Gender: alcuni vescovi disobbediscono?

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In nome di una malintesa “accoglienza e inclusione”, anche in Italia si provoca confusione… mentre l’università gesuita del Messico lancia la “Settimana della diversità umana”:  un festival per promuovere l’agenda lgbtiq.
Su questi temi serve l’impegno del laicato: ognuno si mobiliti.

Roma. L’ideologia gender è “un pericolo per l’umanità” e “quando si mette in discussione la dualità naturale e complementare dell’uomo e della donna la nozione stessa di essere umano viene minata. Il corpo non è più un elemento caratterizzante dell’umanità. La persona è ridotta a spirito e volontà e l’essere umano diventa quasi un’astrazione”.
Ha avuto scarsa eco il discorso che la scorsa settimana ha pronunciato alle Nazioni Unite l’osservatore permanente della Santa Sede, mons. Bernardito Auza. Parole chiare e poco consone al consesso onusiano trasudante politicamente corretto da ogni muro.

Il rappresentante della Santa Sede era stato invitato a dire la sua all’incontro “Uguaglianza di genere e ideologia gender: proteggere le donne e le ragazze”, e per prima cosa ha sottolineato che se “un tempo c’era una chiara comprensione di cosa significasse essere una donna, questione di cromosomi”, oggi “tale chiarezza è stata scalfita dall’ideologia gender che ipotizza un’identità personale svincolata dal sesso”.
Mons. Auza ha aggiunto che sostituire questa identità di genere al sesso biologico comporta gravi danni “non solo in termini di diritto, educazione, economia, salute, sicurezza, sport, lingua e cultura”, ma anche di “antropologia, dignità umana, diritti umani, matrimonio e famiglia, maternità e paternità”.
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Card. Sarah: “Il relativismo dottrinale è la maschera di Giuda”

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Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha deciso di «parlare apertamente», rivolgendosi ai «cattolici disorientati» dalla «notte oscura» che sta investendo la Chiesa, «avvolta e accecata dal mistero dell’iniquità». E lo fa – come riporta LifeSiteNews – nel libro Le soir approche et déjà le jour baisse (La sera si avvicina e già il giorno volge al termine), scritto con Nicolas Diat per le edizioni Fayard e uscito in Francia il 20 marzo, che è «il grido della mia anima! È un grido d’amore per Dio e per i miei fratelli», perché è solo una la verità che salva e ogni pastore sarebbe chiamato a proclamarla al suo gregge.

L’enorme piaga degli abusi sessuali che ha investito la Chiesa pone infatti in evidenza come – citando Paolo VI – il «fumo di Satana» abbia invaso la Chiesa dal suo interno per opera di «traditori» che sono diventati «agenti del Male» e «hanno umiliato l’immagine di Cristo presente in ogni bambino» e tradito tanti sacerdoti fedeli.

Dalla crisi spirituale e l’attivismo sociale al ritorno alla preghiera

Per Sarah «la crisi che il clero, la Chiesa e il mondo stanno attraversando è radicalmente una crisi spirituale, una crisi di fede».
Il problema di fondo è infatti che «abbiamo abbandonato la preghiera», che «è il sangue che può irrigare il cuore della Chiesa», mentre, di contro, «il male dell’attivismo efficiente si è infiltrato ovunque».
Ma, ammonisce il cardinale, «Colui che non prega ha già tradito. È già pronto per ogni compromesso con il mondo. Cammina sui gradini di Giuda».

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“Operazione Sodoma”, l’assalto gay alla Chiesa

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L’uscita contemporanea del libro “Sodoma” in 20 paesi e in 8 lingue, prevista per il 21 febbraio, si presenta come una grande operazione mediatica allo scopo di promuovere la legittimazione dell’omosessualità nella Chiesa. Ma potrebbe rivolgersi contro quel papa Francesco che l’autore vuole invece sostenere.

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Nessuno è più convinto di noi che ci sia un problema omosessualità nel clero, ne parliamo da anni, da quando ancora nessuno dei grandi media se ne interessava. Ma proprio per questo l’operazione “Sodoma”, ovvero il libro che, tradotto in otto lingue, uscirà contemporaneamente in venti paesi il prossimo 21 febbraio, puzza di imbroglio lontano un miglio.
Si presenta come un grande lavoro scientifico: l’autore, Frédéric Martel, è un sociologo francese e attivista gay che afferma di aver intervistato nell’arco di quattro anni 41 cardinali, 52 vescovi, 45 nunzi apostolici, decine di guardie svizzere e tanti altri per un totale di 1500 persone, tra quanti interpellati in Vaticano e in giro per il mondo. Il risultato è un volume di quasi 600 pagine, il cui dato più clamoroso è che in Vaticano quattro preti su 5 sarebbero omosessuali.

In realtà, l’uscita di questo libro sa di una grande operazione mediatica che ha uno scopo sì commerciale, ma soprattutto “politico”. L’uscita programmata contemporaneamente in tanti paesi presuppone un investimento e una regia importante difficilmente giustificata dalla previsione di vendita del libro.

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Mons. Conley (Nebraska): nella Chiesa c’è confusione sulla sessualità

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Vescovo Conley: nella Chiesa ci sono voci inquietanti, anche ad altissimo livello, in materia di sessualità

Il vescovo James Conley, vescovo di Lincoln, Nebraska, ha detto che c’è “incertezza e confusione” all’interno della Chiesa sull’insegnamento morale, anche “ad un livello molto alto” della gerarchia. Nella Chiesa ci sono voci inquietanti, anche ad altissimo livello, in materia di sessualità.

Di seguito un articolo dello staff del Catholic Herald, nella traduzione di Sabino Paciolla.

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Il vescovo James Conley, vescovo di Lincoln, Nebraska, ha detto che c’è “incertezza e confusione” all’interno della Chiesa sull’insegnamento morale, anche “ad un livello molto alto” della gerarchia.

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Card. Müller: il gender è anche dentro la Chiesa

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«Abusi sessuali, chi parla di clericalismo svia dalla vera causa del problema»;
«Non si può sfuggire al fatto che oltre l’80% degli abusi sessuali siano atti omosessuali»;
«Strumentalizzare lo scandalo degli abusi per legittimare l’omosessualità è un crimine»;
«La lobby gay nella Chiesa distrugge la dottrina ma anche le persone che dice di voler aiutare»;
«Complotto contro il Papa? Una assurdità, i cattolici stanno sempre con il Papa, anche se trovano discutibili alcune sue azioni»;
«Il più grave problema della Chiesa è il relativismo dottrinale»;
«Quando ci sono messe “non cattoliche” i fedeli hanno il diritto di protestare
».

Intervista de La Nuova Bussola a venti giorni dal vertice in Vaticano sugli abusi sessuali, intervista a tutto campo con l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard L. Müller.
– ENGLISH TRANSLATION (SHORTER VERSION)

«Parlare di abusi sui minori da parte di sacerdoti ignorando che oltre l’80% sono atti omosessuali significa non voler risolvere la questione», «il problema più grave della Chiesa oggi è la tendenza al compromesso con il mondo, la rinuncia a proclamare la verità tutta intera».
Parla in modo pacato il cardinale Gerhard Müller, cerca sempre le parole giuste in italiano, ma i suoi giudizi arrivano chiari e netti.
A dispetto della sua figura imponente, ha modi molto bonari; e malgrado abbia una più che solida formazione teologica (cura tra l’altro l’opera omnia del cardinale Joseph Ratzinger-Benedetto XVI) ha la capacità di essere molto chiaro.
Mi accoglie molto cordialmente nel suo appartamento a due passi dalla Basilica di San Pietro, che ha mantenuto anche dopo aver ricevuto il benservito da papa Francesco, il quale in un modo un po’ brutale nel luglio 2017 non gli ha rinnovato l’incarico di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Ma in questo anno i suoi interventi, a fronte della confusione crescente che c’è nella Chiesa, hanno sempre avuto il timbro del “custode dell’ortodossia”, una sorta di Prefetto “ombra” dell’ex sant’Uffizio.

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Vescovi coraggiosi, Trieste: prima viene il diritto a NON emigrare. Poi attenzione all’islam

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L’arcivescovo di Trieste:

  • “La dottrina sociale della Chiesa è chiara: i popoli devono rimanere nelle loro terre. La politica decide se accogliere o no, la religione deve annunciare Cristo. Ma forse qualcuno se n’è scordato…”
  • La politica deve prima di tutto conoscere le religioni di cui si occupa […] un dovere che va attuato anche nei confronti dell’islam. […] Anche la Chiesa dovrebbe valutare l’islam”
  • Non bisogna far finta che nella teologia islamica non ci siano elementi che rendono difficile l’integrazione

A leggere alcuni proclami sull’accoglienza dei migranti sembra di trovarsi davanti a un nuovo dogma. C’è, si, un innegabile imperativo di assistenza umanitaria, ma anche una distinzione tra assistere e accogliere. E la dottrina sociale della Chiesa cattolica non avalla affatto l’indiscriminata accoglienza spesso predicata assumendo toni di scelta politica. La Verità ha incontrato monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio cardinale Van Thuan sulla dottrina sociale, per cercare di capire come interpretare il problema senza cadere in facili slogan.

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Monsignor Crepaldi, si moltiplicano gli appelli all’accoglienza, spesso anche da parte di uomini di Chiesa. Quali sono i criteri che la Dottrina sociale offre per affrontare il problema delle migrazioni senza precipitare nel vuoto buonismo?

“Non potendo andare tutti a Lampedusa ad accogliere immigrati bisogna impegnarsi con una buona politica, la quale deve sempre perseguire il bene comune, che non è solo quello degli immigrati, ma anche quello della nazione accogliente e quello del bene della comunità universale”.

Quindi?

“Quindi le politiche dell’immigrazione devono considerare i bisogni di chi chiede accoglienza e, nello stesso tempo, interrogarsi sulle reali possibilità di integrazione. Oltre all’assistenza immediata ci sono altri problemi”.

Quali ad esempio?

“Combattere la criminalità organizzata che organizza gli sbarchi, disincentivare la collusione di alcune Ong, non scaricare tutta la responsabilità sull’Italia ma favorire la collaborazione europea e mediterranea e così via. La carità personale getta spesso il cuore oltre l’ostacolo, ma la politica deve regolare l’accoglienza in modo strutturale nella tutela del bene di tutti”.

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2019: una Marcia per la Vita più importante che mai

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Nel 100° dello sciagurato appello ai “liberi e forti”

Contesto istituzionale. Il 1° giugno 2018 si è formato un nuovo Governo che ha posto fine alla Legislatura più anti-vita e anti-famiglia della storia d’Italia: i Governi Letta-Renzi-Gentiloni passano alla storia per le otto leggi contro la vita e la famiglia (1).
Tuttavia, la nuova legislatura nasce anche sotto la spada di Damocle di un “contratto” che ha sinora impedito qualunque iniziativa a favore dei principi non negoziabili, in particolare l’abrogazione delle otto leggi già citate (2). L’unico tema che pare venga sostenuto è quello del cosiddetto “inverno demografico” (3): ma è una posizione perdente perché ignora la sacralità della vita umana quale fondamento giuridico di ogni convivenza civile.
Ciò nonostante, il nuovo Governo ha risvegliato una qualche attenzione verso la vita umana, manifestatasi con una decina di Mozioni di amministrazioni locali in difesa della maternità. Si tratta di iniziative intese a «limitare i danni» (4) della legge 194/78 posto che, purtroppo, solo il Parlamento può abrogarla (5).
Ma, intanto, nuove leggi miranti alla distruzione della civiltà occidentale prendono corpo.

Contesto ecclesiale. La recente prolusione del Presidente della Conferenza Episcopale (6) è tornata ad attirare l’attenzione sui migranti e sul Partito Popolare (7), ignorando i valori non negoziabili e il pericolo islamico. È la conferma di tutta una serie di iniziative diocesane miranti alla costruzione di un nuovo soggetto politico (8) che ha visto, tra gli altri, la ricomparsa dell’On. Romano Prodi e di altri ex deputati PD.

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Card. Brandmüller, omo-eresia: “il vero scandalo è che la Chiesa cattolica non si è distinta dal resto della società”

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Il cardinale Walter Brandmüller ha detto che il dibattito sull’abuso sessuale del clero “dimentica o mette a tacere il fatto che l’80% dei casi di violenza sessuale nella Chiesa ha colpito giovani maschi non bambini” e che un collegamento tra omosessualità e abuso sessuale è stato “statisticamente provato”.

Un articolo di Edward Pentin, nella traduzione di Sabino Paciolla.

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Il cardinale Walter Brandmüller ha detto che il dibattito sull’abuso sessuale del clero “dimentica o mette a tacere il fatto che l’80% dei casi di violenza sessuale nella Chiesa ha colpito giovani maschi non bambini” e che un collegamento tra omosessualità e abuso sessuale è stato “statisticamente provato”.

Un ex presidente del Pontificio Comitato per le scienze storiche, il cardinale Brandmüller ha detto all’agenzia di stampa tedesca DPA venerdì che “solo un numero molto esiguo” di sacerdoti ha perpetrato abusi e che è “ipocrita” da parte della società condannare gli abusi sessuali da parte dei sacerdoti.

Quello che è successo nella Chiesa non è altro che quello che sta accadendo nella società nel suo complesso”, ha detto.

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Mons. Negri: immigrazione, sindaci, obiezione di coscienza a solo scopo elettorale

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Monsignor Negri: “Usare l’obiezione di coscienza per fare politica è sbagliato”

L’Arcivescovo emerito di Ferrara si smarca dalla linea Bagnasco. «Chi vuole integrarsi deve fare passi di immedesimazione nella società».
I sindaci sbagliano a puntare sull’obiezione di coscienza contro il decreto sicurezza. L’integrazione deve essere affrontata con prudenza e realismo mettendo al centro diritti e doveri insieme. Lo afferma monsignor Luigi Negri, classe 1941, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio e teologo.
Nella presente versione l’intervista è stata arricchita da citazioni di riferimento alla pluri-secolare dottrina cattolica.

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 Eccellenza, che cosa ne pensa dell’obiezione di coscienza evocata dai sindaci contro il decreto sicurezza?
«La Costituzione italiana e una prassi consolidata fanno sì che non si possa tirare fuori l’obiezione di coscienza di fronte a tutto, in chiave politica, soprattutto in particolare di fronte a disposizioni amministrative di un governo… e magari dagli stessi che l’hanno finora negata proprio lì dove era invece legittima e doverosa.
Il diritto all’obiezione va difeso quando sono messi in crisi principi fondamentali.
Quei sindaci che usano dell’obiezione di coscienza – volutamente come strumento politico – nei confronti di legittimi interventi di autorità superiori o pari, abusano del concetto
».

  • [«Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti sono contrari alle esigenze dell’ordine morale, ai diritti fondamentali delle persone o agli insegnamenti del Vangelo», CCC 2242]

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Vescovi esasperati dagli attacchi alla famiglia… parlano!

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Mons. Enrico Solmi: «La famiglia è quella unita nel matrimonio»
Sindaco 5 stelle: «Felice di riconoscere coppie omogenitoriali»

Succede a Parma: dopo le mille false priorità sull’omo-eresia, i migranti, l’islam, l’ecologia, l’ambiente, il dialogo, il nuovo soggetto politico dei cattolici, la pace e i “Bella Ciao” cantati in Chiesa, il Vescovo guarda alla famiglia di Nazaret e… sbotta ripetendo le verità di natura!
«Due uomini e due donne che vivono assieme come marito e moglie non sono famiglia, anche se mettono al mondo dei figli, direttamente o indirettamente. Anche se viene ratificata da una legge o in qualche comune di Italia, questa non è famiglia».
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«Vivere sotto lo stesso tetto non basta per essere una famiglia». Dopo i quattro atti di riconoscimento del sindaco di figli di coppie gay, monsignor Solmi prende posizione: «Nessuna discriminazione, ma questa realtà è formata solo da un uomo e una donna uniti nel matrimonio».
Dopo l’articolo uscito sulla Gazzetta di Parma, oggi il sindaco Federico Pizzarotti interviene su questo tema con un post su Facebook: “felice di aver sottoscritto nei giorni scorsi il riconoscimento di figli di coppie omogenitoriali. Lo rifarei oggi, domani e nei giorni a venire”.

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