato mortale.
Significa che il divorzio è un atto contro natura. Infatti, la natura umana è stata creata direttamente da Dio; è perciò che l'indissolubilità viene detta "di diritto naturale divino".
Dunque, nessuna eucaristia per i divorziati volontariamente è possibile. Come per nessuna convivenza e libera unione, per nessuna unione civile e matrimonio omosessuale, per nessun omosessualismo, per nessun rapporto sessuale al di fuori del vincolo matrimoniale.

 

2. Ma c'è ancora qualcosa.
La lobby del relativismo massmediatico piange anche per questa seconda frase della conversazione del Papa in Georgia:

[C'è] un grande nemico del matrimonio, oggi: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Oggi ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono, ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee. Pertanto, bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche.

E' una frase che riprende quanto detto ai vescovi polacchi in tema di "gender": "Papa Benedetto, che sta bene e ha un pensiero chiaro, mi diceva: “Santità, questa è l’epoca del peccato contro Dio Creatore!
Lo riprende e lo migliora, abbandonando la tesi che la diffusione del gender sia fatta per fare soldi e che sia voluta da alcuni paesi.
Ora si capisce meglio: il gender è diffuso in odio a Dio e alla natura umana, ed è promosso dalle centrali relativistiche mondiali.

 

3. Infine, una sottolineatura tutt'altro che scontata: l'invito a "difendersi".
E siccome parla di difendersi da idee distruttive, la frase può essere di sostegno a chi non ha abbandonato la battaglia delle idee e l'apologetica.
Quante espressioni poco chiare del passato sono state corrette in due sole frasi!
La lobby relativistica mondialista piange, e ha commesso un grave errore: segnalare una conversazione del Papa che contiene due utili strumenti per combattere quella stessa lobby.

 

4. Preghiamo e ringraziamo Maria Santissima che ci ha ottenuto una grazia specialissima all'inizio del mese del Santo Rosario.
Preghiamo e chiediamo che ci ottenga una nuova "Loreto", una pastorale subordinata alla dottrina cattolica e incentrata su "l’impegno dei cristiani nella costruzione di una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio".
Preghiamo per avere la forza e l'intelligenza di diffondere, incessantemente, queste frasi per combattere la Rivoluzione.

In alto gli stendardi!
Non è mai finito il tempo delle falangi di Cristo Redentore!

© totustuus.it

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Welfare: dalla culla alla bara

Socialismo

 Quando lo Stato tenta di regolamentare la vita degli uomini dalla culla alla bara, siamo di fronte ad un vero e proprio "Welfare State".
Il Welfare è il modo subdolo in cui oggi si avverano le premonizioni di Orwell e Huxley su una società composta da schiavi, individui isolati gli uni dagli altri, per i quali lo Stato provvede a tutto, avendo così diritto a decidere tutto.
La Famiglia naturale, fondata sulla fedeltà indissolubile e la procreazione, è il maggiore ostacolo allo Stato totalitario welfarista.

 

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

Ogni individuo dovrà essere considerato come autonomo, non come l'appendice di qualcun altro. È dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti

Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese, 1972

Olof Palme, pilastro della socialdemocrazia svedese, voleva modernizzare il Paese. Riformò il sistema pensionistico, stabilì sussidi e forme di sostegno, edificò il paradiso del welfare attorno a un'idea non così scontata, quando si parla di Stato e diritti sociali: l'autonomia individuale. L'indipendenza degli individuio. L'indipendenza della donna dall'uomo, dei figli dai padri, della madri dai figli. In qualche modo, la distopia immaginata dal grande drammaturgo svedese August Strindberg nella riscrittura post-amletica del Padre, ma senza più ossessioni per la solitudine.

Oggi, in Svezia il 50% dei cittadini vive solo. Una vita senza l'altro e una morte che non è da meno: 1 cittadino su 4 muore in solitudine, abbandonato dai figli. È la teoria svedese dell'amore: un'idea talmente assoluta di indipendenza che porta a considerare che l'amore autentico può esistere solo tra estranei. O tra sconosciuti. O tra sé e sé: la relazione è un peso che sempre meno svedesi sembrano disposti a sopportare. Non serve. Nemmeno per avere figli.

In Svezia va per la maggiore la fecondazione fai da te. Una gran parte delle donne svedesi – svela Gandini – acquista sperma per corrispondenza. Lo fa dalla Cryos, una società danese fondata da Ole Schou. «La banca del seme più grande del mondo», alimentata da donatori che dichiarano di «volere il bene dell'umanità» e disponibile per tutti e per tutte le tasche. Lo sperma in Europa arriva con corriere espresso, conservato in ghiaccio secco e pronto all'uso (vengono fornite delle apposite fiale/siringhe fai da te). I tempi di consegna vanno da 1 a massimo 2 giorni.

Il prezzo va da 63 euro per 1 fiala/siringa ai 12mila euro per il "donatore esclusivo". Si possono poi consultare i dati ex post, con le fotografie dei bambini, il loro – testuale – «profilo di intelligenza emotiva e il campione vocale». Si può pure scegliere – anche qui: testuale – la razza: caucasica, africana, medio orientale. Più della metà dei clienti della Cryos sono donne single.

«Ho pensato che fosse meglio avere un figlio da sola, ed evitarmi la fatica di trovare un partner», dichiara una donna.

A 40 anni dal manifesto Familjen i framtiden – en socialistisk familjepolitik l'utopia svedese si è rivelata una desolante emancipazione regressiva. Si nasce soli, si vive soli, si muore soli. Come nota Gandini nel Docu-film: “Ognuno va per la propria strada ma non c'è nulla che li tenga insieme”. Quest’ultimo fenomeno è talmente aumentato negli ultimi anni che lo Stato svedese ha dovuto creare uffici appositi che si occupano di tutte le incombenze legali e burocratiche legate alla scoperta di un morto senza legami, nel disinteresse di figli e parenti.

 

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Tempi.it – Un libro dall’inferno coreano

Socialismo

Tempi.it

Corea del Nord. Il paradiso più crudele del mondo 

Aprile 30, 2016 Leone Grotti

La dénonciation: sette racconti di tragica vita quotidiana in Corea del Nord. Il capolavoro di uno scrittore nordcoreano dissidente che si nasconde ancora nel suo paese

«Vivo in Corea del Nord da cinquant’anni/ Come un automa parlante/ Come un uomo attaccato a un giogo/ Ho scritto queste storie/ Mosso non dal talento/ Ma dall’indignazione/ E non mi sono servito di piuma e inchiostro/ Ma delle mie ossa e delle mie lacrime di sangue/ [Le storie] sono aride come il deserto/ Dure come una terra selvaggia/ Misere come un malato/ Sgraziate come un rozzo utensile di pietra/ Ma, caro lettore/ Ti prego, leggile!» (Bandi, La Dénonciation)
 

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il Foglio – Il comunismo cinese è ateo e combatte la religione

Socialismo

Il Foglio

La religione è nemica della Cina
Le parole del presidente Xi Jinping e sempre più chiese demolite
di Redazione | 26 Aprile 2016 ore 06:20

La libertà religiosa in Cina è un pericolo. Lo ha detto, neanche troppo velatamente, il presidente cinese Xi Jinping sabato scorso, durante una conferenza sulle religioni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinuha. Xi ha detto ai membri del Partito comunista di agire come “atei marxisti inflessibili, consolidando la loro fede, e tenendo a mente i princìpi del partito”, perché è attraverso la dottrina religiosa che l’ostile presenza straniera può avere la sua influenza in Cina. “I gruppi religiosi devono rispettare la leadership del Partito comunista, e sostenere il sistema socialista cinese”, ha detto.

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AsiaNews – Cina: Troppo tardi per il secondo figlio

Socialismo

AsiaNews 30/10/2015
CINA
Cina, la fine del figlio unico “non cambia nulla. Non possiamo permetterci famiglie numerose”

La popolazione accoglie con generale favore la decisione di rimuovere la decennale politica voluta nel 1979 da Deng Xiaoping, che ha causato circa 400 milioni di aborti. Ma la sensazione comune è che la società sia oramai troppo improntata sull’idea di avere al massimo un erede. Le voci della strada, raccolte da Pechino, Shanghai e Guangzhou.

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AsiaNews – Il Vietnam a 40 anni dalla ”liberazione” tra progresso e persecuzio

Socialismo

AsiaNews

Il Vietnam di oggi a 40 anni dalla caduta di Saigon
di Lee Nguyen
Il 30 aprile 1975 le truppe del Nord hanno conquistato la capitale del sud e messo fine alla guerra del Vietnam. Dopo 40 anni il Paese è ormai una discreta “tigre” dell’economia asiatica e mondiale, dove vige un’economia capitalista insieme a un comunismo di facciata, ma ancora deciso nel controllo sociale. Pera la Chiesa ci sono segni positivi, ma anche persecuzioni, veti, censure soprattutto verso vescovi e sacerdoti. Eppure il Paese ha proprio bisogno della riconciliazione che i cristiani possono portare, per guarire le ferite e le divisioni ancora presenti.

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