Vescovi coraggiosi. S. Francisco, Mons. Cordileone: scandali e (nostra) conversione

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Di fronte agli scandali omosessuali e all’omo-eresia nella Chiesa due posizioni vanno per la maggiore: “godere” o sostenere che “i panni vanno lavati in casa”.
Sono entrambe posizioni molto umane, ma in questo particolare frangente utili solo ad allontanare il male da sé.
Al contrario i vescovi americani sostengono i propri fedeli chiedendo giustizia e domandano loro conversione, perché «Dio sta cominciando questo doloroso processo di purificazione per noi».

E’ bene che emergano gli scandali,
per la nostra conversione

Alcuni vescovi americani, fra cui il presidente della Conferenza episcopale Usa, il cardinal Daniel Nicholas Di Nardo e Monsignor Thomas J. Olmsted, vescovo di Phoenix, che hanno desiderato innanzitutto sostenere i propri fedeli sia chiedendo che giustizia continui ad essere fatta, sia scrivendo ai fedeli stessi, domandando la loro conversione e ricordando che “le porte degli inferi non prevarranno”.

È solo la fede che ha portato anche l’arcivescovo di San Franciso, Salvatore Cordileone, a guardare a quanto sta avvenendo in maniera escatologica, ossia dalla prospettiva di Dio e quindi riempiendo il dramma di speranza.

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Card. Brandmüller: preti pervertiti, come uscirne?

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La crisi di perversione e disordine sessuale di preti e vescovi indegni – che affligge oggi la Chiesa – hanno un precedente importante.
Il cardinale Walter Brandmüller, ripercorre quanto già accaduto nell’Italia dell’XI-XII secolo quando il Signore si servì di preti cattivi per trarre il bene: furono le eresie dei patarini (poi catari) e dei fraticelli a produrre una rivolta dei fedeli, che portò alla necessaria riforma fatta dal Pontefice e dai Vescovi a lui uniti.
Ecco a quali condizioni, oggi come allora, dalla crisi potrà scaturire un rinnovamento spirituale.

Apprendere che gli abusi sessuali e l’omosessualità sono diffusi in modo quasi epidemico tra il clero e perfino nella gerarchia della Chiesa in America, Australia ed Europa, scuote la Chiesa attuale fin nelle sue fondamenta, per non dire che l’ha fatta addirittura cadere in una sorta di stato di shock.
Si tratta di un fenomeno che, pur presente anche in passato, fino alla metà del XX secolo era sconosciuto nelle terribili dimensioni attuali.

Si pone dunque la domanda su come si sia potuti arrivare a questo punto. Nella ricerca di una risposta, lo sguardo cade subito, oltre che sulla società attuale caratterizzata da un [libertarismo] estremo, anche sulla teologia morale degli ultimi decenni e i suoi rappresentanti.
Tra loro, alcuni leader d’opinione hanno abbandonato lo spunto classico del diritto naturale e della teologia della rivelazione e proclamato nuove teorie.
Una morale autonoma, che non vuole riconoscere le norme comunemente vincolanti, un consequenzialismo, che giudica la qualità etica di un’azione in base alle sue conseguenze, o un’etica situazionale, che fa dipendere il bene o il male di un atto dalle relative circostanze concrete dell’azione umana: tutti questi nuovi approcci nella teologia morale sono stati difesi da professori nelle aule di teologia, ovvero nei seminari – e naturalmente anche applicati alla morale sessuale – . Lì, dunque, si è anche potuto dipingere  l’omosessualità come moralmente accettabile e la sua chiara condanna da parte della Sacra Scrittura come legata al tempo e quindi superata.

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Vescovi coraggiosi; Mons. Crepaldi: tre modi per indebolire la lotta per la vita

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I tre atteggiamenti denunciati dall’arcivescovo sono i seguenti: Pensare che i cattolici debbano proporre valori e non impegnarsi nel campo delle leggi perché sarebbe ideologia;
Pensare che l’impegno pro-life visibile in piazza e organizzato  sia una prova di forza non cristiana;
Pensare che la biopolitica e la bioetica debbano allargarsi alla difesa dell’ambiente e ad altri ambiti oltre aborto, eutanasia, procreazione.

  1. Dedico questo mio intervento ad una riflessione sulla centralità del tema della difesa della vita umana dal concepimento alla sua fine naturale per la Dottrina sociale della Chiesa e, in generale, per continuare a permettere che la religione cattolica abbia un ruolo pubblico, come deve necessariamente avere[1]. Ritengo importante situare la riflessione sulla difesa della vita dentro la Dottrina sociale della Chiesa, ossia dentro il rapporto della Chiesa con il mondo. Perché in questo consiste il ruolo pubblico della fede cattolica, che non parla solo all’interiorità delle persone, non è un viatico solo per i fedeli, non è un positivismo cattolico, ma esprime la Verità e, così facendo, parla a tutti gli uomini con il linguaggio di tutti gli uomini. Senza questa dimensione pubblica, la fede cattolica diventa una gnosi individuale, un culto non del Dio Vero ed Unico ma degli dèi, una setta che persegue obiettivi di rassicurazione psicologica rispetto alla paura di essere “gettati” nell’esistenza.
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Vescovi coraggiosi: Mons. C. Chaput di Filadelfia

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Il Sinodo dei Giovani aumenta la confusione nella Chiesa.
Un Sinodo “taroccato” da qualcuno
(perchè la testimonianza fede di tanti giovani è stata fatta sparire),
per dare spazio all’ennesima calata di brache davanti agli LGBT.

Le profonde considerazioni dell’arcivescovo Charles Chaput di Filadelfia, che nel primo giorno del sinodo ha detto apertamente che l’espressione LGBT dovrebbe essere evitata nei documenti ufficiali della Santa Sede, perché la Chiesa non classifica le persone in base ai rispettivi orientamenti sessuali.
Ecco perché, ha spiegato, non esiste e non può esistere un «cattolico LGBTQ» (la Q sta per Questioning, ovvero incerto, che si interroga) o un «cattolico transgender», così come non si parla di «cattolico eterosessuale». L’orientamento sessuale, di per sé, non è sufficiente per definire chi siamo.

Pubblicato da Catholic Herald (http://www.catholicherald.co.uk/news/2018/10/04/archbishop-chaput-tells-synod-lgbtq-should-not-be-used-in-documents/) l’intervento di Chaput merita di essere conosciuto, anche perché è facile immaginare che la grande stampa non ne parlerà. Eccone dunque una sintesi fatta dal vaticanista Aldo Maria Valli.

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L’omo-eresia spiegata da suor Lucia di Fatima

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Alcune lettere della veggente parlano del «disorientamento diabolico» nella Chiesa, dei sacerdoti traditori che portano «alla perdizione delle anime», della necessità di reagire, dei pavidi che non hanno combattuto il male e della responsabilità del popolo che non «fa nulla per evitare l’inganno».
Poi elenca le armi della lotta e spiega perché se «la Chiesa non accoglie l’ultimo aiuto di Dio (il messaggio di Fatima) non ci sarà più possibilità di salvezza».

 

Mentre la situazione del clero e di chi ricopre ruoli di comando nella Chiesa si fa sempre più apertamente e così gravemente immorale da chiarire il perché dei mutamenti dottrinali e della diffusione dell’eresia (basti pensare all’accettazione della sodomia e dell’adulterio o alla predicazione sull’uguaglianza delle religioni), rileggere le lettere di Suor Lucia, la veggente di Fatima (alcuni testi sono reperibili presso l’Associazione Madonna di Fatima), serve sia a gettare luce su quanto sta avvenendo sia a comprendere l’unica via d’uscita possibile, sebbene ignorata dalla maggior parte dei vescovi e dei cardinali.

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Sinodo dei giovani taroccato: “quel documento non ci rappresenta”

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tante cose che avevamo scritto sono state ommesse o cambiate

«Uno dei maggiori ostacoli che incontriamo nella Chiesa è rappresentato da chi, tra i suoi membri, stempera e annacqua i suoi insegnamenti, e preferisce proporre l’incontro con un “Cristo accondiscendente” (una falsa immagine di Cristo che non ci mette in discussione, né rimprovera, ma che accetta sorridente il nostro peccato) invece che l’incontro con il Cristo autentico».

 

Sinodo sui giovani: saltan fuori censure e forzature unilaterali sui testi dei ragazzi. La denuncia di chi si sente non rappresentato.

 

Manca ormai poco all’inizio del sinodo dei vescovi sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale (dal 3 al 28 ottobre 2018), ma è una vigilia tormentata.

Le vicende relative agli abusi omosessuali hanno spinto due vescovi a scendere in campo: Charles Chaput di Philadelphia ha chiesto al papa di annullare il sinodo, e Robertus Mutsaerts, ausiliare della  diocesi di Hertogenbosch, nel sud dell’Olanda, ha scritto al papa spiegando che non si recherà a Roma e proponendo di rinviare il sinodo sui giovani per dedicarne uno alla situazione della Chiesa. In entrambi i casi, alla luce degli scandali, i prelati ritengono che i vescovi in questo momento non abbiano la credibilità sufficiente per rivolgersi ai giovani con richieste di tipo morale.

Ma anche fra gli stessi giovani le acque non sono tranquille. Ne è prova il testo che proponiamo qui. Arriva dal Pakistan ed è opera di una  giovane cattolica, Zarish Neno, che vive in quel paese ed esprime un senso di delusione e frustrazione rispetto al documento elaborato dai giovani al termine della fase preparatoria.

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Il Card. Muller sull’omosessualismo nella Chiesa

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Sull’omo-eresia:Non il clericalismo, qualunque esso sia, ma l’allontanamento dalla verità e la licenza morale sono le radici del male”.
La corruzione della dottrina comporta e si manifesta sempre nella corruzione della morale

Ampi stralci (nella traduzione via Google translate) del discorso del card. Gerhard Cardinale Müller pronunciato per l’ordinazione sacerdotale del fratello Michael Sulzenbacher SJM nella chiesa di Sant’Agnese in Agone il 15.9.2018 – Fonte: Kat.net

 

(…) La chiesa, fondata da Dio e composta da esseri umani, si trova tuttavia – secondo il suo lato umano – in una profonda crisi di credibilità. In questo momento drammatico sospettiamo e temiamo le possibili conseguenze negative degli scandali e degli errori delle guide. Pensiamo involontariamente alla divisione del cristianesimo occidentale nel XVI secolo o alla secolarizzazione della vita spirituale sulla scia dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese.

Non il clericalismo, qualunque esso sia, ma l’allontanamento dalla verità e dalla licenza morale sono le radici del male. La corruzione della dottrina comporta e si manifesta sempre nella corruzione della morale. Il grave peccato contro la santità della Chiesa senza rimorso è il risultato della relativizzazione del fondamento dogmatico della Chiesa. Questa è la vera ragione dello shock e della delusione di milioni di cattolici devoti. Nell’analisi delle cause delle secessioni dell’unica Chiesa di Cristo nel XVI secolo, lo storico della Chiesa Hubert Jedin (1900-1980) ha dichiarato nel primo volume della sua “Storia del Concilio di Trento”: “La parola riforma ha nascosto l’eresia e l’emergente secessione della chiesa”. (I, 151).
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Il vescovo di Ferrara in piazza con Arcigay

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«Da sempre attento al tema dei migranti, rappresentate di una Chiesa che sa accogliere e non discriminare. Ringraziamo l’arcivescovo Gian Carlo Perego per la sensibilità e la disponibilità dimostrataci».
Il post apparso sulla pagina facebook di Arcigay Ferrara, così ecumenico e zuccheroso, non lascia spazio a dubbi: al movimento arcobaleno, monsignor Perego piace proprio tanto.
Il motivo? Semplice: l’arcivescovo succeduto a monsignor Negri, al quale l’associazione non ha mai rivolto pensieri particolarmente affettuosi, ha ritenuto opportuno farsi immortalare in Piazza Municipale, nel capoluogo estense, davanti a dei cartelloni anti-omo-trans-fobia in occasione di una mostra fotografica il cui titolo dice già tutto: «NOIdentity-True stories human stories».

Il progetto fotografico, centrato sulla persecuzione di persone Lgbt migranti o emigrate in Italia e realizzato da Luciana Passaro, dirigente di Arcigay Ferrara, è stato pensato fra le altre cose per scardinare l’«intollerante» modello «eteronormativo», che è la solita espressione ambigua celante la sostanziale promozione dell’ideologia omosessualista, che ha in figure come Mario Mieli le sue stelle polari.

Bene, ma cosa ci faceva da quelle parti monsignor Perego? Per quale motivo pastorale ha ritenuto di presenziare?

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Anche l’Italia avrà il pride catto-gay

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OMOERESIA

Anche l’Italia ha il suo padre Martin e il Pride cattogay

Il gesuita padre Pino Piva sta facendo in Italia lo stesso lavoro di padre James Martin: in nome della pastorale, dell’accoglienza e del discernimento, arriva a giustificare gli atti omosessuali.
Sarà protagonista, insieme a Martin, del Forum dei cristiani Lgbt che, da alcuni anni, si svolge ad Albano Laziale, il cui vescovo Semeraro è un grande sponsor dell’iniziativa.

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Mons. Gänswein: siamo nell’11 settembre della Chiesa

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Ieri il Santo Padre ha fatto riferimento all’eresia omosessualista che colpisce la Chiesa, ormai a tutti i livelli:
Vi raccomando una particolare attenzione al clero e ai seminari […] le nostre risposte saranno prive di futuro se non raggiungeranno la voragine spirituale che, in non pochi casi, ha permesso scandalose debolezze, se non metteranno a nudo il vuoto esistenziale che esse hanno alimentato, se non riveleranno perché mai Dio è stato così reso muto, così messo a tacere, così rimosso da un certo modo di vivere, come se non ci fosse” (13/9/18).

Come laici proponiamo quanto detto dall’arcivescovo George Gänswein presentando il libro “L’opzione Benedetto”: “la Chiesa cattolica guarda piena di sconcerto al proprio 11 settembre“.

Le idee omosessualiste che si diffondono nel clero?
Sono l’11 settembre della Chiesa cattolica

L’11 settembre 2018 il Prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gänswein, ha presentato a Montecitorio la versione italiana de “L’Opzione Benedetto”, di Rod Dreher.
La forte analogia tra il “nine eleven” e gli scandali che agitano la Chiesa è uno degli elementi più sottolineati dai media: leggendo l’integrale si potranno altresì apprezzare lo spirito genuinamente religioso dell’opera di Dreher, l’encomio della sua analiticità

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