Mons. Camisasca (RE): alla base di BIBBIANO c’è ideologia anti-famiglia

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Secondo il vescovo di Reggio Emilia, mons. Massimo Camisasca, i fatti al centro dell’inchiesta sugli affidi famigliari illeciti nella provincia emiliana sono gravi e hanno una radice ideologica anti-famiglia.

In Italia, continua a scuotere l’opinione pubblica e a dividere il mondo politico la cosiddetta vicenda di ‘Bibbiano’, il comune al centro di una vasta inchiesta della Procura di Reggio Emilia su un presunto giro di affidi illeciti nella Val d’Enza reggiana. L’iniziativa giudiziaria, che ha portato i carabinieri ad eseguire misure cautelari nei confronti di diciotto persone, riferisce di ‘lavaggi del cervello’ ai bambini per raccontare abusi che non ci sono mai stati, relazioni dei servizi sociali falsate e minorenni sottratti illegittimamente alle famiglie naturali e affidati ad altre, per un business di migliaia di euro. Coinvolti, in diversi modi, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino. In relazione ai fatti di Bibbiano, il ministro della giustizia Bonafede ha annunciato la creazione di una ‘Squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini’ e il ministro dell’interno Salvini ha affermato che sarà presentata in Parlamento la proposta di una commissione d’inchiesta sulle case famiglia.

Per una riflessione sull’inchiesta e sulle reazioni che sta suscitando, Radio Vaticana Italia ha sentito mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio-Emilia.
Ascolta l’intervista a mons. Camisasca qui: https://media.vaticannews.va/media/audio/s1/2019/07/25/13/135147778_F135147778.mp3

Mons. Chaput sferza i politici cattolici: «Non devono scendere a compromessi»

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«Non possiamo mai accettare una separazione della nostra fede religiosa e delle nostre convinzioni morali dai nostri ministeri pubblici o dal nostro impegno politico. È impossibile. E anche il tentativo di farlo è malvagio perché ci costringe a vivere due vite diverse, adorando Dio a casa e nelle nostre chiese e adorando l’ultima versione di Cesare ovunque altrove».  È questo un passaggio chiave del discorso – riassunto dalla CNA – pronunciato dall’arcivescovo di Philadelphia, Charles Chaput, al vertice dell’Alliance Defending Freedom sulla libertà religiosa svoltosi lo scorso 9 luglio.  […]

Il compito dei cristiani, ha affermato il prelato, è quello di creare una visione autentica della società, che abbia a cuore la giustizia e sia centrata «sul vero bene dell’intera persona umana, corpo e anima». Per formare questa “società dell’amore”, ha quindi proseguito, «l’autentica libertà religiosa è essenziale», in quanto essa «è cruciale per servire il vero progresso umano».

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Dopo Verona: eroismo nella base cattolica, cedimento in chi vorrebbe rappresentarla

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Soldato non ricattabile: il popolo di Verona ai raggi X

Un popolo che ha in testa idee chiare: NO all’aborto, all’eutanasia, alla fecondazione artificiale, al divorzio, all’omosessualità, alle unioni civili e all’indottrinamento gender nelle scuole.
Sono dei “No” senza senza possibilità di compromesso: ma vuole generali coerenti. Il veleno peggiore per costoro è accorgersi che il proprio paladino il giorno prima afferma chiaro e tondo che la 194 è una legge omicida e il giorno dopo chiede che venga applicata bene.

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Molti se non moltissimi hanno parlato dei relatori e degli organizzatori dell’appena concluso Congresso Mondiale delle Famiglie. Ma forse ben più importante di chi ha parlato è chi ha ascoltato. Qual è la carta di identità non solo di chi ha partecipato fisicamente al Congresso e alla marcia conclusiva, ma di tutti coloro che si sono riconosciuti nei principi ispiratori di tale evento? Proviamo ad indicare i segni particolari di questo popolo pro family e pro vita.

In primo luogo è un popolo che ha poche idee, ma sane e chiare in testa. No all’aborto, all’eutanasia, alla fecondazione artificiale, al divorzio, all’omosessualità, alle unioni civili e all’indottrinamento gender nelle scuole.

In secondo luogo questi “No” non ammettono eccezioni. Chi reggeva striscioni e bandiere domenica sfugge istintivamente a qualsiasi compromesso. Non ci sono bilanciamenti di interessi contrapposti che tengano, né casi pietosi, né falso rispetto umano che possano far piegare la testa. L’opportunismo ammantato da realismo politico non lo fa fesso. Annusa lontano un miglio i doppiogiochisti

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Basta avere sensi di colpa per gli immigrati e l’islam

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Per cambiare la politica, è stato trasformato il passato. Così la civiltà è stata letta come colonizzazione, l’evangelizzazione ha finito per equivalere a cancellazione delle culture autoctone. E chi si è opposto è stato inserito suo malgrado nella categoria dei “medioevali”, rimasta oramai l’unica che è lecito discriminare secondo il nuovo catechismo politicamente corretto.
Tutti gli altri al contrario non possono essere offesi, se no scatta la censura, che agisce come «una camicia di forza lessicale».
Perciò i gay pride sono divenuti eventi meritori del patrocinio istituzionale, durante i quali è ben accetta la partecipazione di eterosessuali, mentre la famiglia finisce nel contenitore dei rifiuti ideologici e guai se un divorziato o una madre single osano aderirvi.

Se un fenomeno di tale portata è potuto accadere, la causa è l’imposizione alla società, da parte di alcune minoranze, di un senso di colpa ideologico dal quale ci insegna a liberarci il politologo francese Alexandre Del Valle, con l’opera Il complesso occidentale. Piccolo trattato di decolpevolizzazione, (Paesi edizioni, pp. 432, 15 euro), che esce oggi in traduzione italiana.

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Libertà per la religione e dittatura gender in Emilia-Romagna

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Avanza l’iter di una proposta di legge regionale liberticida: http://wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/oggettiiter/Vedi_Iter.aspx?legislatura=X&numOggetto=6586&tipoAccesso=1&pag=1
Questa legge, con il pretesto del contrasto all’omotransfobia, vuole togliere la libertà per la religione e mettere il bavaglio ai cattolici: una legge che è ormai nota come la “Scalfarotto al ragù bolognese”.
Il primo ad essere colpito sarà il ministero episcopale.
Chiediamo a tutti
– un’Ave Maria
– informare i propri vescovi (se possibile anche i parroci), eventualmente inviando l’articolo più sotto
– sollecitare gli esponenti dei partiti, regionali e nazionali, a non cedere e a denunciare quanto sta per accadere sui massmedia
anche noi possiamo scrivere lettere al direttore ai quotidiani locali: consigliamo siano brevissime e abbiamo come scopo il mettere in difficoltà il partito che vuole questa legge, cioè il Partito Democratico.

Emilia Romagna Lgbt: se il reato di opinione sarà legge

Una norma in cui i trans hanno diritti speciali, che parla di “violenza verbale, psicologica” in modo generico, che prevede privilegi nel lavoro per le persone Lgbt, la vigilanza sui contenuti dei media e l’indottrinamento scolastico: una stretta alla libertà di espressione in cui la discriminazione si realizza anche prima che il fatto si compia, un testo incostituzionale che serve al Parlamento.

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Insurrezioni cattoliche, quando il popolo non ci sta

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La storia insegna, i cristiani sono sempre stati chiamati a resistere verso ogni tentativo del mondo di adorare qualche idolo.
C’è, nella vocazione propria del cristiano, un non possumus dichiarato in faccia al mondo quando questo costringe a rinnegare la fede in Gesù Cristo.


Oggi il cristiano in occidente è chiamato a confrontarsi con una mentalità che vuole ridefinire la natura umana
attraverso la destrutturazione della famiglia, la procreazione assistita, aborto e eutanasia. Ancora una volta sembra si apra un capitolo di persecuzione.

Come scriveva Tertulliano “il sangue dei martiri è seme di cristiani”, fin dalle origini menzogne, violenze e provocazioni hanno accompagnato la vita di quanti professavano la fede nel Cristo Signore. Da Stefano in poi è una lunga scia di sangue che ha irrorato la terra.

Molte volte questa vera e propria resistenza è stata messa in atto da interi popoli che si vedevano portare via quanto dava senso alle loro giornate e alle loro vite.

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Cina-Vaticano: il socialismo non è morto, torna la persecuzione.

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Dopo l’accordo sino-vaticano, distrutti due santuari dedicati alla Madonna nello Shanxi e nel Guizhou
http://www.asianews.it/notizie-it/Dopo-laccordo-sino-vaticano,-distrutti-due-santuari-dedicati-alla-Madonna-nello-Shanxi-e-nel-Guizhou-(Video)-45306.html

Il caso di P. Liu Jiangdong di Zhengzhou: un ‘martire’ del Sinodo dei giovani

di Bernardo Cervellera

P. Liu, ordinato 13 anni fa, è stato arrestato e sospeso nel suo sacerdozio. Le autorità lo accusano di “aver violato la politica religiosa e i regolamenti”. Era “troppo attivo”: organizzava – proprio come vuole il Sinodo – incontri per i giovani, anche minori di 18 anni su catechesi, evangelizzazione, carità, discernimento vocazionale. L’Ufficio affari religiosi ha anche strappato la croce dal campanile della chiesa del Sacro Cuore, la parrocchia di p. Liu.

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Guida pratica al femminile per costruire l’Opzione Benedetto

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Opzione Benedetto di Rod Dreher, che il New Yorker ha definito «il più discusso e il più importante libro religioso del decennio», continua a far parlare di sé e a muovere pensieri e azioni, nel mondo cattolico e non solo.

In questi giorni è uscito sul mercato statunitense il libro Costruire l’Opzione Benedetto – Una guida pratica per la costruzione della comunità cristiana basata sulle idee formate da Dreher, a firma della scrittrice convertita Leah Libresco.

Il libro si propone un obiettivo semplice, ma nel contempo alto: rendere carne, in quel modo tutto pragmatico che caratterizza l’universo femminile, la lungimirante ipotesi formulata da Dreher che, seppure non fosse questo l’intento dell’autore, per alcuni critici rischia di essere interpretata in maniera troppo rigida, con una sorta di isolamento dal mondo da parte dei cattolici.

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Card. Bagnasco: c’è un regime persecutorio anti-cristiano

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Cari Fratelli e Sorelle
nel cuore dell’estate ritorna la festa di san Lorenzo, al quale è dedicata la nostra Cattedrale. Che cosa ha da dire a noi, cristiani di un mondo tanto diverso e lontano rispetto al suo? Se celebrare la sua memoria fosse solo una consuetudine, verrebbe meno il flusso della storia, anzi della vita. Nessuno, infatti, è solo se stesso, quasi un’apparizione dal nulla: è sempre di più, vive grazie agli altri perché ne ha bisogno per le sue esigenze vitali, ma – soprattutto – perché ha bisogno dell’amore e della saggezza altrui, della cultura che lo ha accolto ed educato, di esempi a cui fare riferimento, di parole che indicano il senso dell’esistere, che insegnano ad affrontare la vita e la morte. Abbiamo bisogno di incontrare qualcuno che – piuttosto che rinnegare le ragioni del vivere – accetta di morire. E’ questa la bellezza della tradizione di un popolo, di una famiglia, della fede cristiana: accogliere quanto ci è tramandato, nel quale siamo cresciuti, farlo scoprire ai giovani, aiuta ad incontrare il Signore e a crescere in Lui. Tra i santi, i martiri hanno un posto speciale, poiché hanno effuso il sangue per Cristo e la Chiesa.
San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma nel III secolo, avrebbe potuto salvare la vita rinnegando Cristo, ragione della sua vita. Ma davanti all’imperatore Valeriano, che pretendeva la confisca dei beni ecclesiastici, egli si rifiuta e li dona ai poveri, presentando loro come la vera ricchezza della Chiesa.
Cari Amici, il suo esempio ci ricorda che la persecuzione fa parte della fede cristiana: “Se hanno perseguitano me, perseguiteranno anche voi” (Gv15,20). Non dobbiamo meravigliarci di questo, così come non dobbiamo cedere all’ottimismo ingenuo secondo il quale attorno a noi esiste solo rispetto e benevolenza.
Così non è!
Anche se non se ne parla, esiste un regime discriminatorio anticristiano. E ciò accade perfino nella nostra Europa, grembo del Vangelo e culla di civiltà. Attraverso norme raffinate si limita la libertà di professare la fede pubblicamente, e sempre più la si spinge nella sfera privata. Con il pretesto di non urtare le diverse sensibilità religiose o culturali, si vuole creare un modo di vivere uniforme al ribasso, eliminando tradizioni legittime e rispettose di tutti, oppure cambiandone nomi, luoghi, simboli. E’ chiaro che – in questo modo – si intende diluire la fisionomia della fede con lo scopo di spegnerla nella coscienza collettiva e in quella personale, riducendola da tradizione a vago ricordo.

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Vescovi coraggiosi: card. Comastri “il progetto diabolico contro la famiglia”

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C’è un “progetto diabolico per combattere la famiglia, e in definitiva per combattere il desiderio di Dio”, e chi “presume di capire più di Dio, perché combattere la famiglia significa questo, è al servizio del demonio”.

Il Cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, lo sottolinea nell’omelia della festa di Sant’Anna, durante la messa celebrata nella parrocchia di Sant’Anna in Vaticano.

[…] L’omelia del Cardinale Comastri è stata tutta incentrata sulla famiglia, perché ricordare Sant’Anna significa ricordare “una santa famiglia, quella in cui è nata la Vergine Maria”.

“Mi sembra decisivo – ha detto il Cardinale – sottolineare che la famiglia non l’abbiamo inventata noi. La famiglia l’ha inventata Dio. La famiglia è un progetto di Dio. Dio ha creato l’uomo e la donna perché fossero culla della vita, e fossero luogo in cui i figli possano crescere e imparare l’alfabeto della vita. Bisogna essere ciechi per non vederlo”.

Il Cardinale ha ricordato un passaggio del diario di Giovanni XXIII, che sottolineava come “l’educazione che lascia le tracce più profonde è quella che si riceve in casa”, e che la sua “casa era povera ma piena di Dio”.

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